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Quiz by Sarah Bailey
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La classificazione dei beni di consumo La scelta della strategia migliore per un dato prodotto dipende dalle caratteristiche del prodotto stesso e dall'obiettivo perseguito dall'impresa nell'ambiente competitivo in cui opera, si stabilisce una distinzione fra 4 sottogruppi: 1) I prodotti d'acquisto corrente (convenience good) sono i beni che il consumatore acquista con il minimo sforzo possibile, di frequente e in piccole quantità, adottando un comportamento d'acquisto abitudinario. Questa categoria può essere suddivisa in: prodotti di prima necessità: sono acquistati regolarmente e includono la maggior parte dei prodotti alimentari, l'acquisto è facilitato dalla fedeltà alla marca e dalla pubblicità ripetitiva. prodotti d'impulso: vengono acquistati senza alcuna premeditazione (patatine);devono essere disponibili in più negozi; la confezione e gli espositori sono importanti per la loro vendita. prodotti d'urgenza: vengono acquistati per soddisfare un bisogno inaspettato e urgente, vanno acquistati nel momento del bisogno quindi devono essere disponibili in diversi tipi di punti vendita (cerotti, disinfettanti ecc.); per questi prodotti, l'impresa non ha scelta: è necessaria la massima copertura del mercato perché, se il cliente non trova il prodotto o la marca desiderata nel momento e nel luogo in cui vuole acquistarla, sceglierà un'altra marca. 2) I prodotti di acquisto ragionato (shopping good) sono prodotti per i qualí si percepisce un livello elevato di rischio, per cui i consumatori investono tempo e impegno per confrontare le caratteristiche di prodotti alternativi, in base a criteri come la qualità, il prezzo, lo stile ecc. es. mobili, abiti... prodotti a prezzo elevato e a bassa frequenza d'acquisto. In questi casi, i clienti potenziali si recano in vari punti vendita prima di decidere l'acquisto e il personale di vendita esercita un'influenza notevole sulla decisione finale. Per questi prodotti è indicata la distribuzione selettiva, in quanto serve la collaborazione del dettagliante e l'ubicazione adeguata del punto vendita. 3) I prodotti esclusivi (specialty good) sono prodotti con caratteristiche uniche; all'acquisto di tali beni il consumatore è pronto a dedicare molti sforzi, si tratta di marche di prodotti di lusso es. auto, alta moda ecc. Per questi prodotti, i clienti non procedono a confronti tra le marche: cercano il punto vendita dove è disponibile il prodotto o la marca desiderata. Il fattore determinante è la fedeltà al prodotto o alla marca, per il produttore di un bene specifico, la distribuzione esclusiva rappresenta la migliore soluzione. 4) I prodotti non ricercati sono quelli che i clienti non conoscono, o quelli che sono noti ma non c'è interesse spontaneo, rientrano, per esempio, apparecchiature per il controllo della temperatura o assicurazioni sulla vita. Questi prodotti non ricercati richiedono sforzi di vendita notevoli e la collaborazione dell'intermediario è indispensabile. 16.6 Le politiche di comunicazione nella rete distributiva Per conseguire gli obiettivi di marketing dell'impresa, è necessaria la collaborazione dei distributori. Per ottenere tale impegno da parte degli intermediari, l'impresa può scegliere 2 politichecomunicative: Le politiche push Consiste nel concentrare gli sforzi di comunicazione e di promozione sugli intermediari, in modo da stimolarli a collaborare con l'azienda, inserire il prodotto nei loro assortimenti, immagazzinarlo in quantità consistenti e garantirgli lo spazio di vendita adeguato. L'obiettivo è quello di sollecitare la collaborazione volontaria del distributore che, a seconda degli incentivi e delle condizioni di vendita che gli vengono proposti (margini elevati, sconti sulle quantità, pubblicità nel punto vendita, budget promozionali, distribuzioni gratuite), tenderà a privilegiare il nostro prodotto, quindi è indispensabile un programma di incentivi. Il rischio di questa strategia è che potrebbe rendere l'impresa dipendente dall'intermediario, che ne controlla l'accesso al mercato. Le politiche pull Consiste nel tagliare fuori gli intermediari e cercare di costruire la domanda dell'impresa rivolgendosi direttamente ai potenziali consumatori nel segmento target. L'obiettivo comunicativo è quello di creare una forte domanda da parte del consumatore finale e di sviluppare la fedeltà alla marca in modo che il distributore sia costretto a inserirla nel proprio assortimento, per soddisfare le richieste del consumatore. Sono necessarie spese sulla comunicazione in pubblicità sui media, promozioni ai consumatori e altri mezzi di mkt diretto, se si ha successo, il produttore avrà il potere d'influenzare i partecipanti al canale distributivo e di indurli a prendere in carico la marca.. Procter & Gamble adotta una politica pull per lanciare i nuovi prodotti. Però questa politica richiede ingenti risorse finanziarie per coprire i costi delle campagne pubblicitarie, si tratta di costi fissi mentre adottando una politica push, i costi sono proporzionali ai volumi di vendita e diventano più sostenibili, in particolare per le piccole imprese. Una politica pull va considerata un investimento a lungo termine: l'obiettivo dell'impresa è quello di creare un capitale di reputazione, il cosiddetto "brand equity". In pratica le due politiche di comunicazione sono utilizzate insieme. 16.7 L'analisi dei costi di distribuzione I costi di distribuzione sono misurati dalla differenza tra il prezzo unitario di vendita pagato dal consumatore finale e il prezzo pagato al produttore dal primo acquirente. Il margine di distribuzione s'identifica dunque con il concetto di valore aggiunto del canale distributivo. Laddove più intermediari intervengono nel processo distributivo, il margine di distribuzione è costituito dalla somma dei margini del diversi Intermediari. I margini di distribuzione Si esprime in termini percentuali, si calcola sia in rapporto al costo d'acquisto (C), sia in rapporto al prezzo di vendita (P). Si parla di margine di distribuzione (D) come di mark-up (o "ricarico") e di"sconto". Abbiamo diverse formule di calcolo: Costi di distribuzione (CD) ➨ CD = Pcf - Ppa Pcf = prezzo pagato dal consumatore finale Ppa = prezzo pagato al produttore dal primo acquirente Margine di distribuzione (MD) = volume d’affari del canale (VA) MD = ∑ md n md = Pv - Pa n = margini dei diversi intermediari In un sistema di distribuzione indiretto, il margine di distribuzione è uguale alla somma dei margini dei distributori IL MARGINE DEL DISTRIBUTORE (D) = prezzo di vendita - costo d'acquisto = D = P - C IL MARGINE DI DISTRIBUZIONE IN PERCENTUALE sul prezzo di vendita (sconto): D* = P-C / P sul costo di acquisto (mark-up): D° = P-C / C REGOLE DI EQUIVALENZA D*= D° /1 + D° D° = D* /1 - D* Calcolo del prezzo di vendita al cliente Costo di acquisto = 90€; Sconto = 25% Prezzo di vendita al dettaglio = 90€/ (1 - 0,25) = 90€/0,75 = 120€ I margini di distribuzione sono espressi in relazione al prezzo di vendita, ma la prassi può variare fra un settore e l'altro e fra un'impresa e l'altra, inoltre dipende dalla posizione occupata dall'intermediario nella rete e remunera la funzione o le funzioni esercitate. In alcuni casi, l'intermediario beneficia di più margini. Confronto tra prezzo di listino, di fattura e finale I margini di distribuzione costituiscono solo una parte del margine totale, bisogna distinguere tra; ➤prezzo di listino è il prezzo ufficiale, pubblicato nel tariffario o nel listino dell'azienda. ➤prezzo di fattura è il prezzo di listino al netto delle deduzioni "in fattura" che andrebbero conteggiate in aggiunta allo sconto standard per il distributore, per esempio, di sconti speciali al distributore, sconti all'utente finale e promozioni in fattura. ➤prezzo finale è il prezzo di fattura senza le deduzioni "aggiunte fuori fattura", come lo sconto per i pagamenti in contanti, i costi del conto clienti, le indennità, i rimborsi, i programmi promozionali fuori fattura e le spese di spedizione, inoltre confezioni speciali o supporto tecnico.. sottraendo dal prezzo finale il costo di questi servizi si ottiene il margine finale, ossia la misura della redditività del prodotto. Confronto fra costi di distribuzione Il margine di distribuzione remunera le funzioni e i compiti della distribuzione assunti dagli intermediari. Nel canale indiretto lungo, la maggior parte dei compiti fisici di distribuzione (stoccaggio e trasporto) sono svolti dai grossisti e i costi sono proporzionali al volume d'affari del fabbricante e coperti dal margine del grossista e del distributore. Il produttore deve mantenere un servizio commerciale minimo, con spese fisse a suo carico ridotte però l'impresa esercita un controllo scarso sull'organizzazione di vendita. Nel canale indiretto breve, la quota di spese fisse diventa preponderante rispetto al costo totale di distribuzione; il fabbricante deve sostenere le spese della distribuzione fisica, organizzare una rete di magazzini e un'amministrazione delle vendite, sugli oneri finanziari prodotti dalla gestione delle scorte e del conto vendita della clientela, come pure la funzione di vendita. L'adozione di questo canale implica per il fabbricante, un rischio finanziario maggiore, però l'impresa è in grado di esercitare un miglior controllo sulla propria organizzazione commerciale, essendo in contatto diretto con la domanda finale. L'indice di redditività di ciascuno di essi si calcolerà nel modo seguente: R = volume d'affari - costi di distribuzione /costi di distribuzione dove R rappresenta una valutazione dell'indice di redditività previsto, tenendo conto dell'insieme dei costi che ogni canale comporta. 16.8 L'impatto di internet sulle decisioni di distribuzione Internet sta migliorando l'efficienza dei mercati, creando situazioni prossime alla concorrenza pura o perfetta, l'impresa che controlla l'accesso dei prodotti sul mercato possiede un importante vantaggio competitivo. Nell'e-business, invece di vendere ciò che produce, l'impresa virtuale vende ciò che può offrire, non importa chi provvederà al processo di fabbricazione dei prodotti. La tentazione di disintermediazione Internet potrebbe consentire alle imprese di trattare direttamente con il cliente finale, scavalcando le reti di distribuzione esistenti e riducendo i costi di transazione, si definisce disintermediazione. Prima di considerare la disintermediazione, è utile verificare se ciascuna applicazione online "completa" o "sostituisce" le operazioni offline, in molti casi, la soluzione migliore è data da una combinazione delle due, promuovendo in tal modo la complementarietà. Andare contemporaneamente online e offline? Offrendo gli stessi prodotti agli stessi clienti, con la stessa marca contemporaneamente online e offline, si possono generare dei forti conflitti di canale, possono essere: Conflitti interni ⟹ quelli tra due o più canali di commercializzazione impiegati dall'impresa; esistono 4 tipi di conflitti interni: 1. Cannibalizzazione tra canali: la creazione di un nuovo canale di vendita può determinare una ridistribuzione del volume complessivo di vendite tra i canali, che si traduce in una cannibalizzazione dei canali esistenti, a favore di quelli nuovi. 2. Sottoutilizzazione delle infrastrutture fisiche: i canali di vendita al dettaglio necessitano di Investimenti in beni materiali come negozi, uffici... L'ottimizzazione del numero, delle dimensioni e dell'utilizzazione di queste risorse è importante, se volumi consistenti di vendite vengono spostati online, l'equilibrio potrebbe saltare, con un impatto negativo sui costi totali. 3. Discriminazione di prezzo tra I canali: l'impresa che utilizza anche un canale di distribuzione online si troverà a competere con imprese che operano esclusivamente su Web e che hanno costi e prezzi più bassi, ciò la spingerà a ridurre i prezzi online, causando possibili problemi con i propri clienti tradizionali, i quali potrebbero ritenere di pagare troppo offline. 4. Desincronizzazione dei canali: i clienti non distinguono tra i canali di vendita per la stessa marca, ma selezionano semplicemente il canale più conveniente, aspettandosi un certo grado di integrazione tra l'online e l'offline. Conflitti esterni ⟹ quando operatori terzi indipendenti sono coinvolti nella rete distributiva. 1. Eliminare i dettaglianti tradizionali: nel momento in cui i canali online tolgono volume d'affari ai canali tradizionali, questi ultimi possono ritirare il loro supporto ai prodotti dell'azienda e passare alla concorrenza. 2. Perdere Il controllo del canale: I produttori cercano di controllare i canali che utilizzano, impostando delle quote di vendita per area o per regione e fornendo linee guida rigorose in materia di presentazione e promozione del prodotto, è difficile mantenere lo stesso controllo sul canali online. 3. Spostamento del valore a monte: la fornitura di servizi e di informazioni direttamente da parte dei produttori riduce il ruolo e il valore aggiunto dei rivenditori, le cui funzioni sono limitate alle attività di distribuzione fisica, che sono peraltro le più costose. Esistono delle opzioni per conciliare i canali online e non, che riducono i potenziali conflitti: • inserire sul sito web dell'impresa una presentazione e un catalogo di prodotti senza listino prezzi, in modo, tale che i distributori percepiscono il sito come supporto promozionale; • usare nel sito web lo stesso prezzo di mercato, ma aggiungere le spese di consegna, mantenendo attraente l'offerta del distributore tradizionale; • vendere sul sito web, ma riconoscendo una provvigione ai distributori situati nella zona geografica in cui il prodotto è venduto; • adottare la stessa politica di prezzo dei distributori.
Lo sai che cos'è il fast fashion con fast fashion? Si intende quel settore dell'abbigliamento che realizza abiti a prezzi super ridotti e che lancia nuove collezioni di continuo pensate proprio per essere usate poco, il tutto sembra figo, no? Vestiti nuovi ogni volta che vuoi. Non è figo, ogni anno nel mondo vengono prodotti oltre 80 miliardi di capi d'abbigliamento e sulla terra siamo 8 miliardi e dopo il brevissimo periodo in cui vengono utilizzati tre capi su quattro finiscono in discarica o vengono inceneriti e soltanto un quarto viene riciclato Si stima che in un anno una persona compri circa 15 kg di vestiti. Eppure la sensazione è quella di non aver mai in mente da mettere e questo è esattamente quello che l'industria del fast fashion vuole. Lo sai che per produrre una t-shirt ci vogliono circa 3.900 litri di acqua l'equivalente di quello che beve una persona in cinque anni, un capo d'abbigliamento ha un impatto sull'ambiente in ogni fase della sua produzione, dalla produzione delle fibre, all'assemblaggio dal trasporto allo smaltimento, ma come è possibile che un top un prodotto che è stato coltivato come fibra trasformato in filato cucito dall'altra parte del mondo tinto confezionare e spedito costi meno di un panino? La risposta è semplice materie prime scadenti a basso costo abbinate quasi sempre allo sfruttamento dei lavoratori, la maggior parte dei capi di abbigliamento fast fashion viene prodotta in paesi come bangladesh, vietnam cambogia, spesso le condizioni di lavoro in questi paesi sono terribili e i diritti umani vengono calpestati, se paghiamo un top 7,95 significa che qualcun altro ha pagato il prezzo al posto nostro. Riassumendo il fast fashion nè non è sostenibile e probabilmente non ci rende più felici, ma l'abbigliamento è anche un modo per esprimere la propria personalità e creatività quindi ecco alcuni consigli. 1 comprare meno e curare meglio certo spendere tanto per una maglietta ci sembra assurdo ma ricordiamoci che una t-shirt a 4 euro probabilmente durerà poco o niente e soprattutto siamo sicuri di averne bisogno di 10? 2 scegliere bene i marchi alcuni siti possono aiutarti a scoprire nuovi brand etici e sostenibili e magari anche nuovi stili 3 riutilizzare e riparare, scambiamo i vestiti che non usiamo più quelle amiche quegli amici oppure vendiamoli sui mercatini online, ma soprattutto non buttiamoli appena salta un bottone, proviamo piuttosto a ripararli Come ultimo consiglio resiste l'impulso da shopping compulsivo, la maggior parte degli acquisti, soprattutto online in periodo di saldi vengono fatti d'impulso, fermati un momento e pensa a tutto ciò che quel vestito rappresenta, come è stato fatto, chi lo ha creato quanto ha inquinato e chiediti se ti serve davvero e ora che sai riconoscerlo cosa ne pensi del fast fashion?
Toán
Chơi đi học chi_Season 1_Episode 1
Int. Chi. Cha. 5 Part 1 & 2 (Chi. to Eng.)
Câu 1: Đặc trưng nào sau đây là một trong những yếu tố cốt lõi của trí tuệ nhân tạo? A. Tự động hóa quy trình làm việc B. Khả năng học tập và thích nghi từ dữ liệu C. Khả năng sử dụng năng lượng hiệu quả D. Thực hiện các phép tính toán học nhanh chóng Đáp án: B. Khả năng học tập và thích nghi từ dữ liệu Câu 2: Trí tuệ nhân tạo (AI) chủ yếu được sử dụng để làm gì? A. Phân tích dữ liệu và đưa ra quyết định dựa trên dữ liệu B. Thiết kế hệ thống mạng C. Giảm lượng tiêu thụ điện năng D. Thực hiện các công việc thể chất Đáp án: A. Phân tích dữ liệu và đưa ra quyết định dựa trên dữ liệu Câu 3: Hệ thống AI được gọi là “học máy” (machine learning) khi nó có khả năng: A. Tự động sửa chữa lỗi trong phần mềm B. Tạo ra các hệ thống mạng bảo mật C. Học hỏi và cải thiện hiệu suất mà không cần lập trình rõ ràng D. Tăng tốc độ xử lý của phần cứng Đáp án: C. Học hỏi và cải thiện hiệu suất Câu 4: Khả năng học của AI liên quan đến yếu tố nào sau đây? A. Học từ kinh nghiệm và dữ liệu mới để cải thiện hiệu suất B. Ghi nhớ tất cả các lệnh do con người cung cấp C. Chạy các chương trình mà không cần cập nhật D. Sửa lỗi phần mềm một cách tự động Đáp án: A. Học từ kinh nghiệm và dữ liệu mới để cải thiện hiệu suất Câu 5: Khả năng suy luận trong AI giúp hệ thống thực hiện điều gì? A. Phát triển khả năng thể hiện cảm xúc B. Sử dụng thông tin để đưa ra các quyết định có căn cứ C. Tăng tốc độ xử lý dữ liệu D. Sao chép chính xác các hành vi của con người Đáp án: B. Sử dụng thông tin để đưa ra các quyết định có căn cứ Câu 6: Khả năng nhận thức của AI là gì? A. Khả năng tự nhận biết và điều chỉnh hành vi của nó dựa trên môi trường B. Khả năng xử lý dữ liệu với tốc độ nhanh hơn C. Khả năng làm việc liên tục không cần nghỉ D. Khả năng thu thập dữ liệu từ các cảm biến và hệ thống khác Đáp án: A. Khả năng tự nhận biết và điều chỉnh hành vi của nó dựa trên môi trường Câu 7: Khả năng hiểu ngôn ngữ tự nhiên (NLP) của AI cho phép hệ thống: A. Xử lý văn bản và ngôn ngữ giống như con người B. Dịch thuật chính xác từ ngôn ngữ này sang ngôn ngữ khác C. Thay thế hoàn toàn con người trong việc viết và giao tiếp D. Tăng cường khả năng suy nghĩ trừu tượng Đáp án: A. Xử lý văn bản và ngôn ngữ giống như con người Câu 8: AI có khả năng giải quyết vấn đề khi nào? A. Khi nó sử dụng các thuật toán để tìm ra giải pháp tối ưu cho các vấn đề phức tạp B. Khi nó thay thế toàn bộ con người trong mọi công việc C. Khi nó tự động sửa chữa các lỗi phần mềm D. Khi nó cung cấp thông tin chi tiết về dữ liệu mà không cần bất kỳ sự can thiệp nào Đáp án: A. Khi nó sử dụng các thuật toán để tìm ra giải pháp tối ưu cho các vấn đề phức tạp Câu 9: Khả năng học của AI là gì? A. AI có thể học từ dữ liệu và kinh nghiệm mới. B. AI có thể tự sửa lỗi mà không cần dữ liệu đầu vào. C. AI có thể cải thiện hiệu suất thông qua học tập. D. AI không cần cập nhật khi học tập từ dữ liệu. Đáp án: • Đúng: A, C • Sai: B, D Câu 10: Khả năng suy luận của AI giúp hệ thống thực hiện điều gì? A. AI có thể đưa ra quyết định dựa trên dữ liệu. B. AI có thể suy nghĩ giống con người mà không cần dữ liệu. C. AI sử dụng thông tin để phân tích và đưa ra lựa chọn hợp lý. D. AI tự động đưa ra quyết định mà không cần học tập trước đó. Đáp án: • Đúng: A, C • Sai: B, D Câu 11: AI có khả năng nhận thức và điều chỉnh hành vi dựa trên môi trường xung quanh không? A. AI có thể nhận biết thay đổi trong môi trường và điều chỉnh hành vi. B. AI luôn cần con người giám sát để đưa ra quyết định. C. AI tự động thay đổi mà không cần lập trình lại khi môi trường thay đổi. D. AI không có khả năng điều chỉnh theo môi trường. Đáp án: • Đúng: A, C • Sai: B, D Câu 12: Khả năng giải quyết vấn đề của AI được biểu hiện như thế nào? A. AI có thể áp dụng các thuật toán để tìm ra giải pháp tối ưu. B. AI giải quyết vấn đề mà không cần dữ liệu đầu vào. C. AI tự động phân tích và đưa ra các phương án giải quyết dựa trên dữ liệu. D. AI chỉ có thể giải quyết vấn đề khi được lập trình trước. Đáp án: • Đúng: A, C • Sai: B, D
Domande semplificate per la studentessa con ADHD: 1. Cosa serve per fare un buon piano per un'azienda? A. Sapere quanto costa tutto B. Capire chi sono i clienti e i competitor C. Scegliere il prodotto o servizio da vendere D. Fare tanti soldi 2. Perché è importante fare un piano per un'azienda? A. Per avere le idee chiare su cosa fare B. Per fare un bel logo C. Per vendere di più D. Per assumere più persone 3. Cosa ti aiuta a fare un buon piano per un'azienda? A. Spendere meno soldi B. Far conoscere i prodotti a più persone C. Trovare chi ti dà i soldi per l'azienda D. Assumere più persone 4. Cosa c'è scritto nella parte del piano che parla dei competitor? A. Chi sono le altre aziende che vendono le stesse cose B. Come fare pubblicità su internet C. Quanti prodotti si venderanno D. Come impacchettare i prodotti 5. Perché è importante la parte del piano che parla dei soldi? A. Per mettere il logo dell'azienda B. Per sapere chi ti fornisce le cose C. Per capire chi lavora nell'azienda D. Per sapere quanto si spenderà e quanto si guadagnerà 6. Cosa c'è scritto nella parte del piano che parla dell'azienda? A. Come si fa a lavorare in sicurezza B. Come trovare i soldi per l'azienda C. Con chi fare accordi per vendere di più D. Chi è l'azienda e cosa vuole fare 7. Perché è importante fare un piano per vendere i prodotti o servizi? A. Per comprare meno cose B. Per far conoscere i prodotti a più persone e venderli C. Per cambiare il modo in cui funziona l'azienda D. Per assumere più persone 8. Cosa c'è scritto nella parte iniziale del piano che riassume tutto? A. Quanto costa tutto e come si guadagna B. Chi lavora nell'azienda e come è organizzata C. Chi aiuta l'azienda a fare le cose D. Le cose più importanti del piano per l'azienda 9. Perché è importante fare un'analisi SWOT? A. Per sapere chi ti fornisce le cose B. Per capire i punti di forza, di debolezza, le opportunità e le minacce per l'azienda C. Quanto costa tutto e come si guadagna D. Chi sono le persone importanti dell'azienda 10. Perché è importante fare un piano per le attività quotidiane dell'azienda? A. Per cambiare l'indirizzo dell'azienda B. Per avere più soldi per l'azienda C. Per sapere cosa fare ogni giorno per raggiungere gli obiettivi dell'azienda D. Per fare accordi con altre aziende Note: Le risposte sono formulate in modo semplice e diretto, utilizzando un linguaggio adatto all'ADHD. Sono state eliminate le informazioni non necessarie e gli elementi distraenti. Le risposte sono strutturate in modo chiaro e conciso, utilizzando elenchi puntati e frasi brevi. Sono stati utilizzati esempi concreti per facilitare la comprensione.
1. Nỗi nhớ của người tù cộng sản với cuộc sống bên ngoài nhà tù - Cảm hứng của bài thơ được gợi lên từ tiếng hò, được lặp lại nhiều lần: + Tiếng hò lẻ loi đơn độc giữ trời trưa → Nhân vật trữ tình cảm nhận được sự hiu quạnh * Không gian đồng vắng. * Thời gian trưa vắng. * Hiu quạnh của đời buồn tủi nhọc nhằn. * Lòng người đang bị giam cầm trong tù ngục cách biệt với cuộc sống bên ngoài. + Tiếng hò đã đồng cảm, hoà điệu của nhiều nỗi hiu quạnh → Người chiến sĩ cách mạng thấy nhớ nhung da diết đồng quê, cuộc sống bên ngoài nhà tù. - Tiếng than khắc khoải, da diết → Diễn tả cõi lòng hoang vắng vì bị cách biệt với thế giới bên ngoài → Nỗi hiu quạnh của người tha thiết yêu đời. Sự lặp lại → Nhấn mạnh liền ý liên kết nhiều nội dung khác nhau, tô đậm cảm xúc, khắc sâu ý tưởng → Triền miên vì nỗi nhớ da diết. - Đồng quê thể hiện lên đậm đà nỗi nhớ của tác giả: Cồn thơm, ruồng tre mát, ô mạ xanh mơn mởn, nương khoai ngọt sắn bùi, chiều sương phủ bãi đồng, xóm làng và con đường thân thuộc, xóm nhà tranh thấp, con đường quen. → Tất cả đều đơn sơ gần gũi quen thuộc, thân thương nhưng bị ngăn cách. - Con người gần gũi thân thuộc thân thương: + Những lưng còng xuống luống cày. + Những bàn tay vãi giống. + Một giọng hò đưa bố mẹ già xa đơn chiếc (linh hồn đã khuất). - Nỗi nhớ chân thật đậm tình thương mến - Nhớ đến bản thân mình: Nhớ tới những ngày tháng tự do hoạt động cách mạng. ⇒ Say mê lý tưởng, khao khát tự do sôi nổi cho nên càng cảm thấy cô đơn với thực tại cuộc sống bị giam cầm. 2. Diễn biến tâm trạng của Tố Hữu - Nỗi nhớ biểu hiện tâm trạng nhà thơ: + Từ tiếng hò gợi nỗi nhớ đồng quê tha thiết: Hình ảnh đồng quê hiện lên đậm đà với: cồn thơm, ruộng tre mát, mạ xanh mơn mởn, khoai ngọt sắn bùi, chiều sương phủ bãi đồng, xóm làng, con đường thân thuộc → những hình ảnh gần gũi, quen thuộc, thân thương nay đã trở nên xa cách. + Nỗi nhớ bao con người thân thuộc: từ cảnh sắc bóng dáng con người → người mẹ già nua → nhớ chính mình. + Nỗi nhớ dàn trải từ hiện tại trở về quá khứ → hiện tại. ⇒ Nhớ, tràn ngập xót thương, không chỉ buồn đằng sau là nỗi phẫn uất, bất bình với thực tại, niềm da diết nhớ thương, yêu cuộc sống, khao khát tự do.