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Computer 3 - Quiz No. 3
Quiz by Keyceelyn E. Albarina
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2nd Qtr - Grade 3 : Quiz No. 1 - Peopleware and Data and How the Computer Works
Computer Application Quiz no 3 (26/11/2021)
Lesson 5: History of Computer Online Quiz No. 3
Here’s a **quiz on Lesson 1: Introduction to Analog Communication (Unit 8)** based on your file 👇 --- # 🧠 **Quiz – Lesson 1 (Analog Communication)** **Marks:** 20 --- ## ✍️ **Part 1: Choose the correct answer (8 marks)** 1. A signal is: a) A device b) A physical quantity that carries information c) A type of wire d) A computer 2. A continuous signal is defined over: a) Discrete values b) Infinite real values c) Only integers d) Binary values 3. Digital signals have: a) Infinite values b) Two values (0 and 1) c) Random values d) Analog values 4. Sampling is used to: a) Increase noise b) Convert analog to digital c) Amplify signals d) Reduce bandwidth 5. A deterministic signal: a) Cannot be predicted b) Has known values c) Is always random d) Has no pattern 6. Even signal satisfies: a) x(t) = -x(-t) b) x(t) = x(-t) c) x(t) = 0 d) x(t) ≠ x(-t) 7. Periodic signal repeats after: a) Time T b) Infinite time c) No time d) Random time 8. A system is: a) A signal only b) Input only c) Takes input and gives output d) A wire --- ## ✍️ **Part 2: Complete (6 marks)** 1. A signal can be represented as __________. 2. Continuous signals are defined over __________ values. 3. Digital signals take values like __________ and __________. 4. A random signal cannot be __________ easily. 5. Odd signal satisfies __________. 6. A periodic signal repeats every __________. --- ## ✍️ **Part 3: True or False (6 marks)** 1. Analog signals are continuous. ( ) 2. Digital signals can take infinite values. ( ) 3. Sampling converts analog to digital signal. ( ) 4. Deterministic signals are predictable. ( ) 5. Odd signals pass through origin. ( ) 6. Aperiodic signals repeat over time. ( ) --- ## 🎯 **Bonus Question (Optional)** Give one example of: * Analog signal * Digital signal -
Title: The Adventures of Max and the Magical Computer (Shortened Version) Once upon a time, in a small town called Techville, there lived a curious fourth-grader named Max. One day, while exploring his grandma’s attic, he found an old, dusty computer. As he cleaned it, the screen lit up, and a cheerful voice said, “Hello, Max! I’m Compy, your magical computer. Let’s learn about operating systems, files, and folders!” Max was thrilled. “A talking computer? Let’s go!” Chapter 1: The World of Windows Compy explained, “I run on Windows, the brain of the computer. It uses a Graphical User Interface (GUI), so you can interact with me using icons, menus, and buttons. Let’s start by changing my desktop background—the image on the screen.” Max chose a spaceship picture. “Cool! Can I add a screen saver too?” “Of course!” said Compy. “It’s an image that appears when I’m inactive. Try this swirling galaxy!” Max set the screen saver and giggled as it appeared. “This is fun!” Chapter 2: Organizing with Folders and Files Compy’s screen filled with random icons. “Oh no! My files are a mess. Can you help?” “Sure! What are files and folders?” asked Max. “A file is information, like a picture or document. Files have names, like ‘Homework.docx.’ The part after the dot, like .docx, is the file extension. It tells you the file type,” Compy explained. Max pointed to “Game.exe.” “So, this is a program file?” “Yes!” said Compy. “To organize, we use folders—like drawers for files. You can even put folders inside folders!” Max created a “School” folder, added his homework files, and made a “Projects” folder inside it. “Now everything’s neat!” Chapter 3: The File Explorer Adventure Compy’s screen flickered. “Some files are missing. Let’s use Windows Explorer to find them. It’s like a map for files and folders.” Max opened Windows Explorer and saw a tree-like list of folders. “This is like a tree with branches!” “Exactly!” said Compy. “Search for the missing files and move them to the right folders.” Max found the files in “Downloads” and moved them. “I feel like a computer detective!” Chapter 4: The Final Challenge Compy’s screen turned into a game board. “Time for a quiz! What’s the purpose of an operating system? How do you change the desktop background? What’s the difference between a file and a folder?” Max answered all the questions correctly, and fireworks lit up the screen. “Congratulations, Max! You’re a computer whiz!” The End Max smiled. “Thanks, Compy! I can’t wait to teach my friends!” Compy replied, “Remember, Max, learning is an adventure. Keep exploring!” As Max turned off the computer, he knew his journey into technology had just begun.
Crea un quiz sul seguente articolo di giornale: "Faggin: «Chi ci vende l'Intelligenza artificiale ci sta truffando: dobbiamo svegliarci» L'inventore del microprocessore: «Sfruttano i nostri dati e mirano a convincerci che siamo macchine» 22 settembre 2023 «Riconoscere le nostre origini è fondamentale per andare lontano», sottolinea mons. Paolo Andreolli, un "figlio" di Pojana Maggiore da poco nominato da papa Francesco vescovo a Belém in Brasile, premiato dal presidente Giancarlo Bersan della Bcc Vicentino Pojana Maggiore all'incontro organizzato dalla banca di credito cooperativo con dipendenti, sindaco Paola Fortuna, autorità, imprenditori per ascoltare il prof. Federico Faggin. "Origini" per mons. Andreolli e Bcc di Pojana, sono prima di tutto i valori della cooperazione, della solidarietà, della creatività, del servizio al territorio berico. E ora come noto proprio Federico Faggin - "figlio" di Vicenza che ha fatto fortuna in America come inventore del microprocessore e del touchscreen - col libro "Irriducibile" che non si stanca di presentare ovunque ha rivoluzionato l'idea di quali siano le "origini" dell'umanità e della materia. L'esperienza di Faggin parte incredibilmente da due fatti, come racconta lui stesso, che risalgono a più di 30 anni fa. Da una parte il successo delle sue scoperte e delle aziende da lui fondate non gli impediva di provare una sofferenza interiore: «Era la mia coscienza: vivevo troppo di esteriorità». Dall'altra una notte nel 1990 sentì sprigionarsi dal petto «un fascio di luce, energia bianca potentissima che poi scoppia e si espande: tutta la realtà era fatta di quella energia, e io stesso ero sì osservatore ma anche parte di quella realtà». La ricerca Per oltre 25 anni, ricostruisce Faggin, ha quindi lavorato alla sfida più grande, vivendo «la mia quarta vita dopo l'infanzia e le esperienze da inventore e da imprenditore: la riscoperta di chi siamo e di cos'è l'essere umano». Il suo obiettivo iniziale era creare un computer che, come le reti neurali, possa "imparare da solo": è la stessa pista «che ha permesso di giungere all'intelligenza artificiale, allora giudicata impossibile». Ma qui arriva il punto: studiando per anni più branche del sapere umano, Faggin arriva a concludere che l'esperienza della coscienza che ognuno di noi ha in sé, nel sentire il sapore del cioccolato, o il profumo di rosa, o l'amore per un figlio, «non è assolutamente traducibile in segnali elettrici» che sono il cuore di qualsiasi computer. La coscienza è "irriducibile". È l'inizio per Faggin dell'elaborazione della sua teoria della coscienza, destinata a rovesciare l'intera piramide della nostra scienza. Tradizionalmente noi pensiamo che prima esistano gli atomi di materia, poi si sia giunti a certe loro aggregazioni particolari che formano le cellule e quindi gli esseri viventi, e infine che ci siano alcuni esseri evoluti in cui si sono sviluppati la coscienza e il libero arbitrio. Invece per Faggin - ma bisogna leggere il libro intero per cercare di entrare in questa rivoluzionaria lettura della realtà - è la coscienza che viene prima, e con lei il libero arbitrio: «È una proprietà fondamentale che non nasce dal cervello, ma va ben oltre quello che fa il cervello». Ciò che esiste prima di tutto, per Faggin, è un "Uno" fatto di coscienza da cui emergono dei "campi di coscienza e libero arbitrio", che vogliono conoscersi dialogando tra loro: come? Con le regole della fisica, con la materia e con le singole fisicità: è come una specie di enorme "alfabeto fisico" grazie a cui la coscienza si conosce meglio. «Il nostro corpo - rileva Faggin - è fatto allo stesso modo: ogni cellula ha dentro di sé il genoma dell'uovo fecondato che ha creato l'intero organismo. Vuol dire che ogni cellula (ne abbiamo 50 trilioni) è una parte-intero. Così come noi esseri viventi siamo parte-intero di Uno, della totalità, di tutto ciò che esiste e che è coscienza: gli oggetti nello spazio-tempo sono la parte più illusoria, mentre quella più profonda è la vera realtà». La "trappola" dei computer Già una quindicina di anni fa quindi Faggin ha venduto anche l'ultima sua azienda e ha creato con sua moglie Elvira Sardei una fondazione «per dare soldi a gruppi di ricerca che non trovano fondi, perché se uno parte dal principio che la coscienza non è prodotta dal cervello non trova neanche un quattrino: tutti sostengono che deve derivare dal cervello, questa è la visione della scienza che è invece completamente sbagliata. Per i fisici il libero arbitrio non esiste e la coscienza viene dal cervello, che è una macchina che fa i conti. Ecco perché l'Intelligenza artificiale porta a questa distorsione: parte da questo concetto che la coscienza sia un epi-fenomeno del cervello. Ma che senso ha essere coscienti e non avere il libero arbitrio? Sarebbe una sorta di maxi-presa in giro dell'universo verso di noi». E ciò che è peggio - e qui Faggin si scalda - è che c'è un interesse specifico di una parte di esseri umani nel far credere a tutti che il cervello non sia altro che una sorta di computer, che diventa perfino superato quando sul mercato arrivano sistemi informatici come l'Intelligenza artificiale più "bravi" di noi. «Ma il computer l'abbiamo creato noi, non lui noi: ci stanno facendo un lavaggio del cervello». L'appello «Dobbiamo svegliarci: l'Intelligenza artificiale può essere usata bene, invece che per schiavizzarci come sta avvenendo oggi». Usi il traduttore automatico tra una lingua e l'altra? Bene, ma devi conoscerle bene tu quelle lingue perché se ti fidi e basta usciranno molti errori: lui lavora velocissimo coi "simboli", ma non sa affatto i "significati". «Dobbiamo sempre essere a un livello più alto del "tool", dello strumento usato. Chi vende queste cose vuole convincerci che l'Intelligenza artificiale ci risolve i problemi. Non è così: "aiuta" a risolverli, è ben diverso. Siamo noi a dover mantenere la responsabilità delle azioni, invece ci presentano l'Ia come ce ne sollevasse. È sempre stato così: il computer dà risultati velocissimi? Bene, ma dipende dalle informazioni e dalle regole iniziali che gli sono stati dati. Non posso lasciar perdere il buon senso, se no è la fine: l'uomo diventa una appendice del computer, ed è esattamente quello che vogliono le persone che creano il computer e che lo vendono. Non è accettabile che i nostri governanti non capiscano e non prendano provvedimenti per regolare questa tecnologia. Vedo un pericolo enorme in queste cose per come ci vengono presentate. Non si possono vendere gli uomini, ma i robot sì: è una mentalità perniciosissima che purtroppo viene dalla Silicon Valley, da ditte che per fare soldi hanno iniziato a usare alle nostre spalle le informazioni personali che noi consegniamo pensando che sia tutto gratis. Ma l'Intelligenza artificiale che imita l'uomo per ingannarlo non è etica. È la logica dell'advertising: farti credere che ciò che ti viene venduto è più di quello che è in realtà. La scienza purtroppo ci ripete da sempre che siamo macchine, come i computer, ma non è così»."
Computer 2 quiz no.2
Computer Application Quiz no 4(27/11/2021)