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division de numeros decimales
Quiz by Gloria Laura
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Crea un quiz en español sobre División de números decimales con cociente menor que 1, agregando ceros al dividendo
Suma, resta y división de números decimales
SUMA,RESTA,MULTIPLICACION Y DIVISION DE NUMEROS ENTEROS
Analizziamo il testo fornito, focalizzandoci sui seguenti punti: 1. **Contesto storico e allargamento del suffragio:** Il testo descrive l'espansione della società e l'ingresso di un numero crescente di cittadini nella vita politica alla fine del XIX secolo. Sebbene si tenda a pensare a questa epoca come un periodo di democratizzazione, il testo sottolinea come il diritto di voto, pur essendo un'obbligazione per i cittadini "maturi" (istruiti, arruolati), non fosse universalmente riconosciuto. Viene evidenziato come il suffragio universale maschile fosse una realtà solo in pochi paesi (Francia, Germania, Svizzera) nel 1890, e come si sia esteso gradualmente ad altri paesi europei nei decenni successivi, spesso eliminando la divisione per censo che escludeva le masse povere. Il testo sottolinea che l'allargamento del suffragio è stato un processo lungo e complesso, con resistenze da parte delle classi dominanti. 2. **Nascita dei partiti di massa e del sindacalismo:** L'estensione del diritto di voto ha portato alla necessità di nuove forme di organizzazione politica. Nacquero così i partiti di massa, con il Partito Socialdemocratico tedesco come esempio pionieristico. Parallelamente, si assiste a una crescita esponenziale delle organizzazioni sindacali, grazie alla maggiore coscienza dei lavoratori. Vengono citate le principali confederazioni sindacali europee, come le *Three Unions* inglesi, la Commissione Centrale dei Liberi Sindacati Tedeschi, la CGT francese e la CGIL italiana. Il testo evidenzia come il sindacalismo sia diventato una forza significativa nella lotta per i diritti dei lavoratori. 3. **La questione femminile:** Il testo affronta anche la questione femminile, sottolineando come, nonostante i primi movimenti di emancipazione risalenti alla Rivoluzione Francese e alla Rivoluzione Industriale inglese, le donne fossero ancora escluse dalla vita politica e da molte professioni. Viene menzionato il diritto di voto concesso in alcuni stati minori come la Finlandia e la Norvegia, ma si evidenzia come il lavoro femminile fosse spesso una necessità più che un'emancipazione, con salari inferiori a quelli degli uomini. Il testo descrive come, con l'aumento dell'istruzione e della politicizzazione, anche le donne abbiano iniziato a rivendicare i propri diritti, partecipando alle lotte sindacali. Viene citato il movimento delle suffragette britanniche guidato da Evelyn Pankhurst, che attraverso azioni di protesta riuscì a portare l'attenzione dell'opinione pubblica sulla questione del suffragio femminile, ottenendo una prima vittoria nel 1918. Il testo spiega anche come parte del movimento socialista non vedesse di buon occhio il voto femminile, temendo un orientamento politico più centrista o cattolico delle donne. In generale, il testo sottolinea come i risultati ottenuti dalle donne nella lotta per i loro diritti fossero ancora limitati all'inizio del XX secolo. 4. **Riforme sociali e fiscali:** Il testo descrive come le lotte sindacali abbiano portato a importanti riforme sociali, come assicurazioni contro gli infortuni, pensioni di vecchiaia, sussidi di disoccupazione, controlli sulla sicurezza e l'igiene nelle fabbriche, limitazione del lavoro minorile, riduzione dell'orario di lavoro e diritto al riposo settimanale. Viene evidenziato come queste riforme siano state il risultato della pressione dei sindacati sui governi centrali. Parallelamente, le amministrazioni locali hanno iniziato a investire in servizi pubblici come gas, acqua corrente e trasporti, e in infrastrutture come scuole, biblioteche, musei, ospedali e alloggi popolari. L'aumento della spesa pubblica ha reso necessaria una riforma fiscale, con l'introduzione di tasse dirette e progressive, considerate più eque rispetto alle tasse indirette. Il testo sottolinea come questa riforma fiscale abbia eroso ulteriormente il potere delle antiche forze sociali come la nobiltà e i proprietari terrieri. 5. **Ascesa del socialismo:** Il testo conclude evidenziando come tutti i fenomeni descritti, dai movimenti sindacali alle lotte dei lavoratori e all'allargamento del suffragio, abbiano avuto come protagonista un'ideologia emergente: il socialismo.
Crea un quiz basandoti sul seguente testo: La Repubblica Popolare Cinese (中華人民共和國T, 中华人民共和国S, Zhōnghuá Rénmín GònghéguóP ascolta la pronuncia in mandarino standardⓘ), detta anche solo Cina (中國T, 中国S, ZhōngguóP; lett. "Paese di mezzo"),[7] è uno Stato dell'Asia orientale. La Repubblica Popolare Cinese è stata in passato indicata come Cina popolare, al fine di distinguerla dalla Repubblica di Cina, comunemente chiamata Taiwan (o Formosa), indicata invece come Cina nazionalista. Entrambe le entità reclamano il controllo sul territorio complessivo cinese. La Repubblica Popolare Cinese con 1 miliardo e 400 milioni di abitanti nel 2023 è lo stato più popoloso del mondo insieme all'India.[4] La Cina è una repubblica popolare in cui il potere è esercitato dal Partito Comunista Cinese (中国共产党 oppure 中共). Il governo ha sede nella capitale Pechino (北京首都) ed esercita la propria sovranità su ventidue province (省), cinque regioni autonome (自治区), quattro municipalità direttamente controllate (直辖市) (Pechino 北京, Tientsin 天津, Shanghai 上海 e Chongqing 重庆) e due regioni amministrative speciali 特别行政区 (Hong Kong 香港 e Macao 澳门) parzialmente autonome. La Cina rivendica la propria sovranità anche su Taiwan, che a propria volta rivendica la propria sovranità sulla Cina continentale. L'isola è rimasta dal 1949 sotto il controllo del governo della Repubblica di Cina (中華民國 o Taiwan), che precedentemente governava anche la Cina continentale, ed è rivendicata dalla Repubblica Popolare Cinese come provincia di Taiwan. La complessa condizione politica di Taiwan è una delle conseguenze della guerra civile cinese, che ha preceduto la fondazione della Repubblica Popolare Cinese. Con la sua superficie di circa 9 572 900 km², la Cina è il quarto stato più grande del mondo per superficie. Il paesaggio della Cina è vasto e diversificato: va dalle steppe della foresta e i deserti dei Gobi e del Taklamakan nell'arido nord alle foreste subtropicali e umide del sud. L'Himalaya, il Karakorum, il Pamir e il Tian Shan sono le catene montuose che separano la Cina meridionale dall'Asia centrale. Il Fiume Azzurro (长江) e il Fiume Giallo (黄河), rispettivamente il terzo e il sesto più lunghi del mondo, scorrono dall'altopiano del Tibet verso la costa orientale, densamente popolata. La costa della Cina lungo l'oceano Pacifico è lunga circa 14 500 chilometri ed è delimitata dal mare di Bohai, dal mar Giallo, dal mar Cinese Orientale e dal mar Cinese Meridionale. L'antica civiltà cinese, una delle più antiche al mondo, si sviluppò inizialmente nelle pianure comprese tra il Fiume Giallo e il Fiume Azzurro. A partire dall'età del bronzo, verso la fine del II millennio a.C., si ha evidenza di strutture feudali, in cui i nobili si raccoglievano intorno a monarchie ereditarie. Vi sono testimonianze di una casata regnante nella prima metà del I millennio a.C., nota come dinastia Zhou (周朝), il cui declino condusse alla nascita di un discreto numero di regni indipendenti in competizione per il predominio sulla regione (periodo delle Primavere e Autunni, 春秋), con stagioni di conflitto che si fecero particolarmente accese nel periodo che va dall'VIII al III secolo a.C. Nel 221 a.C. lo Stato di Qin sconfisse e conquistò i territori di tutti gli altri Stati combattenti, dando vita al primo impero della storia cinese sotto la guida del primo imperatore cinese Qín Shǐ Huángdì della dinastia Qin (秦朝). Da quel momento il titolo di imperatore della Cina divenne il sinonimo della raggiunta supremazia. La dinastia Qin non durò a lungo, infatti i popoli precedentemente conquistati vennero poco dopo riuniti sotto l'egida della dinastia Han (汉朝, III secolo a.C. - III secolo d.C.). I quattro secoli in cui regnarono i sovrani della dinastia Han sono considerati cruciali per la definizione e l'affermazione della identità culturale cinese, tanto da divenire il termine con cui i cinesi definirono se stessi (con il termine appunto di etnia o popolo han, 汉族). Da allora, la storia cinese ha visto l'alternarsi di periodi di divisione e fasi di unificazione, con conseguenti periodi di frammentazione, contrazione o espansione territoriale, sotto l'egida di diverse dinastie, talora di etnia straniera, come avvenuto nel caso dei mongoli o dei mancesi. L'ultima dinastia fu quella dei Qing, il cui regno si concluse nel 1911 con la fondazione della Repubblica di Cina (中华民国). Dopo la sconfitta dell'Impero giapponese (大日本皇国) durante la seconda guerra mondiale, il Paese fu scosso dalla guerra civile, che vedeva contrapposte le forze nazionaliste del Kuomintang (国民党), il partito che allora deteneva il governo del paese, e le forze facenti capo al Partito Comunista Cinese. Nel 1949 la guerra si concluse con la sconfitta del Kuomintang e la conseguente fuga del governo nazionalista sull'isola di Formosa, nella cui capitale Taipei (台北) ha tuttora sede l'attuale Repubblica di Cina, altresì nota come Taiwan. In seguito alla vittoria conseguita sul continente, il 1º ottobre del 1949 a Pechino le forze comuniste guidate da Mao Zedong proclamarono ufficialmente la nascita della Repubblica Popolare Cinese. Dopo l'introduzione di riforme economiche nel 1978, l'economia cinese è diventata quella dalla crescita più rapida al mondo. A partire dal 2013, è la seconda economia più grande al mondo sia come PIL totale nominale sia per parità di potere d'acquisto; per quanto riguarda solamente il PIL nominale, invece, la Cina ha sorpassato il Giappone, sino ad allora seconda potenza mondiale dal 1987, nel 2010. Nel 2022 il prodotto interno lordo cinese è sui ventimila miliardi di dollari.[8] Essa è anche il più grande esportatore e importatore di merci al mondo. La Cina è ufficialmente uno Stato munito di armi nucleari e ha il più grande esercito permanente del mondo, con il secondo più grande bilancio della difesa. È, inoltre, membro dell'ONU dal 1971, quando ha preso il posto della Repubblica di Cina tra i seggi dei membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, e quindi gode del potere di veto. La Cina è anche membro di numerose organizzazioni multilaterali,[9] tra cui l'OMC, l'APEC, il BRICS, l'Organizzazione di Shanghai per la cooperazione, il BCIM[10] e il G20. La Cina, unanimemente riconosciuta come grande potenza dal consesso internazionale, è una potenziale superpotenza secondo un certo numero di accademici e analisti che si occupano di questioni militari, politiche ed economiche. Dissidenti politici e gruppi per i diritti umani hanno denunciato la dittatura del governo cinese per diffuse violazioni dei diritti umani, tra cui repressione politica, repressione delle minoranze religiose ed etniche, censura, sorveglianza di massa e la violenza utilizzata nel reprimere il dissenso, come quella esibita durante le proteste di piazza Tienanmen del 1989.
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