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1969
1972
1976
1980
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Riassunto lezione precedente Caratteristiche generali degli epiteli: ● avascolarizzati ● innervati ● capacità rigenerativa Funzioni: ● Barriera ● Secrezione Specializzazioni del dominio apicale: ● Microvilli, orletto a spazzola ● Stereociglia ● Ciglia Specializzazioni del dominio laterale ● Giunzioni cellulari [Qui inizia la lezione di oggi] Classificazione morfo-funzionale degli epiteliali di rivestimento ⮚ Epiteli pavimentosi: se le cellule sono pavimentose ⮚ Epiteli cubici: se le cellule sono cubiche, quindi altezza e larghezza si equivalgono ⮚ Epiteli cilindrici: se le cellule hanno altezza maggiore della larghezza. Possono essere sia monostratificati quindi epiteli semplici, oppure pluristratificati Nell’ epitelio pluristratificato il nome dell’epitelio lo capiamo dall’ultimo strato, per esempio se l’ultimo strato ha cellule appiattite l’epitelio sarà pavimentoso, se l’ultimo strato ha cellule cubiche sarà cubico stratificato. Non importa la forma delle cellule degli strati inferiori. Possono inoltre essere pluristratificati o epiteli di transizione. Classificazione in base alle specializzazioni ⮚ Epiteli ciliati ⮚ Epiteli non ciliati La morfologia dell’epitelio riflette un po’ la sua funzione, per esempio l’epitelio semplice si trova dove non serve una grande protezione da stress meccanico. Per esempio: epitelio squamoso semplice: nel polmone, dove devono essere facilitati gli scambi gassosi di ossigeno e anidride carbonica. Epitelio cubico semplice: nei dotti delle ghiandole esocrine; nei tubuli renali dove abbiamo sempre assorbimento o secrezione Epitelio colonnare semplice: riveste l’intestino, anche qui con funzione di assorbimento. Pseudostratificato: già visto nella lezione precedente, lo troviamo ad esempio nella trachea, ed è un epitelio ciliato, dove le ciglia non servono a spostarsi. Gli epiteli semplici li troveremo in zone non sottoposte a grandi stress meccanici, ma dove c’è bisogno di facilitare la funzione di assorbimento e scambio. Mentre gli epiteli stratificati li troviamo per esempio dell’epidermide, cavità orale dell’esofago, vagina, ovvero sedi anatomiche solitamente esposte a stress meccnici. Epitelio di transizione: tipico della vescica, la cui caratteristica fondamentale è l’estensione. Esempio di epitelio pavimentoso semplice: Endotelio ovvero l’epitelio dei vasi sanguigni I vasi possono essere molto diversi fra loro ⮚ Capillare: epitelio associato alla lamina basale ⮚ Arterie: endotelio e lamina basale, e lamina elastica (formata da elastina, favorisce la dilatazione del vaso) che formano la tonaca intima; strato intermedio, tonaca media dove troviamo cellule muscolari lisce; tonaca avventizia di tessuto connettivo ⮚ Vene: stessa struttura, ma è più abbondante lo strato di tonaca avventizia (tessuto connettivale) rispetto alle arterie, dove la più abbondante è la tonaca media. Nell’immagine si vede come la dimensione di vene e arterie può cambiarne la morfologia. CAPILLARI La funzione dell’epitelio è di favorire gli scambi tra il torrente circolatorio e i tessuti. I capillari sono costituiti da una “barriera” formata dalle cellule dell’endotelio e la lamina sottostante. dall’immagine possiamo vedere all’interno del capillare un globulo rosso, quindi il diametro di un capillare è molto ridotto, può essere anche più piccolo di un globulo rosso, che per passare si deve deformare. Si vede il globulo rosso, la piastrina e la cellula endoteliale a formare la parete del capillare, dove c’è l’asterisco è una zona più elettrondensa che rappresenta la giunzione occludente. Le strutture più sottili sono capillari Le arteriole le riconosciamo dalle cellule muscolari lisce. Possiamo vedere le cellule endoteliali che costituiscono la parete di questi vasi. Classificazione dei capillari A seconda della zona anatomica dove ci troviamo cambia la morfologia dei capillari. ⮚ Capillari continui: cellule endoteliali giustapposte fra loro, giunzioni occludenti, lamina basale contigua, passaggio di sostanze è ampiamente regolato dalla cellula stessa. Possiamo trovare associati al capillare i periciti, che sono cellule staminali e vescicole che fanno pinocitosi (endocitosi di particelle liquide) ⮚ Capillari fenestrati: dove devono essere favoriti gli scambi. Si formano fenestrazioni tra le cellule della parete del capillare. Recenti studi pensano che queste fenestrazioni siano il risultato di un’abbondante pinocitosi. ⮚ Capillari discontinui/sinusoidi: le fenestrazioni sono ancora più grandi e la lamina basale è discontinua, quindi passaggio favorito. Esempio in microscopia elettronica del capillare continuo e fenestrato nella prima immagine il capillare è continuo, non ci sono interruzioni della lamina basale, non ci sono fenestrazioni, sono evidenti le giunzioni cellulari, si vedono le vescicole di pinocitosi. Nella seconda immagine ci sono interruzioni delle cellule endoteliali. In questa immagine invece vediamo un e sinusoide in cui le fenestrazioni sono più grandi, la lamina basale è discontinua, quindi passa anche il plasma. Associato alla cellula endoteliale possiamo trovare il Pericita, cellula staminale mesenchimale (cellula mesenchimale da origine a tessuto osseo, muscolare). Queste cellule hanno capacita di migrare e differenziarsi. Se per esempio rimuoviamo i periciti e induciamo una lesione per esempio a livello della spina dorsale dell'animale c’è impossibilità di rigenerazione del tessuto. CONDIZIONI PATOLOGICHE È importante mantenere la continuità di questo epitelio, infatti la lesione dell’endotelio è patologica, si chiama Arterosclerosi una delle maggiori cause di morte. la lesione parte dalla tonaca intima (endotelio, lamina basale), per esempio causata da alti livelli di colesterolo. Infiltrazione, i monociti si depositano tra lamina elastica ed endotelio, i monociti migrano in questa zona, assorbono lipidi intorno a queste cellule schiumose e si può formare questa lesione che può far sforzare di più il cuore, o provocare un embolo. Istologia di un vaso normale e un vaso con arterosclerosi. La colorazione è la Tricromica di Masson, che colora in viola i nuclei, in rosso il citoplasma e tessuto muscolare, in blu il collagene. Essendo il collagene il principale componente del tessuto connettivo nella seconda immagine notiamo deposizioni di tessuto connettivo in seguito alla lesione. [il professore nomina Histology guide, un sito consultabile online dove troviamo la maggior parte delle sezioni e immagini istologiche che lui spiega a lezione] MESOTELIO Altro esempio di epitelio pavimentoso semplice è il mesotelio, che riveste o le parti interne del corpo: mesotelio parietale; o gli organi: mesotelio viscerale. Per esempio la pleura viscerale riveste direttamente il polmone e la pleura parietale la parete del torace. Mesotelio che riveste il rene: singolo strato di cellule pavimentose. Mesotelio cardiaco: abbiamo una parete esterna: pericardio parietale; poi il liquido pericaridico che riduce l’attrito; e pericardio viscerale: diretto contatto col cuore. Nell’istologia del mesotelio vediamo uno strato di cellule e sotto la lamina basale le grosse cellule bianche sono di tessuto adiposo. Questo tipo di epitelio lo troviamo per esempio nell’intestino. Peritoneo parietale: parte esterna Dopo la parete muscolare c’è la sierosa, mesotelio Viscerale, composto da cellule pavimentose semplici, lamina basale. ALVEOLO POLMONARE Nell’alveolo Polmonare l’epitelio pavimentoso semplice svolge un ruolo fondamentale, perché deve facilitare gli scambi gassosi. Strato sottile: pneumocita dell’epitelio alveolare Capillare con globulo rosso Giunzioni occludenti tra pneumociti PATOLOGIA Rottura degli alveoli polmonari, per esempio inalando particolato, o col fumo di sigaretta, c’è il collasso dell’alveolo polmonare, quindi infiltrazione di particolato: Enfisema; oppure con un’infezione per esempio polmonite vediamo la presenza di essudato ricco di leucociti, quindi le cellule infiammatorie. EPITELIO CUBICO SEMPLICE Il nucleo della cellula è rotondo, non pù schiacciato come nelle cellule pavimentose. La cellula ha larghezza e altezza simili. Questo tipo di tessuto si trova nei dotti di alcune ghiandole, o le cellule secernenti dei follicoli tiroidei. Quindi con funzione di trasporto o secrezione. EPITELIO CILINDRICO SEMPLICE Nucleo solitamente posizionato nella parte più vicina alla lamina basale, la cellula è alta e stretta. Tra le cellule epiteliali troviamo le cellule mucipare caliciformi. Cripte intestinali Spesso troviamo una presenza abbondante di microvilli che formano l’orletto. Nelle immagini vediamo lo stesso tessuto trattato con due colorazioni diverse, nella Tricromica di Masson la struttura colorata di azzurro è la lamina basale. Nelle cripte intestinali abbiamo sia assorbimento e secrezione. ● Enterociti: dedicati all’assorbimento ● Enteroendocrine: disperse nell’epitelio, considerate i maggiori organi esocrini del nostro organismo, rilasciano Somatotossina e istamina ● Cellule di Paneth: secernono sostanze antimicrobiche, funzione di protezione ● Cellule staminali: soprattutto nella parte più basale della cripta ● Cellule caliciformi Quelle indicate dalla freccia sono giunzioni occludenti PATOLOGIA La morfologia egli epiteli è importante, alterazioni di questi tessuti sono associate a patologie. Per esempio perdita di continuità dell’epitelio dell’intestino che è rivelatore di una trasformazione neoplastica. Le cellule epiteliali assumono funzione mesenchimale e possono invadere la sottomucosa. È importante individuare la lesione prima che invada la sottomucosa perché mentre l’epitelio è avascolarizzato nella sottomucosa ci sono i vasi sanguigni, e il tumore può fare metastasi. EPITELIO CILINDRICO SEMPLICE CILIATO nelle tube uterine abbiamo sia cellule ciliate che non ciliate, che provengono dalla stessa cellula iniziale che poi differenzia. [legge la slide accanto] EPITELIO PSEUDOSTRATIFICATO Come si può riconoscere? A prima vista sembra pluristratificato perché i nuclei sono posti su nuclei differenti, ma non è così, perché tutte le cellule poggiano sulla lamina basale. Ma non tutte le cellule arrivano nello strato apicale. Quindi il nucleo è delocalizzato nella parte più grande della cellula. Possono essere ciliati o non ciliati. L’epididimo per esempio ha specializzazioni ma sono Stereociglia, quindi è epitelio pluristratificato non ciliato. Mentre un esempio di epitelio pseudostratificato ciliato è la trachea. Le ciglia sono un po’ più corte. (si riconosce la trachea perché sotto l’epitelio ci sono dischi di cartillagine) All’interno dell’epitelio della trachea possiamo trovare cellule mucipare caliciformi, che secernono muco, e non sono ciliate. Evidente nell’immagine con microscopio elettronico a scansione. TESSUTO EPITELIALE Epiteli pluristratificati Abbiamo visto gli epiteli semplici, quindi un unico strato di cellule e zero stratificazioni. Adesso vedremo alcune delle caratteristiche degli epiteli pluristratificati, che ovviamente presentano più strati di cellule; spesso la forma delle cellule cambia all’interno dei vari strati, e il nome viene dato dallo strato più superficiale. In questo caso abbiamo epitelio pluristratificato pavimentoso, anche se in effetti la cellula dello strato basale è cubica. Qual è il ruolo di questi epiteli? È quello di garantire maggiore protezione. Una delle caratteristiche di questi epiteli è che la rigenerazione, il turn-over che si fa, cioè il cambio del tessuto, è garantito dallo strato basale, perché nello strato profondo abbiamo le cellule staminali. Può essere non cheratinizzato, e lo troviamo nella bocca, nella faringe, nell’esofago, nella vagina e nel retto, oppure cheratinizzato, che è l’epitelio caratteristico dell’epidermide. Ad esempio in questo caso (foto sopra) che tipo di epitelio è? Pluristratificato pavimentoso, perché le cellule circondate di azzurro nell’ultimo strato, danno un epitelio pavimentoso. Nell’esofago abbiamo un epitelio pluristratificato non cheratinizzato. Come si può notare subito sotto l’ultimo strato abbiamo il tessuto connettivo, con la presenza di vasi sanguigni e con la mucosa muscolare. Qual è una delle caratteristiche istologiche che già si può apprezzare, come prima osservazione di questo epitelio? Cosa cambia tra questo strato (1) e questo altro strato (2) ? La densità dei nuclei. L’aspetto dello strato basale, normalmente, è appunto caratterizzato dalla maggior presenza dei nuclei, perché come accennato, sono presenti le cellule staminali, quindi le cellule sono ancora capaci di replicarsi, per rimpiazzare le cellule che sono presenti negli strati più superficiali, che sono sfaldate dallo stress meccanico. In alcuni animali anche l’esofago ha un epitelio cheratinizzato. Una delle tecniche che possiamo utilizzare per rivelare la presenza di cellule staminali, di cellule che stanno proliferando nello strato basale, è l’immunoistochimica, con la quale usiamo un anticorpo, in questo caso un anticorpo rivolto verso una proteina chiamata CD156, che è un marcatore, una proteina, presente solo nelle cellule staminali; quindi se noi coloriamo il tessuto, facciamo un’ibridazione con un anticorpo rivolto verso questa proteina, questo anticorpo è legato ad un enzima, che fa precipitare il substrato (in foto di colore marrone), e al microscopio ottico possiamo vedere dove sono presenti le cellule staminali. L’alternativa è invece coniugare l’anticorpo con il fluoroforo, e andare ad osservare con un microscopio a fluorescenza. La pelle: l’epidermide Spesso troviamo in questo tipo di epiteli, questi ripiegamenti degli strati basali, ma anche negli strati più superficiali, cosa che è evidente anche nell’epidermide. La cute è composta sia da un epitelio chiamato epidermide, sia dal derma sottostante che è un tessuto di natura connettivale. A seconda della sede anatomica che si sta analizzando, possiamo avere una cute sottile o una cute più spessa, quello che cambia è proprio lo spessore dell’epidermide, in particolare dell’ultimo strato. Questo è un esempio di cute sottile (sx), mentre questa è una cute spessa (dx). Si può apprezzare come, ad esempio, siano presenti dei ripiegamenti degli strati basali, ma in parte anche degli strati più superficiali. Dove sono più evidenti queste pieghe, ad esempio? Dove si formano le impronte digitali, viene accentuato il ripiegamento dello strato superficiale. Qui (sempre immagine sopra a dx) possiamo notare che nello strato superficiale, rispetto allo strato basale, non sono presenti i nuclei. A differenza dell’esofago in cui i nuclei sono presenti anche negli strati più superficiali, nell’epidermide le cellule proprie degli strati superficiali (i cheratinociti) perdono i nuclei. Infatti così facendo viene creato lo strato chiamato cheratina. Ovvero nello strato corneo, quello più superficiale, non abbiamo la presenza di nuclei. Quello che cambia all’interno dei vari strati è la presenza o meno di determinati tipi di giunzioni. Nello strato basale sicuramente troviamo una giunzione, che non è presente negli altri strati, ovvero gli emidesmosomi. Questo perché l’emidesmosoma è una giunzione che si trova tra la cellula epiteliale e la lamina basale, che ovviamente è a contatto solo con l’ultimo strato. Quindi l’emidesmosoma qui colorato di verde (immagine sopra), è presente solo nello strato basale. Mentre cominciamo a vedere la presenza di desmosomi tra una cellula e l’altra, che si mantengono nello strato basale ma anche nello strato spinoso. Lo strato granuloso è caratterizzato ad esempio dalla presenza di giunzioni occludenti e aderenti, che quindi rendono impermeabile l’epidermide e impediscono il passaggio di sostanze attraverso questo strato. Questi ultimi tipi di giunzioni le troviamo anche nello strato lucido, mentre i desmosomi corneificati o corneodesmosomi, li troviamo nello strato corneo. Anche il numero di cellule dei vari strati è pressoché costante. Strato basale Tramite questa sezione dell’epidermide andiamo ad ingrandire lo strato basale, a contatto con il tessuto connettivo sottostante, e possiamo vedere, come è rappresentato questo stato, ovvero la presenza massiva di nuclei, dovuti alla proliferazione delle cellule, che infatti sono positive a quest’altro marcatore, che è un importante regolatore del ciclo cellulare Ki67. Se facciamo l'immunoistochimica per questo fattore, le cellule degli strati basali lo respingono, perché sono in attiva proliferazione. Quindi se per esempio abbiamo una lesione dell’epidermide, sicuramente questo marcatore non reagirà. Quindi le cellule perdono la capacità di proliferare, nello strato spinoso e nello strato granuloso la perdono totalmente, e addirittura nello strato corneo perdono proprio il nucleo, quindi è impossibile che la cellula si replichi. E questa è l’importanza dello strato basale, che regola il turnover di questo tessuto che è di circa 30-40 giorni, cioè una cellula passa dallo strato basale a quello corneo in 30-40 giorni, e così facendo si rinnova totalmente l’epidermide. Se guardiamo lo strato basale o germinativo, abbiamo una cellula piuttosto piccola, tondeggiante, prolifera e sono presenti sia desmosomi, sia emidesmosomi. Strato spinoso Nello strato spinoso, è presente uno spazio intercellulare tra una cellula e l’altra. Si possono osservare delle spine, questi sono dei processi citoplasmatici, che servono poi a connettere un cheratinocita e l’altro. Ovvero in queste spine sono presenti i desmosomi. In questo strato inizia il differenziamento cellulare, il cheratinocita inizia ad esprimere le cheratine, quindi perde la capacità di proliferare. Strato granuloso Lo strato granuloso è chiamato così, proprio per il suo aspetto istologico, per la presenza di granuli all’interno del citoplasma in ambiente cellulare. Normalmente dovrebbe riportare 3 file di cellule in questo strato, visualizzando la presenza dei granuli in ogni cellula. Questi granuli contengono proteine come cheratoialina, filegrina e loricrina, sostanze che serviranno, poi, a rendere l’epidermide resistente. Le giunzioni tra una cellula ed un’altra sono desmosomi e giunzioni occludenti, infatti, se noi facciamo l’immunofluorescenza per proteine come la claudina, che colora le giunzioni più immature, possiamo colorare anche cellule degli strati limitrofi; se invece utilizziamo l’immunofluorescenza per l’occludina, che è una giunzione più matura, si può vedere com’è proprio più localizzata e ristretta allo strato granuloso. Inoltre si può notare (foto sotto) anche la microscopia elettronica con le giunzioni occludenti. Qui (sotto) possiamo vedere una bellissima immunoistochimica proprio con la claudina, dove possiamo vedere la sezione dell’epidermide con l’immunoistochimica. E qui già possiamo vedere alcune cellule, che perdono il nucleo negli strati più superiori dello strato granuloso, e la cosa risulta poi evidente nello strato corneo, dove i nuclei sono assenti, che è la caratteristica fondamentale, con la quale si riconosce questo strato. Strato corneo La cellula quindi forma queste lamine, prive di nucleo, il citoplasma è farcito di cheratina aggregata, le giunzioni sono dei desmosomi modificati e sono rivestiti da un involucro cellulare corneificato, ovvero: involucrina, loricrina, filamenti di cheratina e molecole lipidiche, che rendono lo strato impermeabile. La cheratina va classificata tra i filamenti intermedi importanti nel citoscheletro. Infatti si ricordi la presenza dei filamenti sottili di actina, di tubulina e poi a seconda del tessuto possiamo avere dei determinati filamenti intermedi. In particolare, la cheratina forma il filamento intermedio nell'epitelio. I desmosomi, ovvero la giunzione tra un cheratinocita e l’altro, è regolata dal pH. Per questo è importante mantenere il pH della cellula, perché via via che aumentiamo l’acidità del pH, promuoviamo lo sfaldamento dei cheratinociti e quindi il ricambio dello strato più superficiale. In alcune sedi come, ad esempio, il palmo della mano e dei piedi, è presente un ulteriore strato, che è definito lucido, proprio per il suo aspetto istologico, ed è presente tra lo stato corneo e lo strato granuloso. Qui (sotto) abbiamo una microscopia elettronica a trasmissione di una sezione di tessuto di epidermide sottile, dove si possono vedere i cheratinociti nei vari strati. Questa la si può sempre colorare artificialmente e si può così riconoscere la struttura dei vari strati. Quindi sostanzialmente salendo dallo strato basale allo strato corneo, abbiamo il differenziamento dei cheratinociti dalle cellule staminali che sono in grado di replicarsi. Si ricordi infatti che per cellula staminale non si intende solo una cellula che è in grado di differenziarsi ma è anche in grado di autoregolarsi. Dunque da una parte formerà una nuova progenie di cellule staminali in grado di differenziarsi, dall’altra i cheratinociti iniziano il processo di differenziamento passando allo strato spinoso. Iniziano quindi ad esprimere le cheratine, cambiano la forma, cambiano il tipo di giunzione, fino a produrre l’involucro di cheratina nello strato corneo e questo ha un timing ben preciso a seconda della zona. Per capire l’importanza dell’aspetto molecolare di questo differenziamento (non verrà richiesto all’esame) si faccia presente che tutti i geni del differenziamento dell’epidermide sono presenti nei cluster presenti nel cromosoma umano. Ovvero sono presenti tutti i geni necessari per il progredire del differenziamento dei cheratinociti all’interno dell’epidermide. All’interno degli epiteli non abbiamo solo i cheratinociti, ma abbiamo quattro tipi cellulari: -i cheratinociti -i melanociti - le cellule di Langerhans - le cellule di Merkel I melanociti Sono i responsabili della produzione della melanina, che è un pigmento, che viene formato dalla ossidazione della tirosina, ad opera della tirosinasi, viene accumulata all’interno dei melanosomi, di queste vescicole, e poi vengono rilasciate dal melanocita e vanno a fondere con le cellule dei cheratinociti dello strato spinoso, e formano una sorta di barriera, al di sopra del nucleo delle cellule dello strato spinoso. La funzione importante della melanina è (oltre a “renderci più attraenti d’estate”) proteggere il nucleo delle cellule dell’epidermide dai raggi ultravioletti, per impedire l’insorgere di mutazioni. I melanociti si possono identificare nello strato basale, e infatti possiamo mettere in evidenza la presenza dei melanociti con dei marcatori (come, per esempio, le tirosinasi che formano la melanina), che sono localizzati nello strato basale. In questo caso possiamo vedere, nell’epitelio della cornea, la presenza dell’immunofluorescenza, dei melanociti marcati con questo marcatore specifico del melanocita (e che quindi sono proprio nello strato basale). Quest’ultimo in particolare è positivo alla p-caderina che è quindi un marcatore del melanocita della cellula nello strato basale. Mentre la cheratina/la pan cheratina marca gli strati superiori. Cosa succede se abbiamo una iperplasia del melanocita? A cosa ci si sta predisponendo? Al melanoma. Quindi sotto un punto di vista medico istologico, prima di avere la trasformazione tumorale, i melanociti diventano più abbondanti e di dimensioni più irregolari. In particolare li troviamo anche negli strati superiori e non solo nello strato basale quando viene effettuato l’esame istologico. Cellule di Langerhans Le cellule di Langerhans sono delle cellule del sistema immunitario, che derivano dalla famiglia dell’ovocita dei macrofagi, troviamo cellule derivate da questa famiglia in diversi tessuti, e nell’epidermide si differenziano nelle cellule di Langerhans. Per esempio nell’osso differenziano nell’osteoclasto, oppure nel connettivo in macrofagi. Quindi sono tutte cellule che derivano dall’ovocita (da questa famiglia), e che hanno delle caratteristiche comuni, come la capacità di fagocitare, o di presentare l’antigene. Sono marcate ad esempio dall’antigene Cd1, e sono la prima sentinella dell’epidermide per i noxa patogena. Ovvero possono fagocitare e possono attivare la risposta immunitaria in caso di patogeni. Qui possiamo vedere una cellula di Langerhans, all’interno di uno strato spinoso, con questi lunghi processi citoplasmatici, che caratterizzano la cellula di Langerhans, ma anche le altre cellule della stessa famiglia. Cellula di Merkel Infine abbiamo la cellula di Merkel, che è responsabile della percezione sensitiva, quindi tramite il tatto, è più abbondante in alcune zone anatomiche, come ad esempio i polpastrelli e le labbra. In questa microscopia elettronica a trasmissione, possiamo vedere, la cellula di Merkel sopra al nucleo, è presente nello strato basale, perché subito sotto dal tessuto connettivo arrivano le terminazioni nervose, che prendono contatto diretto con la cellula di Merkel. Quindi la cellula di Merkel funziona da meccanorecettore, che trasmette direttamente al sistema nervoso la percezione meccanica. E qui possiamo vedere la giunzione con una cellula nervosa e la presenza delle cellule di Schwann, che sono delle cellule di sostegno associate al neurone, che stabilizzano le giunzioni con le sinapsi dei neuroni, e hanno poi la funzione di formare la guaina mielinica lungo l’assone. Non esistono solo le cellule di Merkel come recettori del tatto associati alla cute (lo vedremo poi con anatomia), esistono terminazioni nervose libere, corpuscoli dei bacilli e altre strutture. Abbiamo poi gli epiteli pluristratificati pavimentosi. Ma abbiamo la distribuzione limitata anche degli epiteli pluristratificati cubici (in foto a dx), che sono presenti in alcuni solchi maggiori e in alcune ghiandole esocrine (la funzione è sempre quella di trasporto). Lo stratificato colonnare, che è molto raro nei mammiferi (in foto a sx), presenta sempre alcuni dotti di alcune ghiandole esocrine. È caratterizzato di solito da due strati: uno di cellule cubiche e uno superiore di cellule cilindriche o colonnari. Infine abbiamo l’epitelio di transizione, che a seconda dello stato rilassato o disteso dell’organo, ha una conformazione differente. Quando la vescica è rilassata, abbiamo un maggior numero di strati, le cellule superficiali hanno questa forma a cupola; quando, invece, la vescica è piena l’epitelio/il tessuto si distende, e questo anche grazie alla presenza delle giunzioni tra una cellula epiteliale e l’altra, le cellule cambiano di forma e ci appaiono più schiacciate, ad esempio negli strati più superficiali (quindi diminuisce il numero di strati). Questa caratteristica permette una grande capacità di distensione. Cosa intendiamo con Metaplasia? Intendiamo un processo che è ancora reversibile, dove la cellula epiteliale passa da un tipo di epitelio a un altro, perché sottoposta, ad esempio a stress, o costante infiammazione o infezione virale. Quindi la metaplasia è il primo passo della trasformazione carcinogenica a cellule squamose o ad adenocarcinoma. Per esempio in foto è presente la cervice uterina, dove l’epitelio colonnare semplice converte, quando abbiamo metaplasia, in epitelio squamoso stratificato, che è ovviamente disfunzionale. Per esempio se si prendesse la trachea di ratto, esposta o meno al fumo di sigaretta (ovvero un fattore stressogeno), le cellule sono sottoposte continuamente a sostanze infiammatorie, che possono causare la mutazione dell’epitelio della trachea, che è pseudostratificato ciliato, ad un epitelio che invece è stratificato. Quindi ovviamente, in questo caso si ha una perdita di funzione dell’epitelio della trachea.
Guardians of the Galaxy- Rocket's Powerful Plan Vocabulary
CFA : 4/11/2023 FICTION: Guardians of the Gates
Q.What is the primary purpose of Article VI of the Code of Ethics for Professional Teachers? To outline administrative duties To ensure teachers are paid well To provide guidelines for the ethical conduct of teachers To regulate classroom sizes 1 30 sec Q.Which of the following is a key principle outlined in Article VI of the Code of Ethics for Professional Teachers? Commitment to professional development and lifelong learning Preference for teaching only certain subjects Limiting communication with parents and guardians Prioritizing personal interests over student needs 2 30 sec Q.What action is discouraged by the Code of Ethics for Professional Teachers as stated in Article VI? Providing extra study materials Creating a collaborative classroom environment Engaging in favoritism towards certain students Offering support to struggling students 3 30 sec Q.According to Article VI of the Code of Ethics for Professional Teachers, what should teachers prioritize in their professional relationships? Building friendships with students Their personal career advancement The welfare and best interest of their students Maintaining strict discipline at all times 4 30 sec Q.What is one responsibility of teachers as outlined in Article VI of the Code of Ethics? To avoid attending professional development workshops To maintain confidentiality concerning student records and information To share all student details with the public To prioritize sports over academics 5 30 sec Q.Which of the following is emphasized as a critical ethical obligation for teachers in Article VI of the Code of Ethics? Strictly enforcing personal beliefs in the classroom Encouraging students to ignore school policies Promoting respect for laws and regulations governing education Focusing solely on standardized test scores 6 30 sec Q.What can be considered an ethical violation according to Article VI of the Code of Ethics for Professional Teachers? Participating in school events and activities Offering additional help to interested students Accepting gifts or favors from students that may influence judgment Providing feedback on student assignments 7 30 sec Q.What role does collaboration play in the ethical responsibilities of teachers as stated in Article VI of the Code of Ethics? It is essential for fostering a positive learning environment It should be avoided to maintain authority It is not considered important in teaching It primarily benefits the teacher's career 8 30 sec Q.According to Article VI of the Code of Ethics, what should teachers promote among their students? Acceptance of plagiarism as a norm Disregard for rules and authority Values of honesty and integrity Competition at all costs 9 30 sec Q.What should teachers do when faced with unethical behavior from a colleague, according to Article VI of the Code of Ethics? Confront the colleague aggressively Ignore the behavior to maintain harmony Share the details with students Report the behavior to the appropriate authorities
8A) understands schools as organizations within the larger community context; 7 8B) understands the collaborative process and the skills necessary to initiate and carry out that process; 8C) collaborates with others in the use of data to design and implement effective school interventions that benefit all students; 8D) understands the benefits, barriers, and techniques involved in parent and family collaborations; 8E) understands school- and work-based learning environments and the need for collaboration with all organizations (e.g., businesses, community agencies, nonprofit organizations) to enhance student learning; 8F) understands the importance of participating on collaborative and problem-solving teams to create effective academic and behavioral interventions for all students; 8G) understands the various models of co-teaching and the procedures for implementing them across the curriculum; 8H) understands concerns of families of students with disabilities and knows appropriate strategies to collaborate with students and their families in addressing these concerns; and 8I) understands the roles and the importance of including students with disabilities, as appropriate, and all team members in planning individualized education programs (i.e, IEP, IFSP, Section 504 plan) for students with disabilities. Performance Indicators – The competent teacher: 8J) works with all school personnel (e.g., support staff, teachers, paraprofessionals) to develop learning climates for the school that encourage unity, support a sense of shared purpose, show trust in one another, and value individuals; 8K) participates in collaborative decision-making and problem-solving with colleagues and other professionals to achieve success for all students; 8L) initiates collaboration with others to create opportunities that enhance student learning; 8M) uses digital tools and resources to promote collaborative interactions; 8N) uses effective co-planning and co-teaching techniques to deliver instruction to each student; 8O) collaborates with school personnel in the implementation of appropriate assessment and instruction for designated students; 8P) develops professional relationships with parents and guardians that result in fair and equitable treatment of each student to support growth and learning; 8Q) establishes respectful and productive relationships with parents or guardians and seeks to develop cooperative partnerships to promote student learning and well-being; 8R) uses conflict resolution skills to enhance the effectiveness of collaboration and teamwork; 8S) participates in the design and implementation of individualized instruction for students with special needs (i.e., IEPs, IFSP, transition plans, Section 504 plans), ELLs, and students who are gifted; and 8T) identifies and utilizes community resources to enhance student learning and to provide opportunities for students to explore career opportunities. Standard 9 - Professionalism, Leadership, and Advocacy – The competent teacher is an ethical and reflective practitioner who exhibits professionalism; provides leadership in the learning community; and advocates for students, parents or guardians, and the profession. Knowledge Indicators – The competent teacher:
ILLINOIS PROFESSIONAL TEACHING STANDARDS (2013) Standard 1 - Teaching Diverse Students – The competent teacher understands the diverse characteristics and abilities of each student and how individuals develop and learn within the context of their social, economic, cultural, linguistic, and academic experiences. The teacher uses these experiences to create instructional opportunities that maximize student learning. Knowledge Indicators – The competent teacher: 1A) understands the spectrum of student diversity (e.g., race and ethnicity, socioeconomic status, special education, gifted, English language learners (ELL), sexual orientation, gender, gender identity) and the assets that each student brings to learning across the curriculum; 1B) understands how each student constructs knowledge, acquires skills, and develops effective and efficient critical thinking and problem-solving capabilities; 1C) understands how teaching and student learning are influenced by development (physical, social and emotional, cognitive, linguistic), past experiences, talents, prior knowledge, economic circumstances and diversity within the community; 1D) understands the impact of cognitive, emotional, physical, and sensory disabilities on learning and communication pursuant to the Individuals with Disabilities Education Improvement Act (also referred to as “IDEA”) (20 USC 1400 et seq.), its implementing regulations (34 CFR 300; 2006), Article 14 of the School Code [105 ILCS 5/Art.14] and 23 Ill. Adm. Code 226 (Special Education); 1E) understands the impact of linguistic and cultural diversity on learning and communication; 1F) understands his or her personal perspectives and biases and their effects on one’s teaching; and 1G) understands how to identify individual needs and how to locate and access technology, services, and resources to address those needs. Performance Indicators – The competent teacher: 1H) analyzes and uses student information to design instruction that meets the diverse needs of students and leads to ongoing growth and achievement; 1I) stimulates prior knowledge and links new ideas to already familiar ideas and experiences; 1J) differentiates strategies, materials, pace, levels of complexity, and language to introduce concepts and principles so that they are meaningful to students at varying levels of development and to students with diverse learning needs; 1K) facilitates a learning community in which individual differences are respected; and 1L) uses information about students’ individual experiences, families, cultures, and communities to create meaningful learning opportunities and enrich instruction for all students. Standard 2 - Content Area and Pedagogical Knowledge – The competent teacher has in-depth understanding of content area knowledge that includes central concepts, methods of inquiry, structures of the disciplines, and content area literacy. The teacher creates meaningful learning experiences for each student based upon interactions among content area and pedagogical knowledge, and evidence-based practice. Knowledge Indicators – The competent teacher: 2A) understands theories and philosophies of learning and human development as they relate to the range of students in the classroom; 2B) understands major concepts, assumptions, debates, and principles; processes of inquiry; and theories that are central to the disciplines; 2C) understands the cognitive processes associated with various kinds of learning (e.g., critical and creative thinking, problem-structuring and problem-solving, invention, memorization, and recall) 2 and ensures attention to these learning processes so that students can master content standards; 2D) understands the relationship of knowledge within the disciplines to other content areas and to life applications; 2E) understands how diverse student characteristics and abilities affect processes of inquiry and influence patterns of learning; 2F) knows how to access the tools and knowledge related to latest findings (e.g., research, practice, methodologies) and technologies in the disciplines; 2G) understands the theory behind and the process for providing support to promote learning when concepts and skills are first being introduced; and 2H) understands the relationship among language acquisition (first and second), literacy development, and acquisition of academic content and skills. Performance Indicators – The competent teacher: 2I) evaluates teaching resources and materials for appropriateness as related to curricular content and each student’s needs; 2J) uses differing viewpoints, theories, and methods of inquiry in teaching subject matter concepts; 2K) engages students in the processes of critical thinking and inquiry and addresses standards of evidence of the disciplines; 2L) demonstrates fluency in technology systems, uses technology to support instruction and enhance student learning, and designs learning experiences to develop student skills in the application of technology appropriate to the disciplines; 2M) uses a variety of explanations and multiple representations of concepts that capture key ideas to help each student develop conceptual understanding and address common misunderstandings; 2N) facilitates learning experiences that make connections to other content areas and to life experiences; 2O) designs learning experiences and utilizes assistive technology and digital tools to provide access to general curricular content to individuals with disabilities; 2P) adjusts practice to meet the needs of each student in the content areas; and 2Q) applies and adapts an array of content area literacy strategies to make all subject matter accessible to each student. Standard 3 - Planning for Differentiated Instruction – The competent teacher plans and designs instruction based on content area knowledge, diverse student characteristics, student performance data, curriculum goals, and the community context. The teacher plans for ongoing student growth and achievement. Knowledge Indicators – The competent teacher: 3A) understands the Illinois Learning Standards (23 Ill. Adm. Code 1.Appendix D), curriculum development process, content, learning theory, assessment, and student development and knows how to incorporate this knowledge in planning differentiated instruction; 3B) understands how to develop short- and long-range plans, including transition plans, consistent with curriculum goals, student diversity, and learning theory; 3C) understands cultural, linguistic, cognitive, physical, and social and emotional differences, and considers the needs of each student when planning instruction; 3D) understands when and how to adjust plans based on outcome data, as well as student needs, goals, and responses; 3E) understands the appropriate role of technology, including assistive technology, to address student needs, as well as how to incorporate contemporary tools and resources to maximize student learning; 3 3F) understands how to co-plan with other classroom teachers, parents or guardians, paraprofessionals, school specialists, and community representatives to design learning experiences; and 3G) understands how research and data guide instructional planning, delivery, and adaptation. Performance Indicators – The competent teacher: 3H) establishes high expectations for each student’s learning and behavior; 3I) creates short-term and long-term plans to achieve the expectations for student learning; 3J) uses data to plan for differentiated instruction to allow for variations in individual learning needs; 3K) incorporates experiences into instructional practices that relate to a student’s current life experiences and to future life experiences; 3L) creates approaches to learning that are interdisciplinary and that integrate multiple content areas; 3M) develops plans based on student responses and provides for different pathways based on student needs; 3N) accesses and uses a wide range of information and instructional technologies to enhance a student’s ongoing growth and achievement; 3O) when planning instruction, addresses goals and objectives contained in plans developed under Section 504 of the Rehabilitation Act of 1973 (29 USC 794), individualized education programs (IEP) (see 23 Ill. Adm. Code 226 (Special Education)) or individual family service plans (IFSP) (see 23 Ill. Adm. Code 226 and 34 CFR 300.24; 2006); 3P) works with others to adapt and modify instruction to meet individual student needs; and 3Q) develops or selects relevant instructional content, materials, resources, and strategies (e.g., project-based learning) for differentiating instruction. Standard 4 - Learning Environment – The competent teacher structures a safe and healthy learning environment that facilitates cultural and linguistic responsiveness, emotional well-being, self-efficacy, positive social interaction, mutual respect, active engagement, academic risk-taking, self-motivation, and personal goal-setting. Knowledge Indicators – The competent teacher: 4A) understands principles of and strategies for effective classroom and behavior management; 4B) understands how individuals influence groups and how groups function in society; 4C) understands how to help students work cooperatively and productively in groups; 4D) understands factors (e.g., self-efficacy, positive social interaction) that influence motivation and engagement; 4E) knows how to assess the instructional environment to determine how best to meet a student’s individual needs; 4F) understands laws, rules, and ethical considerations regarding behavior intervention planning and behavior management (e.g., bullying, crisis intervention, physical restraint); 4G) knows strategies to implement behavior management and behavior intervention planning to ensure a safe and productive learning environment; and 4H) understands the use of student data (formative and summative) to design and implement behavior management strategies. Performance Indicators – The competent teacher: 4I) creates a safe and healthy environment that maximizes student learning; 4J) creates clear expectations and procedures for communication and behavior and a physical setting conducive to achieving classroom goals; 4K) uses strategies to create a smoothly functioning learning community in which students assume responsibility for themselves and one another, participate in decision-making, work collaboratively and independently, use appropriate technology, and engage in purposeful learning activities; 4 4L) analyzes the classroom environment and makes decisions to enhance cultural and linguistic responsiveness, mutual respect, positive social relationships, student motivation, and classroom engagement; 4M) organizes, allocates, and manages time, materials, technology, and physical space to provide active and equitable engagement of students in productive learning activities; 4N) engages students in and monitors individual and group-learning activities that help them develop the motivation to learn; 4O) uses a variety of effective behavioral management techniques appropriate to the needs of all students that include positive behavior interventions and supports; 4P) modifies the learning environment (including the schedule and physical arrangement) to facilitate appropriate behaviors and learning for students with diverse learning characteristics; and 4Q) analyzes student behavior data to develop and support positive behavior. Standard 5 - Instructional Delivery – The competent teacher differentiates instruction by using a variety of strategies that support critical and creative thinking, problem-solving, and continuous growth and learning. This teacher understands that the classroom is a dynamic environment requiring ongoing modification of instruction to enhance learning for each student. Knowledge Indicators – The competent teacher: 5A) understands the cognitive processes associated with various kinds of learning; 5B) understands principles and techniques, along with advantages and limitations, associated with a wide range of evidence-based instructional practices; 5C) knows how to implement effective differentiated instruction through the use of a wide variety of materials, technologies, and resources; 5D) understands disciplinary and interdisciplinary instructional approaches and how they relate to life and career experiences; 5E) knows techniques for modifying instructional methods, materials, and the environment to facilitate learning for students with diverse learning characteristics; 5F) knows strategies to maximize student attentiveness and engagement; 5G) knows how to evaluate and use student performance data to adjust instruction while teaching; and 5H) understands when and how to adapt or modify instruction based on outcome data, as well as student needs, goals, and responses. Performance Indicators – The competent teacher: 5I) uses multiple teaching strategies, including adjusted pacing and flexible grouping, to engage students in active learning opportunities that promote the development of critical and creative thinking, problem-solving, and performance capabilities; 5J) monitors and adjusts strategies in response to feedback from the student; 5K) varies his or her role in the instructional process as instructor, facilitator, coach, or audience in relation to the content and purposes of instruction and the needs of students; 5L) develops a variety of clear, accurate presentations and representations of concepts, using alternative explanations to assist students’ understanding and presenting diverse perspectives to encourage critical and creative thinking; 5M) uses strategies and techniques for facilitating meaningful inclusion of individuals with a range of abilities and experiences; 5N) uses technology to accomplish differentiated instructional objectives that enhance learning for each student; 5O) models and facilitates effective use of current and emerging digital tools to locate, analyze, evaluate, and use information resources to support research and learning; 5P) uses student data to adapt the curriculum and implement instructional strategies and materials according to the characteristics of each student; 5 5Q) uses effective co-planning and co-teaching techniques to deliver instruction to all students; 5R) maximizes instructional time (e.g., minimizes transitional time); and 5S) implements appropriate evidence-based instructional strategies. Standard 6 - Reading, Writing, and Oral Communication – The competent teacher has foundational knowledge of reading, writing, and oral communication within the content area and recognizes and addresses student reading, writing, and oral communication needs to facilitate the acquisition of content knowledge. Knowledge Indicators – The competent teacher: 6A) understands appropriate and varied instructional approaches used before, during, and after reading, including those that develop word knowledge, vocabulary, comprehension, fluency, and strategy use in the content areas; 6B) understands that the reading process involves the construction of meaning through the interactions of the reader's background knowledge and experiences, the information in the text, and the purpose of the reading situation; 6C) understands communication theory, language development, and the role of language in learning; 6D) understands writing processes and their importance to content learning; 6E) knows and models standard conventions of written and oral communications; 6F) recognizes the relationships among reading, writing, and oral communication and understands how to integrate these components to increase content learning; 6G) understands how to design, select, modify, and evaluate a wide range of materials for the content areas and the reading needs of the student; 6H) understands how to use a variety of formal and informal assessments to recognize and address the reading, writing, and oral communication needs of each student; and 6I) knows appropriate and varied instructional approaches, including those that develop word knowledge, vocabulary, comprehension, fluency, and strategy use in the content areas. Performance Indicators – The competent teacher: 6J) selects, modifies, and uses a wide range of printed, visual, or auditory materials, and online resources appropriate to the content areas and the reading needs and levels of each student (including ELLs, and struggling and advanced readers); 6K) uses assessment data, student work samples, and observations from continuous monitoring of student progress to plan and evaluate effective content area reading, writing, and oral communication instruction; 6L) facilitates the use of appropriate word identification and vocabulary strategies to develop each student’s understanding of content; 6M) teaches fluency strategies to facilitate comprehension of content; 6N) uses modeling, explanation, practice, and feedback to teach students to monitor and apply comprehension strategies independently, appropriate to the content learning; 6O) teaches students to analyze, evaluate, synthesize, and summarize information in single texts and across multiple texts, including electronic resources; 6P) teaches students to develop written text appropriate to the content areas that utilizes organization (e.g., compare/contrast, problem/solution), focus, elaboration, word choice, and standard conventions (e.g., punctuation, grammar); 6Q) integrates reading, writing, and oral communication to engage students in content learning; 6R) works with other teachers and support personnel to design, adjust, and modify instruction to meet students’ reading, writing, and oral communication needs; and 6S) stimulates discussion in the content areas for varied instructional and conversational purposes. Standard 7 - Assessment – The competent teacher understands and uses appropriate formative and summative assessments for determining student needs, monitoring student progress, measuring student 6 growth, and evaluating student outcomes. The teacher makes decisions driven by data about curricular and instructional effectiveness and adjusts practices to meet the needs of each student. Knowledge Indicators – The competent teacher: 7A) understands the purposes, characteristics, and limitations of different types of assessments, including standardized assessments, universal screening, curriculum-based assessment, and progress monitoring tools; 7B) understands that assessment is a means of evaluating how students learn and what they know and are able to do in order to meet the Illinois Learning Standards; 7C) understands measurement theory and assessment-related issues, such as validity, reliability, bias, and appropriate and accurate scoring; 7D) understands current terminology and procedures necessary for the appropriate analysis and interpretation of assessment data; 7E) understands how to select, construct, and use assessment strategies and instruments for diagnosis and evaluation of learning and instruction; 7F) knows research-based assessment strategies appropriate for each student; 7G) understands how to make data-driven decisions using assessment results to adjust practices to meet the needs of each student; 7H) knows legal provisions, rules, and guidelines regarding assessment and assessment accommodations for all student populations; and 7I) knows assessment and progress monitoring techniques to assess the effectiveness of instruction for each student. Performance Indicators – The competent teacher: 7J) uses assessment results to determine student performance levels, identify learning targets, select appropriate research-based instructional strategies, and implement instruction to enhance learning outcomes; 7K) appropriately uses a variety of formal and informal assessments to evaluate the understanding, progress, and performance of an individual student and the class as a whole; 7L) involves students in self-assessment activities to help them become aware of their strengths and needs and encourages them to establish goals for learning; 7M) maintains useful and accurate records of student work and performance; 7N) accurately interprets and clearly communicates aggregate student performance data to students, parents or guardians, colleagues, and the community in a manner that complies with the requirements of the Illinois School Student Records Act [105 ILCS 10], 23 Ill. Adm. Code 375 (Student Records), the Family Educational Rights and Privacy Act (FERPA) (20 USC 1232g) and its implementing regulations (34 CFR 99; December 9, 2008); 7O) effectively uses appropriate technologies to conduct assessments, monitor performance, and assess student progress; 7P) collaborates with families and other professionals involved in the assessment of each student; 7Q) uses various types of assessment procedures appropriately, including making accommodations for individual students in specific contexts; and 7R) uses assessment strategies and devices that are nondiscriminatory, and take into consideration the impact of disabilities, methods of communication, cultural background, and primary language on measuring knowledge and performance of students. Standard 8 - Collaborative Relationships – The competent teacher builds and maintains collaborative relationships to foster cognitive, linguistic, physical, and social and emotional development. This teacher works as a team member with professional colleagues, students, parents or guardians, and community members. Knowledge Indicators – The competent teacher: 8A) understands schools as organizations within the larger community context; 7 8B) understands the collaborative process and the skills necessary to initiate and carry out that process; 8C) collaborates with others in the use of data to design and implement effective school interventions that benefit all students; 8D) understands the benefits, barriers, and techniques involved in parent and family collaborations; 8E) understands school- and work-based learning environments and the need for collaboration with all organizations (e.g., businesses, community agencies, nonprofit organizations) to enhance student learning; 8F) understands the importance of participating on collaborative and problem-solving teams to create effective academic and behavioral interventions for all students; 8G) understands the various models of co-teaching and the procedures for implementing them across the curriculum; 8H) understands concerns of families of students with disabilities and knows appropriate strategies to collaborate with students and their families in addressing these concerns; and 8I) understands the roles and the importance of including students with disabilities, as appropriate, and all team members in planning individualized education programs (i.e, IEP, IFSP, Section 504 plan) for students with disabilities. Performance Indicators – The competent teacher: 8J) works with all school personnel (e.g., support staff, teachers, paraprofessionals) to develop learning climates for the school that encourage unity, support a sense of shared purpose, show trust in one another, and value individuals; 8K) participates in collaborative decision-making and problem-solving with colleagues and other professionals to achieve success for all students; 8L) initiates collaboration with others to create opportunities that enhance student learning; 8M) uses digital tools and resources to promote collaborative interactions; 8N) uses effective co-planning and co-teaching techniques to deliver instruction to each student; 8O) collaborates with school personnel in the implementation of appropriate assessment and instruction for designated students; 8P) develops professional relationships with parents and guardians that result in fair and equitable treatment of each student to support growth and learning; 8Q) establishes respectful and productive relationships with parents or guardians and seeks to develop cooperative partnerships to promote student learning and well-being; 8R) uses conflict resolution skills to enhance the effectiveness of collaboration and teamwork; 8S) participates in the design and implementation of individualized instruction for students with special needs (i.e., IEPs, IFSP, transition plans, Section 504 plans), ELLs, and students who are gifted; and 8T) identifies and utilizes community resources to enhance student learning and to provide opportunities for students to explore career opportunities. Standard 9 - Professionalism, Leadership, and Advocacy – The competent teacher is an ethical and reflective practitioner who exhibits professionalism; provides leadership in the learning community; and advocates for students, parents or guardians, and the profession. Knowledge Indicators – The competent teacher: 9A) evaluates best practices and research-based materials against benchmarks within the disciplines; 9B) knows laws and rules (e.g., mandatory reporting, sexual misconduct, corporal punishment) as a foundation for the fair and just treatment of all students and their families in the classroom and school; 9C) understands emergency response procedures as required under the School Safety Drill Act [105 ILCS 128/1], including school safety and crisis intervention protocol, initial response 8 actions (e.g., whether to stay in or evacuate a building), and first response to medical emergencies (e.g., first aid and life-saving techniques); 9D) identifies paths for continuous professional growth and improvement, including the design of a professional growth plan; 9E) is cognizant of his or her emerging and developed leadership skills and the applicability of those skills within a variety of learning communities; 9F) understands the roles of an advocate, the process of advocacy, and its place in combating or promoting certain school district practices affecting students; 9G) understands local and global societal issues and responsibilities in an evolving digital culture; and 9H) understands the importance of modeling appropriate dispositions in the classroom. Performance Indicators – The competent teacher: 9I) models professional behavior that reflects honesty, integrity, personal responsibility, confidentiality, altruism and respect; 9J) maintains accurate records, manages data effectively, and protects the confidentiality of information pertaining to each student and family; 9K) reflects on professional practice and resulting outcomes; engages in self-assessment; and adjusts practices to improve student performance, school goals, and professional growth; 9L) communicates with families, responds to concerns, and contributes to enhanced family participation in student education; 9M) communicates relevant information and ideas effectively to students, parents or guardians, and peers, using a variety of technology and digital-age media and formats; 9N) collaborates with other teachers, students, parents or guardians, specialists, administrators, and community partners to enhance students’ learning and school improvement; 9O) participates in professional development, professional organizations, and learning communities, and engages in peer coaching and mentoring activities to enhance personal growth and development; 9P) uses leadership skills that contribute to individual and collegial growth and development, school improvement, and the advancement of knowledge in the teaching profession; 9Q) proactively serves all students and their families with equity and honor and advocates on their behalf, ensuring the learning and well-being of each child in the classroom; 9R) is aware of and complies with the mandatory reporter provisions of Section 4 of the Abused and Neglected Child Reporting Act [325 ILCS 5/4]; 9S) models digital etiquette and responsible social actions in the use of digital technology; and 9T) models and teaches safe, legal, and ethical use of digital information and technology, including respect for copyright, intellectual property, and the appropriate documentation of sources.
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