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ITALIANO GLI AGGETTIVI QUALIFICATIVI
Quiz by Agnese Carta
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mailing list, forum, blog, reti sociali o e-mail in genere.[1] Il rispetto della netiquette non è imposto da alcuna legge, ma sotto un aspetto giuridico, la netiquette è spesso richiamata nei contratti di fornitura di servizi di accesso da parte dei provider. Il mancato rispetto della netiquette comporta una generale disapprovazione da parte degli altri utenti della Rete, solitamente seguita da un isolamento del soggetto "maleducato" e talvolta dalla richiesta di sospensione di alcuni servizi utilizzati per compiere atti contrari a essa (di solito l'e-mail e Usenet). In casi di gravi e continue violazioni l'utente trasgressore è punibile con il ban. Sono comportamenti contrari alla netiquette, e talvolta sanzionati dagli abuse desk: inviare spam, effettuare mailbombing e l'eccessivo cross-posting e/o multiposting sui newsgroup di Usenet. Anche l'invio di e-mail senza un oggetto è considerata una cosa poco rispettosa nei confronti del destinatario. Particolarmente scorretto è anche l'invio o l'inoltro di email a un gran numero di persone (per esempio a tutto il proprio indirizzario) inserendone gli indirizzi nel campo "To:" (in italiano "A:"). In questo modo tutti gli indirizzi, spesso privati, sono mostrati apertamente a tutti i destinatari, con una implicita violazione della privacy. Non solo: se un computer fra quelli dei destinatari è infettato da virus che utilizzano la posta elettronica per diffondersi, tutti gli indirizzi inseriti nel messaggio possono essere catturati dal virus e usati come destinatari di messaggi infettati. In ogni caso, il concetto di netiquette con i suoi aspetti e contenuti è un concetto che si evolve lentamente nel tempo con il Web stesso.
[Musica] Il 2 giugno in Italia è la Festa della Repubblica, è un giorno festivo quindi le persone non lavorano e non vanno a scuola, ma perché si celebra il 2 giugno? Tra il 2 e il 3 giugno 1946 si tenne in Italia un referendum per decidere quale forma di governo dare al paese. Gli italiani, quindi, dovevano decidere: preferivano continuare ad essere una monarchia o volevano diventare qualcosa di nuovo, una repubblica? La repubblica vinse con il 54% dei voti, poco più della metà. L'Italia divenne così una repubblica. Prima di diventare una repubblica, l'Italia era una monarchia costituzionale e si chiamava Regno d'Italia. Ci furono quattro re d'Italia, tutti della dinastia Savoia, una delle dinastie più antiche e importanti d'Europa: Vittorio Emanuele II, Umberto I, Vittorio Emanuele III e l'ultimo, Umberto II, che governò per un periodo molto breve, solo un mese nel maggio 1946 e per questo fu soprannominato il Re di Maggio. E così, dal 1946 l'Italia è una repubblica. Il primo Presidente del Consiglio fu Alcide De Gasperi, che ebbe un ruolo molto importante nella nascita sia della Repubblica Italiana che dell'Unione Europea. Vediamo insieme l'emblema della Repubblica Italiana. Innanzitutto c'è la stella d'Italia, una stella bianca a cinque punte con bordo rosso. È un simbolo molto antico per rappresentare l'Italia, infatti si trova in molte iconografie insieme alla personificazione dell'Italia. Poi c'è la ruota dentata, simbolo del lavoro. Questo simbolo rappresenta l'articolo 1 della Costituzione Italiana, secondo il quale l'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. Poi c'è il ramo d'ulivo, simbolo di pace, e il ramo di quercia, simbolo di forza e dignità. Entrambi i rami rappresentano alberi molto tipici in Italia. Buona Festa della Repubblica a tutti gli italiani! [Musica] [Musica] [Musica] [Applausi] [Musica] [Musica] No [Musica] [Musica] [Musica] [Musica]
Italian 2 - Facciamo Gli Sport
Italian 2H - Facciamo Gli Sport
Caratteristiche e funzionalità degli standard europei per la posta elettronica certificata Con oltre 14 milioni e 600 mila caselle attive nel terzo bimestre 2022 (fonte AgID), la posta elettronica certificata continua a dimostrarsi uno strumento chiave per l’innovazione digitale in Italia. Ecco perché si guarda alla PEC europea come a un ulteriore traguardo per creare un sistema di comunicazione qualificata tra cittadini e imprese e anche tra privati e Pubblica Amministrazione. La nuova PEC europea ha iniziato il suo iter a gennaio 2022 e nel corso dello stesso anno ha visto il rilascio dello standard ETSI (Istituto Europeo per le norme di Telecomunicazioni), fondamentale per la realizzazione di un servizio di posta elettronica conforme al Regolamento europeo n. 910/2014 – eIDAS. Adesso, la parola d’ordine nel settore è interoperabilità, ovvero la possibilità di scambiare in modo sicuro comunicazioni elettroniche di valore probatorio, attraverso un processo di standardizzazione europeo. Dal 2024 la PEC in Italia lascerà quindi il posto alla Registered Electronic Mail (REM), la PEC europea. Nuovo standard PEC europea: quali sono i principi? Lo standard europeo ETSI EN 319 532-4 specifica le caratteristiche della CSI (Common Service Interface): l’interfaccia tecnologica condivisa che permette lo scambio sicuro tra i gestori e tra gli utilizzatori di servizi di recapito qualificato. Tale infrastruttura si basa su due elementi: • ERDS (Electronic Registered Delivery Services) • REM (Registered Electronic Mail) Le funzionalità di ERDS e REM hanno come obiettivo il settaggio di requisiti tecnici necessari per verificare e certificare: Identità del cittadino UE possessore di un indirizzo di posta certificata; Integrità del contenuto; Data e ora d’invio e di ricezione del messaggio. In sintesi, lo standard ETSI EN 319 532-4 amplia i confini della PEC che diventa un sistema di comunicazione qualificata a livello europeo. Posta certificata europea: cosa cambia? Il cambiamento più sostanziale che riguarda le caselle PEC attivate in Italia è l’integrazione dei requisiti SERC (Servizio Elettronico di Recapito Certificato) con quelli SERCQ (Servizio Elettronico di Recapito Certificato Qualificato). In altre parole, la PEC italiana come è oggi conferisce alle comunicazioni requisiti di valore legale, tanto da essere equiparabile alla tradizionale raccomandata con avviso di ricezione, ma non certifica l’identità del titolare della casella. Motivo per cui è necessario adeguare la casella PEC agli standard europei attraverso due step: il riconoscimento del titolare della casella e l’attivazione della verifica in 2 passaggi. Come funziona l’adeguamento PEC agli standard europei? Per allinearsi ai requisiti sanciti dallo standard ETSI sul servizio di recapito certificato qualificato, il titolare di una casella PEC dovrà procedere in questo modo. 1. Riconoscimento dell’identità Tale passaggio è necessario per garantire l’attendibilità del mittente, persona fisica o rappresentante legale di una persona giuridica. La verifica dell’identità può essere fatta attraverso uno degli strumenti di identificazione elettronica riconosciuti dalla Commissione europea: Identità digitale SPID; Tessera Sanitaria / Carta Nazionale dei Servizi; Firma digitale anche remota; Carta d’Identità Elettronica (CIE 3.0); Piattaforma DVO (De Visu Online) con operatore. 2. Verifica in 2 passaggi (2FA) L’autenticazione a 2 fattori rafforza il livello di sicurezza dell’account di posta attraverso il doppio controllo di accesso al servizio: inserimento delle credenziali (indirizzo PEC e password) e codice di autenticazione. Il codice viene inviato su un dispositivo precedentemente verificato e secondo la modalità di ricezione che si è scelta: Notifica PUSH tramite app su dispositivo mobile; Token OTP tramite app; Token OTP via SMS. Dopo che la verifica in 2 passaggi è stata attivata, per consultare la casella PEC sarà necessario inserire la password e autorizzare l’accesso o con la conferma della notifica PUSH, o con l’inserimento dell’OTP (One Time Password). Come si attiva la PEC europea obbligatoria? Le fasi di implementazione del processo sono ancora in attesa del DPCM normativo, ma nel frattempo i provider di PEC Legalmail stanno già cominciando ad abilitare i sistemi di verifica. Fra i gestori riconosciuti da AgID, Infocert PEC permette già adesso di effettuare l’upgrade della casella Legalmail identificando il titolare in pochi semplici step e mantenendo integre tutte le funzionalità del servizio.
Analizziamo il testo fornito, focalizzandoci sui seguenti punti: 1. **Contesto storico e allargamento del suffragio:** Il testo descrive l'espansione della società e l'ingresso di un numero crescente di cittadini nella vita politica alla fine del XIX secolo. Sebbene si tenda a pensare a questa epoca come un periodo di democratizzazione, il testo sottolinea come il diritto di voto, pur essendo un'obbligazione per i cittadini "maturi" (istruiti, arruolati), non fosse universalmente riconosciuto. Viene evidenziato come il suffragio universale maschile fosse una realtà solo in pochi paesi (Francia, Germania, Svizzera) nel 1890, e come si sia esteso gradualmente ad altri paesi europei nei decenni successivi, spesso eliminando la divisione per censo che escludeva le masse povere. Il testo sottolinea che l'allargamento del suffragio è stato un processo lungo e complesso, con resistenze da parte delle classi dominanti. 2. **Nascita dei partiti di massa e del sindacalismo:** L'estensione del diritto di voto ha portato alla necessità di nuove forme di organizzazione politica. Nacquero così i partiti di massa, con il Partito Socialdemocratico tedesco come esempio pionieristico. Parallelamente, si assiste a una crescita esponenziale delle organizzazioni sindacali, grazie alla maggiore coscienza dei lavoratori. Vengono citate le principali confederazioni sindacali europee, come le *Three Unions* inglesi, la Commissione Centrale dei Liberi Sindacati Tedeschi, la CGT francese e la CGIL italiana. Il testo evidenzia come il sindacalismo sia diventato una forza significativa nella lotta per i diritti dei lavoratori. 3. **La questione femminile:** Il testo affronta anche la questione femminile, sottolineando come, nonostante i primi movimenti di emancipazione risalenti alla Rivoluzione Francese e alla Rivoluzione Industriale inglese, le donne fossero ancora escluse dalla vita politica e da molte professioni. Viene menzionato il diritto di voto concesso in alcuni stati minori come la Finlandia e la Norvegia, ma si evidenzia come il lavoro femminile fosse spesso una necessità più che un'emancipazione, con salari inferiori a quelli degli uomini. Il testo descrive come, con l'aumento dell'istruzione e della politicizzazione, anche le donne abbiano iniziato a rivendicare i propri diritti, partecipando alle lotte sindacali. Viene citato il movimento delle suffragette britanniche guidato da Evelyn Pankhurst, che attraverso azioni di protesta riuscì a portare l'attenzione dell'opinione pubblica sulla questione del suffragio femminile, ottenendo una prima vittoria nel 1918. Il testo spiega anche come parte del movimento socialista non vedesse di buon occhio il voto femminile, temendo un orientamento politico più centrista o cattolico delle donne. In generale, il testo sottolinea come i risultati ottenuti dalle donne nella lotta per i loro diritti fossero ancora limitati all'inizio del XX secolo. 4. **Riforme sociali e fiscali:** Il testo descrive come le lotte sindacali abbiano portato a importanti riforme sociali, come assicurazioni contro gli infortuni, pensioni di vecchiaia, sussidi di disoccupazione, controlli sulla sicurezza e l'igiene nelle fabbriche, limitazione del lavoro minorile, riduzione dell'orario di lavoro e diritto al riposo settimanale. Viene evidenziato come queste riforme siano state il risultato della pressione dei sindacati sui governi centrali. Parallelamente, le amministrazioni locali hanno iniziato a investire in servizi pubblici come gas, acqua corrente e trasporti, e in infrastrutture come scuole, biblioteche, musei, ospedali e alloggi popolari. L'aumento della spesa pubblica ha reso necessaria una riforma fiscale, con l'introduzione di tasse dirette e progressive, considerate più eque rispetto alle tasse indirette. Il testo sottolinea come questa riforma fiscale abbia eroso ulteriormente il potere delle antiche forze sociali come la nobiltà e i proprietari terrieri. 5. **Ascesa del socialismo:** Il testo conclude evidenziando come tutti i fenomeni descritti, dai movimenti sindacali alle lotte dei lavoratori e all'allargamento del suffragio, abbiano avuto come protagonista un'ideologia emergente: il socialismo.
Elabora 15 domande con risposte multiple con una sola risposta giusta sui suguenti argomenti Dio e l’uomo - Cogliere nelle domande dell’uomo e in tante sue esperienze tracce di una ricerca religiosa Comprendere alcune categorie fondamentali della fede ebraico-cristiana (rivelazione, promessa, alleanza, messia, risurrezione, grazia, Regno di Dio, salvezza…) e confrontarle con quelle di altre maggiori religioni. - Approfondire l’identità storica, la predicazione e l’opera di Gesù e correlarle alla fede cristiana che, nella prospettiva dell’evento pasquale (passione, morte e risurrezione), riconosce in Lui il Figlio di Dio fatto uomo, Salvatore del mondo che invia la Chiesa nel mondo. - Conoscere l’evoluzione storica e il cammino ecumenico della Chiesa, realtà voluta da Dio, universale e locale, articolata secondo carismi e ministeri e rapportarla alla fede cattolica che riconosce in essa l’azione dello Spirito Santo. - Confrontare la prospettiva della fede cristiana e i risultati della scienza come letture distinte ma non conflittuali dell’uomo e del mondo. La Bibbia e le altre fonti - Saper adoperare la Bibbia come documento storico-culturale e apprendere che nella fede della Chiesa è accolta come Parola di Dio. - Individuare il contenuto centrale di alcuni testi biblici, utilizzando tutte le informazioni necessarie ed avvalendosi correttamente di adeguati metodi interpretativi. - Individuare i testi biblici che hanno ispirato le principali produzioni artistiche (letterarie, musicali, pittoriche…) italiane ed europee. Il linguaggio religioso - Comprendere il significato principale dei simboli religiosi, delle celebrazioni liturgiche e dei sacramenti della Chiesa. - Riconoscere il messaggio cristiano nell’arte e nella cultura in Italia e in Europa, nell’epoca tardo-antica, medievale, moderna e contemporanea. - Individuare gli elementi specifici della preghiera cristiana e farne anche un confronto con quelli di altre religioni - Focalizzare le strutture e i significati dei luoghi sacri dall’antichità ai nostri giorni. I valori etici e religiosi- Cogliere nelle domande dell’uomo e in tante sue esperienze tracce di una ricerca religiosa. - Riconoscere l’originalità della speranza cristiana, in risposta al bisogno di salvezza della condizione umana nella sua fragilità, finitezza ed esposizione al male. - Saper esporre le principali motivazioni che sostengono le scelte etiche dei cattolici rispetto alle relazioni affettive e al valore della vita dal suo inizio al suo termine, in un contesto di pluralismo culturale e religioso. - Confrontarsi con la proposta cristiana di vita come contributo originale per la realizzazione di un progetto libero e responsabile. Dio e l’uomo - Cogliere nelle domande dell’uomo e in tante sue esperienze tracce di una ricerca religiosa Comprendere alcune categorie fondamentali della fede ebraico-cristiana (rivelazione, promessa, alleanza, messia, risurrezione, grazia, Regno di Dio, salvezza…) e confrontarle con quelle di altre maggiori religioni. - Approfondire l’identità storica, la predicazione e l’opera di Gesù e correlarle alla fede cristiana che, nella prospettiva dell’evento pasquale (passione, morte e risurrezione), riconosce in Lui il Figlio di Dio fatto uomo, Salvatore del mondo che invia la Chiesa nel mondo. - Conoscere l’evoluzione storica e il cammino ecumenico della Chiesa, realtà voluta da Dio, universale e locale, articolata secondo carismi e ministeri e rapportarla alla fede cattolica che riconosce in essa l’azione dello Spirito Santo. - Confrontare la prospettiva della fede cristiana e i risultati della scienza come letture distinte ma non conflittuali dell’uomo e del mondo. La Bibbia e le altre fonti - Saper adoperare la Bibbia come documento storico-culturale e apprendere che nella fede della Chiesa è accolta come Parola di Dio. - Individuare il contenuto centrale di alcuni testi biblici, utilizzando tutte le informazioni necessarie ed avvalendosi correttamente di adeguati metodi interpretativi. - Individuare i testi biblici che hanno ispirato le principali produzioni artistiche (letterarie, musicali, pittoriche…) italiane ed europee. Il linguaggio religioso - Comprendere il significato principale dei simboli religiosi, delle celebrazioni liturgiche e dei sacramenti della Chiesa. - Riconoscere il messaggio cristiano nell’arte e nella cultura in Italia e in Europa, nell’epoca tardo-antica, medievale, moderna e contemporanea. - Individuare gli elementi specifici della preghiera cristiana e farne anche un confronto con quelli di altre religioni - Focalizzare le strutture e i significati dei luoghi sacri dall’antichità ai nostri giorni. I valori etici e religiosi- Cogliere nelle domande dell’uomo e in tante sue esperienze tracce di una ricerca religiosa. - Riconoscere l’originalità della speranza cristiana, in risposta al bisogno di salvezza della condizione umana nella sua fragilità, finitezza ed esposizione al male. - Saper esporre le principali motivazioni che sostengono le scelte etiche dei cattolici rispetto alle relazioni affettive e al valore della vita dal suo inizio al suo termine, in un contesto di pluralismo culturale e religioso. - Confrontarsi con la proposta cristiana di vita come contributo originale per la realizzazione di un progetto libero e responsabile. Dio e l’uomo - Cogliere nelle domande dell’uomo e in tante sue esperienze tracce di una ricerca religiosa Comprendere alcune categorie fondamentali della fede ebraico-cristiana (rivelazione, promessa, alleanza, messia, risurrezione, grazia, Regno di Dio, salvezza…) e confrontarle con quelle di altre maggiori religioni. - Approfondire l’identità storica, la predicazione e l’opera di Gesù e correlarle alla fede cristiana che, nella prospettiva dell’evento pasquale (passione, morte e risurrezione), riconosce in Lui il Figlio di Dio fatto uomo, Salvatore del mondo che invia la Chiesa nel mondo. - Conoscere l’evoluzione storica e il cammino ecumenico della Chiesa, realtà voluta da Dio, universale e locale, articolata secondo carismi e ministeri e rapportarla alla fede cattolica che riconosce in essa l’azione dello Spirito Santo. - Confrontare la prospettiva della fede cristiana e i risultati della scienza come letture distinte ma non conflittuali dell’uomo e del mondo. La Bibbia e le altre fonti - Saper adoperare la Bibbia come documento storico-culturale e apprendere che nella fede della Chiesa è accolta come Parola di Dio. - Individuare il contenuto centrale di alcuni testi biblici, utilizzando tutte le informazioni necessarie ed avvalendosi correttamente di adeguati metodi interpretativi. - Individuare i testi biblici che hanno ispirato le principali produzioni artistiche (letterarie, musicali, pittoriche…) italiane ed europee. Il linguaggio religioso - Comprendere il significato principale dei simboli religiosi, delle celebrazioni liturgiche e dei sacramenti della Chiesa. - Riconoscere il messaggio cristiano nell’arte e nella cultura in Italia e in Europa, nell’epoca tardo-antica, medievale, moderna e contemporanea. - Individuare gli elementi specifici della preghiera cristiana e farne anche un confronto con quelli di altre religioni - Focalizzare le strutture e i significati dei luoghi sacri dall’antichità ai nostri giorni. I valori etici e religiosi- Cogliere nelle domande dell’uomo e in tante sue esperienze tracce di una ricerca religiosa. - Riconoscere l’originalità della speranza cristiana, in risposta al bisogno di salvezza della condizione umana nella sua fragilità, finitezza ed esposizione al male. - Saper esporre le principali motivazioni che sostengono le scelte etiche dei cattolici rispetto alle relazioni affettive e al valore della vita dal suo inizio al suo termine, in un contesto di pluralismo culturale e religioso. - Confrontarsi con la proposta cristiana di vita come contributo originale per la realizzazione di un progetto libero e responsabile.
A biografia di Dante, con le notizie dei suoi ascendenti, dei suoi familiari, del suo matrimonio, dei suoi figli, è stata ricostruita da molti autori. Ricordo fra gli altri il piccolo, classico libro di Michele Barbi, che ad oltre ottanta anni di distanza consiglierei ancora per un primo approccio. In queste pochissime pagine mi limiterò a richiamare gli elementi cronologici essenziali, a contestualizzarli nella storia generale e a dire di alcuni momenti della vita di Dante e di alcuni fatti di storia generale rievocati nella Commedia. A tante questioni, vicende e persone, Dante compreso, darò corpo nelle prossime letture. Per adesso uno scheletro. Dante nacque fra il maggio e il giugno del 1265. Un anno che si pone tra la vittoria militare ghibellina di Montaperti (4 settembre 1260) e la vittoria militare guelfa di Colle Val d’Elsa (17 giugno 1269). Dante avrebbe rievocato nella Commedia ambedue questi scontri (Inf. X e Pg. XIII), ancorandoli rispettivamente a un protagonista e ad una osservatrice. L’anno della nascita di Dante è anche un anno cruciale nella storia dell’arte. Nicola Pisano e i suoi aiutanti costruirono nella cattedrale di Siena un pulpito marmoreo che è tra le grandi espressioni di un rinnovamento della cultura artistica; nell’équipe di Nicola era anche Arnolfo di Cambio, altro protagonista di quella strepitosa stagione. Certo non insensibile alle arti figurative ed anche ai momenti di innovazione, come testimoniano alcuni luoghi della Commedia, Dante non disse però nulla dei grandi scultori del Duecento e del primo Trecento. Quando egli era ancora un fanciullo (aveva circa dodici anni) il padre, come era consuetudine, combinò il suo matrimonio. Scelse una donna della consorteria nobiliare dei Donati, Gemma di Manetto, alla quale fu assegnata una dote di 200 lire di fiorini d’oro: somma non piccola ma non strepitosa, della quale Gemma non poté fruire se non tardivamente e in parte, essendo stati sequestrati i beni e i diritti di Dante al momento della condanna all’esilio (1302). Con Gemma Donati Dante ebbe due o forse tre figli maschi e una figlia femmina, persone di una sola delle quali, il figlio Pietro, abbiamo notizie copiose e interessanti. Dante era ancora un bambino quando un grande rivolgimento politico si svolgeva in Italia e Toscana. Dopo la vittoria ghibellina di Montaperti lo schieramento guelfo si riorganizzò, e dal 1269 ottenne una preponderanza in Toscana grazie alla vittoria militare di Colle di Val d’Elsa e soprattutto grazie ad una forte iniziativa dei papi Urbano IV e Clemente IV e all’intervento di Carlo d’Angiò, figlio del re di Francia, vittorioso sui ghibellini a Benevento nel 1266, incoronato re di Sicilia nel 1270 ed aspirante ad una supremazia politica in Italia. Dante sistemerà Carlo d’Angiò e il figlio, re Carlo II, in luoghi diversi del Purgatorio, manifestando nei loro confronti una sostanziale distanza nel giudizio morale (Pg. XX). Esprimerà un giudizio severo su Clemente IV (Pg. III), di Urbano IV non parlerà, e collocherà in Purgatorio il capofila del movimento ghibellino, re Manfredi (Pg. III). Ma nei confronti di Manfredi esprimerà, se non una adesione politica, una forte simpatia umana, ed una umana pietas dedicherà a Corradino, ultimo esponente della casa sveva, fatto giustiziare da Carlo d’Angiò (Pg. XX). Tutto questo “secondo round” del conflitto ghibellino-guelfo, svoltosi tra la morte di Federico II di Svevia (1250) e l’incoronazione di Carlo d’Angiò (1270), vide scenari di grande complessità, e si è accennato come furono complesse, non univoche, le valutazioni che Dante espresse nella Commedia. Complessa fu anche l’evoluzione politica delle città italiane, segnatamente di Firenze. Nel corso degli anni Settanta si andò accentuando la cristallizzazione del conflitto tra nobili e “popolari”, ma si innestò su di esso il problema del contenimento dello strapotere delle grandi famiglie: quei “magnati” o “grandi”, come si dissero, che per tradizione militare e atteggiamento di comando, ricchezza, ampiezza di clientele, potevano avere un ruolo destabilizzante sulla vita civile della città. I ceti dominanti comunali, ampiamente commisti di famiglie nobili e famiglie di mercanti e artigiani, tentarono politiche che da un lato contenessero il contrasto guelfo-ghibellino e da un lato ponessero limiti al potere delle grandi famiglie di ambedue le parti. Tutto questo si concluse in solenni atti di pacificazione tra famiglie e in leggi che vietavano ai potenti l’accesso ad alcune cariche di governo, imponevano ad essi garanzie contro le eventuali offese ai “popolari” e comminavano pene severe in caso di turbamenti dell’ordine pubblico. A Firenze il momento pacificatorio ebbe un suo esito compromissorio e dunque instabile nel 1280 e la legislazione antimagnatizia ebbe un esito altrettanto problematico nel 1293, in ambedue i casi con un ritardo rispetto ad altre realtà comunali dell’Italia centrale quali Siena e Bologna. Nel frattempo, la rivolta siciliana del 1282 (Par. VIII) abbatté il potere di Carlo d’Angiò nell’Italia meridionale, lo intaccò ovunque e vide la contrapposizione all’angioino della casa reale di Aragona, che si volle erede di Manfredi e nuovo sostegno del ghibellinismo. A lungo sarebbero state realtà politiche contrapposte il regno aragonese di Sicilia e il regno angioino di Napoli. Dante avrebbe collocato nel Purgatorio, vicini l’uno all’altro, quei regnanti che in terra erano stati nemici tra loro (Pg. VII), e avrebbe espresso nell’insieme della questione angioino-aragonese giudizi un po’ ambigui. Dobbiamo pensare che ai suoi occhi nessuno di quei sovrani meritasse una supremazia tale da poter rivendicare un ruolo imperiale, l’unico che Dante riteneva veramente importante per le sorti dell’Italia. Mentre si dispiegava quel nuovo scenario degli anni Settanta e Ottanta del Duecento Dante viveva le sue prime esperienze di matrimonio e di paternità, proseguiva e completava una formazione culturale di alto livello, retorica, letteraria e filosofica, e avviava la propria partecipazione alla vita militare, politica e amministrativa della sua città. Questo però non prima della fine degli anni Ottanta. Nel giugno del 1289 (aveva dunque ventiquattro anni) partecipò alla battaglia di Campaldino, scontro tra i guelfi fiorentini e i ghibellini di Arezzo, che avrebbe rievocato nella Commedia (Pg. V). Pochi anni dopo si attuava, come ho accennato, la legislazione antimagnatizia fiorentina per iniziativa di Giano della Bella, che Dante collocherà nel Paradiso con una ampia e complessa valutazione (Par. XVI). Contestuale a questa legislazione “popolare” fu l’obbligo di iscrizione ad una delle Arti per chi volesse partecipare ai Consigli. Nel 1295 Dante si iscrisse all’Arte dei medici e speziali, e dello stesso anno è un suo, forse primo, intervento in uno dei Consigli cittadini. Cinque anni prima era morta una nobile donna, Beatrice, della quale Dante si era innamorato e per la quale sveva scritto, continuando a scrivere dopo la morte di lei, una serie di poesie raccolte in un libro di taglio autobiografico, la Vita nova. Dopo quello del 1295 molti altri interventi di Dante in Consigli diversi sono documentati in questi ultimi cinque anni del Duecento; in alcuni di essi, e poi in una ambasceria al Comune di San Gimignano del maggio 1300, Dante si adoperò per contrastare l’aggressiva e destabilizzante politica attuata in Toscana dal papa Bonifacio VIII, che il poeta dirà atteso in inferno insieme ad altri papi simoniaci (Inf. XIX)(il viaggio della Commedia è immaginato nel 1300, il papa morì nel 1303, così Dante poteva solo anticipare la condanna divina). Nell’aprile del 1301 Dante fu nominato soprastante all’esecuzione di certi lavori pubblici, nello stesso mese e poi ancora nel giugno e nel settembre intervenne in alcuni Consigli. Ho detto nella lettura su Ulisse della modalità scarna secondo la quale erano registrate le delibere, così non ci si deve attendere di leggere un ampio resoconto del discorso pronunziato dal divino poeta; è però abbastanza certo che egli intervenisse per contrastare la politica di Bonifacio VIII e l’intervento del principe francese Carlo di Valois, che il papa aveva fatto intervenire, sotto pretesto pacificatorio, per affermare la propria supremazia in Toscana (di Carlo Dante farà cenno in Pg. XX, canto fondamentale per conoscere l’atteggiamento del poeta verso la casa reale di Francia e i suoi rami). Intorno a queste opzioni politiche si era andata formando una contrapposizione tra un partito filopapale, che si disse dei guelfi Neri, e un opposto gruppo politico ostile alla politica di Bonifacio VIII e Carlo di Valois, che si disse dei Bianchi, nel quale Dante si schierò. La divisione dei Bianchi e dei Neri si era inizialmente definita a Pistoia e fu importata a Firenze, dove trovò i rispettivi capofila in due clan familiari, i Cerchi e i Donati. Poco tempo dopo gli interventi di Dante nei Consigli, nel gennaio 1302, il podestà Cante dei Gabrielli da Gubbio, in seguito all’istruttoria del giudice Paolo da Gubbio, preposto alle questioni di corruzione, ingiuste estorsioni e lucri illeciti, pronunziava la condanna di quattro cittadini, tra i quali Dante, i quali avrebbero commesso quei reati mentre erano nell’ufficio dei priori, il massimo organo di governo comunale. Dante e gli altri imputati si erano nel frattempo allontanati da Firenze, o come nel caso di Dante erano già lontani per diversi motivi, e non si presentarono in un giudizio del quale molto probabilmente presagivano l’esito. Furono pertanto condannati in contumacia (la giustizia dell’epoca riteneva la contumacia equivalente ad una confessione di colpevolezza). La penalità era enorme, 5000 fiorini per ciascuno, e se non fosse stata versata si sarebbe proceduto, come di norma, alla distruzione dei beni dei condannati, per non dire di altre conseguenze (confino, interdizione da uffici eccetera). Nota. Il testo che ho citato in apertura è Michele Barbi, Vita di Dante, Firenze, Sansoni, 1961. Era stato scritto per l’Enciclopedia Italiana, poi fu edito da Sansoni nel 1933 con il titolo Dante. Vita, opere e fortuna. Delle altre biografie ricorderò solo quella di Giorgio Petrocchi, Biografia. Attività politica e letteraria, nell’ Appendice dell’ Enciclopedia dantesca, 1978, pp. 1-53. Fonte documentaria primaria per la biografia di Dante e dei suoi familiari è il Codice diplomatico dantesco, che meriterà un discorso a suo luogo. Autore: Paolo Cammarosano