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La temperatura e il calore per alunni di I media
Quiz by Sabrina Calì
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1 La cottura La cottura consiste nella trasmissione di calore da una sorgente a un alimento. In particolare, si parla di cottura quando si espone un alimento a una temperatura superiore a 40 °C. Molti alimenti devono essere cotti per: • diventare commestibili, oppure più digeribili e gradevoli; • prolungare la conservabilità; • diventare più sicuri dal punto di vista igienico e microbiologico. Con la cottura: • si applica una temperatura > 40 °C; • l’alimento si scalda; • le caratteristiche fisiche e chimiche dell’alimento si modificano definitivamente a seguito del rialzo termico. Ad esempio, l’acqua si trasforma in vapore a 100 °C alla pressione di 1 atm (mentre solidifica a 0 °C). Il burro fonde (ma non cuoce) al di sotto di 40 °C. Da che cosa dipendono la temperatura e il tempo di cottura? Con la cottura, l’alimento, scaldandosi, assorbe calore. La temperatura di cottura, cioè la quantità di calore da applicare nei processi di cottura, dipende: • dal peso dell’alimento (la temperatura di cottura aumenta proporzionalmente al peso dell’alimento); • dalla composizione dell’alimento, in particolare dal suo contenuto in acqua (per scaldare un alimento umido serve più calore). Il tempo di cottura (cioè la durata dell’esposizione al calore) varia in base: • alla tecnica di cottura applicata; • al recipiente di cottura (materiale, sagoma); • alla forma dell’alimento. A parità di condizioni, l’olio si riscalda più velocemente dell’acqua perché il calore specifico dei grassi è pari a circa la metà di quello dell’acqua. Calore È una forma di energia legata al moto disordinato delle molecole che si trasmette da un corpo più caldo a uno più freddo, 昀椀no al raggiungimento dell’equilibrio termico. L’unità di misura del calore è il joule (J). In cucina si usa la chilocaloria (kcal), un multiplo della caloria equivalente al calore necessario per aumentare di 1 °C la temperatura di un chilogrammo, ovvero un litro, di acqua (1 kcal = 4,184 kJ; 1 kJ = 0,239 kcal). Calore speci昀椀co È la quantità di calore che serve per aumentare di 1 °C la temperatura di un chilogrammo di un materiale.TEORIA / UDA 4 Le tecniche e le preparazioni di base 153 Come si trasmette il calore? Il calore si trasmette dal corpo più caldo a quello più freddo. Ciò può avvenire in diversi modi: per conduzione, per convezione e per irraggiamento. In tutte le tecniche di cottura una delle tre modalità risulta dominante, ma agisce combinandosi con le altre. Nelle cotture per conduzione e per convezione è sempre presente un mezzo di conduzione, che può essere l’acqua, il vapore acqueo, una sostanza grassa, l’aria o il recipiente di cottura. Conduzione • I due corpi (generalmente solidi) sono a contatto diretto e hanno temperature diverse (l’uno è caldo e l’altro è più freddo) • Non c’è spostamento di materia (il calore si trasmette attraverso la materia) • La quantità di calore trasferito dipende dalla composizione dei due corpi ed è proporzionale alla differenza di temperatura e alla superficie di contatto Esempio: cottura alla piastra o in padella Irraggiamento • I due corpi non sono a contatto diretto: il passaggio del calore avviene nel vuoto o nell’aria • Il corpo caldo emette onde elettromagnetiche (raggi infrarossi) che sono assorbite dal corpo freddo Esempio: cottura in forno, cottura in forno a microonde, cottura allo spiedo, cottura alla griglia Convezione • È presente un fluido, cioè un liquido (olio, acqua) o un gas (aria, vapore) • Si produce uno spostamento di materia: il fluido si riscalda, si espande verso l’alto e produce correnti convettive che, muovendosi, favoriscono lo scambio di calore Esempio: bollitura (in acqua), frittura (in olio) ESERCIZIO 1 Nella trasmissione per conduzione i due corpi sono a contatto diretto V F 2 Nella trasmissione per convezione si formano correnti convettive che favoriscono lo scambio di calore V F 3 Nella trasmissione per irraggiamento i due corpi non sono a contatto diretto V F 4 Nella trasmissione per irraggiamento è sempre presente un mezzo 昀氀uido V F
L'effetto serra cosa si intende con effetto serra si tratta di un fenomeno del tutto naturale l'atmosfera che funziona come il tetto di una serra nel corso della giornata viene attraversata dai raggi del sole che riscaldano la superficie terrestre durante la notte poi la terra perde calore sotto forma di raggi detti infrarossi parte di questi raggi viene bloccata da alcuni gas che si trovano nell'aria chiamati gas serra il principale gas serra e l'anidride carbonica l'effetto serra ha quindi permesso di trattenere nell'atmosfera il calore necessario allo sviluppo della vita sulla terra negli ultimi decenni l'effetto serra si è intensificato a causa delle attività dell'uomo che hanno generato grandi quantità di gas serra e provocato un aumento della temperatura sulla terra ciò comporta conseguenze molto gravi per il nostro pianeta come ad esempio lo scioglimento dei ghiacci [Musica] guardiamo lo con un esperimento per questo esperimento dovremo procurarti due recipienti grandi in vetro due termometri istantanei ambientali dovuti bicchieri una lampada un cucchiaino di bicarbonato di sodio un cucchiaino 100 millilitri di aceto di vino acqua cominciamo posizionando i termometri accanto ai bicchieri è importante che in questo momento i termometri misurino la stessa temperatura versiamo nel primo bicchiere dell'acqua riempiendo lo fino a metà nel secondo invece mettiamo aceto e bicarbonato l'unione di queste due sostanze avrà una reazione chimica che produrrà anidride carbonica [Musica] copriamo velocemente con i recipienti in vetro entrambi i bicchieri insieme ai termometri facciamo attenzione a coprire il più velocemente possibile il secondo bicchiere in modo che venga trattenuta la maggior parte dell'anidride carbonica prodotta dalla reazione posizioniamo infine la luce diretta della lampada su entrambi i recipienti in modo da riscaldarli la lampada sarà il nostro sole il recipiente in vetro la nostra atmosfera attendiamo i venti minuti ecco due sistemi da confrontare il primo con l'acqua rappresenta lo stato attuale dell'atmosfera terrestre composta da diversi gas il secondo con l'aceto è il bicarbonato che hanno prodotto anidride carbonica ci fornisce un esempio dello stato dell'atmosfera futura ricca di gas serra aggiuntivo tutti noi possiamo provare a ridurre l'emissione di gas serra limitandone le gravi conseguenze come ad esempio utilizzando quando possibile la bicicletta al posto della macchina spegnendo la luce e staccando le prese di corrente quando inutilizzate e riciclando quanto più possibile [Musica]
Genera un test da queste domande:Sezione 1: Classificazione delle carni (15 punti) Classifica le seguenti carni in bianche, rosse o nere: Tacchino → __________ Maiale → __________ Cavallo → __________ Anatra → __________ Vitello → __________ Quali fattori influenzano il colore della carne? (indica almeno tre) Spiega il concetto di frollatura della carne e la sua importanza. Sezione 2: Tagli della carne (20 punti) Associa i seguenti tagli al giusto animale (bovino, suino, ovino, pollame): Scamone → __________ Coppa → __________ Carré → __________ Fesa → __________ Sovracoscia → __________ Individua quale metodo di cottura è più adatto per i seguenti tagli e spiega perché: Filetto di manzo Coscia di pollo Spalla di maiale Differenzia taglio di prima, seconda e terza categoria, fornendo un esempio per ciascuno. Sezione 3: Metodi di cottura (20 punti) Spiega le differenze tra cottura diretta e indiretta con un esempio per ciascuna. Quali sono i principali vantaggi della cottura sottovuoto rispetto ai metodi tradizionali? Descrivi il processo di reazione di Maillard e la sua importanza nella cottura delle carni. Sezione 4: Tecniche applicative (15 punti) Ti viene chiesto di preparare un arrosto di manzo da servire a 60 ospiti. Elenca: Il taglio più adatto Il metodo di cottura ideale Le fasi della preparazione per garantire succosità e tenerezza Durante un servizio in cucina, un cliente chiede una fiorentina "al sangue". Qual è la temperatura interna da raggiungere? Quali sono le caratteristiche di una fiorentina ben preparata? Sezione 5: Situazioni professionali (15 punti) Un cliente in un ristorante di alto livello chiede un piatto a base di carne, ma con una cottura "blue". Qual è la temperatura interna richiesta? Quali rischi igienico-sanitari possono essere associati a questa cottura? Stai lavorando in una cucina che utilizza un Josper grill. Quali sono i vantaggi di questo strumento nella preparazione della carne? Quale tipo di carne è più indicata per questa cottura?
L'attentato alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001 è stato orchestrato dall'organizzazione terroristica al-Qaida, guidata da Osama bin Laden. Al-Qaida, un gruppo estremista islamico, aveva l'obiettivo di colpire gli Stati Uniti per una serie di motivi, tra cui la loro presenza militare in Medio Oriente, il sostegno a Israele e le politiche economiche e geopolitiche percepite come oppressive nei confronti dei Paesi musulmani. L'attacco ha coinvolto 19 terroristi, che hanno dirottato quattro aerei commerciali: due hanno colpito le Torri Gemelle a New York, un altro il Pentagono vicino a Washington, D.C., mentre il quarto, United Airlines Flight 93, è precipitato in un campo in Pennsylvania dopo che i passeggeri hanno tentato di riprendere il controllo dell'aereo. Osama bin Laden ha rivendicato la responsabilità dell'attentato, che ha provocato circa 3.000 morti e ha avuto un impatto duraturo sulla politica internazionale, portando alle guerre in Afghanistan e Iraq e a significativi cambiamenti nella sicurezza globale Il fatto che quattro aerei dirottati siano riusciti a deviare dalla loro rotta senza un immediato intervento da parte delle autorità aeree è legato a una serie di fattori: 1. **Dirottamenti inattesi**: Prima dell'11 settembre 2001, il protocollo per gestire i dirottamenti aerei era molto diverso. I dirottamenti aerei, quando accadevano, di solito erano gestiti attraverso negoziazioni e si presumeva che i dirottatori cercassero principalmente attenzione o denaro, non attacchi suicidi. Non c'era una preparazione specifica per l'eventualità che gli aerei venissero usati come armi. 2. **Interruzione delle comunicazioni**: I dirottatori hanno spento i transponder sugli aerei (dispositivi che inviano segnali radar con informazioni su altitudine e posizione), rendendo difficile per i controllori del traffico aereo tracciare con precisione gli aerei. Gli aerei risultavano ancora visibili sui radar primari, ma senza i dati specifici del transponder era difficile capire immediatamente che c'era una deviazione fuori rotta. 3. **Tempo di reazione**: Gli eventi si sono svolti in un breve arco di tempo. I primi segni di problemi sui voli sono emersi intorno alle 8:14 (con l'American Airlines Flight 11), e il primo schianto contro la Torre Nord è avvenuto alle 8:46. Tra l'inizio dei dirottamenti e gli impatti, il tempo per reagire è stato limitato. La portata dell'attacco era senza precedenti, e nessuno si aspettava che i dirottatori avrebbero usato gli aerei come armi contro obiettivi civili. 4. **Coordination failures**: Anche se ci sono stati segnali di problemi, la comunicazione tra le varie agenzie coinvolte (Federal Aviation Administration, NORAD, ecc.) non era ottimale. La procedura per attivare la difesa aerea in caso di dirottamento era complessa, e la possibilità che aerei civili venissero utilizzati come armi suicide non era contemplata nei protocolli. 5. **NORAD e tempi di risposta**: Il NORAD (North American Aerospace Defense Command), incaricato della difesa aerea, aveva una capacità limitata di intercettare rapidamente aerei dirottati nello spazio aereo interno. Prima dell'11 settembre, le operazioni di difesa erano concentrate su possibili minacce esterne, e non su attacchi interni. Anche quando i caccia furono inviati, era troppo tardi per impedire gli impatti. Questi fattori, combinati con l'incredulità che un tale attacco potesse realmente accadere, hanno reso possibile che quattro aerei fossero dirottati e usati come armi senza un intervento preventivo efficace. Dopo l'11 settembre, furono apportati significativi cambiamenti ai protocolli di sicurezza aerea per prevenire simili attacchi in futuro. L'idea che l'11 settembre abbia fornito un "pretesto" per attaccare l'Afghanistan è stata ipotizzata da diverse teorie del complotto e punti di vista critici sulla politica estera degli Stati Uniti. Tuttavia, è importante distinguere tra i fatti documentati e le ipotesi non verificate. ### Fatti documentati: 1. **Al-Qaida e Osama bin Laden**: Gli attacchi dell'11 settembre sono stati rivendicati da al-Qaida, che aveva il suo quartier generale in Afghanistan sotto la protezione del regime talebano. Gli Stati Uniti hanno chiesto ai talebani di consegnare Osama bin Laden, ma il governo talebano ha rifiutato. Questo ha portato all'intervento militare in Afghanistan con l'obiettivo dichiarato di smantellare al-Qaida e rimuovere i talebani dal potere. 2. **Legittimazione internazionale**: L'invasione dell'Afghanistan è stata ampiamente appoggiata a livello internazionale, con il sostegno delle Nazioni Unite e della NATO. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato risoluzioni che condannavano gli attacchi e riconoscevano il diritto di difesa degli Stati Uniti. ### Teorie del complotto: Alcuni teorici sostengono che l'11 settembre potrebbe essere stato usato come pretesto per giustificare una guerra che rientrava in più ampi interessi geopolitici. Secondo questa visione, l'invasione dell'Afghanistan non riguardava solo la lotta contro il terrorismo, ma anche: - **Influenza geopolitica**: Gli Stati Uniti avrebbero cercato di stabilire una maggiore presenza militare e influenza in una regione strategica, vicina a Paesi come l'Iran, la Cina e la Russia. - **Risorse naturali**: L'Afghanistan ha un'importanza geopolitica anche per i suoi potenziali corridoi energetici e per le sue risorse minerarie, anche se non ha ricchezze petrolifere significative come altri Paesi del Medio Oriente. ### Critiche legittime: Al di là delle teorie del complotto, ci sono critiche legittime alla risposta degli Stati Uniti e all'espansione della guerra al terrorismo. Ad esempio: - **La guerra in Iraq**: Mentre l'invasione dell'Afghanistan fu largamente supportata, l'invasione dell'Iraq nel 2003 fu molto più controversa. Molti analisti ritengono che l'amministrazione Bush abbia sfruttato la paura generata dall'11 settembre per giustificare un attacco all'Iraq, anche se non c'erano prove concrete di un collegamento tra il regime di Saddam Hussein e al-Qaida. - **Durata della guerra**: La guerra in Afghanistan si è trasformata in un conflitto di lunga durata, che molti vedono come fallimentare, con risultati incerti nonostante il grande impegno militare ed economico. ### Conclusione: Sebbene sia possibile che alcune figure politiche o militari abbiano sfruttato l'attacco dell'11 settembre per portare avanti agende geopolitiche preesistenti, i fatti storici mostrano che l'invasione dell'Afghanistan fu una reazione diretta agli attacchi e alla minaccia di al-Qaida. Le decisioni successive, in particolare l'espansione della "guerra al terrorismo", sono state oggetto di forti critiche e controversie, ma non ci sono prove concrete che l'11 settembre sia stato pianificato o lasciato accadere per giustificare un'invasione. La **caduta delle Torri Gemelle** l'11 settembre 2001 è stata causata principalmente dai **danni strutturali provocati dall'impatto degli aerei e dal conseguente incendio**, secondo le indagini ufficiali. Le teorie che ipotizzano l'uso di esplosivi sono state ampiamente investigate ma smentite dalle analisi tecniche e dalle prove disponibili. ### Versione ufficiale: 1. **Impatto degli aerei**: Gli aerei di linea colpirono le Torri Gemelle a una velocità molto elevata, causando danni immediati e significativi alle colonne portanti esterne e interne degli edifici. Questi danni strutturali compromettevano già parte della stabilità delle torri. 2. **Incendi**: L'impatto degli aerei ha causato l'esplosione del carburante contenuto nei serbatoi, innescando vasti incendi. Il calore generato dagli incendi all'interno degli edifici raggiunse temperature estremamente elevate (fino a 1000°C o più), che indebolirono ulteriormente l'acciaio delle strutture portanti. 3. **Cedimento strutturale**: L'acciaio non deve necessariamente fondere per perdere la sua capacità portante; a temperature elevate, l'acciaio diventa più malleabile e perde resistenza. Questo, unito al danno meccanico già causato dall'impatto degli aerei, ha portato al cedimento progressivo delle strutture superiori, che sono collassate sui piani inferiori in una sorta di effetto domino. Questo spiega il "crollo verticale" delle torri. ### Investigazioni tecniche: 1. **Rapporto del NIST**: Il **National Institute of Standards and Technology (NIST)** ha condotto un'indagine approfondita sulla caduta delle torri. Secondo il rapporto del NIST, **non ci sono prove** che suggeriscano l'uso di esplosivi o ordigni nei crolli delle torri. I crolli sono stati attribuiti esclusivamente ai danni strutturali causati dagli impatti e agli incendi successivi. 2. **Simulazioni e analisi**: Gli ingegneri hanno simulato il comportamento degli edifici durante l'attacco e hanno concluso che l'indebolimento delle strutture portanti a causa del calore è stato sufficiente a spiegare il collasso. Il crollo avvenne in maniera progressiva e non con le caratteristiche di una demolizione controllata, come l'uso di esplosivi. ### Teorie del complotto: Nonostante le spiegazioni tecniche ufficiali, alcune persone sostengono che il crollo sia stato causato da esplosivi piazzati all'interno delle torri. Queste teorie si basano su: - **Testimonianze di esplosioni**: Alcune persone hanno riportato di aver sentito rumori di esplosioni prima o durante i crolli. Tuttavia, gli esperti hanno spiegato che questi rumori possono essere attribuiti a numerosi fattori, come i cedimenti strutturali e le esplosioni secondarie dovute al cedimento di infrastrutture interne (ad esempio, serbatoi di gas o trasformatori elettrici). - **Crollo simmetrico**: Alcuni teorici sostengono che il crollo delle torri sia stato troppo "ordinato" per essere casuale. Tuttavia, il collasso verticale è stato spiegato come il risultato del cedimento simultaneo di più colonne portanti indebolite dal calore. - **Teoria del crollo controllato**: Alcuni sostengono che le torri siano cadute con la rapidità e la precisione di una demolizione controllata. Tuttavia, studi dettagliati del NIST e altre organizzazioni non hanno trovato alcuna prova di esplosivi o segni di una demolizione pianificata. ### Conclusione: Le indagini ufficiali e i rapporti tecnici indicano chiaramente che il crollo delle Torri Gemelle è stato causato dagli impatti degli aerei e dai successivi incendi che hanno indebolito la struttura, portando al collasso progressivo. Le teorie che ipotizzano l'uso di esplosivi sono state esaminate ma non supportate da prove concrete. L'11 settembre 2001 ha avuto un impatto profondo anche sulla musica, influenzando artisti di diversi generi e portandoli a esprimere il dolore, la rabbia, la riflessione e la speranza che l'evento ha generato. La musica ha raccontato l'episodio da diverse prospettive, esplorando sia il trauma individuale che quello collettivo, e offrendo una forma di guarigione o commemorazione per chi l'ha vissuto. ### Canzoni che hanno affrontato l'11 settembre: 1. **Bruce Springsteen – "The Rising" (2002)** Questo album è uno dei più emblematici legati all'11 settembre. La title track, "The Rising", racconta la storia di un pompiere che sale verso le Torri Gemelle e riflette sul sacrificio e la speranza. L'intero album esplora i temi della perdita e della resilienza attraverso il prisma dell'America post-11 settembre, e rappresenta una sorta di catarsi per molte persone che hanno cercato conforto nella musica. 2. **Paul McCartney – "Freedom" (2001)** Paul McCartney era a New York il giorno degli attacchi e ha scritto questa canzone in risposta, cercando di trasmettere un messaggio di forza e resistenza. "Freedom" è stata eseguita al concerto benefico **"The Concert for New York City"**, un evento organizzato per raccogliere fondi per le vittime dell'attacco e celebrare il coraggio dei soccorritori. 3. **Toby Keith – "Courtesy of the Red, White and Blue (The Angry American)" (2002)** Questa canzone country ha rappresentato il lato più patriottico e arrabbiato della reazione americana agli attentati. Toby Keith esprime il desiderio di giustizia (o vendetta), e la canzone è diventata molto popolare tra coloro che volevano una risposta forte agli attacchi. Sebbene controversa per i suoi toni duri, ha rappresentato una parte significativa del sentimento nazionale. 4. **Alan Jackson – "Where Were You (When the World Stopped Turning)" (2001)** Questa ballata country ha cercato di catturare lo shock, la confusione e il dolore collettivo che l'11 settembre ha causato. La canzone pone domande che molti si sono fatti: "Dov'eri quando il mondo si è fermato?" Il tono è riflessivo e malinconico, ed è diventata una delle canzoni più ricordate che trattano direttamente dell'evento. 5. **U2 – "Walk On" (2001)** Sebbene scritta prima dell'11 settembre, "Walk On" è diventata una sorta di inno di resilienza dopo l'attacco. U2 ha dedicato diverse performance della canzone alle vittime dell'11 settembre, e il testo, che parla di andare avanti di fronte alle avversità, è stato interpretato come un messaggio di forza per chi cercava di ricostruire la propria vita. 6. **Neil Young – "Let’s Roll" (2001)** Questa canzone è stata ispirata dagli atti eroici dei passeggeri del volo United 93, che si sono ribellati contro i dirottatori, impedendo che l'aereo colpisse un obiettivo a terra. La frase "Let's roll" era ciò che uno dei passeggeri, Todd Beamer, ha detto mentre guidava la ribellione. Neil Young ha scritto questo brano per onorare quei passeggeri coraggiosi. ### Concerti e eventi musicali commemorativi: - **The Concert for New York City (2001)** Subito dopo gli attacchi, questo grande concerto benefico si è tenuto al Madison Square Garden per raccogliere fondi a favore delle vittime e per rendere omaggio ai soccorritori. Vi hanno partecipato artisti come Paul McCartney, The Who, Mick Jagger, David Bowie e molti altri. L'evento è stato una celebrazione dell'unità e della solidarietà di fronte alla tragedia. - **America: A Tribute to Heroes (2001)** Questo telethon, trasmesso a livello nazionale, ha visto la partecipazione di artisti come Bruce Springsteen, U2, Celine Dion e molti altri. Lo scopo era quello di raccogliere fondi per le vittime e i loro familiari, e molte delle performance erano riflessive e piene di emozione, offrendo un momento di unità e commiserazione collettiva. ### Effetti sull’industria musicale: L'11 settembre ha avuto anche un impatto diretto sull'industria musicale: - **Censura e sensibilità**: Molte canzoni che potevano essere considerate inappropriate o troppo aggressive dopo l'11 settembre furono temporaneamente rimosse dalle playlist radiofoniche, come "Imagine" di John Lennon (per il suo messaggio pacifista) o "New York, New York" di Frank Sinatra, per il legame con la città colpita. - **Modifiche ai testi e alle copertine**: Alcuni artisti modificarono testi o copertine di album che potevano sembrare insensibili o inappropriate nel clima post-11 settembre. Ad esempio, i Dream Theater cambiarono la copertina del loro album "Live Scenes from New York" perché raffigurava il World Trade Center in fiamme, una coincidenza che uscì pochi giorni prima degli attacchi. ### Conclusione: La musica ha offerto un modo per elaborare il trauma dell'11 settembre, sia attraverso canzoni che commemorano i caduti, sia con inni che hanno ispirato resistenza e speranza. Artisti di ogni genere hanno interpretato l'evento in modi diversi, riflettendo la complessità delle emozioni che ha suscitato, dall'angoscia e la perdita alla forza e la solidarietà. Sì, le **Dixie Chicks** (oggi conosciute come **The Chicks**) hanno avuto notevoli problemi, ma non per aver trattato direttamente il tema dell'11 settembre. I problemi che hanno affrontato sono legati alle loro critiche alla guerra in Iraq e alla presidenza di **George W. Bush**, che erano strettamente connesse al clima politico post-11 settembre. ### Contesto: Nel marzo 2003, durante un concerto a Londra, la cantante **Natalie Maines**, frontwoman delle Dixie Chicks, fece una dichiarazione che scatenò una controversia a livello nazionale negli Stati Uniti. Mentre l'invasione dell'Iraq era imminente, Maines disse al pubblico: > **"Just so you know, we’re ashamed that the President of the United States is from Texas."** Questa dichiarazione era una critica diretta al presidente **George W. Bush**, nato in Texas come Maines e il resto della band. La critica arrivava in un momento in cui il patriottismo e il sostegno alla guerra erano fortemente presenti negli Stati Uniti, specialmente nel Sud, dove le Dixie Chicks avevano una vasta base di fan nella comunità country. ### Conseguenze: 1. **Boicottaggi e censure**: Dopo il commento di Maines, molte stazioni radio, soprattutto quelle country, **boicottarono le Dixie Chicks**, rimuovendo le loro canzoni dalle playlist. In alcune parti degli Stati Uniti, i fan organizzarono pubblici **roghi dei loro album**. 2. **Perdita di supporto nel mondo country**: La comunità della musica country, che spesso riflette valori patriottici e conservatori, si rivolse contro di loro. Molti artisti e fan country criticarono duramente le Dixie Chicks per aver espresso opinioni contro la guerra e contro il presidente in un momento in cui il sostegno alla leadership nazionale era considerato importante. 3. **Minacce e ostilità**: Le Dixie Chicks ricevettero **minacce di morte** e furono soggette a intense campagne di odio. Questo dimostrò quanto fossero polarizzate le opinioni politiche negli Stati Uniti all'epoca, specialmente nell'industria della musica country. 4. **Carriera messa in pausa**: Dopo la controversia, la loro carriera negli Stati Uniti subì un grave colpo. Le vendite dei loro album calarono, e per diversi anni furono considerate una "band alienata" dall'industria country. Tuttavia, il gruppo trovò maggiore supporto nel pubblico internazionale e in generi musicali non tradizionalmente legati al country. ### La risposta delle Dixie Chicks: Le Dixie Chicks risposero alla controversia con coraggio e determinazione. Nel 2006, pubblicarono l'album **"Taking the Long Way"**, che includeva la famosa canzone **"Not Ready to Make Nice"**. Questo brano affrontava direttamente le critiche ricevute e il loro rifiuto di scusarsi per aver espresso le proprie opinioni. > **"Not Ready to Make Nice"** fu un grande successo e vinse diversi Grammy Awards, incluso quello per il **Miglior Album dell'Anno** e la **Canzone dell'Anno**. L'album rappresentava un chiaro messaggio: non erano pronte a cedere alla pressione e non si scusavano per aver esercitato la loro libertà di espressione. ### Riflessione sulla controversia: La controversia rifletteva una tensione più ampia nella società americana post-11 settembre, dove il patriottismo era visto da molti come un valore sacro e la critica alle politiche governative, specialmente riguardo alla guerra, poteva essere percepita come un tradimento. Le Dixie Chicks divennero un simbolo di questa polarizzazione e del conflitto tra libertà di espressione e patriottismo. ### Conclusione: Sebbene le Dixie Chicks non abbiano trattato direttamente l'11 settembre, la loro critica alla guerra in Iraq e a George W. Bush, strettamente connessa agli eventi post-11 settembre, portò a una delle più grandi controversie nella storia della musica country. Tuttavia, con il tempo, il gruppo è riuscito a superare le difficoltà e ha ottenuto una sorta di redenzione artistica e pubblica, guadagnando il rispetto di molti per la loro integrità e il loro coraggio nel difendere le proprie opinioni. Sì, i **Green Day** hanno trattato indirettamente i temi legati all'11 settembre e le sue conseguenze, soprattutto attraverso il loro album più famoso, **"American Idiot"** (2004). L'album non affronta direttamente gli attacchi dell'11 settembre, ma esplora il clima politico e sociale che si è sviluppato negli Stati Uniti dopo gli attentati, in particolare la guerra in Iraq, il patriottismo estremo e la manipolazione dei media. ### Contesto di "American Idiot": "American Idiot" è un concept album che segue un personaggio chiamato **Jesus of Suburbia**, che rappresenta la frustrazione e l'alienazione della generazione cresciuta nell'America post-11 settembre. L'album racconta una storia di rabbia, disillusione e ribellione contro il governo, i media e la società americana dell'epoca. ### Temi principali legati all'11 settembre e alle sue conseguenze: 1. **Critica ai media e alla manipolazione dell'informazione**: - La title track, **"American Idiot"**, critica aspramente la manipolazione dei media e il modo in cui la società americana è stata spinta verso un patriottismo cieco e un clima di paura. La canzone si scaglia contro l'idea che gli americani vengano indotti a seguire passivamente le direttive dei media e del governo, un tema strettamente legato alla narrazione post-11 settembre e alla propaganda che ha accompagnato la guerra in Iraq. > "Don't wanna be an American idiot, Don't want a nation under the new media." Qui, la band esprime il loro disgusto per l'influenza della propaganda mediatica e la crescente polarizzazione politica. 2. **Disillusione verso il governo e la guerra**: - Il brano **"Holiday"** è una feroce critica alla guerra in Iraq e alla politica estera dell'amministrazione Bush, spesso vista come una conseguenza diretta degli attacchi dell'11 settembre. La canzone denuncia l'ipocrisia e l'avidità che, secondo i Green Day, hanno guidato la decisione di invadere l'Iraq. > "This is the dawning of the rest of our lives, On holiday." Il termine "holiday" viene usato sarcasticamente per indicare una pausa dalla realtà, mentre la guerra viene condotta senza una giustificazione morale valida. 3. **Riflessioni sulla paura e l'ansia della generazione post-11 settembre**: - **"Boulevard of Broken Dreams"** esplora temi più personali di alienazione e solitudine, ma riflette anche l'ansia e la disillusione che molti americani, specialmente giovani, hanno provato nell'era post-11 settembre. Il senso di isolamento e la perdita di speranza di Jesus of Suburbia rappresentano simbolicamente il malessere di una generazione confusa e incerta sul futuro. > "I walk a lonely road, The only one that I have ever known." 4. **Rabbia verso l'apatia sociale**: - In **"Wake Me Up When September Ends"**, molti hanno visto una connessione simbolica con gli attacchi dell'11 settembre. Sebbene la canzone sia stata scritta dal frontman **Billie Joe Armstrong** come una riflessione personale sulla morte di suo padre, è diventata una sorta di inno per chiunque cercasse di elaborare il dolore e il trauma degli eventi del 2001. L'uso di "September" nel titolo ha portato molti a collegare il brano agli eventi dell'11 settembre e al desiderio di superare quel periodo buio. > "Here comes the rain again, Falling from the stars, Drenched in my pain again, Becoming who we are." La canzone evoca sentimenti di perdita e desiderio di guarigione, temi che risuonano con l'atmosfera post-attentati. ### Impatto di "American Idiot": "American Idiot" è stato un successo enorme e ha avuto un impatto culturale significativo. L'album ha dato voce a una generazione di giovani disillusi dalla politica americana e dalla guerra, riflettendo il malcontento diffuso verso l'amministrazione Bush e il modo in cui il paese aveva reagito agli eventi dell'11 settembre. Il successo dell'album ha portato anche alla produzione di un musical omonimo, che ha continuato a esplorare questi temi. ### Conclusione: I Green Day non hanno trattato direttamente gli attacchi dell'11 settembre, ma il loro album "American Idiot" è una risposta critica alle conseguenze politiche e sociali di quell'evento, in particolare la guerra in Iraq, la manipolazione dei media e la disillusione dei giovani. L'album è stato un potente veicolo di protesta contro il clima politico dell'epoca e ha dato voce alla frustrazione di molti americani.
1. Da cosa si ricavano le materie plastiche? a) Sabbia, calce e argilla b) Argilla e acqua c) Petrolio e derivati d) Gesso e ferro 2. Qual è uno svantaggio delle plastiche tradizionali? a) Costano troppo b) Si degradano molto lentamente c) Sono conduttrici di elettricità d) Contengono ossigeno e idrogeno 3. Le materie plastiche sono utili perché: a) Sono sempre biodegradabili b) Assorbono acqua e luce c) Resistono bene solo alle alte temperature d) Sono leggere, modellabili e resistenti 4. Quali sono i principali materiali artificiali da costruzione? a) Rame, ferro, zinco e piombo b) Laterizi, ceramica e vetro c) Sabbia, ghiaia e marmo d) Legno, carbone e calcare 5. Come si classificano i laterizi in base all’uso? a) Opachi e trasparenti b) Per strutture, coperture, pavimenti e decorazioni c) Solidi e liquidi d) Per interni ed esterni 6. I laterizi sono ottenuti da: a) Argilla cotta b) Marmo frantumato c) Vetro fuso d) Plastica riciclata 7. I materiali leganti vengono usati per: a) Rivestire pareti b) Unire materiali da costruzione c) Colorare la ceramica d) Lucidare superfici 8. Il cemento si ottiene da: a) Cottura di Sabbia e acqua b) Cottura di Calce viva e acqua c) Cottura di calcare e argilla d) Fusione del ferro 9. Quale materiale è usato per il cemento armato? a) Acciaio b) Mattoni pieni c) Fibra di vetro d) Rame lucido 10. Il vetro si produce principalmente dalla: a) Calce e argilla b) Silice e ossidi c) Resina e olio d) Gesso e caolino 11. Il vetro pyrex è utilizzato per: a) Tetti e coperture b) Contenitori resistenti al calore c) Oggetti decorativi in legno d) Pavimentazioni industriali 12. Il metodo "float glass" serve per produrre: a) Tubi in PVC b) Lastre di vetro c) Mattoni refrattari d) Bottiglie in plastica 13. Qual è una proprietà del vetro? a) È biodegradabile b) È un isolante elettrico c) Assorbe umidità d) Conduce il calore facilmente 14. Un vantaggio dell’uso delle plastiche è che: a) Sono facilmente modellabili b) Si sciolgono con l’acqua c) Sono trasparenti come il vetro d) Durano poco 15. Le rocce metamorfiche sono: a) Rocce trasformate da calore e pressione b) Completamente artificiali c) Usate solo per decorare d) Composte da sabbia e gesso 16. Il calcestruzzo è formato da: a) Solo sabbia e cemento b) Cemento, sabbia, acqua e ghiaia c) Argilla e vetro d) Cemento e legno
La classificazione dei beni di consumo La scelta della strategia migliore per un dato prodotto dipende dalle caratteristiche del prodotto stesso e dall'obiettivo perseguito dall'impresa nell'ambiente competitivo in cui opera, si stabilisce una distinzione fra 4 sottogruppi: 1) I prodotti d'acquisto corrente (convenience good) sono i beni che il consumatore acquista con il minimo sforzo possibile, di frequente e in piccole quantità, adottando un comportamento d'acquisto abitudinario. Questa categoria può essere suddivisa in: prodotti di prima necessità: sono acquistati regolarmente e includono la maggior parte dei prodotti alimentari, l'acquisto è facilitato dalla fedeltà alla marca e dalla pubblicità ripetitiva. prodotti d'impulso: vengono acquistati senza alcuna premeditazione (patatine);devono essere disponibili in più negozi; la confezione e gli espositori sono importanti per la loro vendita. prodotti d'urgenza: vengono acquistati per soddisfare un bisogno inaspettato e urgente, vanno acquistati nel momento del bisogno quindi devono essere disponibili in diversi tipi di punti vendita (cerotti, disinfettanti ecc.); per questi prodotti, l'impresa non ha scelta: è necessaria la massima copertura del mercato perché, se il cliente non trova il prodotto o la marca desiderata nel momento e nel luogo in cui vuole acquistarla, sceglierà un'altra marca. 2) I prodotti di acquisto ragionato (shopping good) sono prodotti per i qualí si percepisce un livello elevato di rischio, per cui i consumatori investono tempo e impegno per confrontare le caratteristiche di prodotti alternativi, in base a criteri come la qualità, il prezzo, lo stile ecc. es. mobili, abiti... prodotti a prezzo elevato e a bassa frequenza d'acquisto. In questi casi, i clienti potenziali si recano in vari punti vendita prima di decidere l'acquisto e il personale di vendita esercita un'influenza notevole sulla decisione finale. Per questi prodotti è indicata la distribuzione selettiva, in quanto serve la collaborazione del dettagliante e l'ubicazione adeguata del punto vendita. 3) I prodotti esclusivi (specialty good) sono prodotti con caratteristiche uniche; all'acquisto di tali beni il consumatore è pronto a dedicare molti sforzi, si tratta di marche di prodotti di lusso es. auto, alta moda ecc. Per questi prodotti, i clienti non procedono a confronti tra le marche: cercano il punto vendita dove è disponibile il prodotto o la marca desiderata. Il fattore determinante è la fedeltà al prodotto o alla marca, per il produttore di un bene specifico, la distribuzione esclusiva rappresenta la migliore soluzione. 4) I prodotti non ricercati sono quelli che i clienti non conoscono, o quelli che sono noti ma non c'è interesse spontaneo, rientrano, per esempio, apparecchiature per il controllo della temperatura o assicurazioni sulla vita. Questi prodotti non ricercati richiedono sforzi di vendita notevoli e la collaborazione dell'intermediario è indispensabile. 16.6 Le politiche di comunicazione nella rete distributiva Per conseguire gli obiettivi di marketing dell'impresa, è necessaria la collaborazione dei distributori. Per ottenere tale impegno da parte degli intermediari, l'impresa può scegliere 2 politichecomunicative: Le politiche push Consiste nel concentrare gli sforzi di comunicazione e di promozione sugli intermediari, in modo da stimolarli a collaborare con l'azienda, inserire il prodotto nei loro assortimenti, immagazzinarlo in quantità consistenti e garantirgli lo spazio di vendita adeguato. L'obiettivo è quello di sollecitare la collaborazione volontaria del distributore che, a seconda degli incentivi e delle condizioni di vendita che gli vengono proposti (margini elevati, sconti sulle quantità, pubblicità nel punto vendita, budget promozionali, distribuzioni gratuite), tenderà a privilegiare il nostro prodotto, quindi è indispensabile un programma di incentivi. Il rischio di questa strategia è che potrebbe rendere l'impresa dipendente dall'intermediario, che ne controlla l'accesso al mercato. Le politiche pull Consiste nel tagliare fuori gli intermediari e cercare di costruire la domanda dell'impresa rivolgendosi direttamente ai potenziali consumatori nel segmento target. L'obiettivo comunicativo è quello di creare una forte domanda da parte del consumatore finale e di sviluppare la fedeltà alla marca in modo che il distributore sia costretto a inserirla nel proprio assortimento, per soddisfare le richieste del consumatore. Sono necessarie spese sulla comunicazione in pubblicità sui media, promozioni ai consumatori e altri mezzi di mkt diretto, se si ha successo, il produttore avrà il potere d'influenzare i partecipanti al canale distributivo e di indurli a prendere in carico la marca.. Procter & Gamble adotta una politica pull per lanciare i nuovi prodotti. Però questa politica richiede ingenti risorse finanziarie per coprire i costi delle campagne pubblicitarie, si tratta di costi fissi mentre adottando una politica push, i costi sono proporzionali ai volumi di vendita e diventano più sostenibili, in particolare per le piccole imprese. Una politica pull va considerata un investimento a lungo termine: l'obiettivo dell'impresa è quello di creare un capitale di reputazione, il cosiddetto "brand equity". In pratica le due politiche di comunicazione sono utilizzate insieme. 16.7 L'analisi dei costi di distribuzione I costi di distribuzione sono misurati dalla differenza tra il prezzo unitario di vendita pagato dal consumatore finale e il prezzo pagato al produttore dal primo acquirente. Il margine di distribuzione s'identifica dunque con il concetto di valore aggiunto del canale distributivo. Laddove più intermediari intervengono nel processo distributivo, il margine di distribuzione è costituito dalla somma dei margini del diversi Intermediari. I margini di distribuzione Si esprime in termini percentuali, si calcola sia in rapporto al costo d'acquisto (C), sia in rapporto al prezzo di vendita (P). Si parla di margine di distribuzione (D) come di mark-up (o "ricarico") e di"sconto". Abbiamo diverse formule di calcolo: Costi di distribuzione (CD) ➨ CD = Pcf - Ppa Pcf = prezzo pagato dal consumatore finale Ppa = prezzo pagato al produttore dal primo acquirente Margine di distribuzione (MD) = volume d’affari del canale (VA) MD = ∑ md n md = Pv - Pa n = margini dei diversi intermediari In un sistema di distribuzione indiretto, il margine di distribuzione è uguale alla somma dei margini dei distributori IL MARGINE DEL DISTRIBUTORE (D) = prezzo di vendita - costo d'acquisto = D = P - C IL MARGINE DI DISTRIBUZIONE IN PERCENTUALE sul prezzo di vendita (sconto): D* = P-C / P sul costo di acquisto (mark-up): D° = P-C / C REGOLE DI EQUIVALENZA D*= D° /1 + D° D° = D* /1 - D* Calcolo del prezzo di vendita al cliente Costo di acquisto = 90€; Sconto = 25% Prezzo di vendita al dettaglio = 90€/ (1 - 0,25) = 90€/0,75 = 120€ I margini di distribuzione sono espressi in relazione al prezzo di vendita, ma la prassi può variare fra un settore e l'altro e fra un'impresa e l'altra, inoltre dipende dalla posizione occupata dall'intermediario nella rete e remunera la funzione o le funzioni esercitate. In alcuni casi, l'intermediario beneficia di più margini. Confronto tra prezzo di listino, di fattura e finale I margini di distribuzione costituiscono solo una parte del margine totale, bisogna distinguere tra; ➤prezzo di listino è il prezzo ufficiale, pubblicato nel tariffario o nel listino dell'azienda. ➤prezzo di fattura è il prezzo di listino al netto delle deduzioni "in fattura" che andrebbero conteggiate in aggiunta allo sconto standard per il distributore, per esempio, di sconti speciali al distributore, sconti all'utente finale e promozioni in fattura. ➤prezzo finale è il prezzo di fattura senza le deduzioni "aggiunte fuori fattura", come lo sconto per i pagamenti in contanti, i costi del conto clienti, le indennità, i rimborsi, i programmi promozionali fuori fattura e le spese di spedizione, inoltre confezioni speciali o supporto tecnico.. sottraendo dal prezzo finale il costo di questi servizi si ottiene il margine finale, ossia la misura della redditività del prodotto. Confronto fra costi di distribuzione Il margine di distribuzione remunera le funzioni e i compiti della distribuzione assunti dagli intermediari. Nel canale indiretto lungo, la maggior parte dei compiti fisici di distribuzione (stoccaggio e trasporto) sono svolti dai grossisti e i costi sono proporzionali al volume d'affari del fabbricante e coperti dal margine del grossista e del distributore. Il produttore deve mantenere un servizio commerciale minimo, con spese fisse a suo carico ridotte però l'impresa esercita un controllo scarso sull'organizzazione di vendita. Nel canale indiretto breve, la quota di spese fisse diventa preponderante rispetto al costo totale di distribuzione; il fabbricante deve sostenere le spese della distribuzione fisica, organizzare una rete di magazzini e un'amministrazione delle vendite, sugli oneri finanziari prodotti dalla gestione delle scorte e del conto vendita della clientela, come pure la funzione di vendita. L'adozione di questo canale implica per il fabbricante, un rischio finanziario maggiore, però l'impresa è in grado di esercitare un miglior controllo sulla propria organizzazione commerciale, essendo in contatto diretto con la domanda finale. L'indice di redditività di ciascuno di essi si calcolerà nel modo seguente: R = volume d'affari - costi di distribuzione /costi di distribuzione dove R rappresenta una valutazione dell'indice di redditività previsto, tenendo conto dell'insieme dei costi che ogni canale comporta. 16.8 L'impatto di internet sulle decisioni di distribuzione Internet sta migliorando l'efficienza dei mercati, creando situazioni prossime alla concorrenza pura o perfetta, l'impresa che controlla l'accesso dei prodotti sul mercato possiede un importante vantaggio competitivo. Nell'e-business, invece di vendere ciò che produce, l'impresa virtuale vende ciò che può offrire, non importa chi provvederà al processo di fabbricazione dei prodotti. La tentazione di disintermediazione Internet potrebbe consentire alle imprese di trattare direttamente con il cliente finale, scavalcando le reti di distribuzione esistenti e riducendo i costi di transazione, si definisce disintermediazione. Prima di considerare la disintermediazione, è utile verificare se ciascuna applicazione online "completa" o "sostituisce" le operazioni offline, in molti casi, la soluzione migliore è data da una combinazione delle due, promuovendo in tal modo la complementarietà. Andare contemporaneamente online e offline? Offrendo gli stessi prodotti agli stessi clienti, con la stessa marca contemporaneamente online e offline, si possono generare dei forti conflitti di canale, possono essere: Conflitti interni ⟹ quelli tra due o più canali di commercializzazione impiegati dall'impresa; esistono 4 tipi di conflitti interni: 1. Cannibalizzazione tra canali: la creazione di un nuovo canale di vendita può determinare una ridistribuzione del volume complessivo di vendite tra i canali, che si traduce in una cannibalizzazione dei canali esistenti, a favore di quelli nuovi. 2. Sottoutilizzazione delle infrastrutture fisiche: i canali di vendita al dettaglio necessitano di Investimenti in beni materiali come negozi, uffici... L'ottimizzazione del numero, delle dimensioni e dell'utilizzazione di queste risorse è importante, se volumi consistenti di vendite vengono spostati online, l'equilibrio potrebbe saltare, con un impatto negativo sui costi totali. 3. Discriminazione di prezzo tra I canali: l'impresa che utilizza anche un canale di distribuzione online si troverà a competere con imprese che operano esclusivamente su Web e che hanno costi e prezzi più bassi, ciò la spingerà a ridurre i prezzi online, causando possibili problemi con i propri clienti tradizionali, i quali potrebbero ritenere di pagare troppo offline. 4. Desincronizzazione dei canali: i clienti non distinguono tra i canali di vendita per la stessa marca, ma selezionano semplicemente il canale più conveniente, aspettandosi un certo grado di integrazione tra l'online e l'offline. Conflitti esterni ⟹ quando operatori terzi indipendenti sono coinvolti nella rete distributiva. 1. Eliminare i dettaglianti tradizionali: nel momento in cui i canali online tolgono volume d'affari ai canali tradizionali, questi ultimi possono ritirare il loro supporto ai prodotti dell'azienda e passare alla concorrenza. 2. Perdere Il controllo del canale: I produttori cercano di controllare i canali che utilizzano, impostando delle quote di vendita per area o per regione e fornendo linee guida rigorose in materia di presentazione e promozione del prodotto, è difficile mantenere lo stesso controllo sul canali online. 3. Spostamento del valore a monte: la fornitura di servizi e di informazioni direttamente da parte dei produttori riduce il ruolo e il valore aggiunto dei rivenditori, le cui funzioni sono limitate alle attività di distribuzione fisica, che sono peraltro le più costose. Esistono delle opzioni per conciliare i canali online e non, che riducono i potenziali conflitti: • inserire sul sito web dell'impresa una presentazione e un catalogo di prodotti senza listino prezzi, in modo, tale che i distributori percepiscono il sito come supporto promozionale; • usare nel sito web lo stesso prezzo di mercato, ma aggiungere le spese di consegna, mantenendo attraente l'offerta del distributore tradizionale; • vendere sul sito web, ma riconoscendo una provvigione ai distributori situati nella zona geografica in cui il prodotto è venduto; • adottare la stessa politica di prezzo dei distributori.
Il produttore che decide di usare degli intermediari per organizzare la distribuzione dei suoi prodotti, deve decidere quanti usarne per ciascun livello, Esistono 3 possibili strategie di copertura: La distribuzione intensiva ➠ l'impresa cerca il maggior numero possibile di punti vendita per il proprio prodotto e tende a moltiplicare i centri di stoccaggio per assicurare la massima copertura dell'area di vendita e la massima esposizione per la marca; si adatta ai prodotti di acquisto corrente e ai servizi di facile esecuzione. es. i Pocket Coffee che sono venduti ovunque sia possibile. Vantaggi: massimizza la disponibilità del prodotto e consente di generare una quota di mercato consistente grazie all'elevata esposizione della marca ai potenziali clienti. Rischi: il volume d'affari può differire da un distributore all'altro, mentre il costo di contatto è identico per ogni intermediario, l'aumento del costo di distribuzione può compromettere la redditività. Quando il prodotto è distribuito in larga misura in punti vendita molteplici e differenziati, l'impresa rischia di: perdere il controllo della sua strategia di marketing, non riuscire a prevenire la concorrenza sleale in fatto di prezzi, una riduzione della qualità del servizio e la mancanza di collaborazione. Infine questa distribuzione è spesso incompatibile con la salvaguardia di un'immagine di marca coerente e di un posizionamento preciso nel mercato. La distribuzione selettiva ➠ Il produttore ricorre, in una determinata area geografica, a un numero di intermediari inferiore rispetto al numero di intermediari disponibili; è indicata per i prodotti il cui acquisto è ponderato e non frequente (shopping good), e per I quali il cliente procede a un confronto tra i vari prezzi e tra le varie caratteristiche delle offerte presenti sul mercato.es. Burberry distribuisce i suoi prodotti di abbigliamento in negozi specializzati, accuratamente selezionati. Questa distribuzione può scaturire dal rifiuto di una parte di dettaglianti di accettare il prodotto nel proprio assortimento, perché si abbia distribuzione selettiva voluta dal produttore, deve essere quest'ultimo a selezionare i propri intermediari; esistono diversi possibili criteri di scelta: La dimensione del distributore, misurata dal suo volume d'affari, costituisce il criterio più usato. La qualità del servizio offerto; alcuni distributori sono in grado di svolgere alcune funzioni in modo più efficace di altri. La competenza tecnica e l'attrezzatura aggiornata del distributore sono criteri importanti soprattutto nel caso dei prodotti complessi, per i quali la qualità dell'assistenza post vendita è fondamentale. Optando per questa distribuzione si accetta di limitare la disponibilità della propria offerta, onde ridurre i costi di distribuzione e ottenere una migliore collaborazione da parte degli intermediari, questa collaborazione ha diverse forme: la partecipazione alle spese di pubblicità e di promozione; l'inserimento di prodotti nuovi o non richiesti, il mantenimento di un livello minimo di scorte ecc.. Rischi: non garantire una copertura sufficiente del mercato, il produttore deve assicurarsi che il cliente finale sia in grado di identificare facilmente il distributore, altrimenti la ridotta disponibilità conduce a perdite di opportunità di vendita; l'impresa è praticamente obbligata a scegliere un canale di tipo indiretto breve. La distribuzione esclusiva e I sisterni di franchising ➠ in una zona predeterminata, un solo distributore ottiene il diritto esclusivo di vendere la marca e s'impegna a non vendere marche concorrenti della stessa categoria di prodotti.es. Louis Vuitton distribuisce i suoi prodotti in negozi esclusivi: a ogni punto vendita viene assegnata una zona in cui nessun altro è autorizzato a rappresentare la marca. Vantaggi: differenzia il proprio prodotto con una politica di alta qualità, di prestigio, la collaborazione con distributori esclusivi facilita la realizzazione dei programmi di servizio al cliente del produttore. Vantaggi e inconvenienti sono gli stessi della distribuzione selettiva, ma accentuati. Una forma particolare è il franchising ➠forma di marketing verticale contrattuale integrato che fa riferimento a un sistema completo di distribuzione dei beni e dei servizi. Esso implica una relazione contrattuale continua in cui l'impresa affiliante (franchisor) dà ai suoi affiliati (franchisee) il privilegio di vendere il proprio prodotto o servizio che è molto conosciuto. Il franchisee accetta di pagare una quota iniziale e/o royalties calcolate sulle vendite e di ricevere assistenza e servizi dal franchisor;Il franchisee acquista il diritto di utilizzare una formula di successo e beneficia del supporto e delle conoscenze del franchisor. Caratteristiche di un franchising efficace: si commercializza un prodotto o servizio di alta qualità,la domanda del prodotto o servizio è universale,viene offerto servizio ed assistenza iniziale e continuativi, vengono specificati il canone iniziale e le royalty, coinvolge il franchisee nella gestione e sviluppo del sistema, specifica procedure di rinnovo, annullamento e proroga del contratto. La classificazione dei beni di consumo La scelta della strategia migliore per un dato prodotto dipende dalle caratteristiche del prodotto stesso e dall'obiettivo perseguito dall'impresa nell'ambiente competitivo in cui opera, si stabilisce una distinzione fra 4 sottogruppi: 1) I prodotti d'acquisto corrente (convenience good) sono i beni che il consumatore acquista con il minimo sforzo possibile, di frequente e in piccole quantità, adottando un comportamento d'acquisto abitudinario. Questa categoria può essere suddivisa in: prodotti di prima necessità: sono acquistati regolarmente e includono la maggior parte dei prodotti alimentari, l'acquisto è facilitato dalla fedeltà alla marca e dalla pubblicità ripetitiva. prodotti d'impulso: vengono acquistati senza alcuna premeditazione (patatine);devono essere disponibili in più negozi; la confezione e gli espositori sono importanti per la loro vendita. prodotti d'urgenza: vengono acquistati per soddisfare un bisogno inaspettato e urgente, vanno acquistati nel momento del bisogno quindi devono essere disponibili in diversi tipi di punti vendita (cerotti, disinfettanti ecc.); per questi prodotti, l'impresa non ha scelta: è necessaria la massima copertura del mercato perché, se il cliente non trova il prodotto o la marca desiderata nel momento e nel luogo in cui vuole acquistarla, sceglierà un'altra marca. 2) I prodotti di acquisto ragionato (shopping good) sono prodotti per i qualí si percepisce un livello elevato di rischio, per cui i consumatori investono tempo e impegno per confrontare le caratteristiche di prodotti alternativi, in base a criteri come la qualità, il prezzo, lo stile ecc. es. mobili, abiti... prodotti a prezzo elevato e a bassa frequenza d'acquisto. In questi casi, i clienti potenziali si recano in vari punti vendita prima di decidere l'acquisto e il personale di vendita esercita un'influenza notevole sulla decisione finale. Per questi prodotti è indicata la distribuzione selettiva, in quanto serve la collaborazione del dettagliante e l'ubicazione adeguata del punto vendita. 3) I prodotti esclusivi (specialty good) sono prodotti con caratteristiche uniche; all'acquisto di tali beni il consumatore è pronto a dedicare molti sforzi, si tratta di marche di prodotti di lusso es. auto, alta moda ecc. Per questi prodotti, i clienti non procedono a confronti tra le marche: cercano il punto vendita dove è disponibile il prodotto o la marca desiderata. Il fattore determinante è la fedeltà al prodotto o alla marca, per il produttore di un bene specifico, la distribuzione esclusiva rappresenta la migliore soluzione. 4) I prodotti non ricercati sono quelli che i clienti non conoscono, o quelli che sono noti ma non c'è interesse spontaneo, rientrano, per esempio, apparecchiature per il controllo della temperatura o assicurazioni sulla vita. Questi prodotti non ricercati richiedono sforzi di vendita notevoli e la collaborazione dell'intermediario è indispensabile. 16.6 Le politiche di comunicazione nella rete distributiva Per conseguire gli obiettivi di marketing dell'impresa, è necessaria la collaborazione dei distributori. Per ottenere tale impegno da parte degli intermediari, l'impresa può scegliere 2 politichecomunicative: Le politiche push Consiste nel concentrare gli sforzi di comunicazione e di promozione sugli intermediari, in modo da stimolarli a collaborare con l'azienda, inserire il prodotto nei loro assortimenti, immagazzinarlo in quantità consistenti e garantirgli lo spazio di vendita adeguato. L'obiettivo è quello di sollecitare la collaborazione volontaria del distributore che, a seconda degli incentivi e delle condizioni di vendita che gli vengono proposti (margini elevati, sconti sulle quantità, pubblicità nel punto vendita, budget promozionali, distribuzioni gratuite), tenderà a privilegiare il nostro prodotto, quindi è indispensabile un programma di incentivi. Il rischio di questa strategia è che potrebbe rendere l'impresa dipendente dall'intermediario, che ne controlla l'accesso al mercato. Le politiche pull Consiste nel tagliare fuori gli intermediari e cercare di costruire la domanda dell'impresa rivolgendosi direttamente ai potenziali consumatori nel segmento target. L'obiettivo comunicativo è quello di creare una forte domanda da parte del consumatore finale e di sviluppare la fedeltà alla marca in modo che il distributore sia costretto a inserirla nel proprio assortimento, per soddisfare le richieste del consumatore. Sono necessarie spese sulla comunicazione in pubblicità sui media, promozioni ai consumatori e altri mezzi di mkt diretto, se si ha successo, il produttore avrà il potere d'influenzare i partecipanti al canale distributivo e di indurli a prendere in carico la marca.. Procter & Gamble adotta una politica pull per lanciare i nuovi prodotti. Però questa politica richiede ingenti risorse finanziarie per coprire i costi delle campagne pubblicitarie, si tratta di costi fissi mentre adottando una politica push, i costi sono proporzionali ai volumi di vendita e diventano più sostenibili, in particolare per le piccole imprese. Una politica pull va considerata un investimento a lungo termine: l'obiettivo dell'impresa è quello di creare un capitale di reputazione, il cosiddetto "brand equity". In pratica le due politiche di comunicazione sono utilizzate insieme. 16.7 L'analisi dei costi di distribuzione I costi di distribuzione sono misurati dalla differenza tra il prezzo unitario di vendita pagato dal consumatore finale e il prezzo pagato al produttore dal primo acquirente. Il margine di distribuzione s'identifica dunque con il concetto di valore aggiunto del canale distributivo. Laddove più intermediari intervengono nel processo distributivo, il margine di distribuzione è costituito dalla somma dei margini del diversi Intermediari. I margini di distribuzione Si esprime in termini percentuali, si calcola sia in rapporto al costo d'acquisto (C), sia in rapporto al prezzo di vendita (P). Si parla di margine di distribuzione (D) come di mark-up (o "ricarico") e di"sconto". Abbiamo diverse formule di calcolo: Costi di distribuzione (CD) ➨ CD = Pcf - Ppa Pcf = prezzo pagato dal consumatore finale Ppa = prezzo pagato al produttore dal primo acquirente Margine di distribuzione (MD) = volume d’affari del canale (VA) MD = ∑ md n md = Pv - Pa n = margini dei diversi intermediari In un sistema di distribuzione indiretto, il margine di distribuzione è uguale alla somma dei margini dei distributori IL MARGINE DEL DISTRIBUTORE (D) = prezzo di vendita - costo d'acquisto = D = P - C IL MARGINE DI DISTRIBUZIONE IN PERCENTUALE sul prezzo di vendita (sconto): D* = P-C / P sul costo di acquisto (mark-up): D° = P-C / C REGOLE DI EQUIVALENZA D*= D° /1 + D° D° = D* /1 - D* Calcolo del prezzo di vendita al cliente Costo di acquisto = 90€; Sconto = 25% Prezzo di vendita al dettaglio = 90€/ (1 - 0,25) = 90€/0,75 = 120€ I margini di distribuzione sono espressi in relazione al prezzo di vendita, ma la prassi può variare fra un settore e l'altro e fra un'impresa e l'altra, inoltre dipende dalla posizione occupata dall'intermediario nella rete e remunera la funzione o le funzioni esercitate. In alcuni casi, l'intermediario beneficia di più margini. Confronto tra prezzo di listino, di fattura e finale I margini di distribuzione costituiscono solo una parte del margine totale, bisogna distinguere tra; ➤prezzo di listino è il prezzo ufficiale, pubblicato nel tariffario o nel listino dell'azienda. ➤prezzo di fattura è il prezzo di listino al netto delle deduzioni "in fattura" che andrebbero conteggiate in aggiunta allo sconto standard per il distributore, per esempio, di sconti speciali al distributore, sconti all'utente finale e promozioni in fattura. ➤prezzo finale è il prezzo di fattura senza le deduzioni "aggiunte fuori fattura", come lo sconto per i pagamenti in contanti, i costi del conto clienti, le indennità, i rimborsi, i programmi promozionali fuori fattura e le spese di spedizione, inoltre confezioni speciali o supporto tecnico.. sottraendo dal prezzo finale il costo di questi servizi si ottiene il margine finale, ossia la misura della redditività del prodotto. Confronto fra costi di distribuzione Il margine di distribuzione remunera le funzioni e i compiti della distribuzione assunti dagli intermediari. Nel canale indiretto lungo, la maggior parte dei compiti fisici di distribuzione (stoccaggio e trasporto) sono svolti dai grossisti e i costi sono proporzionali al volume d'affari del fabbricante e coperti dal margine del grossista e del distributore. Il produttore deve mantenere un servizio commerciale minimo, con spese fisse a suo carico ridotte però l'impresa esercita un controllo scarso sull'organizzazione di vendita. Nel canale indiretto breve, la quota di spese fisse diventa preponderante rispetto al costo totale di distribuzione; il fabbricante deve sostenere le spese della distribuzione fisica, organizzare una rete di magazzini e un'amministrazione delle vendite, sugli oneri finanziari prodotti dalla gestione delle scorte e del conto vendita della clientela, come pure la funzione di vendita. L'adozione di questo canale implica per il fabbricante, un rischio finanziario maggiore, però l'impresa è in grado di esercitare un miglior controllo sulla propria organizzazione commerciale, essendo in contatto diretto con la domanda finale. L'indice di redditività di ciascuno di essi si calcolerà nel modo seguente: R = volume d'affari - costi di distribuzione /costi di distribuzione dove R rappresenta una valutazione dell'indice di redditività previsto, tenendo conto dell'insieme dei costi che ogni canale comporta.
La termoterapia consiste en Aplicación de temperaturas anormalmente altas para inactivar el patógeno. El tratamiento con calor inhibe la replicación viral. Esto hace que disminuya el movimiento de partículas virales hacia las células meristemáticas apicales de los brotes tratados (Hu et al., 2015). La duración y la temperatura del tratamiento de termoterapia son factores determinantes en la eliminación del virus.