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Me Gusta o No Me Gusta
Quiz by Señor Ruiz
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¿Me Gusta o No Me Gusta?
VERSO 1 A metà del corso medio della vita umana, mi ritrovai in una foresta buia, perché avevo smarrito la giusta strada. Ahimè, quanto è difficile descrivere l’aspetto di questa foresta inospitale, intricata e difficile [da attraversare], a tal punto che al solo pensiero si rinnova in me la paura. [la selva] È tanto angosciante che la morte lo è giusto poco di più; ma per descrivere il bene che io trovai in essa, parlerò [prima] delle altre cose che vi ho visto. VERSO 10 Non so descrivere il modo in cui io vi entrai, tanto ero intorpidito nel momento in cui abbandonai la via della verità. Ma dopo che giunsi ai piedi di un colle, nel luogo in cui finiva quella valle che aveva turbato di paura il mio cuore, guardai verso l’alto e vidi la sua vetta già illuminata dai raggi di quel pianeta [il Sole] che conduce ogni uomo sulla giusta strada. Allora si acquietò un po’ la paura che a lungo era rimasta nel profondo del mio cuore durante la notte trascorsa nell’angoscia. VERSO 22 E come colui [il naufrago] che con respiro affaticato, uscito dal mare e giunto a riva, si volta verso le acque pericolose e le guarda, così il mio animo, che ancora era in fuga, si voltò indietro a guardare quel luogo che non aveva mai lasciato passar vivo alcun uomo. Dopo che ebbi fatto riposare un po' il corpo stanco, ripresi il cammino lungo il pendio deserto [del colle], in modo che il piede stabile [quello di appoggio] era sempre il più basso [dei due]. VERSO 31 Ed ecco [apparire], quasi all'inizio della salita, una lonza snella e molto agile, ricoperta di pelo maculato; e non si scansava da davanti al mio viso, anzi bloccava a tal punto il mio cammino che più volte mi girai per tornare indietro. Era il principio del mattino, e il sole sorgeva insieme a quella costellazione che lo accompagnava quando Dio (l’amor divino) creò inizialmente gli astri (quelle cose belle); così che erano motivo di speranza per me contro quella bestia dalla pelle screziata l’ora del giorno e la dolcezza della primavera; ma non al punto che non mi incutesse paura la visione che mi apparve di un leone. Questo sembrava procedere contro di me con la testa alta e con una fame rabbiosa, al punto che sembrava far tremare l'aria. VERSO 49 Ed una lupa, che di tutti i desideri sembrava piena pur nella sua magrezza, e che già aveva costretto molti uomini a vivere nella miseria, questa mi procurò un tale angoscia per la paura che si sprigionava dal suo aspetto, che io persi la speranza di raggiungere la cima del colle. E come colui che avidamente accumula denaro, e poi arriva il momento che gli fa perdere tutto, al punto che nell'animo si rattrista e piange; così mi ridusse la belva insaziabile e irrequieta, che, venendomi incontro, a poco a poco mi respingeva là dove il sole non fa luce [nella selva]. VERSO 61 Mentre precipitavo verso il basso, mi si offrì alla vista uno che, per via di un lungo silenzio, mi sembrava fosse senza voce. Quando lo vidi in quel luogo deserto e solitario, «Abbi pietà di me», gli gridai, «chiunque tu sia, fantasma o uomo reale!» Mi rispose: «Non sono un uomo [vivo], lo sono già stato, e i miei genitori furono lombardi, entrambi mantovani per nascita. Nacqui sotto Giulio Cesare, sebbene troppo tardi, e vissi a Roma sotto l’impero del buon Augusto, al tempo degli dèi falsi e ingannatori. Fui un poeta, e scrissi di quel giusto figlio di Anchise proveniente da Troia, dopo che la superba Ilio venne bruciata. Ma tu, perché ritorni al tanto dolore [della selva]? Perché non scali il piacevole colle che è origine e causa di totale gioia? VERSO 79 «Sei dunque tu quel Virgilio, quella sorgente che diffonde un così abbondante fiume di eloquenza?», gli risposi con il capo umilmente chinato. «Oh, gloria e luminosa guida per gli altri poeti, mi sia d’aiuto l'assiduo studio e il grande amore che mi ha spinto a leggere la tua opera. Tu sei il mio maestro e il mio autore [di riferimento], da te solo ho appreso lo stile elevato che mi ha dato prestigio. Guarda la belva a causa della quale mi voltai indietro; dammi il tuo aiuto contro di lei, famoso sapiente, poiché essa mi fa tremare le vene e i polsi». VERSO 121. Alle quali (cioè alle anime beate) poi, se tu vorrai salire, ti condurrà un'anima più degna di me: ti lascerò a lei quando me ne andrò; poiché quell'Imperatore che regna lassù [Dio], per via del fatto che fui ribelle alla sua legge, non vuole che io entri nella sua città [il Paradiso]. Egli regna in ogni luogo e qui [nell’Empireo] dimora; questa è la sua città e il suo trono: felice è colui che [Dio] vi destina». Ed io gli dissi: «Poeta, io ti chiedo in nome di quel Dio che tu non hai conosciuto, affinché io mi allontani da questo male [il peccato] e da quello ancor peggiore [la dannazione], che tu mi conduca là dove dicesti, affinché io veda la porta di San Pietro e coloro i quali tu descrivi tanto tristi». [Virgilio] allora si mise in cammino, ed io lo seguii.
Non è un caso che l’Antico Testamento si apra con il gesto atroce e ingiustificabile di Caino. II punto scabroso e che uccidere il proprio fratello non appartiene a un mondo animale, ma a un mondo umano. É un aspetto terrificante dell’umano sul quale non bisogna chiudere gli occhi. II crimine non è infatti la regressione dell’uomo all’animale come una cattiva cultura moralistica vorrebbe farci credere, ma esprime una tendenza propriamente umana. Questo è il dramma che il moltiplicarsi recente di atti efferati di violenza ci costringe ad affrontare. Se l’umanizzazione della vita avviene come un attraversamento della violenza che ci abita – della nostra ombra più scura -, essa non può mai cancellare la violenza, ma decidere casomai, ogni volta, per la sua rinuncia. É questo uno dei compiti più difficili che incombe sugli esseri umani: saper rinunciare alla violenza in nome me del riconoscimento dell’Altro come prossimo, come essere singolare. Si tratta di un riconoscimento che non è mai indolore perchè ci obbliga ad accettare che “Io non sono tutto”, che la mia vita non esaurisce quella del mondo e quella degli altri. Significa sopportare quella che Freud considerava una “frustrazione narcisistica” necessaria per riconoscersi appartenere ad una comunità umana. II problema è che questa difficoltà soggettiva a simbolizzare la violenza viene oggi drammaticamente amplificata da quelli che mi paiono i due nuovi comandamenti sociali che sembrano dominare il nostro tempo e che l’attuale crisi economica rende a sua volta ancora più tossici. Il primo comandamento è quello del Nuovo. E la spinta a ricercare sempre altro da quello che si ha, a scambiare quello che si ha con quello che ancora non si ha nell’illusione che sia quello che non si ha a custodire la felicita. L’esperienza clinica della psicoanalisi mostra invece che il Nuovo – al cui miraggio molti consacrano la loro esistenza – anziché rendere la vita soddisfatta, non fa altro che riprodurre la stessa identica insoddisfazione. ll secondo comandamento è quello del Successo. Nessun tempo come il nostro sembra togliere diritto di cittadinanza al fallimento, all’errore, al ripiegamento, all’insuccesso. Nessun tempo come il nostro ha enfatizzato come una questione di vita o di morte la realizzazione del proprio successo personale. Ebbene la violenza su di sé 0 sugli altri viene al posto di questo lavoro di simbolizzazione del proprio fallimento. Accade, per esempio, nei rapporti tra uomo e donna quando uno dei due non sopporta il tradimento o l’allontanamento dell’altro e si sente autorizzato ad agire violentemente per ristabilire l’autorevolezza della propria immagine narcisistica infangata e umiliata dalla libertà dell’Altro. Il femminicidio non ha altra ragione psichica – ne ha altre e profonde di origine culturale – se non questa: utilizzare la violenza, l’atto brutale, al posto di assumere su di sé il peso della propria solitudine e del proprio fallimento. Una miscela esplosiva di narcisismo e depressione. Siamo di fronte a quella che Pasolini avrebbe probabilmente chiamato una “mutazione antropologica: l’uomo è divenuto una macchina di godimento. E quando questa macchina funziona meno, non è oliata sufficientemente, non ha più benzina, o, più semplicemente, si guasta, si rompe, c’e la caduta nel vuoto. Per questa ragione l’attuale diffusione epidemica della depressione si può intendere solo dall’intreccio di questi due nuovi comandamenti sociali. Non è più una depressione che sorge dall’esperienza”filosofica”ed esistenziale del vuoto e dell’insensatezza dell’esistenza (Leopardi, Schopenhauer), ma si genera per un difetto di adattamento all’imperativo del Nuovo e a quello del successo: chi resta indietro, chi resta tagliato fuori, chi non partecipa a questa “mobilitazione totale” della vita verso la sua affermazione positiva, si vive come superfluo, inutile alla società, precipita nel tunnel della depressione. E non si deve dimenticare come questa”diagnosi” sia usata ogni qualvolta ci si trovi di fronte ad atti di violenza ingiustificabili. Non si tratta di un alibi, al contrario. Non a caso Lacan affermava – suscitando scandalo – che la depressione è una vera e propria “viltà etica”, non del tutto estranea al giudizio di condanna che i padri della Chiesa esprimevano sul’accidia e ha l’obiettivo di mostrare che nella depressione c’è sempre una responsabilità del soggetto che non va mai dimenticata. Essa coincide con la difficoltà ad essere, ad elaborare simbolicamente, il proprio fallimento, il proprio insuccesso, la ferita narcisistica subita dalla propria immagine. Se non sono l’Io che credevo di essere (narcisismo), nulla ha più senso di esistere (depressione). Di fronte ad una cultura che sembra rigettare il valore formativo dell’esperienza del fallimento e che insegue i miraggi del successo, il ricorso alla violenza sembra apparire allora come un talismano malefico per esorcizzare l’appuntamento fatale con la nostra vulnerabilità e insufficienza dalla quale, poiché – come canta il poeta – dai diamanti non nasce niente, potrebbero sorgere invece fiori nuovi.
¿me gusta o me gustan?
allora la civiltà egizia naturalmente a un suo cuore geografico che è la valle berica il fiume nilo le sue inondazioni periodiche sono al centro della vita egizia anzi sono quello che rende possibile la vita dell'egitto trasformando l'egitto in uno dei luoghi più fertili del mondo tenete conto che l'egitto continuerà a essere uno dei luoghi più fertili del mondo ancora molto tempo dopo ancora il tardo impero romano e l'impero bizantino prima delle invasioni arabe ricavavano dall'egitto il reddito più forti le terre della valle del nilo naturalmente fertilizzate dalle piene del grande fiume producono enormi quantità di messi la ricchezza di questa terra permette a informarsi di comunità stabile tra queste genti di stirpe ca mitica colui che è al sommo vertice della società il faraone riceve tributi da tutti quelli che producono nella sua saggezza e gli garantisce l'accumularsi di scorte che possono rappresentare una sicurezza contro le calamità naturale siccità distruzione dei racconti eccetera proprio a proposito del nilo ci è arrivata una domanda da franco il quale dice nota che nel documentario il fiume nilo viene definito padre di tutti gli dei e dice franco ma vorrei sapere se era davvero così severamente gli antichi egizi avevano l'immagine per cui il nilo era il padre degli dei o se si tratta di una licenza di rossellini e franco verrebbe anche sapere avere qualche ulteriore spiegazione sul politeismo degli antichi egizi e poi conclude con questa domanda ma perché data la loro storia plurimillenaria gli egizi non sono riusciti a esportare il loro credo ad altri popoli ecco questa è una domanda a cui voglio rispondere subito ecco perché perché è emblematica diciamo così della differenza fra le religioni monoteiste del nostro tempo e degli ultimi due millenni è invece le religioni politeiste dei popoli antichi i monoteismi per definizione sono in competizione fra loro il cristianesimo e l'islam adorano lo stesso dio ma se lo immaginano in modo diverso e ognuna è convinta di essere quella giusta e che l'altra sia sbagliata e da quando esistono sono in competizione cristianesimo e l'islam sono religioni che hanno per mission è quella di portare la parola di dio al mondo i volti degli dei non avevano niente del genere ogni popolo ha i suoi dei è convinto che sono i più forti spero che siano i più forti ogni popolo e convinto di essere protetto dai suoi dei in guerra e nella vita economica e in ogni altra situazione poi finisce lì a nessuno viene in mente che siccome noi adoriamo horus e osiride e amon ra allora anche anche i babilonesi coi greci dovrebbero adoravo di questo non faceva proprio parte della mentalità né degli egizi né di nessun altro a quei tempi omaggio anche il sole ora vieni a me illuminami indoor ami omaggio anche o solo ora potere supremo tu che eri novelli la terra che skew di ciò che sarà chiude tu sei il corpo di colui che ri novella la terra omaggio a teora potere supremo infiammato eterno che bruci i tuoi nemici fiamma che produce lingue di fuoco quanto alla domanda se il milan fosse davvero il padre degli dei ecco io da quello che ho potuto verificare franco temo che effettivamente lei abbia ragione è una cosa che è scappata daita rossellini perché suonava bene ma non mi sembra che sia così il lille è una grande forza cosmica ma non è un dio il nilo è una delle componenti di un universo che secondo gli egizi fin dalla creazione esiste con un suo ritmo ecco le inondazioni del nilo annuali sono uno dei ritmi che tengono in piedi l'universo come il susseguirsi delle stagioni come il ciclo del sole quotidiano quella è la cosa più importante forse il sole che è un dio potente id ora attraversa il cielo e poi scompare attraverso il regno dei morti e domani ritornerà allo stesso modo le inondazioni del nilo ritornano ogni anno per garantire quello che gli egiziani chiamano se ho capito bene il marat e cioè l'ordine del mondo dopodiché dopodichè lilo ha a che fare con gli dèi anche in un altro modo perché la forza e la più famosa leggenda degli egiziani e quelle del dio osiride che una volta era il più potente di tutti gli dei e che poi è stato aggredito e ucciso dal suo fratello il malvagio dio set dopodiché così ride è risorto a partire da quel momento però è stato incaricato di governare il regno dei morti e le lacrime della moglie di osiride iside per la sua morte sono il motivo per cui il nilo ogni anno si gonfia si riempie di acqua e poi in onda la sua valle [Musica]
Narito ang 30 multiple choice questions in Tagalog para sa Araling Panlipunan – Grade 5, nakabatay sa sumusunod na mga paksa: 1. Pag-usbong ng Liberal na Ideya 2. Kilusang Propaganda 3. Katipunan at Himagsikan 4. Mga Kababaihan ng Katipunan --- Pag-usbong ng Liberal na Ideya (Items 1–8) 1. Ano ang layunin ng mga liberal na ideya noong panahon ng pananakop ng Espanyol? A. Magtayo ng bagong simbahan B. Palakasin ang kapangyarihan ng hari C. Bigyan ng karapatan at kalayaan ang mga mamamayan D. Magpalawak ng mga hacienda 2. Anong pangyayari sa Europa ang nagpalaganap ng liberal na ideya sa Pilipinas? A. Digmaang Pilipino-Amerikano B. Rebolusyong Pranses C. Pananakop ng Hapon D. Pagbagsak ng Maynila 3. Isa sa mga kaisipang liberal ay ang: A. Lahat ng utos ng pari ay absolute B. Ang edukasyon ay para lang sa mayayaman C. Ang pamahalaan ay dapat makatao at makatarungan D. Hindi na kailangan ng batas 4. Anong bansa ang naging inspirasyon ng mga Pilipino sa liberal na kaisipan? A. Tsina B. Amerika C. Pransiya D. India 5. Ano ang epekto ng liberal na ideya sa mga Pilipino? A. Nawalan sila ng interes sa kalayaan B. Natutong magtayo ng pabrika C. Naengganyo silang lumaban para sa karapatan D. Natutong magsalita ng Kastila 6. Paano pinalaganap ang liberal na ideya sa Pilipinas? A. Sa pamamagitan ng pananakop ng Hapon B. Sa pamamagitan ng mga aklat, pahayagan, at edukasyon C. Sa pamamagitan ng mga kastilang pari D. Sa pamamagitan ng pagtaas ng buwis 7. Sino ang unang nagpakilala ng liberal na pamumuno sa Pilipinas? A. Gobernador-Heneral Carlos Ma. de la Torre B. Heneral Luna C. Apolinario Mabini D. Emilio Aguinaldo 8. Ang liberal na pamumuno ay nagbibigay-diin sa: A. Digmaan at paghihiganti B. Paghihigpit sa edukasyon C. Kalayaan, karapatang pantao, at pagkakapantay-pantay D. Pag-aabuso sa kapangyarihan --- Kilusang Propaganda (Items 9–16) 9. Ano ang layunin ng Kilusang Propaganda? A. Pagtatayo ng Katipunan B. Paghihimagsik laban sa mga Amerikano C. Repormang pampulitika at panlipunan D. Pagsakop sa mga lalawigan 10. Saan isinagawa ng mga propagandista ang kanilang kampanya? A. Pilipinas B. Hong Kong C. Espanya D. Amerika 11. Isa sa mga tanyag na kasapi ng Kilusang Propaganda: A. Emilio Aguinaldo B. Andres Bonifacio C. Jose Rizal D. Gregoria de Jesus 12. Ano ang pangalan ng pahayagan ng Kilusang Propaganda? A. Kalayaan B. La Solidaridad C. La Liga Filipina D. Ang Katipunan 13. Ano ang isinulat ni Marcelo H. del Pilar? A. Noli Me Tangere B. El Filibusterismo C. Dasalan at Tocsohan D. Mi Ultimo Adios 14. Ano ang layunin ng La Liga Filipina? A. Pagtatatag ng Katipunan B. Mapayapang pagbabago sa lipunan C. Magsagawa ng rebolusyon D. Maging bahagi ng gobyernong Espanyol 15. Bakit nabigo ang Kilusang Propaganda? A. Nawalan ng pera B. Pumatay sila ng mga prayle C. Hindi pinakinggan ng pamahalaang Espanyol D. Umalis ang mga kasapi 16. Ano ang naging epekto ng Kilusang Propaganda? A. Nawalan ng tiwala ang mga Pilipino B. Naudyok ang mga Pilipino sa armadong himagsikan C. Nagustuhan ng mga prayle ang mga Pilipino D. Nawalan ng edukasyon ang kabataan --- Katipunan at Himagsikan (Items 17–24) 17. Sino ang nagtatag ng Katipunan? A. Emilio Aguinaldo B. Apolinario Mabini C. Andres Bonifacio D. Gregorio del Pilar 18. Ano ang layunin ng Katipunan? A. Magbigay ng edukasyon B. Magpataw ng bagong buwis C. Palayain ang Pilipinas sa kamay ng Espanya D. Palawakin ang relihiyon 19. Anong taon itinatag ang Katipunan? A. 1896 B. 1889 C. 1892 D. 1901 20. Ano ang tawag sa lihim na pangalan ng Katipunan? A. KKK B. KKP C. AKK D. PPK 21. Ano ang naging sagisag ng Katipunan? A. Pulang bandila na may araw B. Itim na watawat C. Tatlong K sa gitna ng araw D. Watawat ng Espanya 22. Ano ang naging hudyat ng Himagsikan noong 1896? A. Pananakop ng Amerika B. Pagbitay kay Rizal C. Pagpunit ng sedula D. Pagkamatay ni Bonifacio 23. Sino ang pinalitan ni Aguinaldo bilang pinuno ng rebolusyon? A. Gregoria de Jesus B. Emilio Jacinto C. Andres Bonifacio D. Apolinario Mabini 24. Saan idineklara ang kasarinlan ng Pilipinas noong 1898? A. Cavite B. Malolos C. Biak-na-Bato D. Kawit --- Mga Kababaihan ng Katipunan (Items 25–30) 25. Ano ang tungkulin ng mga kababaihan sa Katipunan? A. Magluto lamang B. Maging tagapagbantay sa mga kasulatan C. Magtayo ng paaralan D. Magsilbing sundalo 26. Sino ang kilalang “Lakambini ng Katipunan”? A. Melchora Aquino B. Gregoria de Jesus C. Trinidad Tecson D. Gabriela Silang 27. Ano ang ginampanan ni Melchora Aquino? A. Pumirma ng tratado B. Nagpagamot sa mga rebolusyonaryo C. Sumulat ng tula D. Naging guro 28. Ano ang tawag kay Melchora Aquino? A. Ina ng Himagsikan B. Lakambini ng Katipunan C. Heneral ng Katipunan D. Guro ng Katipunan 29. Ano ang naging papel ng kababaihan sa pagpapalaganap ng Katipunan? A. Nagtago ng armas at dokumento B. Lumaban bilang mga heneral C. Nag-utos sa mga kalalakihan D. Naging gobernador 30. Ano ang ipinapakita ng paglahok ng kababaihan sa Katipunan? A. Mahinang pamahalaan B. Kakayahan ng kababaihan sa pakikibaka C. Ayaw nila sa edukasyon D. Umiwas sila sa gulo --- Kung gusto mo ng answer key o gawing printable worksheet ito, just let me know!
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