Loading...

Política criminal
Quiz by Carmen Chuta
Customize this quiz to suit your class
Instantly translate to 100+ languages
Tag the questions with any skills you have. Your dashboard will track each student's mastery of each skill.
Give this quiz to my class
Giulio cesare nacque nel centro avanti cristo e morì nel senso che fu ucciso nel 44 avanti cristo in una vita relativamente breve 56 anni che si colloca nel momento di passaggio drammatico da un sistema politico ad un altro dall'ordinamento tradizionale della città stato di roma ad un tipo di potere personale fortemente personale quindi la vita è di cesare proprio nel cuore di questo periodo quando affiora alla adolescenza all'uso della ragione egli è già un personaggio un personaggio malvisto perché si è legato per ragioni familiari tradizionali di schieramento anche politico alla famiglia di cinna fedele alleato e seguace di caio mario quindi sotto la dittatura di sila sicuramente un nemico ed e noi abbiamo su di lui varie biografie ma un elemento che ricorre in queste biografie e che silla uomo indubbiamente di grande capacità politica di grande intuito e di grande ferocia era convinto che andasse eliminato questo giovanotto perché pericoloso perché è talmente in gamba lo si vedeva già da giovanissimo da costituire un pericolo per l'ordinamento che sigla aveva instaurato secondo la tradizione roma viene fondata nel 753 avanti cristo da romolo che diventa anche il primo re della città per oltre due secoli roma è retta da una monarchia fino a quando tarquinio il superbo il settimo e ultimo re viene cacciato e viene instaurata la repubblica l'ordinamento repubblicano rimarrà in vigore per quasi cinque secoli durante i quali i romani porranno le basi del loro imponente impero la prima fase di questa espansione è dedicata alla conquista della penisola italiana tra il iii e il ii secolo avanti cristo roma allarga il proprio dominio su tutto il bacino del mediterraneo giungendo fino all'asia minore a farne le spese sono i cartaginesi di annibale ambientati nel corso delle tre guerre puniche e i macedoni la cui sconfitta segna la fine della potenza greca in questo lungo periodo lo stato romano si trova ad affrontare numerosi conflitti interni le lotte tra patrizi e plebei le rivolte popolari i durissimi scontri tra fazioni avverse tra il 133 121 i tribuni della plebe tiberio e gaio gracco propongono alcune riforme agrarie che mirano a una ridistribuzione delle terre in favore dei piccoli proprietari osteggiate da gli strati sociali più ricchi le riforme dei due fratelli vengono abolite ma segnano l'inizio di un lunghissimo periodo di scontri interni noto col nome di guerre civili che dura esattamente un secolo quando nasce cesare nel 100 avanti cristo la repubblica romana sta vivendo perciò una profonda crisi che ne mina le fondamenta al principio del primo secolo esplode un'insurrezione nelle province italiane i cui abitanti chiedono maggiori diritti è la cosiddetta guerra sociale repressa duramente dall'esercito romano capeggiato dal generale lucio cornelio silla silla sarà protagonista anche di una guerra civile che vede contrapposta la passione degli optimates gli aristocratici difensori dello status quo e i popularis i nobili favorevoli al cambiamento istituzionale il sanguinoso scontro vedrà la vittoria degli optimates di silla che nell 82 viene nominato dittatore con il compito di tentare una difficile pacificazione politica sia stato il trionfatore di una guerra civile ferocissima contro i mariani seguaci di caio mario ci dice in maniera sommaria e grossomodo ha un senso che capeggia uno schieramento conservatore sorretto da gli optimates e contrasta uno schieramento popularis di cui mario è l'uomo simbolo alla fine silla trionfare in questo conflitto i suoi avversari vengono fisicamente liquidati e la sua dittatura la dittatura esiste nell'ordinamento romano ma a termine cioè non può essere una carica vitalizia la sua dittatura stabilisce un un riordino un nuovo ordine della repubblica romana quindi si crea una situazione paradossale il potere personale fortissimo riordino dell'ordinamento tradizionale è fatta quest'opera di riordino costituzionale abbandono del potere si la compie un gesto indubbiamente straordinario a suo modo le ragioni per cui l'ha compiuto sono molteplici lascia la dittatura abbandona questo potere lo dismette per assistere da vecchio ormai morirà nell'anno 78 quindi poco dopo l'abbandono realizza tour a 78 avanti cristo per assistere al funzionamento del riordino che egli stesso aveva creato illusione ottica perché nell'anno 70 quindi appena pochi anni dopo cesare nel frattempo ha raggiunto i 30 anni i due consoli dell'anno 70 che sono niente meno che marco licinio crasso l'uomo più ricco di roma e che neo pompeo figlio di pompeo strabone pur rappresentando sostanzialmente forze sociali e politiche che consiglia erano state strettamente alleate abrogano l'ordinamento silano quindi con l'anno 70 si determinano una alleanza saldissima parrebbe dei due più potenti personaggi che sono sulla scena della politica romana un'alleanza personale politica e istituzionale attraverso la copertura del consolato che sembra stabilire un ritorno all ordinamento repubblicano tradizionale ivi compresa la restituzione ai tribuni della plebe delle loro importanti prerogative al tempo di giulio cesare la repubblica romana a oltre 400 anni di vita un lungo periodo durante il quale ha sviluppato un efficace organizzazione amministrativa l'esercizio del potere si fonda sulla suddivisione dei compiti tra il senato le assemblee popolari e i funzionari pubblici i cosiddetti magistrati il senato è l'istituzione che prende le decisioni più importanti in politica interna ed estera le assemblee popolari rappresentano l'elemento democratico della repubblica vi partecipano tutti i cittadini romani liberi escluse le donne e hanno come compito principale l'elezione dei magistrati i magistrati costituiscono il cardine della vita quotidiana ad essi infatti è affidata la gestione concreta dello stato ci sono innanzitutto i questori che si occupano delle finanze dell'erario gli edili che sovrintendono ai lavori pubblici al controllo dei prezzi e all'organizzazione dei giochi e i pretori a cui è demandata l'amministrazione della giustizia una figura di grande responsabilità è quella del tribuno della plebe istituita in seguito agli aspri conflitti sociali dei primi anni della repubblica i tribuni della plebe tutelano i diritti delle classi popolari e sono considerati sacri e inviolabili tra i magistrati la massima carica è quella dei consoli coloro che detengono il governo della città i consoli sono due esercitano il potere esecutivo e militare convocano e presiedono al senato comandano l'esercito in caso di guerra tutti questi incarichi hanno la durata di un anno e vengono ricoperti collegialmente una maniera questa per evitare le possibili tendenze dispotiche o monarchiche solo in caso di grave pericolo viene eletto il dittatore un governatore straordinario che assume in sé tutti i poteri fino alla conclusione dello stato di emergenza questa carica comunque può durare al massimo sei mesi vi è infine una carica religiosa che riveste un ruolo determinante nella vita di roma è il pontefice massimo che vigila sull'ortodossia del culto e presenzia alle manifestazioni pubbliche più importanti una figura influente anche dal punto di vista politico come comprende acutamente giulio cesare che per aiutare la sua scalata al potere riuscirà ad ottenere il pontificato nel 63 avanti cristo che accade nel frattempo del non più giovanissimo cesare caio giulio cesare appartiene a una famiglia la famiglia giulia di antichissima 1 bildt a patrizia però una famiglia economicamente non florida difficoltà economiche da un po di tempo non ci sono in famiglia personalità che hanno ricoperto il consolato che la carica più alta e più potente della repubblica quindi è un personaggio indubbiamente ragguardevole con una straordinaria capacità politica letteraria di influenza di clientele eccetera ma in difficoltà sicuramente di troppo rispetto ad una scena in cui ben due potentati si sono fatti avanti e per ora vanno d'accordo ma potrebbero prima o poi collidere il celebre aneddoto di cesare che quando è pro magistrato in spagna dice all'età mia alessandro magno aveva già conquistato il mondo e io per ora non ho ancora fatto lunedì memorabile è un aneddoto probabilmente verifico che però indica in maniera molto efficace il disagio in cui quest'uomo è venuto a trovarsi dando per assodato che l'aspirazione al primato ad una posizione di primato nella repubblica è per lui un dato acquisito dato dal quale non può prescindere quindi assistiamo riconsideriamo quanto abbiamo detto fino a ora ad un fenomeno significativo è a suo modo allarmante dentro l'ordinamento costituzionale repubblicano alternanza delle magistrature il ruolo egemonico del senato eccetera ci sono però figure tali vitale spicco e di tale ambizione che puntano ad avere una posizione egemonica le due cose non vanno senz'altro d'accordo e non è una storia recente soltanto è perché già nel secolo precedente alla fine del terzo e tutto il secondo avanti cristo c'era stata un'altra grande famiglia quella degli scipioni che aveva avuto grandi meriti naturalmente nell'espansione imperiale di roma nel mediterraneo basti pensare al vittoria contro annibale e poi la conquista durissima della spagna e poi le guerre verso la parte orientale del mediterraneo insomma una famiglia che ha contato moltissimo dell'espansione imperiale è però ingombra un po tanto nella repubblica quindi già con gli scipioni si è determinato questo attrito fra aspirazioni personali molto forti di famiglie che contano anche per la ricchezza anche per le clientele anche per il prestigio militare e l'ordinamento senatorio il senato è un organo collettivo senatori non possono essere un numero infinito e quindi appartenere a questa élite dominanti di gente che ha grande carriera alle spalle che ha grandi ricchezze alle spalle appartenere a questo collegio significa guidare la repubblica collegialmente ecco perché l'attrito con le figure emergenti che debordano rispetto ai limiti ordinati dalla costituzione ecco l'attrito come si determina e dopo l'esperienza silana dopo il gesto di silva di lasciare la dittatura e vedere come funziona il sistema ecco nuove grandi figure sulla scena cesare desidera di essere una di esse è la sua direttiva non fu chiarissima dall'inizio e è vero apparteneva per legami familiari all'ambiente mariano l'ambiente di cina però come ebbe poi a dire avrebbe potuto anche scegliere un orientamento diverso quindi rappresenta questo è molto interessante per noi che cerchiamo di capire la politica romana fuori degli schemi rappresenta la tipica figura che sceglie la parte con cui schierarsi in funzione della propria carriera della propria egemonia dove può avere una base sufficientemente forte per affermarsi li crea i suoi legami politici il senato è sicuramente è l'organo di governo principale dell'antica roma la sua creazione è attribuita allo stesso romolo e in origine designava l'assemblea degli anziani il nome senato infatti deriva dal latino seneca che significa appunto vecchio anziano in un primo tempo solo i patrizi ovvero l'elite aristocratica romana potevano accedere a questa carica in seguito la missione verrà allargata a tutti i cittadini più ricchi anche il numero di senatori subirà un sensibile aumento passando dai cento delle origini fino ai 900 del periodo di giulio cesare il requisito fondamentale per entrare in senato è l'aver esercitato una magistratura cioè una carica pubblica ma occorre anche l'approvazione dei censori sono infatti questi funzionari deputati al controllo della condotta civica a stilare ogni cinque anni la lista ufficiale dei membri del senato è nella fase repubblicana che il senato diventa il fulcro della vita pubblica assumendo di fatto il controllo dello stato e della sua stabilità i suoi compiti vanno dal controllo delle cariche pubbliche alla discussione dei progetti di legge dalla gestione finanziaria alla disciplina del culto religioso anche l'attività militare e la politica estera sono sotto la sua autorità i senatori organizzano le operazioni belliche stipulano gli accordi di pace e ratificano le dichiarazioni di guerra durante le guerre civili del primo secolo avanti cristo il senato perde il ruolo di garante dell'unita e della concordia politica da espressione degli interessi comuni diventerà un baluardo della fazione conservatrice gli optimates segnando così il proprio declino e quello della repubblica qual è lo scenario sociale in cui queste figure si muovono ormai è uno scenario profondamente modificato rispetto alla città stato dei tempi degli scipioni da una parte c'è stato un fenomeno di dilatazione geografica del concetto città di roma noi pensiamo a roma come a una città stato come in origine essa è effettivamente ma con la gestione e sapiente della cittadinanza della dell'allargamento della cittadinanza roma lentamente si dilata cittadinanza romana cittadinanza di diritto latino poi il lazio assume la cittadinanza romana gli italici che sono stati conquistati con guerre durissime con cui roma ha lentamente conquistato la penisola premono per avere la cittadinanza anch'essi i greci avevano posto la questione il tribuno druso l'aveva anche drammaticamente riproposta e ci aveva lasciato la vita sila ha sconfitto sul campo gli italici però al termine della guerra sociale nell 88 la cittadinanza romana è stata concessa a tutti gli italici a sud del po quindi roma è l'italia a sud del po fino alla punta estrema quando si devono fare le elezioni politiche le chiamiamo così si eleggono i magistrati più importanti consoli di edili i pretori si va a votare a roma ed a tutti i vari municipi d'italia ci si muove a proprie spese insediandosi temporaneamente nella capitale per esercitare il diritto di voto conquistare il consenso di questo grande elettorato non è un problema da poco la plebe urbana di roma però conta moltissimo mentre gli italici possono decidere di non scomodarsi ogni volta a venire a votare a roma la plebe urbana come viene chiamata base sociale dei capi populares sta lì e vive sostanzialmente con sussidi elargizioni di grano feste insomma non è che sia un ceto particolarmente produttivo è un ceto abbastanza parassitario che pesa moltissimo proprio come una massa critica addosso alle istituzioni anche potremmo dire addosso al senato allearsi con la plebe urbana significa avere una massa di manovra elettorale molto importante da mettere a frutto magari anche con fortissimo intervento economico le elezioni costano moltissimo a roma è un modello che si è protratto nei millenni questo è il quadro diciamo così politico elettorale poi c'è un altro elemento c'è un altro elemento del quale cesare capisce presto l'importanza studiando il suo futuro avversario ma per ora interlocutore più forte cioè pompeo quest altro elemento sono le legioni la massa militare a massa militare è costituita da dei cittadini che chiamati alle armi ci restano per anni e anni un servizio che dura moltissimo che diventano gli interlocutori diretti dei capi militari i capi militari che li portano alla conquista per esempio il caso di pompeo dell'oriente il favoloso oriente che sia aperto a roma grazie a questo grande capo militare per ciò detto pompeo magno le legioni vedono questi capi in particolare nel caso di pompeo il loro interlocutore diretto quello che con terminologia moderna giustamente famosa potremmo chiamare il capo carismatico la mediazione politica conta di meno per loro conta il rapporto diretto con il capo questa massa militare che è fatta di cittadini soldati naturalmente diventa col tempo sempre più importante rispetto alla plebe urbana più o meno parassitaria che sta nella capitale ed è la massa di manovra elettorale usata spregiudicatamente da dalle varie parti politiche ma tendenzialmente legata ai populares e che vede in alcuni dei tribuni della plebe i propri naturali rappresentanti cesare capisce presto che accanto alla consuetudine alla routine elettorale in cui è bravissimo straordinariamente capace c'è poi quell altro soggetto quello della massa militare con cui stabilire un contatto tale da creare una propria autonoma forza all'interno dello scontro politico e quindi quando si reca in spagna da pro magistrato dopo aver ricoperto la pretura lui cercherà di stabilire questo rapporto con le truppe che gli saranno affidate che sono poca cosa rispetto alle legioni pompeiane naturalmente ma anche cerca di stabilire dei contatti di carattere clientelare cioè con le élite locali ciò che pompeo aveva saputo fare magnificamente il suo colpo di genio potremmo dire quando si trova in una posizione minore rispetto ai due potentati crasso il pompeo suo colpo di genio e di puntare ad una carica l'unica carica vitalizia ma elettiva della repubblica romana che è pontefice massimo pontefice massimo viene eletto con una battaglia elettorale estremamente dura ed è tale finché non muore quindi conquistare la carica il pontefice massimo significa avere una posizione stabile nell'ordinamento cesare era considerato e certamente lo era molto vicino simpatizzante per la filosofia epicurea a roma l'epicureismo si era diffuso come li racconta cicerone nelle tuscolane in maniera straordinariamente pervasiva grazie a dei divulgatori del pensiero di epicuro che conosciamo di nome di tale si chiamava ma fini o di lui abbiamo soltanto questo cenno che fa cicerone o poco più cicerone dice hanno invaso tutta l'italia dp curerà un po allarmista ma indubbiamente era un orientamento filosofico incongruo rispetto alla centralità della politica caratteristica della repubblica romana per un personaggio che ha aspirazioni anche modeste la politica e l'attività principale è il mestiere fondamentale quindi bisogna avere anche quattrini una base economica legami quella è il mestiere quello è il mestiere di un vero cittadino romano è la l'epicureismo suggerisce di tenersi lontano dalla politica di non impegnarsi vivi nascosto il celebre motto attribuito ad epicuro e oltre a ciò ritiene che gli dei probabilmente esistono anzi ci saranno certamente da qualche parte ma si disinteressano delle cose umane la vicenda umana e un fluire di atomi materialisticamente aggregati disgregati l'anima è essa stessa mortale lui se c'è una filosofia che è lontana dal mestiere di cittadino ed al mestiere di pontefice massimo è certamente l'epicureismo per cui è interessante osservare questa sorta di scissione nella persona per cui il cesare intellettuale raffinatissimo forse il più grande scrittore di lingua latina che sia mai stato e di simpatia e figure e e al tempo stesso in quanto votato alla politica ha votato a contare nella repubblica possibilmente in una posizione egemonica egli e politico di mestiere e pontefici massimo poteva fermarsi per la più alta carica religiosa che non è soltanto strettamente religiosa perché il pontefice massimo come sappiamo da tantissime testimonianze episodi eccetera può paralizzare la vita politica può mettere dei veti fondamentali rispetto all'attività dei consoli ha un peso estremamente significativo direttamente politico quando egli si presentò alle elezioni per il pontificato massimo raccontano le biografie su e si congedò da sua madre dicendo o torno pontefice o torno in galera nel senso che si era talmente indebitato per la campagna elettorale da doversi poi difendere da accuse gravi per debiti non pagati vinse le elezioni d'altra parte le elezioni si vincono a tavolino prima di farle per cui egli aveva molte carte nelle sue mani c'è un romanzo bellissimo purtroppo incompiuto di uberto express three gli affari del signor giulio cesare che racconta molto da vicino e senza peli sulla lingua esattamente questo aspetto della figura di cesare all'opera come politico l'epicureismo è una delle grandi scuole filosofiche dell'età ellenistica nasce in grecia verso la fine del iv secolo avanti cristo pochi anni dopo la morte di alessandro magno secondo il suo fondatore epicuro di samo la filosofia ha come unico scopo liberare l'uomo dai suoi mali e condurlo verso la felicità [Musica] per raggiungere questo obiettivo è necessario sconfiggere le quattro grandi paure che affliggono l'animo umano la paura degli dei della morte del dolore e dell'infelicità la medicina di epicuro il cosiddetto quadri farmaco è basata su una concezione materialista dell'universo in cui le divinità sono indifferenti alle vicende terrene il timore della morte è irrazionale e la felicità è semplicemente la mancanza di dolore il compito dell'uomo saggio è giungere a una condizione di serenità detta atarassia in cui vi è assenza di ogni turbamento un atteggiamento che si traduce in un'esistenza appartata lontana dalle forti passioni ed alla partecipazione politica [Musica] questa visione individualistica e isolata della vita non sembra in armonia con gli ideali della roma repubblicana nella quale l'impegno politico e l'interesse comune sono tenuti in grande considerazione tuttavia nel corso del primo secolo avanti cristo il pensiero epicureo si diffonde con successo nella capitale ciò avviene grazie all'opera di alcuni studiosi greci seguaci di epicuro che si trasferiscono in italia portando con loro le idee del maestro l'affermazione delle pitture ismo si deve soprattutto all'opera di lucrezio il suo poema de rerum natura traduce in raffinati versi il pensiero del filosofo greco e costituisce il punto più alto della scuola epicurea latina cosa accade quando lui è pontefice massimo e pretore designato anno 63 ormai avanti cristo sono passati vari anni come vediamo dall'anno 70 in cui crasso il pompeo sono i padroni della repubblica nell'anno 63 e console marco tullio cicerone suo collega si chiama antonio non è ovviamente il futuro trio come è riuscito cicerone a farsi eleggere in una campagna elettorale combattutissima appoggiato da uno schieramento di optimates è riuscito contro lucio sergio catilina catilina e un nobile decaduto che ha in mente qualcosa che potrebbero assomigliare a una rivoluzione degli ordinamenti politico sociali romani di lui sappiamo quello che ci dicono i suoi nemici i suoi avversari sappiamo quello che dice cicerone nelle catilinarie per l'appunto che sono conservate l'idea che ci si può fare di questo personaggio finito tragicamente come diremo è che metteva insieme i resti di una serie di esperimenti falliti un po di avanzi di legionari sillani scontenti avanzi della guerra sociale reduci da campagne persino di quelle connesse alla guerra contro spartaco come suoi seguaci diciamo così retro scenici ma naturalmente il suo impegno era vincere le elezioni diventare console dopo un primo insuccesso egli si attrezza meglio e nell'anno 64 si vota per eleggere i consoli dell'anno 63 la sua candidatura è molto forte dietro le quinte è probabile che lo appoggiasse anche crasso anche cesare poi essere ha fatto scrivere in lungo in largo che lui con la congiura non c'entrava per nulla però prima del fallimento della congiura uno si chiede sempre potrebbe vincere quindi non è male restare da quella parte siccome è pericoloso come candidato e gli italici sono venuti in massa a votare per lui gli auguri ruolo religioso importantissimo subordinato a quello di pontefice massimo fanno sapere che gli auspici non sono favorevoli quindi non si può votare quindi tu questi italici se ne tornano nelle loro sedi le lezioni sono rinviate e quando si vota da capo non c'è più questa massa di sostenitori pronta a rifare il viaggio per venire a roma a votare per caterina cicerone vince caterina e sconfitto ancora una volta quando ormai era convinto di farcela e a quel punto secondo le narrazioni a noi giunte concepisce una presa del potere per via violenta rivoluzionaria creandosi delle alleanze retroscena che anche cerca di allearsi con dei galli che poi lo tradiranno ammazzare i consoli in carica ammazzando i consoli in carica si decapita lo stato a repubblica è in quel disordine si prende il potere grosso modo questo è il suo disegno questo disegno fallisce cicerone verso la fine dell'anno 63 alle prove abilmente catturate della congiura aggredisce in senato ex abrupto catilina con la famosa prima catilinaria pronunciata di getto con un oratorio irruenta efficacissima in parte riprodotta in quella che noi chiamiamo la prima catilinaria da lui ovviamente riscritta dopo porterà in tour e avendo le prove di questo reato gravissimo che è stato concepito e stava per essere perpetrato ha avuto l'accortezza di emettere guardie davanti a casa sua per impedire che l'attentato nei suoi confronti venisse attuato avendo le prove in mano porta davanti al senato l'accusa di eversione e la proposta di esecuzione immediata dei congiurati cioè senato siede in quel momento in una funzione giudiziaria cosa rarissima dinanzi all'alto tradimento che è appunto la uccisione dei magistrati più importanti della repubblica questa procedura può avere un senso e id i pareri sono divisi noi abbiamo notizie di questo drammatico dibattito che si è svolto in senato in cui cesare è intervenuto in cui è intervenuto catone un po più giovane di cesare di età interviene cicerone stesso è la proposta di esecuzione capitale immediata sta per essere approvata a cesare si oppone si oppone e del pontefice massimo mentre parla in senato contro le esecuzioni capitali dei cattivi nari e ha svolto una tesi piuttosto originale che cioè visto che probabilmente l'anima immortale come alcuni ritengono quella eco della sua adesione diciamo così filosofica l'epicureismo uccidere e meno punitivo che mettere in carcere a vita e quindi teniamo lì in vita perché così veramente li puniamo e sta per ottenere il consenso con questa formulazione non perché ci fosse una setta epicurea diffusa ma perché arretrare dinanzi a un passo così grave tutto sommato attrae la maggioranza dei senatori interviene a quel punto catone con un discorso fortissimo sprezzante nei confronti di cesare dei confronti dei senatori che sono titubanti la maggioranza approva l'esecuzione capitale e per ordine del console in carica i congiurati vengono strangolati nel carcere mamertino e cicerone dall'annuncio al popolo con la famosa espressione vix erunt sono morti erano vivi lavoro sono morti cesare n'è uscito con qualche ammaccatura da questa vicenda crasso non ha problemi perché classe l'uomo più ricco di roma tutti sanno che ha flirtato con i catilinari ma nessuno mai oserebbe toccarlo pompeo fuori del pomerio cia le sue legioni che vogliono i premi adeguati per essere stati i conquistatori dell'oriente cicerone trionfa cile non è il salvatore della patria e daccapo acclamato pater patrie secondo romolo ha rifondato roma se un po montato la testa perché naturalmente capeggiava uno schieramento non avere tutto merito suo uno schieramento che ha ritenuto che schiacciando catilina si dava un colpo mortale ai populares e quindi allo stesso cesare fosse o meno coinvolto nella congiura lui una situazione termina di lì a poco con la battaglia di pistoia perché catilina è fuggito da roma con i suoi seguaci e l'altro console antonio lo ha affrontato sul campo di battaglia a pistoia sono stati ammazzati tutti catilina muore in battaglia dopo questa vicenda si può dire la parte degli orti mates si considera al sicuro sorpresa nell'anno 60 quindi siamo a ridosso 62 si è svolta la battaglia di pistoia nell'anno 60 pompeo insoddisfatto di come il senato non dà soddisfazione alle sue legioni crasso desideroso di mettersi al sicuro dopo la rischiosa parte che ha giocato nella vicenda catilinaria cesare che tutto sommato ha avuto un ruolo protagonistico nella battaglia in senato si mettono d'accordo privatamente quindi è un patto privato chiamato volgarmente primo triunvirato e stabiliscono di allearsi anziché farsi la guerra il primo triunvirato cosiddetto patto privato tra tre potentati nell'anno 60 decide quali saranno i consoli dell'anno prossimo come sarà gestito il potere quali province saranno date ai contraenti quali leggi e consoni eletti faranno passare uno potrebbe dire ma prima delle elezioni già si sa come andrà a finire già si sa come era finita nel senso che è la forza diciamo suadente della manipolazione del consenso è un fatto centrale nella repubblica ormai potremmo dire agonizzante e viene eletto cesare consone per il 59 suo collega perché non si può avere tutti e due i posti e marco calpurnio bibulo uomo legatissimo a gli ottimati un po ottuso essere un genio non solo politico ma anche intellettualmente versatile più diversi campi bibulo è un vecchio signore tradizionalista abituato a dire no ogni volta che i popolare si dicono sì piume quindi una convivenza difficile il compito di cesare la console è innanzitutto di varare delle leggi leggi agrarie che favoriranno i veterani di pompeo con assegnazioni di terre deducendo colonie di veterani pompeiani è un'operazione di destra o di sinistra nel popolare o ultimate è un'operazione a favore del grande soggetto sociale che sono le regioni cioè se lei ha capito benissimo che è quello l'interlocutore contro la sua legislazione agraria bibulo mette il veto cioè si crea una situazione paradossale dal punto di vista costituzionale cioè un console mette il veto all'attività dell'altro console come sappiamo chi con soli sono due perché devono agire collegialmente no quando fu istituito il consolato alla fine della monarchia cacciato tarquinio si disse lo racconta tito livio efficacemente che il potere dei consoli era analogo a quello dei re però durava un anno soltanto e perché fosse minore il peso erano due e quindi la collegialità delle decisioni dei due massimi magistrati è un cardine della repubblica cesare si disinteressa di questo contrasto che bibulo scatena in tutte le forme auspici negativi il diritto di veto bibulo si ritira in casa e non collabora più quasi a creare una situazione di crisi istituzionale irreparabile cioè sarebbe avanti lo stesso quindi il consolato di cesare l'anno 59 è già ai limiti della legalità se non oltre la legalità ma alle spalle c'è l'appoggio degli altri due i quali hanno un soggetto potentissimo dietro di sé cioè le regioni e quindi senato abbozza come si suol dire deve accettare una situazione di paradosso costituzionale e istituzionale ai limiti della tollerabilità per giunta e qui essere diventa un certo senso l'uomo che vince la partita rispetto agli altri due si fa attribuire come governo provinciale per cinque anni la gallia abbiamo la gallia cisalpina alla gallia narbonese che sono già province romane è però c'è la gallia cometa cioè la gallia non ancora sotto il controllo romano che egli si propone di conquistare quindi qual è il colpo di genio che cinicamente lui mette in atto determinare una situazione di conflitto prolungato che richiede una grande massa militare per essere attuato che gli determinerà l'analogo di ciò che pompeo ha avuto nella sua lunghissima carriera di conquistatore a oriente e deve creare il casus belli quindi entra in scena potremmo dire come pro magistrato delle gallie col proposito di determinare un conflitto per prolungare una guerra durissima con le tribù galli che ed estendere la presenza romana sull'intera gallia anche quella cometa anche quella belgica che appunto di fronte alle isole britanniche noi abbiamo un libro straordinario dei più bei libri della letteratura latina cioè de bello gallico che tempo si leggeva a scuola nelle scuole medie inferiori senza apprezzarne l'importanza e rilievo la lingua raffinata e soprattutto la falsità potrebbero dire la falsità nel senso del carattere spiccatamente propagandistico dalla prima all'ultima pagina di quest'opera che mira sostanzialmente a convincere l'elite dirigente che legge della necessità di quel conflitto delle ragioni di esso della giustezza della condotta bellica di cesare e quindi è un'arma così come lo sono le legioni come nascono questi commentari de bello gallico sono lo sviluppo letterario delle relazioni al senato che in quanto pro magistrato e gli invia regolarmente per spiegare i successi che via via sta conseguendo e chiedendo a ridosso le suppliche azione cioè delle solenni forme di riconoscimento da parte del senato dei successi che lui ha ottenuto si ricorda spesso il fatto che gli eletti sono stati all'inizio lo strumento dello scatenamento di questa guerra meno si ricorda il fatto che l'operazione ha comportato vere e proprie forme di genocidio popolazioni centinaia di migliaia di persone sono state massacrate gli usi petite teri al punto tale da determinare a roma una reazione contro cesare da parte dei suoi avversari quel personaggio abbiamo ricordato prima catone che continua la sua azione di contrasto rispetto ai tre e in particolare rispetto cesare buone davanti al senato la questione bisogna consegnare cesare ai galli come criminale perché ha commesso un ingiustificabile genocidio che determina anche una conflittualità sempre più aspra è un'immagine della repubblica romana tutt'altro che limpida è una richiesta estrema che non passa in senato però un campanello d'allarme i cinque anni trascorrono nel frattempo i rapporti tra i tre si deteriorano c'è stato un patto che poteva entrare in crisi questo patto viene rinnovato negli anno 55 59 era console cesare il 58 è andato in gallia come pro magistrato come proconsole 55 si riuniscono a lucca cesare e pompeo e crasso e rinnovano il patto il patto di lucca comporta un alleanza familiare tra cesare e pompeo pompeo sposa la figlia di cesare l'unica figlia che lui aveva e si stabilisce che saranno da capo consoli pompeo e crasso insieme il secondo consolato di pompeo e crasso che puntualmente vengono eletti tutti e due sancisce potremmo dire il patto di lucca lo corona lo completa crasso si rende conto che non basta dominare a roma oa vere ricchezze sterminate bisogna avere anche un potere militare e mentre pompeo ha già fatto la sua parte il conquistatore dell'oriente cesare sta facendo del suo meglio in gallia e gli si fa attribuire come pro magistratura dopo la conclusione del consolato della provincia di siria la provincia di siria era stata inventata da pompeo nell'anno 67 la dinastia dei seleucidi era finita nel nulla lui aveva conquistato senza colpo ferire antiochia era entrato a gerusalemme aveva violato il tempio cosa ragione per cui gli ebrei lo hanno sempre detestato è però la siria era l'avamposto militare della repubblica imperiale romana nei confronti di un regno l'ultimo grande legno e le nistico regno ellenistico potremmo dire cioè quello dei party che incombono sul confine orientale in particolare sulla provincia di siria per che incombono non vogliamo dilungarci su questo ma è certamente importante dire che lo strato e legni zato delle città nella provincia di siria e molto superficiale la popolazione indigena diciamo così subisce la presenza romana e guarda ai party come possibili liberatori i parti lo sanno benissimo e quindi le loro incursioni nella provincia sono spesso micidiali quindi è il punto più debole della linea difensiva romana quel confine grasso si avventura da pro magistrato in una impresa che si risolverà in una catastrofe la battaglia di carrè lui si inoltra nella mesopotamia con le legioni un suo ufficiale e quel caio cassio longino che poi ammazzerà cesare nel 44 brillante ufficiale bravissimo che si salva in questo disastro crasso viene catturato decapitato e diciamo la fine tremenda che lui fa è anche il segno potremmo dire che ormai la scena politica si riduce a due grandi rivali che sono cesare e pompeo cesare capisce benissimo che la scomparsa di crasso non gli giova perché accelera lo scontro è si avvicina al momento dello scontro sapendo di essere una posizione difficile ha rinnovato il comando galli così di è stato protratto ma per salvarsi dai suoi avversari i quali sono pronti non appena uscirà di carica a portarlo in tribunale per le malversazioni al tempo del suo primo consolato che lo vorrebbero portare in tribunale per tante altre ragioni tra l'altro quelle che catone ha portato davanti al senato per sottrarsi a questa probabilissima persecuzione giudiziaria deve farsi eleggere console la magistratura lo metterebbe al riparo e però se lascia la pro magistratura per venire a farsi la campagna elettorale a roma e vulnerabile cioè nello spazio tra l'uscita di scena come pro magistrato e l'entrata in carica eventuale come console c'è un interstizio un intervallo in cui i suoi avversari lo porteranno in tribunale e lui sa che va a finire male perché i tribunali sono funzionano con altrettanta oggettività quanto le elezioni il corpo elettorale e quindi la sua battaglia col senato attraverso una trattativa che conosciamo abbastanza bene e mirante ad ottenere la possibilità ha la facoltà di farsi eleggere in assenza cioè lui sta in gallia continua a serbare la posizione di pro magistrato e si candida alle elezioni protetto dalla posizione di pro magistrato quindi chiede di essere candidato pur non essendo a roma pur non avendo deposto la carica diplomati strato esponendosi quindi al rischio che abbiamo appena detto e su questa battaglia che si arriva alla guerra civile in questa battaglia pompeo naturalmente non si sporca le mani ai suoi uomini in senato la potente famiglia dei cloud di marcelli naturalmente catone più tutta una serie di figure di secondo piano il senato è dominato dai grandi personaggi però poi ha anche le masse di manovra naturalmente e sigla il suo tempo lo aveva decimato ma poi si è riformato è un organismo duro a morire il senato e ha uno spirito di corpo fortissimo quindi quando si nel 49 cesare ci rende conto che la situazione gli è sfavorevole perché questa sua richiesta di poter essere candidato in assenza non avrà sbocchi si vede per giunta richiedere due legioni da pompeo il quale fa deliberare dal senato che gli venga affidata alla campagna contro i party per vendicare l'uccisione di crasso per riprendere la campagna partica quindi ha bisogno di legioni e quindi la campagna gallica ormai è finita ci essere riuscito a schiacciare tutte le varie rivolte vercingetorige l'assedio di alesia e quindi gli può dare due regioni cioè se ne sta al gioco gli molla due regioni quindi si trova in una posizione anche militarmente inferiore il punto di non ritorno dopo che questa estenuante trattativa è arrivata sul binario morto e all'inizio di gennaio di primi giorni di gennaio dell'anno 49 avanti cristo il senato si riunisce decide la spartizione delle province attribuisce le provincia ai magistrati dell'anno 50 cesare l'utente escluso completamente da questa operazione è caccia brutalmente antonio che in quel momento e tribuno della plebe dalla possibilità esclude completamente dalla possibilità di contestare queste decisioni del senato noi abbiamo un racconto splendido faziosissimo naturalmente ma molto efficace di questa vicenda nel primo commentario cesariano della guerra civile e un testo memorabile dove c'è se le descrive questa furia questa visita dei dirigenti dei dei leader della pars attivate mentre pompe non sta a guardare che si spartiscono le cariche il potere le legioni le regioni le province e descrivere tutto questo subito dopo aggiunge la fuga da roma dei tribuni della plebe che sono stati maltrattati fisicamente aggrediti che lui esibisce davanti alle legioni mentre sta sul confine tra la provincia della galles alpina e l'italia il comizio che lui fa mostrando alle truppe i due tribuni ancora coperti di sangue di lividi di tunica e strappate una scena di grande efficacia patetica e quindi la decisione che emerge per acclamazione e invadere l'italia il passaggio del rubicone confine tra la provincia nella gallia cisalpina e roma cioè l'italia rimini è la prima tappa a quel punto la guerra civile a inizio è scoppiata nel momento stesso in cui cesare ha violato con le sue truppe la città di roma cioè rimini la situazione che si determina è velocissima nelle sue dinamiche e anche a suo modo sconcertante la decisione che prende la parte senatoria su suggerimento di pompeo e di lasciare roma perché si immagina che la bravura tattica di cesare la velocità che ci sarà sempre avuto nei suoi spostamenti quando durante le campagne galli che è tale che in brevissimo può essere a roma e pompeo non gradisce di rifare la scena da sillana per cui la guerra civile si combatte sul suolo della città di roma e sceglie una linea che a lui sembra sicura ma in realtà è avventuristica trasportare il senato le magistrature le regioni se stesso in oriente imbarcarsi a brindisi sbarcare in epiro rafforzarsi lì e lì aspettare cesare per uno scontro militare definitivo perché lo ha fatto ma tanto perché evidentemente non riteneva agevole affrontare e cesare con le legioni di cui disponeva in quel momento in italia probabilmente in una posizione per dente o comunque problematica e poi perché era sicurissimo della sua forza in oriente dove aveva le sue clientele da sempre dove non soltanto il tessuto diciamo così militare ma anche quello clientelare delle élite locali era a suo favore senato e sconcertato naturalmente perché senato la prima volta nella storia di roma che si sposta lascia la sua sede naturale va un'altra parte della repubblica imperiale e in gran parte lo segue gran parte lo segue alcuni restano a roma a cui cicerone cicerone e angoscia tissimo cicerone ha sognato di essere l'uomo chiave in questa vicenda della guerra civile ma in realtà è stato una pedina da un certo punto in avanti è una testa politica lucidissima non ha alcuna stima di pompeo in lettere private che noi abbiamo di lui scrive chiaramente questo uomo cioè pompeo vuol fare come sigla vuol fare anche lui le sue prescrizioni quindi non è il garante della legalità repubblicana è un potentato militare che vuole fare il princeps in repubblica cioè vuole essere quello che era stato sigla e che ha sempre desiderato durante tutta la sua carriera di è chiarissimo però non si fida neanche di cesare cesare invece per parte sua loeb adulando dimostra grande considerazione gli manda lettere cesare gliele ha fatte recapitare con l'aiuto di due suoi fedelissimi occhio e balbo si chiamavano erano i suoi agente singh regole su come si diceva manutengoli fedelissimi abilissimi a roma durante i molti anni della sua assenza in gallia e occhio e balbo trasmettono questo messaggio a cicerone gli dicono senza il tuo consiglio lui non farà una mossa aspettano qui a roma perché sarà il suo consigliere cosa naturalmente inverosimile alla fine anche cicerone decide ricattato un po da amici izzy persone che gli erano sempre state vicine si decide anche lui e imbarcarsi a brindisi è unirsi al campo di pompeo cesare al seguito da grandissimo stratega qual era una linea politica militare assolutamente imprevedibile per tutti tutti si aspettavano che abboccasse corresse anche lui in epiro a combattere invece va in spagna che apparentemente una mossa sconcertante non senza essere passato da roma impadronendosi dell'erario quindi si rafforza economicamente prendendosi il tesoro dello stato si fa nominare dittatore dictator che la una carica come abbiamo detto prevista dall'ordinamento romano non c'è il console che dovrebbe nominare che cosa che se ne sono andati con pompeo allora si fa nominare il suo magistero equity comunque è dictator e come tale al diritto di mettere le mani sul denaro dello stato si reca a marsiglia e poi in spagna per liquidare le forze pompeiane che stanno lì perché lui sa benissimo e questo era il disegno di pompeo che se si imbarca brindisi sarà stretto in una tenaglia fra i pompeiani che vengono dalla spagna ai pompeiani che stanno in grecia quindi passa mesi a sistemare l'occidente dopo di che ritorna a roma si imbarca brindisi e nel momento più favorevole possibile anche dal punto di vista climatico quando nessuno si aspettava che sbarcasse sulla costa adriatica antistante a rischio anche di naufragi di danni irreparabili piomba in epiro e poi in tessaglia e lì la battaglia campale di farsalo agosto nell'anno 48 è uno dei modelli potremmo dire della sua capacità militare di capovolgere una situazione sfavorevole tale sul campo e diventa lui favorevole tanto che i morti della parte avversa sono infinitamente di più dei pochi delle sue truppe qui siamo a 4 anni dalla sua morte che avverrà il 15 marzo del 44 questi anni sono quasi per intero dedicati ad una guerra civile interminabile una lunghissima guerra civile di solito la si racconta sapendo come va a finire purtroppo nel raccontare la storia è inevitabile a questo punto di vista perché il narratore saggia l'epilogo poteva andare a finire diversamente prima tappa dagli esiti imprevedibili pompeo fugge in egitto perché sa che l'egitto è roba sua i sovrani che si sono succeduti sono stati tutti i suoi clienti lui ha fatto riportare sul trono un certo tolomeo ha un'età che era un soggetto piuttosto deplorevole ma comunque nulla a farlo ha piazzato le sue truppe sono rimaste in egitto per sorreggere quest'uomo quindi è convinto di andare al sicuro nonostante la sconfitta tremenda farsalo la sorpresa qual è che approda in un egitto dilaniato da un conflitto dinastico e i notabili che contano intorno al re che un bambino un fanciullo pensano che ammazzando pompeo possono avere con cesare un buon rapporto o comunque un rapporto privilegiato e quindi attraggono catturano pompeo che sbarcano in una barchetta al porto di alessandria lo trafiggono lode capitano e quando cesare che si è lanciata all'inseguimento di proprio con pochissime truppe approda ad alessandria gli mostrano la testa di pompeo e cesare mostra di essere commosso ma crisi di pianto mi è stata rimproverata questa scena come di estrema falsità ipocrisia forse c'è anche un elemento di verità di patetismo vero in questa scena tutto sommato quest'uomo non era stato anche a lui molto vicino e soprattutto cesare capisce che se questi re clienti sono capaci di questo sono capaci anche nei suoi confronti di colpi di mano o di pugnalate alla schiena cosa che puntualmente accade lui viene imbottigliato nel palazzo reale di alessandria dallo stesso gruppo intorno al tolomeo tredicesimo fanciullo che ha liquidato pompeo e soltanto con tutta la sua abilità tattica a rischio di perdere completamente la sua flotta incendiandola dall'altro del palazzo e provocando l'incendio di una parte della città di alessandria in attesa di aiuti che tardano ad arrivare lui riesce a cavarsela da un assedio che poteva essere mortale alessandria è stato un punto di non ritorno napoleone ha scritto quando era ormai a sant'elena un breve libro sulle guerre di giulio cesare in cui rimprovera cesare l'imprudenza di alessandria dopo quella inopinata vittoria che poteva essere la sua tomba cesare aiutato dagli ebrei che sono accorsi in suo aiuto amici di cesare nemici di pompeo risale l'oriente rientra in italia sbarca brindisi e si trova da capo davanti una sedizione repubblicana quel catone che abbiamo più volte rubinato si è spostato nel nord africa e li organizza con l'aiuto dei re locali clienti dei romani l'ultima resistenza repubblicana la battaglia di thapsos e siamo nell'anno 46 cioè cesare passa da roma si fa a rinnovare la dittatura ma è costretto a proseguire la guerra civile che come vediamo si svolge in tutto il teatro mediterraneo a base di thapsos è stata durissima catone dopo la sconfitta si è suicidato cesare ha riordinato i rapporti diciamo così di clientela e di dipendenza da roma in quell'area geografica ma quando torna a roma si trova dinanzi all'ultima è durissima secessione quella dei figli di pompeo che in spagna avevano una base formidabile di clientele e che hanno organizzato la guerriglia quindi ancora una volta si mette in strada barca i pirenei arriva a monda e nella battaglia di monda si gioca tutto la materia di monda sta per volgere a suo sfavore e siamo nell'aprile del 45 si impegna personalmente prende in mano le insegne le aquile eccetera e la battaglia volgere a suo favore torna finalmente e questa volta non ci sono più teatri di guerra fa l'errore di trionfare anche sui pompeiani sconfitti in spagna cosa che non gli verrà mai perdonata dai suoi avversari dove a trionfare sui galli sull'egitto ma non su i suoi concittadini questo è il punto critico un errore tattico non da poco che lui commette la vicenda finale è presto detta è una vicenda in cui dal suo stesso entourage in particolare da antonio parte l'iniziativa pericolosissima di proporgli di assumere il ruolo di rex la corona durante i lupercali antonio gli offre questa corona lui la respinge la fa mettere sulla statua di giove però ormai nonostante la sua abile capacità clemenza cesaris di catturare gli avversari perdono politicamente generosissimo nonostante tutto questo serpeggia ormai nel elite senatorio in una parte di essa l'idea che quest'uomo facendosi attribuire dopo monda la dittatura a vita e quindi ormai una forma di potere monarchico diventa colui che affosserà anzi ha già affossato la repubblica ecco come nasce dal suo stesso ambiente la congiura marco giunio bruto suo figlioccio suo protetto e caio casio longino che abbiamo ricordato prima nella campagna di crasso contro i parti sono i protagonisti di una congiura per la quale più o meno i leader cicerone incluso sono coinvolti congiura che ha un risultato immediato quasi prevedibile tante pugnalate sullo stesso corpo una almeno è mortale e cesare rotola ai piedi della statua di pompeo ma il problema politico rimane tutto aperto i congiurati hanno perso il giorno dopo quando si sono accorti che la gran parte è l'opinione pubblica della plebe urbana che le legioni che una parte consistente del senato non accettano il nuovo stato di cose ea quel punto si apre un nuovo ciclo di guerre civili che si concluderà nel 31 avanti cristo è stato detto che cesare non ha fondato la monarchia uno storico inglese ha scritto ha fatto tutto ma certo non ha liquidato la repubblica questa fase sembra un po strana se uno considera che l'attentato è stato fatto perché gli si rimproverava di voler essere dittatore a vita ma l'errore compiuto sul piano istituzionale da cesare è stato di dilatare all'infinito una magistratura straordinaria alla dittatura cioè non ha saputo scegliere la forma costituzionale per far uscire dalla crisi repubblicana ci mette molto tempo la repubblica romana per diventare principato cioè governo del princeps il capolavoro lo farà ottaviano il quale fingerà di restaurare la repubblica nell'anno 27 avanti cristo arrogando a sé il ruolo di princeps realizzando dunque quel potere personale fondato sulle regioni che ci essere ha intuito ma dandogli una veste repubblicana
Extradition (International law), Political Offence Exception, The Political Offense Exception (POE) serves as a critical safeguard in international extradition law, allowing a requested state to refuse the surrender of a fugitive if their alleged crime is of a "political character." These offenses are categorized into two types: **pure political offenses**, such as treason or espionage, which target the state's political organization without harming individuals; and **relative political offenses**, which are common crimes like robbery committed with a political motive. To distinguish between these, courts apply various judicial tests. For instance, the **Political Incidence Test** (established in *In re Castioni*) focuses on whether the act was incidental to a political disturbance, while the **Swiss Proportionality Test** weighs the political end against the criminal means used, denying the exception if the harm caused is disproportionate. In the context of **state succession**, the application of extradition treaties depends largely on the underlying legal theory adopted by the new sovereign. Under **Universal Succession**, the new state inherits all prior treaties and obligations, ensuring legal continuity. Conversely, the **Clean Slate (Tabula Rasa) Theory**, often seen in decolonization, suggests that new states are not bound by the predecessor’s treaties, potentially creating "safe havens" for fugitives until new agreements are reached. Practical examples include the **Dissolution of the USSR**, where Russia acted as the "continuator" state inheriting treaties, and the **Partition of India and Pakistan**, where a devolution agreement ensured that colonial-era treaties remained in effect. Despite its protective intent, the POE faces **modern erosion** to ensure that heinous acts do not go unpunished. Specific limitations, such as the **Attentat Clause**, explicitly exclude the assassination of a head of state from being considered a political offense. Similarly, modern treaties and conventions (like the *Meunier* ruling) exclude **terrorism**, hijacking, and crimes against humanity from the exception, viewing these acts as attacks on the general social order rather than legitimate political dissent. This evolution reflects a growing international consensus that the gravity of certain crimes—such as those seen in the **Rainbow Warrior case study**—far outweighs any claimed political motivation, shifting the legal focus toward human rights and the prevention of torture.
What is a crime A crime is generally defined as an act or omission that is prohibited by criminal law Two critical ingredients of a crime are: 1) the commission of an act (Actus reus) 2) the mental intent to commit the act (Mens rea) A crime occurs when a person Commits an act or fails to commit an act when under a legal responsibility to do so Has the intent or mens rea to commit the act Does not have a legal defence or justification for committing the act and Violates a provision in criminal law The Social construction of crime Important to distinguish between behaviours that may be considered deviant by society and crimes Deviance is behaviour that is contrary to the norms and values of the larger society Crime is behaviour that breaks the law Deviance includes: Criminal behaviour and Wide range of other behaviours not against the law: May be frowned upon by the larger society What is viewed as deviant changes over time Crime includes: Social construction of crime Legal status of behaviours is not determined by behaviour itself but result of social response to the behaviour/persons/groups engaged in it Criminologists often conduct historical analyses to understand how social, economic and political environments may influence legislation Moral entrepreneurs Often play a key role in criminalizing certain activities Individuals, groups or organizations, seek action against certain groups of people/behaviours and bring pressure on legislators to enact criminal statutes The Origins and Application of the Criminal Law Differing perspectives on where criminal laws come from/ applied via the criminal justice system are reflected in two models 1) Value consensus model 2) Conflict Model Value consensus model Behaviours are defined as criminal/punishment imposed, reflect opinions/limits of tolerance Application of law, society reaffirms acceptable behaviours/social cohesion Conflict Model Crime and punishment reflect the power some groups have to influence, formulation/application of criminal law rich/privileged have an advantage in influencing law reform/criminal justice system The Canadian Legal System Is a common law system, with exception of Quebec which has a civil law system (Based on the French Code Napoleon) Common law is law based on custom, tradition, practice and generally unwritten Precedent is a judicial decision may be use as a standard in subsequent similar cases Canadian Courts Canadian courts organised in a hierarchy Supreme court of Canada is the highest court Stare decisis- principle whereby higher courts set precedents that lower courts must follow “To stand by what was decided” Like cases should be treated alike All courts below SSC bound to apply that same ruling in subsequent cases Criminal Law Body of law deals with conduct considered so harmful to society as a whole that it is prohibited by statute and prosecuted and punished by the government Functions of the Criminal Law In Canadian society, Criminal law provides the following functions Acts as a mechanism of social control Defines the parameters of acceptable behaviour Reduces the risk of personal retaliation Assists in general and specific deterrence Prosecutes criminalized behaviour Protects groups interests Principles of Canadian Law The Rule of Law The requirement that governments as well as individuals be subjected to Traced back to the English Magna Carta The essence of the rule of law is that No one person is above the law All persons are bound by the law All are entitled to protection by the law The law should be observed and enforced equally There is a standard to which criminal justice officials must adhere and will be held accountable Criminal Law Vs. Civil (Tort) Law Summary Crime is a social construction and is a reflection of changing time and mores Criminal law is not static and what behaviour legislatively defined as criminal can change overnight There are instances in which controversy arises when the criminal law is applied to issues of ethics, morality and religion The criminal law was identified as one type of public law and the functions of the criminal law were set out The rule of law and the charter of rights and freedoms are two key parts of the foundation of the criminal justice system There are several principles that also provide the foundation for Canadian law The role, principles origins and application of the criminal law were examined and a number of case studies were presented to illustrate the dynamic nature of the criminal law in a diverse society
Write increasingly harder vocabulary questions based on the following text: Former US President Donald Trump is facing unprecedented criminal charges for his attempts to overturn his 2020 election defeat, making him the first president in US history to face criminal charges. The indictment is based on charges of conspiracy to defraud the United States and obstruct official proceedings. Specifically, Trump is accused of spreading false claims about election fraud, pressuring then-Vice President Mike Pence to reject electoral votes and change the election results, and inciting the Capitol riots on January 6, 2021. The indictment suggests that Mike Pence, the former Vice President, provided evidence against Trump. It details private phone calls where Trump repeatedly pressured Pence to block Joe Biden's victory. This development is particularly significant as it represents the third set of criminal charges filed against Trump in 2023, while he is actively campaigning for a return to the White House in the 2024 presidential election. Special Counsel Jack Smith noted that, although Trump is considered innocent until proven guilty, the actions of the mob during the Capitol riots were a direct "assault on democracy," fueled by lies and aimed at obstructing the certification of the presidential election results. This case will be closely watched as it unfolds, given its historical significance and potential implications for Trump's political future. Not only does it mark the first time a former president has faced criminal charges, but it also occurs at a time when Trump is actively seeking to return to political office, adding another layer of complexity to an already unprecedented situation.
Write increasingly harder comprehension questions, that look further into higher-order thinking, aimed at Year 6 students based on the following text: Former US President Donald Trump is facing unprecedented criminal charges for his attempts to overturn his 2020 election defeat, making him the first president in US history to face criminal charges. The indictment is based on charges of conspiracy to defraud the United States and obstruct official proceedings. Specifically, Trump is accused of spreading false claims about election fraud, pressuring then-Vice President Mike Pence to reject electoral votes and change the election results, and inciting the Capitol riots on January 6, 2021. The indictment suggests that Mike Pence, the former Vice President, provided evidence against Trump. It details private phone calls where Trump repeatedly pressured Pence to block Joe Biden's victory. This development is particularly significant as it represents the third set of criminal charges filed against Trump in 2023, while he is actively campaigning for a return to the White House in the 2024 presidential election. Special Counsel Jack Smith noted that, although Trump is considered innocent until proven guilty, the actions of the mob during the Capitol riots were a direct "assault on democracy," fueled by lies and aimed at obstructing the certification of the presidential election results. This case will be closely watched as it unfolds, given its historical significance and potential implications for Trump's political future. Not only does it mark the first time a former president has faced criminal charges, but it also occurs at a time when Trump is actively seeking to return to political office, adding another layer of complexity to an already unprecedented situation.
MYTH The British helped the Jews displace the native Arab population of Palestine. FACT Herbert Samuel, a British Jew who served as the first High Commissioner of Palestine, placed restrictions on Jewish immigration “in the ‘interests of the present population’ and the ‘absorptive capacity’ of the country.”1 The influx of Jewish settlers was said to force the Arab fellahin (native peasants) from their land. This was when less than a million people lived in an area that now supports more than nine million. The British limited the absorptive capacity of Palestine when, in 1921, Colonial Secretary Winston Churchill severed nearly four-fifths of Palestine—some thirty-five thousand square miles—to create a new Arab entity, Transjordan. As a consolation prize for the Hejaz and Arabia (which are both now Saudi Arabia) going to the Saud family, Churchill rewarded Sharif Hussein’s son Abdullah for his contribution to the war against Turkey by installing him as Transjordan’s emir. The British went further and placed restrictions on Jewish land purchases in what remained of Palestine. By 1949, the British had allotted 87,500 acres of the 187,500 acres of cultivable land to Arabs and only 4,250 acres to Jews. This contradicted Article 6 of the Mandate which stated that “the Administration of Palestine…shall encourage, in cooperation with the Jewish Agency…close settlement by Jews on the land, including State lands and waste lands not acquired for public purposes.”2 Ultimately, the British admitted that the argument about the country’s absorptive capacity was specious. The Peel Commission said, “The heavy immigration in the years 1933–36 would seem to show that the Jews have been able to enlarge the absorptive capacity of the country for Jews.”3 MYTH The British allowed Jews to flood Palestine while Arab immigration was tightly controlled. FACT The British response to Jewish immigration set a precedent of appeasing the Arabs, which was followed for the duration of the Mandate. The British restricted Jewish immigration while allowing Arabs to enter the country freely. Apparently, London did not feel that a flood of Arab immigrants would affect the country’s “absorptive capacity.” During World War I, the Jewish population in Palestine declined because of the war, famine, disease, and expulsion by the Turks. In 1915, approximately 83,000 Jews lived in Palestine among 590,000 Muslim and Christian Arabs. According to the 1922 census, the Jewish population was 83,000, while the Arabs numbered 643,000.4 Thus, the Arab population grew exponentially while that of the Jews stagnated. In the mid-1920s, Jewish immigration to Palestine increased primarily because of anti-Jewish economic legislation in Poland and Washington’s imposition of restrictive quotas.5 The record number of immigrants in 1935 (see table) was a response to the growing persecution of Jews in Nazi Germany. The British administration considered this number too large, however, so the Jewish Agency was informed that less than one-third of the quota it asked for would be approved in 1936.6 The British gave in further to Arab demands by announcing in the 1939 White Paper that an independent Arab state would be created within ten years and that Jewish immigration was to be limited to 75,000 for the next five years, after which it was to cease altogether. It also forbade land sales to Jews in 95% of the territory of Palestine. The Arabs, nevertheless, rejected the proposal. Jewish Immigration to Palestine7 1919 1,806 1931 4,075 1920 8,223 1932 12,533 1921 8,294 1933 37,337 1922 8,685 1934 45,267 1923 8,175 1935 66,472 1924 13,892 1936 29,595 1925 34,386 1937 10,629 1926 13,855 1938 14,675 1927 3,034 1939 31,195 1928 2,178 1940 10,643 1929 5,249 1941 4,592 1930 4,944 By contrast, throughout the Mandatory period, Arab immigration was unrestricted. In 1930, the Hope Simpson Commission, sent from London to investigate the 1929 Arab riots, said the British practice of ignoring the uncontrolled illegal Arab immigration from Egypt, Transjordan, and Syria had the effect of displacing the prospective Jewish immigrants.8 The British governor of the Sinai from 1922 to 1936 observed, “This illegal immigration was not only going on from the Sinai, but also from Transjordan and Syria, and it is very difficult to make a case out for the misery of the Arabs if at the same time their compatriots from adjoining states could not be kept from going in to share that misery.”9 The Peel Commission reported in 1937 that the “shortfall of land is…due less to the amount of land acquired by Jews than to the increase in the Arab population.”10 MYTH The British changed their policy to allow Holocaust survivors to settle in Palestine. FACT The gates of Palestine remained closed for the duration of the war, stranding hundreds of thousands of Jews in Europe, many of whom became victims of Hitler’s “Final Solution.” After the war, the British refused to allow the survivors of the Nazi nightmare to find sanctuary in Palestine. On June 6, 1946, President Truman urged the British government to relieve the suffering of the Jews confined to displaced persons camps in Europe by immediately accepting 100,000 Jewish immigrants. Britain’s foreign minister Ernest Bevin replied sarcastically that the United States wanted displaced Jews to immigrate to Palestine “because they did not want too many of them in New York.”11 Some Jews reached Palestine, many smuggled in on dilapidated ships organized by the Haganah. Between August 1945 and the establishment of the State of Israel in May 1948, sixty-five “illegal” immigrant ships, carrying 69,878 people, arrived from European shores. In August 1946, however, the British began to intern those they caught in camps on Cyprus. Approximately 50,000 people were detained in the camps, and 28,000 remained imprisoned when Israel declared independence.12 MYTH As the Jewish population grew, the plight of the Palestinian Arabs worsened. FACT In July 1921, Hasan Shukri, the mayor of Haifa and president of the Muslim National Associations, sent a telegram to the British government in reaction to a delegation of Palestinians that went to London to try to stop the implementation of the Balfour Declaration. Shukri wrote: We are certain that without Jewish immigration and financial assistance there will be no future development of our country as may be judged from the fact that the towns inhabited in part by Jews such as Jerusalem, Jaffa, Haifa, and Tiberias are making steady progress while Nablus, Acre, and Nazareth where no Jews reside are steadily declining.13 The Jewish population increased by 470,000 between World War I and World War II, while the non-Jewish population rose by 588,000.14 The permanent Arab population increased by 120% between 1922 and 1947.15 This rapid growth of the Arab population was a result of several factors. One was immigration from neighboring states—constituting 37% of the total immigration to pre-state Israel—by Arabs who wanted to take advantage of the higher standard of living the Jews had made possible.16 The Arab population also grew because of the improved living conditions created by the Jews as they drained malarial swamps and brought improved sanitation and health care to the region. Thus, for example, the Muslim infant mortality rate fell from 201 per thousand in 1925 to 94 per thousand in 1945, and life expectancy rose from 37 years in 1926 to 49 in 1943.17 The Arab population increased the most in cities where large Jewish populations had created new economic opportunities. From 1922–1947, the non-Jewish population increased by 290% in Haifa, 131% in Jerusalem, and 158% in Jaffa. The growth in Arab towns was more modest: 42% in Nablus, 78% in Jenin, and 37% in Bethlehem.18 MYTH Jews stole Arab land. FACT Despite the growth in their population, the Arabs continued to assert they were being displaced. From the beginning of World War I, however, part of Palestine’s land was owned by absentee landlords who lived in Cairo, Damascus, and Beirut. About 80% of the Palestinian Arabs were debt-ridden peasants, semi-nomads, and Bedouins.19 Jews went out of their way to avoid purchasing land in areas where Arabs might be displaced. They sought land that was largely uncultivated, swampy, cheap, and—most important—without tenants. In 1920, Labor Zionist leader David Ben-Gurion expressed his concern about the Arab fellahin, whom he viewed as “the most important asset of the native population.” He insisted that “under no circumstances must we touch land belonging to fellahs or worked by them.” Instead, he advocated helping liberate them from their oppressors. “Only if a fellah leaves his place of settlement,” Ben-Gurion added, “should we offer to buy his land, at an appropriate price.”20 Jews only began to purchase cultivated land after buying all the uncultivated territory. Many Arabs were willing to sell because of the migration to coastal towns and because they needed money to invest in the citrus industry.21 When John Hope Simpson arrived in Palestine in May 1930, he observed, “They [the Jews] paid high prices for the land and, in addition, they paid to certain of the occupants of those lands a considerable amount of money which they were not legally bound to pay.”22 In 1931, Lewis French conducted a survey of landlessness for the British government and offered new plots to any Arabs who had been “dispossessed.” British officials received more than 3,000 applications, of which 80% were ruled invalid by the government’s legal adviser because the applicants were not landless Arabs. This left only about 600 landless Arabs, 100 of whom accepted the government land offer.23 In April 1936, a new outbreak of Arab attacks on Jews was instigated by local Palestinian leaders who were later joined by Arab volunteers led by a Syrian guerrilla named Fawzi al-Qawuqji, the commander of the Arab Liberation Army. By November, when the British finally sent a new commission headed by Lord Peel to investigate, 89 Jews had been killed and more than 300 wounded.24 The Peel Commission’s report found that Arab complaints about Jewish land acquisition were baseless. It pointed out that “much of the land now carrying orange groves was sand dunes or swamp and uncultivated when it was purchased…There was at the time of the earlier sales little evidence that the owners possessed either the resources or training needed to develop the land.”25 Moreover, the Commission found the shortage was “due less to the amount of land acquired by Jews than to the increase in the Arab population.” The report concluded that the presence of Jews in Palestine, along with the work of the British administration, had resulted in higher wages, an improved standard of living, and ample employment opportunities.26 It is made quite clear to all, both by the map drawn up by the Simpson Commission and by another compiled by the Peel Commission, that the Arabs are as prodigal in selling their land as they are in useless wailing and weeping (emphasis in the original). —Transjordan’s king Abdullah27 Even at the height of the Arab revolt in 1938 (which began in April 1936 with the murder of two Jews by Arabs and the subsequent murder of two Arab workers by members of the Jewish underground28), the British high commissioner to Palestine believed the Arab landowners were complaining about sales to Jews to drive up prices for lands they wished to sell. Many Arab landowners had been so terrorized by Arab rebels they decided to leave Palestine and sell their property to the Jews.29 The Jews paid exorbitant prices to wealthy landowners for small tracts of arid land. “In 1944, Jews paid between $1,000 and $1,100 per acre in Palestine, mostly for arid or semiarid land; in the same year, rich black soil in Iowa was selling for about $110 per acre.”30 By 1947, Jewish holdings in Palestine amounted to about 463,000 acres. Approximately 45,000 were acquired from the mandatory government, 30,000 were bought from various churches, and 387,500 were purchased from Arabs. Analyses of land purchases from 1880 to 1948 show that 73% of Jewish plots were purchased from large landowners, not poor fellahin.31 Many leaders of the Arab nationalist movement, including members of the Muslim Supreme Council, and the mayors of Gaza, Jerusalem, and s sold land to the Jews. As’ad el-Shuqeiri, a Muslim religious scholar and father of Palestine Liberation Organization chairman Ahmed Shuqeiri, took Jewish money for his land. Even King Abdullah leased land to the Jews.32 MYTH The British helped the Palestinians to live peacefully with the Jews. FACT In 1921, Haj Amin el-Husseini first began to organize fedayeen (“one who sacrifices himself”) to terrorize Jews. El-Husseini hoped to duplicate the success of Kemal Atatürk in Turkey by driving the Jews out of Palestine just as Kemal had driven the invading Greeks from his country.33 Arab radicals gained influence because the British administration was unwilling to take effective action against them until they began a revolt against British rule. Colonel Richard Meinertzhagen, former head of British military intelligence in Cairo, and later chief political officer for Palestine and Syria, wrote in his diary that British officials “incline towards the exclusion of Zionism in Palestine.” The British encouraged the Palestinians to attack the Jews. According to Meinertzhagen, Col. Bertie Harry Waters-Taylor (financial adviser to the military administration in Palestine 1919–23) met with el-Husseini in 1920, a few days before Easter, and told him that “he had a great opportunity at Easter to show the world…that Zionism was unpopular not only with the Palestine administration but in Whitehall.” He added that “if disturbances of sufficient violence occurred in Jerusalem at Easter, both General [Louis] Bols [chief administrator in Palestine, 1919–20] and General [Edmund] Allenby [commander of the Egyptian force, 1917–19, then high commissioner of Egypt] would advocate the abandonment of the Jewish Home. Waters-Taylor explained that freedom could only be attained through violence.”34 El-Husseini took the colonel’s advice and instigated a riot. The British withdrew their troops and the Jewish police from Jerusalem, allowing the Arab mob to attack Jews and loot their shops. Because of el-Husseini’s overt role in instigating the pogrom, the British decided to arrest him. He escaped, however, and was sentenced to ten years in absentia. A year later, some British Arabists convinced High Commissioner Herbert Samuel to pardon el-Husseini and to appoint him Mufti (a cleric in charge of Jerusalem’s Islamic holy places). By contrast, Vladimir Jabotinsky and several followers, who had formed a Jewish defense organization during the unrest, were sentenced to 15 years. They were released a few months later.35 Samuel met with el-Husseini on April 11, 1921, and was assured “that the influences of his family and himself would be devoted to tranquility.” Three weeks later, riots in Jaffa and elsewhere left forty-three Jews dead.36 El-Husseini consolidated his power and took control of all Muslim religious funds in Palestine. He used his authority to gain control over the mosques, the schools, and the courts. No Arab could reach an influential position without being loyal to the Mufti. His power was so absolute that “no Muslim in Palestine could be born or die without being beholden to Haj Amin.”37 The Mufti’s henchmen also ensured he would have no opposition by systematically killing Palestinians who discussed cooperation with the Jews from rival clans. As the spokesman for Palestinian Arabs, el-Husseini did not ask that Britain grant them independence. On the contrary, in a letter to Churchill in 1921, he demanded that Palestine be reunited with Syria and Transjordan.38 The Arabs found rioting an effective political tool because of the lax British response toward violence against Jews. In handling each riot, the British prevented Jews from protecting themselves but made little effort to prevent the Arabs from attacking them. After each outbreak, a British commission of inquiry would try to establish the cause of the violence. The conclusion was always the same: The Arabs feared being displaced by the Jews. To stop the rioting, the commissions would recommend that restrictions be placed on Jewish immigration. Thus, the Arabs learned they could always stop the influx of Jews by staging riots. This cycle began after a series of riots in May 1921. After failing to protect the Jewish community from Arab mobs, the British appointed the Haycraft Commission to investigate the cause of the violence. Although the panel concluded the Arabs had been the aggressors, it rationalized the cause of the attack: “The fundamental cause of the riots was a feeling among the Arabs of discontent with, and hostility to, the Jews, due to political and economic causes, and connected with Jewish immigration, and with their conception of Zionist policy.”39 One consequence of the violence was the institution of a temporary ban on Jewish immigration. The Arab fear of being “displaced” or “dominated” was an excuse for their attacks on Jewish settlers. Note, too, that these riots were not inspired by nationalistic fervor—nationalists would have rebelled against their British overlords—they were motivated by economics, the radical Islamic views of the Mufti, and misunderstanding. In 1929, Arab provocateurs convinced the masses that the Jews had designs on the Temple Mount (a tactic still used today to incite violence). A Jewish religious observance at the Western Wall, which forms a part of the Temple Mount, served as a pretext for rioting by Arabs against Jews, which spilled out of Jerusalem into other villages and towns, including Safed and Hebron. Again, the British administration made no effort to prevent the violence, and, after it began, the British did nothing to protect the Jewish population. After six days of mayhem, the British finally brought troops in to quell the disturbance. By this time, most of Hebron’s Jews had fled or been killed. In all, 133 Jews were killed and 399 wounded in the pogroms.40 After the riots, the British ordered an investigation, resulting in the Passfield White Paper. It said the “immigration, land purchase and settlement policies of the Zionist Organization were already or were likely to become, prejudicial to Arab interests. It understood the mandatory government’s obligation to the non-Jewish community to mean that Palestine’s resources must be primarily reserved for the growing Arab economy.”41 This meant it was necessary to restrict Jewish immigration and land purchases. MYTH The Mufti was not a Nazi collaborator. FACT In 1941, Haj Amin al-Husseini, the Mufti of Jerusalem, fled to Germany and met with Adolf Hitler, Heinrich Himmler, Joachim Von Ribbentrop, and other Nazi leaders. He wanted to persuade them to extend the Nazis’ anti-Jewish program to the Arab world. The Mufti sent Hitler fifteen drafts of declarations he wanted Germany and Italy to make concerning the Middle East. One called on the two countries to declare the illegality of the Jewish home in Palestine. He also asked the Axis powers to “accord to Palestine and to other Arab countries the right to solve the problem of the Jewish elements in Palestine and other Arab countries in accordance with the interest of the Arabs, and by the same method that the question is now being settled in the Axis countries.”42 In November 1941, the Mufti met with Hitler, who told him the Jews were his foremost enemy. The Nazi dictator rebuffed the Mufti’s requests for a declaration in support of the Arabs, however, telling him the time was not right. The Mufti offered Hitler his “thanks for the sympathy which he had always shown for the Arab and especially Palestinian cause, and to which he had given clear expression in his public speeches.” He added, “The Arabs were Germany’s natural friends because they had the same enemies as had Germany, namely…the Jews.” Hitler told the Mufti he opposed the creation of a Jewish state and that Germany’s objective was destroying the Jewish element in the Arab sphere.43 In 1945, Yugoslavia sought to indict the Mufti as a war criminal for his role in recruiting twenty thousand Muslim volunteers for the SS, who participated in the killing of Jews in Croatia and Hungary. He escaped French detention in 1946, however, and continued his fight against the Jews from Cairo and later Beirut where he died in 1974. MYTH The bombing of the King David Hotel was part of a deliberate terror campaign against civilians. FACT British troops seized the Jewish Agency compound on June 29, 1946, and confiscated large quantities of documents. At about the same time, more than 2,500 Jews from all over Palestine were arrested. A week later, news of a massacre of 40 Jews in a pogrom in Poland reminded the Jews of Palestine how Britain’s restrictive immigration policy had condemned thousands to death. In response to the British provocations, and a desire to demonstrate that the Jews’ spirit could not be broken, the United Resistance Movement planned to bomb the King David Hotel, which housed the British military command and the Criminal Investigation Division in addition to hotel guests. The Haganah pulled out of the plot and left it up to the Irgun. Irgun leader Menachem Begin stressed his desire to avoid civilian casualties and the plan was to warn the British so they would evacuate the building before it was blown up. Three telephone calls were placed on July 22, 1946, one to the hotel, another to the French Consulate, and a third to the Palestine Post warning that explosives in the King David Hotel would soon be detonated. The call to the hotel was received and ignored. Begin quotes one British official who supposedly refused to evacuate the building, saying, “We don’t take orders from the Jews.”44 As a result, when the bombs exploded, the casualty toll was high: 91 killed and 45 injured. Among the casualties were 15 Jews. Few people in the main part of the hotel were injured.45 For decades, the British denied they had been warned. In 1979, however, a member of the British Parliament provided the testimony of a British officer who heard other officers in the King David Hotel bar joking about a Zionist threat to the headquarters. The officer who overheard the conversation immediately left the hotel and survived.46 In contrast to Arab attacks against Jews, which Arab leaders hailed as heroic actions, the Jewish National Council denounced the bombing of the King David.47 1 Aharon Cohen, Israel and the Arab World, (NY: Funk and Wagnalls, 1970), p. 172
Politica
Política Exterior de Colombia. Semana No 7