Loading...

Postop hypotension
Quiz by Muhammad Muntazar
Customize this quiz to suit your class
Instantly translate to 100+ languages
Tag the questions with any skills you have. Your dashboard will track each student's mastery of each skill.
Give this quiz to my class
metti le E e le I al posto giusto
When to ADD on a PRE/POST OP (SM)
Caratteristiche e funzionalità degli standard europei per la posta elettronica certificata Con oltre 14 milioni e 600 mila caselle attive nel terzo bimestre 2022 (fonte AgID), la posta elettronica certificata continua a dimostrarsi uno strumento chiave per l’innovazione digitale in Italia. Ecco perché si guarda alla PEC europea come a un ulteriore traguardo per creare un sistema di comunicazione qualificata tra cittadini e imprese e anche tra privati e Pubblica Amministrazione. La nuova PEC europea ha iniziato il suo iter a gennaio 2022 e nel corso dello stesso anno ha visto il rilascio dello standard ETSI (Istituto Europeo per le norme di Telecomunicazioni), fondamentale per la realizzazione di un servizio di posta elettronica conforme al Regolamento europeo n. 910/2014 – eIDAS. Adesso, la parola d’ordine nel settore è interoperabilità, ovvero la possibilità di scambiare in modo sicuro comunicazioni elettroniche di valore probatorio, attraverso un processo di standardizzazione europeo. Dal 2024 la PEC in Italia lascerà quindi il posto alla Registered Electronic Mail (REM), la PEC europea. Nuovo standard PEC europea: quali sono i principi? Lo standard europeo ETSI EN 319 532-4 specifica le caratteristiche della CSI (Common Service Interface): l’interfaccia tecnologica condivisa che permette lo scambio sicuro tra i gestori e tra gli utilizzatori di servizi di recapito qualificato. Tale infrastruttura si basa su due elementi: • ERDS (Electronic Registered Delivery Services) • REM (Registered Electronic Mail) Le funzionalità di ERDS e REM hanno come obiettivo il settaggio di requisiti tecnici necessari per verificare e certificare: Identità del cittadino UE possessore di un indirizzo di posta certificata; Integrità del contenuto; Data e ora d’invio e di ricezione del messaggio. In sintesi, lo standard ETSI EN 319 532-4 amplia i confini della PEC che diventa un sistema di comunicazione qualificata a livello europeo. Posta certificata europea: cosa cambia? Il cambiamento più sostanziale che riguarda le caselle PEC attivate in Italia è l’integrazione dei requisiti SERC (Servizio Elettronico di Recapito Certificato) con quelli SERCQ (Servizio Elettronico di Recapito Certificato Qualificato). In altre parole, la PEC italiana come è oggi conferisce alle comunicazioni requisiti di valore legale, tanto da essere equiparabile alla tradizionale raccomandata con avviso di ricezione, ma non certifica l’identità del titolare della casella. Motivo per cui è necessario adeguare la casella PEC agli standard europei attraverso due step: il riconoscimento del titolare della casella e l’attivazione della verifica in 2 passaggi. Come funziona l’adeguamento PEC agli standard europei? Per allinearsi ai requisiti sanciti dallo standard ETSI sul servizio di recapito certificato qualificato, il titolare di una casella PEC dovrà procedere in questo modo. 1. Riconoscimento dell’identità Tale passaggio è necessario per garantire l’attendibilità del mittente, persona fisica o rappresentante legale di una persona giuridica. La verifica dell’identità può essere fatta attraverso uno degli strumenti di identificazione elettronica riconosciuti dalla Commissione europea: Identità digitale SPID; Tessera Sanitaria / Carta Nazionale dei Servizi; Firma digitale anche remota; Carta d’Identità Elettronica (CIE 3.0); Piattaforma DVO (De Visu Online) con operatore. 2. Verifica in 2 passaggi (2FA) L’autenticazione a 2 fattori rafforza il livello di sicurezza dell’account di posta attraverso il doppio controllo di accesso al servizio: inserimento delle credenziali (indirizzo PEC e password) e codice di autenticazione. Il codice viene inviato su un dispositivo precedentemente verificato e secondo la modalità di ricezione che si è scelta: Notifica PUSH tramite app su dispositivo mobile; Token OTP tramite app; Token OTP via SMS. Dopo che la verifica in 2 passaggi è stata attivata, per consultare la casella PEC sarà necessario inserire la password e autorizzare l’accesso o con la conferma della notifica PUSH, o con l’inserimento dell’OTP (One Time Password). Come si attiva la PEC europea obbligatoria? Le fasi di implementazione del processo sono ancora in attesa del DPCM normativo, ma nel frattempo i provider di PEC Legalmail stanno già cominciando ad abilitare i sistemi di verifica. Fra i gestori riconosciuti da AgID, Infocert PEC permette già adesso di effettuare l’upgrade della casella Legalmail identificando il titolare in pochi semplici step e mantenendo integre tutte le funzionalità del servizio.
Porte: —maniglie—>> di tipo leva, curvate e arrotondate —>> h 85\ 95 — porta vetrata—>> se lo è deve essere segnalata Pavimentazioni: — dislivelli —>> fino a 2,5 cm possono esserci ma devono Essere segnalati cromaticamente —>> se sono maggiori di 2,5cm rampe Rampe : —pendenza—>> max 8% ogni 10 m serve un pianerottolo —percorsi stradali —>> pendenza max 5% — ascensore—>> in caso in cui il dislivello sia > di 3,2m — larghezza —>> 90 cm per una carrozzina, 150 per due Infissi : — altezza—>> soluzione che consentano la visuale anche a persone Sedute — luce netta porte e finestre—>> 75 cm Parcheggi: — posto —>> un posto riservato ogni 50 (segnaletica orizz e vert) — larghezza—>>min 320 cm — fascia di manovra per la sedia—>> 130 cm (può essere Comune a due posti)
I 23 comandamenti dell'e-mail Emoticon La regola d'oro dell'e-mail: non inviare ad altri ciò che troveresti tu stesso sgradevole ricevere. Un suggerimento da seguire: Quando scrivi un'e-mail non guardarti allo specchio ma “guarda” intensamente il tuo lettore, è un atto di altruismo che ti verrà ripagato. Non usare l'e-mail per alcun proposito illegale o non etico. Non diffondere né spam né messaggi appartenenti a catene di S. Antonio. Includere sempre l'argomento del messaggio in modo chiaro e specifico; non inviare mai e-mail prive del campo "oggetto". Rispondere sempre alle e-mail, se non altro per dare la conferma al mittente di presa visione. Cercare di rispondere alle e-mail mantenendo sempre lo stesso argomento (topic) per conservare una struttura storica ordinata dei messaggi inviati e ricevuti (storico discussione (thread)), "agganciandoli" uno dopo l'altro, evitando possibilmente di spedire un nuovo messaggio per un argomento già in corso di discussione. Seguire le regole di citazione per scrivere la risposta a una e-mail. Mantenere la privacy dei mittenti/destinatari, cancellando dal testo l'eventuale indirizzo di posta elettronica del mittente (se si inoltra una e-mail quando il destinatario non dovesse conoscere il mittente originale) e utilizzando la casella Bcc o Ccn (e non quella A o Cc) se si deve inviare la stessa e-mail a destinatari che non si conoscono tra loro. Fare molta attenzione all'ortografia e alla grammatica del proprio messaggio. Non insultare e non fare uso indiscriminato di parole scritte in maiuscolo (esse, infatti, corrispondono al tono di voce alto del parlato, e dunque denotano nervosismo o cattiveria). Riflettere bene su come il destinatario possa reagire al proprio messaggio: valutare se può essere realmente interessato al contenuto e utilizzare eventualmente le emoticon per indicare il tono della conversazione, in particolare se scrivono battute (se è diverso da quello che potrebbe fare pensare la semplice lettura del testo). La dimensione del messaggio da inviare non deve essere troppo grande (al posto di allegati di grandi dimensioni si possono inserire nel testo del messaggio dei link a tali risorse reperibili in altro modo, per esempio via FTP o HTTP); bisogna tenere presente che la dimensione massima ammessa per gli allegati può essere diversa in base al provider di posta utilizzato. Eventualmente è meglio concordare col destinatario le modalità di invio di allegati pesanti. Gli allegati devono essere di formati diffusi e aperti (come .pdf o .jpeg per le immagini) in modo da essere facilmente apribili con i dispositivi e i sistemi operativi più diffusi, già settati per la stampa, ed eventualmente compressi con programmi nativi del sistema operativo. Non inviare messaggi privati da postazioni o account dai quali possono essere letti da altri o se lo si fa ricordarsi di eliminare le tracce. Citare il testo a cui si risponde il più brevemente possibile, ma in modo che risulti comunque chiaro in cima alla risposta. Non richiedere indiscriminatamente, per qualsiasi messaggio, la ricevuta di ritorno da parte del destinatario. Non allegare file con nomi eccessivamente lunghi o che contengono caratteri particolari come quelli di punteggiatura o lettere con segni diacritici, in quanto potrebbero creare problemi con alcune piattaforme. Non impostare indiscriminatamente, per qualsiasi messaggio, il flag di importante e/o urgente (è come gridare "al lupo, al lupo" inutilmente): con il passare del tempo chi riceverà le tue e-mail ignorerà il flag. Scrivere in modo semplice e diretto, con periodi brevi e andando a capo spesso perché gli spazi bianchi delle interlinee aiutano la lettura. Fare una lista per punti se ci sono molte cose da dire: il testo così si leggerà facilmente anche su uno smartphone. Salvare il proprio messaggio in bozza quando quest'ultimo viene scritto di getto, per poi rileggerlo successivamente e se necessario modificarlo prima di inviarlo. Leggere il proprio messaggio almeno 3 volte prima di inviarlo e dimostrare di avere almeno letto il messaggio del mittente approfonditamente prima di dare risposte senza pensare. Se possibile prediligi i contenuti in formato testo selezionabile rispetto a quelli in formato immagine (ad esempio un testo scansionato o fotografato): renderai più facile il lavoro a chi ha la necessità di effettuare la ricerca di un termine nel testo, di fare copia-incolla o di usare un lettore di testo per non vedenti o ipovedenti. Non dimenticare una formula di saluto al/alla destinatario/a all'inizio della e-mail. Firmare sempre con il proprio nome alla fine del messaggio, a meno che la firma non sia già inclusa nell'oggetto.
Rischio sismico: il 18 aprile 1906 san francisco in california fu scossa per 60 interminabili secondi da un terremoto di magnitudo 7,8 la città riportò danni pari al nono grado della scala mcs ma in alcune zone gli effetti provocati dal sisma furono addirittura dell'undicesimo grado tre persone su quattro rimasero senza casa crollarono oltre 25 mila edifici ma di questi solo il 10 per cento fu distrutto dal terremoto la maggior parte dei palazzi fu consumata dagli incendi divampati dalle tubature del gas divelte dalle scosse telluriche la città a bruciò per quattro giorni e quattro notti e per i due anni successivi molti furono costretti a vivere negli accampamenti il terremoto fu causato da una frattura propagatasi lungo un tratto della grande faglia di san andreas che nel suo percorso attraversa la california meridionale quella di san andreas è una faglia trasform e che si muove perciò con un movimento trascorrente i due lembi della faglia si muovono in direzioni opposte e sono in continua deformazione quella mattina si aprì una frattura lunga 430 chilometri che fece slittare i due lati della faglia fino a 6 metri in direzioni opposte si stima che almeno tremila persone persero la vita e il danno economico fu calcolato in 524 milioni di dollari allora il disastro fu inevitabile ma oggi è possibile ridurre il rischio sismico che grava su una città e sui suoi abitanti il rischio sismico di un'area dipende da tre parametri la pericolosità sismica la vulnerabilità e i costi la loro combinazione fornisce il valore complessivo del rischio più sono alti i valori di ciascun parametro maggiore è il rischio sismico quindi per ridurre il rischio bisogna ridurre al minimo l'impatto di pericolosità vulnerabilità e costi vediamo se si può e come si fa la pericolosità sismica indica con quale probabilità un territorio può risentire degli effetti di un terremoto le carte che descrivono la pericolosità sismica possono essere più o meno dettagliate e prendere in analisi il mondo intero o una regione come l'europa o un singolo paese a ogni valore si associa un colore e le zone tendenti al rosso sono generalmente le aree più pericolose purtroppo non esiste alcun modo per intervenire sulla pericolosità sismica perché questa dipende da forze geodinamiche fuori dal nostro controllo quindi per abbassare il rischio sismico di una zona possiamo intervenire solo riducendo la vulnerabilità del territorio e i costi da sostenere in caso di terremoto la vulnerabilità tiene conto della possibilità che le persone muoiono che i mezzi di soccorso non riescano a raggiungere le aree colpite e che gli edifici siano danneggiati o distrutti più la vulnerabilità è alta più sono alti i costi che la società deve sostenere in termini di perdita di vite umane danni agli edifici interventi per la ricostruzione e danno sociale per le attività colpite dal sisma quindi se abbassiamo la vulnerabilità si riducono automaticamente anche i costi e il rischio sismico complessivamente diminuisce a vantaggio di tutta la società la chiave di volta quindi è ridurre la vulnerabilità come eseguendo studi geologici e geofisici per la zona azione sismica del territorio usando tecniche di edilizia anti sismica sia per le nuove costruzioni che per le ristrutturazioni di vecchi edifici e naturalmente educando le persone per prevenire comportamenti sconsiderati in caso di terremoto per operare nei primi due campi occorrono anni di studio e formazione ora ci concentriamo invece su cosa occorre fare in caso di terremoto le esperienze di chi ha vissuto un terremoto di grande intensità e quelle di chi ha prestato i primi soccorsi sono servite a stabilire le norme di comportamento da seguire in caso di terremoto se viene sorpreso da un terremoto per prima cosa cerca riparo sotto una trave portante o se non puoi raggiungerla riparati sotto un tavolo o una sedia durante il terremoto non precipitarti a scendere le scale perché sono la parte più debole dell'edificio e possono crollare non prendere l'ascensore che può bloccarsi o precipitare e non correre in strada dove tegole e cornicioni e intonaco potrebbero colpirti in testa appena finisce la scossa chiudi il gas e stacca la corrente per evitare possibili incendi lascia l'edificio solo a scossa terminata ma prima di uscire ricordati di indossare le scarpe sempre senza potresti ferirti con vetri rotti e calcinacci poi raggiungi un posto all'aperto lontano da edifici e da linee elettriche infine evita di prendere l'automobile se non è necessario le strade infatti devono rimanere libere per consentire il passaggio dei mezzi di soccorso non sottovalutare questi consigli perché essere tutti preparati può fare la differenza
Non è un caso che l’Antico Testamento si apra con il gesto atroce e ingiustificabile di Caino. II punto scabroso e che uccidere il proprio fratello non appartiene a un mondo animale, ma a un mondo umano. É un aspetto terrificante dell’umano sul quale non bisogna chiudere gli occhi. II crimine non è infatti la regressione dell’uomo all’animale come una cattiva cultura moralistica vorrebbe farci credere, ma esprime una tendenza propriamente umana. Questo è il dramma che il moltiplicarsi recente di atti efferati di violenza ci costringe ad affrontare. Se l’umanizzazione della vita avviene come un attraversamento della violenza che ci abita – della nostra ombra più scura -, essa non può mai cancellare la violenza, ma decidere casomai, ogni volta, per la sua rinuncia. É questo uno dei compiti più difficili che incombe sugli esseri umani: saper rinunciare alla violenza in nome me del riconoscimento dell’Altro come prossimo, come essere singolare. Si tratta di un riconoscimento che non è mai indolore perchè ci obbliga ad accettare che “Io non sono tutto”, che la mia vita non esaurisce quella del mondo e quella degli altri. Significa sopportare quella che Freud considerava una “frustrazione narcisistica” necessaria per riconoscersi appartenere ad una comunità umana. II problema è che questa difficoltà soggettiva a simbolizzare la violenza viene oggi drammaticamente amplificata da quelli che mi paiono i due nuovi comandamenti sociali che sembrano dominare il nostro tempo e che l’attuale crisi economica rende a sua volta ancora più tossici. Il primo comandamento è quello del Nuovo. E la spinta a ricercare sempre altro da quello che si ha, a scambiare quello che si ha con quello che ancora non si ha nell’illusione che sia quello che non si ha a custodire la felicita. L’esperienza clinica della psicoanalisi mostra invece che il Nuovo – al cui miraggio molti consacrano la loro esistenza – anziché rendere la vita soddisfatta, non fa altro che riprodurre la stessa identica insoddisfazione. ll secondo comandamento è quello del Successo. Nessun tempo come il nostro sembra togliere diritto di cittadinanza al fallimento, all’errore, al ripiegamento, all’insuccesso. Nessun tempo come il nostro ha enfatizzato come una questione di vita o di morte la realizzazione del proprio successo personale. Ebbene la violenza su di sé 0 sugli altri viene al posto di questo lavoro di simbolizzazione del proprio fallimento. Accade, per esempio, nei rapporti tra uomo e donna quando uno dei due non sopporta il tradimento o l’allontanamento dell’altro e si sente autorizzato ad agire violentemente per ristabilire l’autorevolezza della propria immagine narcisistica infangata e umiliata dalla libertà dell’Altro. Il femminicidio non ha altra ragione psichica – ne ha altre e profonde di origine culturale – se non questa: utilizzare la violenza, l’atto brutale, al posto di assumere su di sé il peso della propria solitudine e del proprio fallimento. Una miscela esplosiva di narcisismo e depressione. Siamo di fronte a quella che Pasolini avrebbe probabilmente chiamato una “mutazione antropologica: l’uomo è divenuto una macchina di godimento. E quando questa macchina funziona meno, non è oliata sufficientemente, non ha più benzina, o, più semplicemente, si guasta, si rompe, c’e la caduta nel vuoto. Per questa ragione l’attuale diffusione epidemica della depressione si può intendere solo dall’intreccio di questi due nuovi comandamenti sociali. Non è più una depressione che sorge dall’esperienza”filosofica”ed esistenziale del vuoto e dell’insensatezza dell’esistenza (Leopardi, Schopenhauer), ma si genera per un difetto di adattamento all’imperativo del Nuovo e a quello del successo: chi resta indietro, chi resta tagliato fuori, chi non partecipa a questa “mobilitazione totale” della vita verso la sua affermazione positiva, si vive come superfluo, inutile alla società, precipita nel tunnel della depressione. E non si deve dimenticare come questa”diagnosi” sia usata ogni qualvolta ci si trovi di fronte ad atti di violenza ingiustificabili. Non si tratta di un alibi, al contrario. Non a caso Lacan affermava – suscitando scandalo – che la depressione è una vera e propria “viltà etica”, non del tutto estranea al giudizio di condanna che i padri della Chiesa esprimevano sul’accidia e ha l’obiettivo di mostrare che nella depressione c’è sempre una responsabilità del soggetto che non va mai dimenticata. Essa coincide con la difficoltà ad essere, ad elaborare simbolicamente, il proprio fallimento, il proprio insuccesso, la ferita narcisistica subita dalla propria immagine. Se non sono l’Io che credevo di essere (narcisismo), nulla ha più senso di esistere (depressione). Di fronte ad una cultura che sembra rigettare il valore formativo dell’esperienza del fallimento e che insegue i miraggi del successo, il ricorso alla violenza sembra apparire allora come un talismano malefico per esorcizzare l’appuntamento fatale con la nostra vulnerabilità e insufficienza dalla quale, poiché – come canta il poeta – dai diamanti non nasce niente, potrebbero sorgere invece fiori nuovi.
L'effetto serra cosa si intende con effetto serra si tratta di un fenomeno del tutto naturale l'atmosfera che funziona come il tetto di una serra nel corso della giornata viene attraversata dai raggi del sole che riscaldano la superficie terrestre durante la notte poi la terra perde calore sotto forma di raggi detti infrarossi parte di questi raggi viene bloccata da alcuni gas che si trovano nell'aria chiamati gas serra il principale gas serra e l'anidride carbonica l'effetto serra ha quindi permesso di trattenere nell'atmosfera il calore necessario allo sviluppo della vita sulla terra negli ultimi decenni l'effetto serra si è intensificato a causa delle attività dell'uomo che hanno generato grandi quantità di gas serra e provocato un aumento della temperatura sulla terra ciò comporta conseguenze molto gravi per il nostro pianeta come ad esempio lo scioglimento dei ghiacci [Musica] guardiamo lo con un esperimento per questo esperimento dovremo procurarti due recipienti grandi in vetro due termometri istantanei ambientali dovuti bicchieri una lampada un cucchiaino di bicarbonato di sodio un cucchiaino 100 millilitri di aceto di vino acqua cominciamo posizionando i termometri accanto ai bicchieri è importante che in questo momento i termometri misurino la stessa temperatura versiamo nel primo bicchiere dell'acqua riempiendo lo fino a metà nel secondo invece mettiamo aceto e bicarbonato l'unione di queste due sostanze avrà una reazione chimica che produrrà anidride carbonica [Musica] copriamo velocemente con i recipienti in vetro entrambi i bicchieri insieme ai termometri facciamo attenzione a coprire il più velocemente possibile il secondo bicchiere in modo che venga trattenuta la maggior parte dell'anidride carbonica prodotta dalla reazione posizioniamo infine la luce diretta della lampada su entrambi i recipienti in modo da riscaldarli la lampada sarà il nostro sole il recipiente in vetro la nostra atmosfera attendiamo i venti minuti ecco due sistemi da confrontare il primo con l'acqua rappresenta lo stato attuale dell'atmosfera terrestre composta da diversi gas il secondo con l'aceto è il bicarbonato che hanno prodotto anidride carbonica ci fornisce un esempio dello stato dell'atmosfera futura ricca di gas serra aggiuntivo tutti noi possiamo provare a ridurre l'emissione di gas serra limitandone le gravi conseguenze come ad esempio utilizzando quando possibile la bicicletta al posto della macchina spegnendo la luce e staccando le prese di corrente quando inutilizzate e riciclando quanto più possibile [Musica]