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Proba só
Quiz by Xano
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Prova di sorting
Sopar inmortals - Prova 1
"Sofia e la Rete Invisibile: Una Storia di Coraggio e Consapevolezza" Sofia, una vivace adolescente di 15 anni, amava trascorrere il suo tempo libero online. Era un modo per connettersi con amici, scoprire nuove passioni e rimanere aggiornata sulle ultime tendenze. Tuttavia, Sofia non sapeva che dietro la brillantezza dello schermo si celavano pericoli che avrebbero messo alla prova la sua sicurezza e la sua forza interiore. Un giorno, Sofia ricevette una richiesta di amicizia da un ragazzo molto affascinante di nome Marco. Era il classico "ragazzo perfetto" con interessi simili ai suoi e sembrava conoscerla molto bene. Iniziarono a chattare e Marco sembrava davvero interessato a lei. Presto, i loro messaggi divennero sempre più frequenti, fino a diventare un'abitudine quotidiana. Tuttavia, Sofia non sapeva che dietro l'immagine perfetta di Marco si nascondevano pericoli nascosti. Marco era un abile truffatore virtuale che mirava a sfruttare gli adolescenti online per scopi personali. Marco iniziò ad applicare una serie di tattiche per ingannare Sofia. Utilizzò il grooming per guadagnarsi la sua fiducia, facendole credere di essere una persona di cui potersi fidare. Conquistò il cuore di Sofia e poi iniziò a spingerla a partecipare a una pericolosa sfida online, promettendo popolarità e riconoscimento tra i suoi amici virtuali(challenge) Incuriosita dalle potenziali ricompense, Sofia decise di accettare la sfida, ignara dei rischi nascosti dietro di essa. Ma ciò che sembrava un gioco innocente si trasformò rapidamente in un incubo. La sfida si rivelò manipolata da Marco per coinvolgere gli adolescenti in atti illegali, mettendo in pericolo la loro sicurezza. Successivamente, Marco sfruttò la fiducia guadagnata per spingere Sofia a inviare foto intime di sé stessa. Sostenne che fosse un modo per dimostrare il loro amore virtuale. Ignorando i pericoli del sexting, Sofia acconsentì, inconsapevole delle conseguenze che avrebbe affrontato in seguito. Ciò che Sofia non sapeva era che Marco aveva intenzione di usare quelle foto per ricattarla. Iniziò a minacciarla, dicendole che se non avesse fatto quello che voleva, avrebbe pubblicato le foto su internet. Sofia era terrorizzata e si sentiva intrappolata in una spirale di minacce e abuso emotivo. Determinata a liberarsi dalle grinfie di Marco, Sofia prese coraggio e decise di agire. Si aprì con sua madre, raccontandole l'intera storia e i pericoli a cui era esposta. Insieme, presero le misure necessarie per proteggere Sofia. Bloccarono e segnalarono Marco su tutti i suoi account di social media e di chat. Questo passo cruciale ha impedito a Marco di contattarla e di avere ulteriori influenze sulla sua vita online. Sofia non si fermò qui. Raccolse prove delle minacce, dei messaggi ingannevoli e del ricatto perpetrato da Marco. Fece screenshot delle conversazioni e salvò copie dei messaggi ricevuti, creando una solida documentazione delle azioni di Marco. Queste prove sarebbero state fondamentali per intraprendere azioni legali e proteggere se stessa. Con le prove in mano, Sofia decise di segnalare l'account di Marco alle piattaforme e ai servizi di social media che stavano utilizzando. Fornì loro tutte le prove raccolte, consentendo loro di prendere provvedimenti contro il comportamento dannoso di Marco. Rendendo le autorità competenti consapevoli della situazione, Sofia coinvolse la polizia postale o un'organizzazione specializzata in crimini informatici. Fornì loro tutte le prove e le informazioni necessarie per avviare un'indagine approfondita su Marco. Sofia sapeva che doveva anche cercare supporto da esperti di sicurezza informatica specializzati in questioni di cybercrimine. Ottenne consigli su come proteggersi meglio online e su come prevenire situazioni simili in futuro. Questa consulenza le permise di comprendere meglio i pericoli della rete e di acquisire le competenze necessarie per proteggersi e navigare in modo sicuro online. Con coraggio e determinazione, Sofia prese misure concrete per liberarsi da Marco e proteggere se stessa. La sua storia è un esempio di resilienza e consapevolezza per gli altri adolescenti che potrebbero trovarsi in situazioni simili. Sofia ha dimostrato che è possibile combattere i pericoli della rete e ottenere giustizia, cercando il sostegno delle persone fidate, utilizzando le risorse a disposizione e facendo sentire la propria voce "La Missione Digitale: Proteggere il Mondo Virtuale" C'era una volta un gruppo di studenti di 15 anni, conosciuti come "The Digital Defenders", che avevano un talento speciale per la tecnologia. Amavano esplorare il mondo digitale e sfruttarne le opportunità. Ma un giorno, un pericoloso nemico minacciò la tranquillità del loro mondo virtuale. Questo nemico malvagio era conosciuto come "Il Cacciatore Digitale". Il suo scopo era infiltrarsi nei computer degli utenti, rubare informazioni personali e diffondere caos attraverso il cyberspazio. Il Cacciatore Digitale utilizzava diverse armi per raggiungere i suoi scopi. Una delle sue armi più potenti era il "Fishing". Usava messaggi ingannevoli e siti web contraffatti per cercare di catturare le informazioni personali degli utenti. Si fingeva spesso una figura di autorità, cercando di indurre gli utenti a fornire le loro password o i dati sensibili. Ma i Digital Defenders non si sarebbero arresi facilmente. Si misero all'opera per difendere il loro mondo digitale. Si dotarono di antivirus e antimalware potenti per combattere i virus e gli spyware, che erano armi preferite del Cacciatore Digitale. I Digital Defenders si addestrarono per riconoscere le trappole del Cacciatore Digitale. Impararono a identificare gli avvisi di sicurezza, a evitare di cliccare su link sospetti e a non aprire allegati di email provenienti da mittenti non fidati. Era fondamentale essere cauti e diffidare delle richieste di inserire informazioni personali su siti web non sicuri. Un altro strumento importante nella loro difesa era l'uso di password sicure. I Digital Defenders impararono che una password sicura doveva essere lunga, contenere una combinazione di lettere maiuscole e minuscole, numeri e caratteri speciali. Evitarono di utilizzare password facili da indovinare come nomi di animali domestici o date di compleanno. I Digital Defenders erano consapevoli che i cookie, piccoli file salvati sui loro dispositivi, potevano rivelare informazioni personali e tracciare le loro attività online. Impararono a gestire le impostazioni dei cookie nei loro browser e a cancellarli regolarmente per proteggere la loro privacy. Infine, i Digital Defenders si unirono a una missione importante: educare gli altri studenti sulla sicurezza digitale. Organizzarono workshop nelle loro scuole, condivisero consigli sui social media e si impegnarono a diffondere la consapevolezza sugli attacchi digitali e le misure di sicurezza. La loro missione ebbe successo. Gli studenti impararono ad affrontare il Cacciatore Digitale con fiducia. Ognuno di loro divenne un difensore digitale, pronti a proteggere il mondo virtuale. Con il loro impegno e la loro determinazione, i Digital Defenders riuscirono a sconfiggere il Cacciatore Digitale e a proteggere il mondo virtuale. La loro storia è un monito per tutti gli studenti di 15 anni, invitandoli a essere consapevoli dei pericoli digitali e a prendere misure per proteggere la loro sicurezza e privacy online. "La Conquista della Libertà Digitale: Il Viaggio di Luca" C'era una volta un ragazzo di nome Luca, un adolescente di 15 anni, che si trovava nel bel mezzo di una sfida epica: la conquista della libertà digitale. Luca amava il mondo online, passava ore a navigare sui social media, a giocare a videogiochi e a guardare video su Internet. Ma pian piano, si rese conto che la sua passione per la tecnologia stava prendendo il controllo della sua vita. Luca iniziò a notare che stava diventando sempre più dipendente da Internet. Passava notti insonni a chattare con gli amici virtuali e a navigare senza sosta, trascurando i suoi compiti scolastici e gli hobby che un tempo lo appassionavano. La sua dipendenza stava mettendo a rischio i suoi rapporti personali e la sua salute mentale. Un giorno, Luca si imbatté in una comunità online chiamata "Digital Freedom Fighters", formata da giovani coraggiosi che cercavano di liberarsi dalla dipendenza da Internet. Si unì a loro e insieme intrapresero un viaggio di autodisciplina e consapevolezza. Luca imparò che la sua dipendenza da Internet poteva essere causata dalla sindrome di "FOMO" (Fear of Missing Out), la paura di perdere qualcosa di importante o di essere escluso, e dalla sindrome di "FoMOB" (Fear of Missing Out on Better), la paura di perdere qualcosa di ancora migliore. La costante paura di perdere o di essere escluso lo spingeva a controllare continuamente il suo telefono e a rimanere connesso in ogni momento. I Digital Freedom Fighters guidarono Luca attraverso una serie di sfide per aiutarlo a prendere il controllo della sua vita digitale. La prima sfida consisteva nel fissare degli orari specifici per l'uso di Internet e dei dispositivi digitali. Luca si impegnò a dedicare del tempo alle attività offline, come leggere un libro, fare sport o trascorrere del tempo con la famiglia e gli amici. La seconda sfida consisteva nel disconnettersi completamente per un intero giorno. Luca si rese conto di quanto fosse dipendente dai suoi dispositivi quando provò l'ansia da disconnessione. Ma, col tempo, imparò ad apprezzare la libertà che deriva dal distacco digitale e a vivere il momento presente senza la costante interferenza della tecnologia. La terza sfida era quella di creare un diario delle emozioni. Luca iniziò a tenere traccia delle sue emozioni quando era online e quando era offline. Questo gli permise di comprendere meglio il suo stato mentale e le motivazioni dietro il suo comportamento digitale. Scoprì che spesso cercava distrazione o evasione attraverso Internet, ma che poteva trovare modi più sani per gestire le sue emozioni. Affrontando questi nuovi ostacoli, Luca si rese conto di essere affetto anche da nomofobia, la paura di essere senza il suo telefono o di non poter accedere a Internet. Questa paura lo rendeva ansioso e incapace di distogliere lo sguardo dallo schermo. Inoltre, Luca scoprì di essere a rischio di sviluppare la sindrome di "hikikomori", un fenomeno in cui le persone si ritirano completamente dalla società reale e si isolano nel mondo virtuale. Si rese conto che era importante trovare un equilibrio tra la sua vita online e offline, per evitare di perdere il contatto con il mondo reale e le relazioni significative. Inoltre, Luca notò che la sua dipendenza da Internet stava influenzando anche la sua capacità di concentrarsi e di mantenere l'attenzione. Questo deficit dell'attenzione rendeva difficile per lui concentrarsi sui compiti scolastici o sulle conversazioni reali, poiché la sua mente era costantemente attratta dalle notifiche e dalle distrazioni digitali. Affrontando questi nuovi ostacoli, Luca si armò di strategie per gestire la sua nomofobia, il rischio di kikikomori e il deficit dell'attenzione. Imparò a mettere il telefono in modalità silenziosa o a disattivare le notifiche durante le attività importanti, così da ridurre le distrazioni. Utilizzò tecniche di gestione dello stress, come la meditazione e l'esercizio fisico, per controllare l'ansia e mantenersi focalizzato. Inoltre, Luca si impegnò a impegnarsi in attività offline gratificanti, come la lettura di libri, la pratica di un hobby o il volontariato, per riempire il vuoto creato dalla sua dipendenza da Internet. Trovò nuovi modi per connettersi con gli altri nella vita reale, partecipando a gruppi di interesse comune e creando legami significativi. Con il passare del tempo, Luca riuscì a ritrovare l'equilibrio tra la sua vita digitale e quella reale. Sperimentò una maggiore soddisfazione nelle sue relazioni personali, un miglioramento delle prestazioni scolastiche e una maggiore consapevolezza del tempo trascorso online. La storia di Luca è un monito per gli studenti di 15 anni, invitandoli a riflettere sull'importanza di gestire in modo sano e consapevole la propria presenza online. È essenziale trovare un equilibrio tra il mondo digitale e quello reale, evitando le trappole della dipendenza e imparando a vivere una vita piena e significativa al di là dello schermo.
THE SOAR SYSTEM A solar system is a group of planets and other celestial bodies that revolve around a star. A solar nebula- a vast cloud of gas and dust, mostly hydrogen and helium. How the Solar System Form • COLLAPSE AND SPINNING DISK FORMATION - Gravity pulls material inward. The cloud flattens into a spinning disk due to conservation of angular momentum. • PROTOSTAR FORMATION- (BIRTH OF THE SUN). Material collects at the center, and begun to heat up. When it reaches to 10 million KELVIN, nuclear fusion begins. thus, SUN is born. • PLANETESIMALS AND PROTOPLANETS. Dust and gas in the disk stick together via static and gravitational forces. These form planetesimals, which grow into protoplanets collision and accretion. • PLANET FORMATION. Inner disk: too hot for gas rocky planets form Mercury, Venus, Earth, Mars. • PLANET FORMATION. Outer disk: gas and ice giants. Jupiter, Saturn, Uranus, Neptune • LEFTOVER DEBRIS. Remaining materials forms moon, asteroids, comets and dwarf planets. DIFFERENT HYPOTHESIS IN THE FORMATION OF SOLAR SYSTEM. 1. NEBULAR HYPOTHESIS- The Solar system formed from a rotating cloud of Gas and Dust (solar nebula). As it rotates conservation of angular momentum caused the cloud to flatten into a disk. the Sun formed at the center (DISK) while planets formed from the surrounding materials through acceleration. thus, it explains the coplanar and nearly circular orbit of the planets all planets orbits around the sun on the same flat, disk shaped plane. Proposed by Immanuel Kant in 1755 and Modified by Pierre Simon Laplace in 1756. PROTOPLANET HYPOTHESIS. The Solar system formed from a rotating cloud of Gas and Dust (solar nebula). As it rotates conservation of angular momentum caused the cloud to flatten into a disk. 2. Protoplanet hypothesis. Builds on the nebular model but focuses more on the role of planetesimals which then form into full planets. PROCESS: - Small solid particles stick together through collisions. As collisions takes place, it grows into kilometer-sized planetesimals. Gravitational interactions lead to the formation of planets. Lead to formation of steroids belts and varying planet sizes 3. Encounter hypothesis. States that the sun encountered a rogue star. The encounter led to the removal of hot gas from both stars due to their gravitational interaction. The hot gas then accumulated and formed the planets. The materials from the less dense rogue star formed the other planets, while that from the sun formed the inner planets. 4. TIDAL HYPOTHESIS. (also called the Tidal Theory) is an early scientific idea about how the solar system might have formed. Proposed by James Jeans and Harold Jeffreys. A massive star passed very close to the early Sun. The hot gas then accumulated and formed the planets. The materials from the less dense rogue star formed the other planets, while that from the sun formed the inner planets. Streams of hot gas were drawn out from the Sun in elongated shape. These streams eventually condensed and cooled, forming planets, moons, and other bodies in the solar system. 5. Not accepted theory. Later studies showed the streams of hot gas would disperse too quickly into space instead of condensing into planets. The theory also couldn’t explain the specific orbital patterns and compositions we see today. Modern science favors the Nebular Hypothesis, which explains solar system formation through the collapse of a rotating gas cloud. Earth as the only habitable planet 1. Right Distance from the Sun (The Goldilocks Zone). Not too hot, not too cold — just right for liquid water to exist. 2. Atmosphere with Oxygen. Earth has a mix of gases, especially oxygen, which most living things need to survive. 3. Liquid Water. Earth has oceans, rivers, and rain — water is essential for all life. 4. Magnetic Field. Earth’s magnetic field protects us from harmful solar radiation. 5. Stable Climate. The atmosphere and natural cycles keep temperatures and weather mostly stable over time. 6. Rich Resources. Earth has soil for growing food, minerals, and energy sources that support life and technology. Solar explorations 1. AUGUST 6, 2014. First space craft to orbit a comet (ROSETTA PROBE). Captures the comet photograph. -Comets have coma and tail as it approaches to the sun. 2. JULY 14, 2015. NASA’s New Horizons spacecraft made history by becoming the first spacecraft to fly by Pluto, giving us our first close-up look at the dwarf planet. First time visiting Pluto. Before this, Pluto was just a blurry dot in telescope images. Revealed a surprising world New Horizons showed mountains of ice, smooth plains, and a heart-shaped region called Tombaugh Regio. Changed what we knew. Scientists thought Pluto would be dull and frozen — instead, it turned out to be geologically active and incredibly complex. 3. SEPTEMBER 8, 2016. NASA launched OSIRIS-REx, the first U.S. mission to collect a sample from an asteroid and return it to Earth. Changed what we knew. Scientists thought Pluto would be dull and frozen — instead, it turned out to be geologically active and incredibly complex. OSIRIS-REx stands for: Origins, Spectral Interpretation, Resource Identification, Security–Regolith Explorer It was sent to study the asteroid Bennu, a near-Earth asteroid about 500 meters wide. Mission Goals: Collect a sample of surface material from Bennu Study the asteroid’s omposition, structure, and history. Mission Goals: Help scientists understand the origins of the solar system. Learn more about asteroids that could impact Earth. 4. August 12, 2018: Launch of NASA’s Parker Solar Probe, the first spacecraft to "touch" the Sun by flying through its outer atmosphere, called the corona. Mission Goal: To study the Sun up close and help scientists understand: How the solar wind (a stream of charged particles) is formed. Why the Sun’s corona is hotter than its surface. What causes solar storms that can affect Earth’s satellites and power grids. 5. November 26, 2018: NASA’s Insight Lander Touches Down on Mars. Its mission was focused on studying the interior of the Red Planet (crust, mantle, and core of the planet). Why the Sun’s corona is hotter than its surface. What causes solar storms that can affect Earth’s satellites and power grids 6. November 26, 2018: NASA’s Insight Lander Touches Down on Mars. Its mission was focused on studying the interior of the Red Planet (crust, mantle, and core of the planet) 7. JULY 30, 2020 PERSEVERANCE PROBE. Perseverance rover as part of the Mars 2020 mission aboard an Atlas V-541 rocket This marked a major step in Mars exploration. 8. DECEMBER 25, 2021-JAMES WEBB SPACE TELESCOPE. Investigate exoplanets’ atmospheres for signs of habitability. Observe the first galaxies formed after the Big Bang. Study the formation of stars and planetary systems. Look deeper into the infrared universe than ever before. RESULTS OF EXPLORATION • Evidence of Ancient Life-friendly Environment. • Sedimentary rocks formed in water-rich environments. • Signs of clay and carbonate minerals, which can preserve biosignatures (traces of past life). • Evidence of Ancient Life-friendly Environment. • Sedimentary rocks formed in water-rich environments. • Signs of clay and carbonate minerals, which can preserve biosignatures (traces of past life). • Evidence of Ancient Life-friendly Environment. • Sedimentary rocks formed in water-rich environments. • Signs of clay and carbonate minerals, which can preserve biosignatures (traces of past life).
Here's how scientists figured out the age of the universe It took some cosmic detective work. by Passant Rabie Oct. 20, 2021 You never ask a cosmic being its age. But if that cosmic being encompasses all of space, time, and matter, you could get a little curious. Scientists have long been curious about the age of the universe and how much time has elapsed since the Big Bang. Today, scientists estimated the age of the universe to be approximately 13.8 billion years old. But how did scientists estimate how old the universe is, and are they sure of that number? It all comes down to ancient stars and the ever-expanding cosmos. How do astronomers calculate the age of the universe? To estimate the age of the universe, scientists rely on two main methods. Calculating the expansion rate of the universe Determining the ages of the oldest stars The Hubble Constant: Since its conception, the universe has been expanding at an accelerating rate. The universe’s expansion rate is known as the Hubble Constant, which is estimated at 46,200 mph per million light-years. The Hubble Constant was first calculated in the 1920s by American astronomer Edwin Hubble after discovering that several galaxies were moving away from Earth. Scientists looked to distant galaxies to measure how fast the universe was expanding. Hubble also noted that the further a galaxy was, the faster it was moving away. Based on Hubble’s observations, the astronomer came up with Hubble’s law which showed a correlation between how far an object is and the speed at which it’s receding. Using Hubble law, scientists were able to estimate the expansion rate of the universe. Scientists were then able to use the Hubble Constant to estimate the age of the universe by working backward, all the way back to the Big Bang. This extrapolation depends on the current density and composition of the universe, which shows the history of its expansion. In 2012 NASA’s Wilkinson Microwave Anisotropy Probe used that data to estimate the universe's age to be 13.772 billion years old, give or take 59 million years. A year later, The European Space Agency’s Planck spacecraft estimated the universe's age to be 13.82 billion years. Ancestral stars: Another way to determine the age of the universe is to look to the oldest stars. The universe can’t be younger than its oldest stars. Therefore, to narrow down the age of the universe, scientists measure the ages of the very first stars that formed in the cosmos. The lifecycle of a star depends on its mass, with high mass stars burning fuel at a faster rate and therefore dying out faster while low mass stars can live up to 20 billion years. Globular clusters are a dense stellar collection of around a million stars which all formed roughly around the same time. These clusters can then serve as timekeepers for the universe. By determining the masses of their stars, scientists can estimate when the globular cluster formed. The oldest globular clusters contain stars that are 0.7 times less massive than the Sun, which suggests that they are between 11 to 18 billion years old. What came before the Big Bang? Scientists can trace the universe back to its explosive birth, the Big Bang. But what happened before this theoretical birth of the cosmos? The universe may have been a singularity, all compact within a form that is smaller than a subatomic particle. It’s difficult to imagine what caused this matter to exist, but one theory even suggests that our universe was born from another universe while another imagines a series of universes being born out of one another like a formation of bubbles. Meanwhile, another theory suggests that the universe goes through an endless cycle of death and rebirth, born from its own demise. How old is the universe in seconds? If the universe is indeed cyclical, then time becomes irrelevant. But just in case you’re still attached to the modern way in which we measure the progression of life, then the age of the universe comes up to about 436,117,076,900,000,000 seconds.
L'ACQUA IN BOTTIGLIA - ESPERIMENTO 2 Dato che aria e acqua non possono occupare contemporaneamente lo stesso spazio, se si versa dell'acqua in una bottiglia, l'aria che è all'interno deve uscire. Lo vedrai con questa prova, per la quale ti servono una bottiglia a collo piuttosto largo, un piccolo imbuto di plastica, una cannuccia da bibite piegabile, un po' di plastilina e una candela. • Infila nella bocca della bottiglia l'imbuto e la cannuccia da bibite, piegata quasi ad angolo retto (osserva il disegno). Tappa ermeticamente con la plastilina tutti i vuoti all'imboccatura della bottiglia. • Accendi la candela e sistemala all'altezza dello sbocco della cannuccia. Ora versa l'acqua nell'imbuto. Noterai che man mano che il liquido entra nella bottiglia la fiamma si piega: l'aria, scacciata dall'acqua, esce dalla cannuccia e soffia sulla candela.
Se il rapporto illuminante è rispettato la profondità del locale non può essere più di 2,5 volte l’altezza del voltino . Se non è rispettato (inferiore a 1\8) allora deve essere 3,5 volte Alloggi devono essere dotati— per 1\2 perone—>> 1 spazio cottura,1 servizio igienico , 1 ripostiglio — per 3\4 persone—>> 1 cucina indipendente, 1 servizio igienico , 1 ripostiglio — per 4\5 persone —>> 1 cucina indipendente, 2 servizi igienici, 1 ripostiglio (per il secondo servizio è richiesta una superficie minima di 2mq e un lato minimo di 1,2m) Dotazione dei servizi: Cucina—>> pavimenti e pareti con superficie Di materiale impermeabile, liscio, lavabile,resist. —>> soffitto materiale traspirante —>> cappa collegata a ogni punto di cottura (Vedi bagno su) Prevenzione incendi : definisce —dimensionamenti—accessi all’area (locali di intrattenimento e di pubblico Spettacolo —>> larghezza 3,5 —>> h libera 4m —>> raggio di svolta 13m —>> pendenza non sup al 10% —>> resist al carico almeno 20t —profondità locali —>> i locali al chiuso non possono Essere ubicati oltre il secondo piano Interrato (non oltre i 10m) . Questi se Sono tra i 7,5 e i 10 m devono essere Protetti da un’impianto sprinkler e Essere dotati di uscite sicure. — carichi d’incendio — comunicazione (locali di intrattenimento e di pubb. Spettacolo —>> locali possono comunicare con altre Attività purché dotate di filtri a prova di Fumo e di porte REI (ameno 30) (queste Non vanno cont nel comp. delle vie d’uscit) — compartimentazioni — autorimesse — comportamento al fuoco