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qui me connais le mieux
Quiz by Yasmine
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0:01 i pasticciotti presentano Federico II di 0:05 Sveia 0:07 Nel 0:09 1186 Costanza D'Alta Villa figlia del re 0:12 normno di Sicilia Ruggero II sposò ormai 0:16 trentenne Enrico VI di Svevia figlio 0:20 dell'imperatore Federico Barbarossa che 0:23 si servì di questo matrimonio per 0:26 stringere un'alleanza politica con la 0:28 monarchia siciliana 0:31 Purtroppo non fu un'unione felice sia 0:34 perché il marito aveva 10 anni in meno 0:37 della moglie sia perché lui non aveva un 0:40 bel carattere e pare che rinfacciasse 0:44 continuamente a costanza la sua età 0:47 avanzata temendo che ciò fosse causa di 0:50 sterilità 0:52 Alla morte di Federico Barbarossa nel 0:56 1190 Enrico VI ereditò dal padre il 1:00 titolo di imperatore del Sacro Romano 1:02 Impero ma era incapace di esercitare un 1:06 buon governo nei confronti dei sudditi 1:09 normanni che vivevano nel regno di 1:11 Sicilia portatogli in dote dalla moglie 1:14 Costanza 1:16 Così nel 1:18 1994 Enrico partì per una spedizione in 1:22 Sicilia senza la moglie al seguito e 1:25 fece in modo di essere incoronato re di 1:28 Sicilia il giorno di Natale nella 1:31 cattedrale di 1:33 Palermo Lo stesso giorno Costanza che 1:36 era in avanzato stato di gravidanza e 1:39 stava viaggiando in direzione di Palermo 1:42 per raggiungere il marito si rese conto 1:44 di essere prossima al 1:47 parto Se oggi nessuno più si meraviglia 1:50 della gravidanza di una quarantenne nel 1:52 Medioevo una gestazione a quell'età 1:55 sembrava una cosa praticamente 1:57 impossibile Pertanto si erano alimentate 2:01 voci malevoli sulla vera condizione di 2:04 costanza e neppure il marito pareva 2:07 realmente convinto della gravidanza 2:09 della moglie E dato che Costanza prima 2:12 di sposarsi era stata per un periodo in 2:16 monastero circolava addirittura la voce 2:19 che nel suo grembo ci fosse 2:21 l'anticristo che secondo una leggenda 2:24 medievale sarebbe nato dall'unione di 2:26 una vecchia monaca con un 2:29 frate Così Costanza decise di fermarsi 2:33 nella cittadina di Iesi e per fugare 2:36 ogni dubbio sulla sua gravidanza fece 2:39 allestire una tenda nella piazza 2:42 centrale della cittadina 2:44 marchigiana in modo da partorire al 2:47 cospetto di tutte le donne sposate del 2:50 paese Alcuni riferirono che il giorno 2:53 successivo al parto la regina lattò 2:56 pubblicamente il piccolo che poi fu 2:59 battezzato nella cattedrale di San 3:01 Ruffino di Assisi con il nome di 3:04 Federico 3:06 Ruggero Federico per indicare la 3:09 discendenza sveva quale nipote di 3:12 Federico 3:13 Barbarossa e Ruggero per sottolineare la 3:17 discendenza normanna dal primo re di 3:20 Sicilia Ruggero 3:23 d'Altavilla A soli 3 anni il piccolo 3:26 Federico rimase orfano e fu posto sotto 3:30 la tutela di Papa Innocenzo II da cui si 3:33 affrancò a 14 anni quando divenne prima 3:37 re di Sicilia e poi re di 3:41 Germania acquisendo il nome di Federico 3:44 II congiuntamente al titolo di 3:47 imperatore nel 1220 3:50 Ma Federico era più interessato 3:53 all'Italia che alla 3:54 Germania Così stabilì la sua corte in 3:57 Sicilia a 4:00 Palermo Federico II organizzò un regno 4:04 forte e 4:05 accentrato costruendo in tutta l'Italia 4:08 meridionale vari castelli dove collocò 4:11 le sue truppe che dovevano controllare 4:14 il territorio e sedare eventuali rivolte 4:18 Vanno menzionati in particolare il 4:21 castello di Melfi in Basilicata dove 4:25 furono promulgate le famose costituzioni 4:29 melfitane una raccolta di leggi scritte 4:32 rivolte a tutti gli abitanti del regno 4:35 con cui si limitavano i poteri dei 4:38 baroni locali e si vietava il ricorso 4:41 alla vendetta personale per affidarsi 4:44 invece alla giustizia stabilita dalle 4:47 leggi 4:48 C'era poi il castello di Trani che aveva 4:51 la funzione di sorvegliare l'ingresso 4:54 alla città e al porto E infine il 4:58 celeberrimo castel del Monte 5:01 caratterizzato da un'originale pianta 5:03 ottagonale attorniata da torri anch'esse 5:07 ottagonali che fungeva da dimora come 5:10 testimoniato dalla presenza di grandi 5:13 camini Uomo colto fine giurista 5:17 Amante dell'arte della letteratura 5:20 Federico II ospitò alla sua corte 5:22 studiosi e artisti provenienti da tutta 5:25 Europa Dialogò con intellettuali arabi e 5:29 fondò l'Università di Napoli che ancora 5:32 oggi porta il suo 5:35 nome Con l'editto di Salerno regolamentò 5:38 per la prima volta la professione del 5:41 farmacista separandola di fatto da 5:44 quella del medico scrisse anche un libro 5:48 un manuale sulla falconeria e sull'arte 5:52 venatoria chiamato de Arte venandi cum 5:57 avibus ossia l'arte di cacciare con gli 6:01 uccelli che fu uno dei primi manoscritti 6:04 con disegni a tema 6:08 naturalistico In una nota alla sua morte 6:11 il monaco Matteo Paris lo chiamerà 6:14 stupor Mundi cioè stupore del mondo Un 6:19 appellativo che racchiude l'essenza 6:21 della sua inestinguibile curiosità 6:25 intellettuale che lo portò ad 6:27 approfondire la filosofia l'astrologia 6:30 la matematica l'algebra la medicina e le 6:34 scienze naturali ha al punto da 6:37 impiantare a Palermo persino uno zoo 6:40 famoso ai suoi tempi per il gran numero 6:43 di animali esotici che conteneva anche 6:46 un 6:47 elefante I rapporti col papo però non 6:51 furono idiaci 6:53 Sia Papa Onorio II che Gregorio Io detto 6:57 anche il Papa Guerriero lo costrinsero a 7:00 intraprendere una nuova crociata in 7:02 Terra Santa minacciando di scomunicarlo 7:06 qualora non l'avesse 7:08 fatto Così dopo tanta insistenza da 7:11 parte del papato Federico si mise in 7:13 viaggio per la Terra Santa 7:16 Giunto in Oriente però non mosse guerra 7:19 ai musulmani ma preferì stringere 7:22 accordi con il sultano d'Egitto 7:25 ottenendo il controllo della città di 7:27 Gerusalemme e una tregua di 10 anni 7:32 Si trattava di conquiste importanti dal 7:34 punto di vista diplomatico ma al suo 7:37 ritorno Federico II fu accusato 7:40 duramente di essere sceso a patti con 7:42 gli 7:43 infedeli Nel suo programma di governo 7:47 Federico II era intenzionato a 7:49 riaffermare la sua autorità sui comuni 7:52 del Nord Italia fatto che preoccupava il 7:56 Papa il quale temeva il rafforzamento 7:59 del potere imperiale anche a nord dello 8:02 Stato Pontificio già confinante a sud 8:05 con il Regno di Sicilia 8:08 In pratica il Papa si sentiva 8:11 schiacciato sia a nord che a sud 8:14 dall'imperatore Così Papa Gregorio Io 8:18 appoggiò alcuni comuni che si riunirono 8:20 nella Lega Lombarda e che furono detti 8:24 guelfi A questi si contrapposero i 8:27 comuni ghibellini che decisero di 8:30 schierarsi a sostegno 8:33 dell'imperatore Iniziò così una 8:35 lunghissima contesa che avrebbe 8:38 dilaniato le città 8:41 italiane Tutto 8:43 chiaro ciao e al prossimo 8:49 video Se questo video ti è piaciuto ti 8:52 chiedo di fare mi piace cliccando 8:53 sull'icona qui sotto Per me è molto 8:55 importante quindi grazie in anticipo se 8:57 lo farai Per essere informato ogni volta 8:59 che pubblico un nuovo video ricorda di 9:01 cliccare anche sul grande pulsante rosso 9:02 Iscriviti e sulla campanella di fianco 9:05 [Musica]
Ciao ragazzi in questo video parleremo di integrali vedremo innanzitutto in maniera un po informale di che cosa si tratta poi cercheremo di darne una definizione un po più rigorosa e infine vedremo concretamente come fare a calcolarli supponevo quindi che ci vengano assegnate una certa funzione f dx e un certo intervallo ab sull'asse hicks allora potete pensare all'integrale della funzione f dx sull'intervallo abili come all'area della regione di piano che vi ho colorato qui in giallo e che vedete è sostanzialmente l'area sottesa dal grafico della funzione f dx all'interno dell'inter vallino ap né altre parole l'integrale definito tra e b della funzione f dx integrata index che si indica con questa notazione ci fornisce l'area consegna della regione di piano compresa tra il grafico di f dx l'asse hicks e le rette verticali hicks uguale a da edx uguale sa.ba perché dico aria con il segno ragazzi perché quello che accade è che se il grafico della funzione f dx che io ho preso qui al di sopra della sx fosse invece al di sotto quindi se volete se la funzione f dx fosse negativa nell'inter vallino abi che ci interessa allora avremo che il risultato dell'integrale coinciderebbe con un numero che è l'area cambiata però disegno queste considerazioni sull'interpretazione geometrica dell'integrale ed in particolare sulle eventuali segno da dare all'area riprenderemo meglio in uno dei video successivi e vi saranno più chiare tra un attimo quando ci occuperemo della definizione formale dell'integrale prima però cerchiamo di capire come si chiamano le varie parti che compongono questa notazione l'intervallo avente come estremi a e b lungo qui svolgiamo l'operazione di integrazione prende il nome di intervallo o se volete anche zona di integrazione mentre la funzione f dx che stiamo integrando quindi quella di cui ci interessa l'area del sotto grafico prendendo a me di funzione integrando mentre dell'ics che ci compare qui in fondo a chiusura della notazione ci ricorda che stiamo integrando rispetto alla variabile cerchiamo a questo punto di capire come si fa a definire ha vigorosamente ed integrale e nel fare questo cominciamo considerando il caso di una funzione costante che valga sempre k e che abbia quindi come grafico una retta orizzontale per funzioni di questo tipo quindi funzioni che assumano sempre lo stesso valore all'interno dell'intervallo che ci interessa integrale viene definito dal prodotto della lunghezza dell'intervallo quindi p meno a x il valore costante che la funzione assume all'interno dell'intervallo quindi k e coincide quindi con l'area con segno del rettangolino che si viene a costruire tra il grafico della funzione l'asse hicks e le rette verticali hicks uguale ad a ed hicks uguale a b e capiti anche perché l'area col segno x che vedete b meno a che rappresenta la lunghezza della base viene sicuramente positivo infatti bit è più grande di a mentre il valore k costante che assume la funzione potrebbe anche essere negativo se questa retta orizzontale stesse al di sotto capite dell'asse delle ascisse e quindi quello che accade che il prodotto di queste due quantità ci fornisce l'area del rettangolino se k e maggiore di zero mentre ci fornirebbe l'area del rettangolino cambiata disegno se k fosse una quantità negativa abbiamo quindi visto che definire l'integrale risulta abbastanza semplice se la nostra funzione è costante e risulta un'operazione poco più complicata se la nostra funzione invece di essere costante è costante a tratti le funzioni costanti a tratti dette anche funzioni a scala non sono altro che funzioni come quella che vi ho riportato qui che assumano un certo valore per esempio k con uno in un primo intervallo poi assumono un nuovo valore per esempio k con due in un secondo intervallo e così via per un certo numero di intervalli che io che ho chiamato genericamente n quindi nell'ennesimo intervallino la funzione assumerà il valore k con n capite che a questo punto il nostro intervallo ab illo possiamo pensare come suddiviso in tanti intervalli più piccoli e vedete che ho chiamato hicks con 0 ed hicks con uno gli estremi qui del primo intervallino poi avremo hicks con uno e di xco gli estremi del secondo e così via finché a questo punto l'ultima sarebbe hicks con n e il precedente hicks con è nemmeno uno e naturalmente avremo che hicks con zero coincide con all'inizio ed hicks con n coinciderebbe quindi con b per una funzione di questo tipo quindi per una funzione a scala l'integrale viene definito come la somma algebrica delle aree prese naturalmente consegna dei vari rettangolini che si vengono a creare vedete in corrispondenza di ciascuno dei tratti in cui la funzione risulta costante vedete che i due termini che compaiono moltiplicati all'interno della sommatoria non sono altro che la base è l'altezza presa col segno del jesi mo rettangolino della nostra sequenza di n rettangolini complessivi e quindi fare la sommatoria per i che va da 1 fino ad n significa proprio poi sommare tutti questi contributi tra di loro fin qui quindi è tutto abbastanza easy l'unica differenza tra il primo caso il secondo caso se volete è che invece di avere un unico rettangolino abbiamo di sotto più rettangolini ma si tratta comunque di fare delle aree di rettangoli eventualmente prese e consegnò la faccenda diventa invece molto meno banale quando la nostra funzione non è costante perché a questo punto il sotto grafico vedete è diventato un trappeto ed è già una figura che assomiglia a un trapezio vedete a due lati paralleli ma al posto di avere un lato obliquo cern passatemi il termine un lato storto e questo naturalmente complica la cosa perché non abbiamo più una formula comoda come l'area del rettangolo da poter utilizzare come fare quindi a cavarsela in questo caso l'idea è fondamentalmente quella di andare a considerare delle funzioni a scala che siano sempre maggiori uguali della nostra funzione f dx vedete io qui viene disegnata una che ho chiamato hdx e vedete che sta sempre al di sopra o al limite eventualmente coincide con la nostra funzione f dx e quello che possiamo fare sostanzialmente approssimare il valore dell'area che vogliamo calcolare con l'integrale della funzione a scala verde e questo integrale della funzione a scala verde l'abbiamo definito prima non è altro che la somma delle aree di questi rettangolini prese con il proprio segno più precisamente possiamo dire che l'area del sotto grafico che ci riproponiamo di calcolare deve essere minore o uguale dell'integrale tra i big della funzione a scala hdx ed è anche chiaro che di funzione a scala hdx che siano sempre maggiori uguali della funzione f all'interno dell'intervallo ab non c'è solo questa ce ne sono naturalmente infinite e di queste infinite funzioni come potete notare dando un occhiata questa animazione ce ne sono alcune che approssimano meglio di altre l'area gialla che ci riproponiamo di calcolare e di conseguenza se noi considerassimo l'insieme di queste infinite funzioni e più precisamente l'insieme dei loro integrali ci aspettiamo che l'estremo inferiore di questo insieme coincide sostanzialmente con l'area che vogliamo calcolare e questo perché i ragazzi perché funzioni a scala di questo tipo sostanzialmente approssimano per eccesso la funzione viola e quindi il loro integrale ci fornirà una sovrastima dell'area e quindi se immaginassimo di prendere vi avviate le funzioni a scala che approssimano sempre meglio il comportamento della f ci aspettiamo in tutta risposta che i loro integrale diventino sempre più piccoli cioè sempre più vicini al valore vero dell'area che stiamo cercando di calcolare e quindi capite che il valore dell'area diventa proprio qui il numero a cui questi integrali tendono a mano a mano che miglioriamo l'approssimazione e quindi capite diventa l'estremo inferiore del loro insieme naturalmente lo stesso giochino che noi abbiamo appena fatto con le funzioni hdx che sovrastimano la funzione f1 lo potrebbe fare con delle funzioni a scala tipo la gdx che vi ho disegnato qui che invece sottostimano il valore di f cioè sono delle funzioni a scala che sono sempre minori uguali dalla effe dx è chiaro che similmente a quanto accadeva prima di funzioni gdx di questo tipo ce ne sono infinite e naturalmente alcune approssimeranno meglio di altre l'andamento della funzione f e dunque se consideriamo gli insieme dei loro integrali possiamo pensare al valore dell'area che vogliamo calcolare come all'estremo sud di ore di questo insieme se quindi come spesso accade l'estremo superiori di un insieme coincide con l'estremo inferiore dell'altro allora si dice che la funzione arimany integrabile sull'intervallo a b ed il valore comune è proprio l'integrale della funzione f calcolato sull'intervallo ab cosa che geometricamente possiamo interpretare come la misura nell'area o perché ho detto se come spesso accade questi due valori coincidono perché in realtà potrebbe sembrare scontato che debbano coincidere nel senso che ci si immagina che si all'estremo superiore di questo insieme che l'estremo inferiore di quest'altro insieme sostanzialmente debbano restituire l'area in realtà però ci sono dei casi di funzioni anche limitate ma molto particolari in cui questo non accade se siete curiosi e guardate che sono funzioni comunque molto poco frequenti vi lascio un link nella descrizione qui sotto dove potete approfondire la cosa capito questo vediamo adesso come si fa concretamente a calcolare un integrale e in maniera se volete in un certo senso analoga a quanto accadeva per le derivate per fare il calcolo degli integrali non si sfrutta direttamente la definizione che abbiamo appena dato un po come quando dovete calcolare una derivata e non vi sporcate le mani direttamente con il limite del rapporto incrementale che sarebbe proprio la definizione della derivata ci sono delle strategie più efficaci più rapide se volete per fare questo calcolo ecco qualcosa di simile accade con gli integrali e cerchiamo di capire concretamente come si fa la prima cosa che devo fare se voglio calcolare l'integrale di una certa funzione f dx sull'intervallo ab è quella di trovare un'altra funzione che nell'intervallo ab abbia la nostra fbx come derivata cioè dove trovare una cosiddetta primitiva della funzione f dx una volta trovata e di solito la si indica con f grande se la funzione di partenza la effe piccolo si va a calcolarla nei due estremi di integrazione è una volta che siano questi due valori c'è una volta che abbiamo f grande di b ed f grandi di a è sufficiente sottrarli per trovare proprio il valore dell'integrale quindi fondamentalmente la procedura è basata tre passaggi provo una primitiva la calcolo nei due estremi di integrazione e sottraggo questi due numeri il risultato è proprio il valore dell'integrale per capire meglio la cosa consideriamo subito un esempio e supponiamo quindi di dover calcolare l'integrale tra 0 e 5 d3x quadro index allora per prima cosa dobbiamo trovare una funzione che abbia 3x quadro come derivata nell'intervallo 05 e se ci pensate bene qual è una funzione che a 3x quadro come derivata per esempio la funzione hicks al cubo che noi dobbiamo andare a calcolare negli estremi di integrazione che sono hicks uguale a 5 ed hicks uguale a zero e vedete che per indicare che la dobbiamo calcolare proprio nei due estremi 5 è 0 si utilizza questa notazione con due parentesi quadrate e si riportano gli estremi 1 qui in alto e l'altro qui in basso quindi questa notazione sottende che adesso questo hicks al cubo lo dovremmo calcolare prima i knicks uguale a 5 e poi i knicks uguale a zero e poi dovremmo sottrarre i due valori che otteniamo se quindi lo facciamo concretamente vedete che otteniamo 5 elevato alla terza che non è altro che la primitiva hicks alla terza calcolata mettendo al posto della x5 e gli dobbiamo poi sottrarre sempre la primitiva hicks alla terza calcolata però i knicks uguale a zero cioè mettendo 0 al posto della ics e
VERSO 1 A metà del corso medio della vita umana, mi ritrovai in una foresta buia, perché avevo smarrito la giusta strada. Ahimè, quanto è difficile descrivere l’aspetto di questa foresta inospitale, intricata e difficile [da attraversare], a tal punto che al solo pensiero si rinnova in me la paura. [la selva] È tanto angosciante che la morte lo è giusto poco di più; ma per descrivere il bene che io trovai in essa, parlerò [prima] delle altre cose che vi ho visto. VERSO 10 Non so descrivere il modo in cui io vi entrai, tanto ero intorpidito nel momento in cui abbandonai la via della verità . Ma dopo che giunsi ai piedi di un colle, nel luogo in cui finiva quella valle che aveva turbato di paura il mio cuore, guardai verso l’alto e vidi la sua vetta già illuminata dai raggi di quel pianeta [il Sole] che conduce ogni uomo sulla giusta strada. Allora si acquietò un po’ la paura che a lungo era rimasta nel profondo del mio cuore durante la notte trascorsa nell’angoscia. VERSO 22 E come colui [il naufrago] che con respiro affaticato, uscito dal mare e giunto a riva, si volta verso le acque pericolose e le guarda, così il mio animo, che ancora era in fuga, si voltò indietro a guardare quel luogo che non aveva mai lasciato passar vivo alcun uomo. Dopo che ebbi fatto riposare un po' il corpo stanco, ripresi il cammino lungo il pendio deserto [del colle], in modo che il piede stabile [quello di appoggio] era sempre il più basso [dei due]. VERSO 31 Ed ecco [apparire], quasi all'inizio della salita, una lonza snella e molto agile, ricoperta di pelo maculato; e non si scansava da davanti al mio viso, anzi bloccava a tal punto il mio cammino che più volte mi girai per tornare indietro. Era il principio del mattino, e il sole sorgeva insieme a quella costellazione che lo accompagnava quando Dio (l’amor divino) creò inizialmente gli astri (quelle cose belle); così che erano motivo di speranza per me contro quella bestia dalla pelle screziata l’ora del giorno e la dolcezza della primavera; ma non al punto che non mi incutesse paura la visione che mi apparve di un leone. Questo sembrava procedere contro di me con la testa alta e con una fame rabbiosa, al punto che sembrava far tremare l'aria. VERSO 49 Ed una lupa, che di tutti i desideri sembrava piena pur nella sua magrezza, e che già aveva costretto molti uomini a vivere nella miseria, questa mi procurò un tale angoscia per la paura che si sprigionava dal suo aspetto, che io persi la speranza di raggiungere la cima del colle. E come colui che avidamente accumula denaro, e poi arriva il momento che gli fa perdere tutto, al punto che nell'animo si rattrista e piange; così mi ridusse la belva insaziabile e irrequieta, che, venendomi incontro, a poco a poco mi respingeva là dove il sole non fa luce [nella selva]. VERSO 61 Mentre precipitavo verso il basso, mi si offrì alla vista uno che, per via di un lungo silenzio, mi sembrava fosse senza voce. Quando lo vidi in quel luogo deserto e solitario, «Abbi pietà di me», gli gridai, «chiunque tu sia, fantasma o uomo reale!» Mi rispose: «Non sono un uomo [vivo], lo sono già stato, e i miei genitori furono lombardi, entrambi mantovani per nascita. Nacqui sotto Giulio Cesare, sebbene troppo tardi, e vissi a Roma sotto l’impero del buon Augusto, al tempo degli dèi falsi e ingannatori. Fui un poeta, e scrissi di quel giusto figlio di Anchise proveniente da Troia, dopo che la superba Ilio venne bruciata. Ma tu, perché ritorni al tanto dolore [della selva]? Perché non scali il piacevole colle che è origine e causa di totale gioia? VERSO 79 «Sei dunque tu quel Virgilio, quella sorgente che diffonde un così abbondante fiume di eloquenza?», gli risposi con il capo umilmente chinato. «Oh, gloria e luminosa guida per gli altri poeti, mi sia d’aiuto l'assiduo studio e il grande amore che mi ha spinto a leggere la tua opera. Tu sei il mio maestro e il mio autore [di riferimento], da te solo ho appreso lo stile elevato che mi ha dato prestigio. Guarda la belva a causa della quale mi voltai indietro; dammi il tuo aiuto contro di lei, famoso sapiente, poiché essa mi fa tremare le vene e i polsi». VERSO 121. Alle quali (cioè alle anime beate) poi, se tu vorrai salire, ti condurrà un'anima più degna di me: ti lascerò a lei quando me ne andrò; poiché quell'Imperatore che regna lassù [Dio], per via del fatto che fui ribelle alla sua legge, non vuole che io entri nella sua città [il Paradiso]. Egli regna in ogni luogo e qui [nell’Empireo] dimora; questa è la sua città e il suo trono: felice è colui che [Dio] vi destina». Ed io gli dissi: «Poeta, io ti chiedo in nome di quel Dio che tu non hai conosciuto, affinché io mi allontani da questo male [il peccato] e da quello ancor peggiore [la dannazione], che tu mi conduca là dove dicesti, affinché io veda la porta di San Pietro e coloro i quali tu descrivi tanto tristi». [Virgilio] allora si mise in cammino, ed io lo seguii.
Dès le début de vos recherches, vous allez collecter, produire et exploiter des données. La gestion des données (Research Data Management - RDM) fait partie du processus de recherche. Elle concerne l'ensemble des opérations de collecte, description, stockage, traitement, analyse, archivage et mise en accès des données. (extrait de : Passeport pour la Science Ouverte. Guide pratique pour les doctorants ) "La science ouverte est la diffusion sans entrave des publications et des données de la recherche. Elle s’appuie sur l’opportunité que représente la mutation numérique pour développer l’accès ouvert aux publications et – autant que possible – aux données de la recherche. "Les données de la recherche sont la matière première de la connaissance. Les partager, c'est ouvrir de nouvelles perspectives scientifiques" Source : Plan national pour la Science ouverte - Ministère ESR - Juillet 2018 Source image : https://bibliotheques.univ-tlse3.fr/file/composantes-science-ouverte Cette page est une introduction à la gestion des données de recherche. Elle présente quelques concepts et étapes clés pour vous engager dans cette démarche. Consultez les liens pour approfondir vos connaissances. • What are data ? Définition des données de recherche de l’OCDE (2007) « Enregistrements factuels (chiffres, textes, images, sons) utilisés comme source principale pour la recherche scientifique et généralement reconnus par la communauté scientifique comme nécessaires pour valider les résultats de la recherche. Un ensemble de données de recherche constitue une représentation systématique et partielle du sujet faisant l’objet de la recherche ». Exemples • les images d’une ville préhistorique deviennent des données pour un chercheur qui étudie l’histoire de cette ville; • les « données » d’un linguiste peuvent être des écrits ou des discours, des enregistrements de locuteurs ; • les « données » d’un médiéviste sont des sources archivistiques, archéologiques, épigraphiques, iconographiques, littéraires ; • les « données » d’un géologue rassemblent des coupes et observations de terrain consignées sur un carnet, des résultats de carottage, des analyses d’échantillons, des données sismographiques… • • Pourquoi partager ses données ? "La science ouverte vise à construire un écosystème dans lequel la science est plus cumulative, plus fortement étayée par des données, plus transparente, plus rapide et d’accès plus universel.La science ouverte favorise également les avancées scientifiques, particulièrement les avancées imprévues, ainsi que l’innovation, les progrès économiques et sociaux, en France, dans les pays développés et dans les pays en développement. Enfin, la science ouverte constitue un levier pour l’intégrité scientifique et favorise la confiance des citoyens dans la science. Elle constitue un progrès scientifique et un progrès de société." Source : Plan national pour la Science Ouverte (2018) Les enjeux de l'Open Data • enjeux patrimoniaux o preuve et mémoire (éviter les pertes de données) • enjeux économiques o valeur économique de la donnée o réutilisation gratuite ou payante des données, exploitation des résultats de recherches antérieures (éviter de refaire ce qui a déjà été validé), o accélération de l'innovation et le retour sur investissement dans la R&D • enjeux scientifiques o de "hypothesis-driven" à "data-driven" o plus de visibilité pour le scientifique • enjeux sociétaux o participation des citoyens et de la société civile : "Citizen science" o confiance en la recherche Pour aller plus loin • Site Doranum : https://doranum.fr/enjeux-benefices/fiche-synthetique/ • Adopter de bonnes pratiques tout au long du cycle de vie des données De bonnes pratiques de gestion à toutes les étapes du cycle de vie de la donnée sont un préalable indispensable à l’ouverture des données et à leur réutilisation. • Rechercher des données Pour identifier des jeux de données (datasets) pertinents pour votre thèse, des outils de recherche sont disponibles. Suivez ces liens pour les découvrir : • Site Doranum : https://doranum.fr/acces-visualisation/rechercher-donnees/ • Site DataCC - Vos besoins, trouver des données : https://www.datacc.org/vos-besoins/trouver-des-donnees/ • Fiche CoopIST : Trouver des jeux de données via des bases pluridisciplinaires et des moteurs de recherche Pensez-aussi à consulter l'entrepôt institutionnel Data INRAE Page de présentation du portail • Choisir les bons formats et bien organiser vos données  Choisir des formats de fichier : https://www6.inrae.fr/datapartage/Gerer/Choisir-des-formats-de-fichier  Nommer et organiser vos fichiers de données : https://www6.inrae.fr/datapartage/Gerer/Nommer-et-organiser-ses-fichiers-de-donnees Pour aller plus loin • Jaouen, G.- Gérer ses données. Pourquoi, Comment ? Séminaire - Guadeloupe, du 25 au 27 Novembre 2019 – CRAG INRA • Bien décrire et documenter ses données La description d’un jeu de données se fait à l’aide de métadonnées (*) qui doivent apporter suffisamment d'éléments (sur la collecte des données, les unités de mesure employées...) pour chercher et trouver le jeu de données, juger de sa qualité/fiabilité, et pouvoir le comprendre ou le réutiliser dans un autre contexte. (*) Définition des métadonnées : Ensemble d’informations structurées qui décrit, explicite, localise une ressource informationnelle, dans le but d’en faciliter la recherche, l’usage, et la gestion. Source : NISO. Understanding Metadata. 2004. Quelques liens utiles : • Site Doranum : https://doranum.fr/metadonnees-standards-formats/ • DataCC : https://www.datacc.org/vos-besoins/documenter-ses-donnees/metadonnees/ • Site DataPartage INRAE : https://www6.inrae.fr/datapartage/Gerer/Documenter-les-donnees En complément des métadonnées, la rédaction d'un fichier READ ME.txt est également recommandée. • Stocker, sécuriser, préserver ses données Bien différencier les notions de stockage et d'archivage. Anticiper pour déterminer les données à éliminer et celles qui doivent être préservées à long terme. • Dans l'environnement INRAE : https://www6.inrae.fr/datapartage/Gerer/Stocker-les-donnees • Site Doranum : https://doranum.fr/stockage-archivage/ • Site DataCC : https://www.datacc.org/vos-besoins/conserver-ses-donnees/ • Partager, ne pas partager ses données ? Dans le cadre de la Science Ouverte, il y a de plus en plus d'incitations voire d'exigences pour rendre accessibles les données, en particulier les données liées aux publications : • de l'édition scientifique : de plus en plus de revues adoptent une "data policy" (à consulter dans les instructions aux auteurs) et exigent des auteurs qu'ils fournissent les données associées aux publications, • des organismes de financement (ANR, Commission Européenne ...), • des politiques nationale (Plan national pour la Science ouverte - Ministère ESR - Juillet 2018) et institutionnelle. Mais attention, toutes les données ne sont pas partageables : assurez-vous que vos données sont bien diffusables au regard du droit et des conditions d'exercice de votre thèse et de son mode de financement (se reporter à votre contrat de thèse). Les données produites dans les organismes de recherche publics sont communicables à tous si elles n'entrent pas dans le cadre d'exceptions légales (sécurité défense, sécurité des populations, patrimoine scientifique et technique, données personnelles, données liées au secret, statistique, etc.) Liens utiles : • sur le site Data Partage, la page Partager-Publier ou la page : "Données de la recherche : qui a les droits, qui doit partager ?" • le site INRAE dédié à la protection des données personnelles et l'application du RGPD (Règlement général sur la protection des données) : https://intranet.inrae.fr/cil-dpo • Valoriser ses données Voici les principales voies de diffusion •  Partager ses données en les déposant dans un entrepôt  Choisir un entrepôt  Déposer dans Data INRAE  Partager ses données comme matériel supplémentaire d'un article (à la demande de l'éditeur)  Publier un Data Paper (article de données) : la meilleure voie en terme de visibilité des données, et pour faciliter leur réutilisation. Pour aller plus loin • Site Doranum o Dépôts et entrepôts. Comment et où déposer mes données ? o Data papers et Data journals. Comment publier mes données comme un article scientifique ? • Site DataCC o Valoriser ses données • Site CoopIST o Déposer des données de recherche dans un entrepôt o Rédiger et publier un data paper dans une revue scientifique A télécharger : Synthèse du processus de rédaction d'un article avec des données associées • Pourquoi ne pas rédiger un plan de gestion de données (PGD) pour votre thèse ? La thèse peut être assimilée à un projet et certaines universités au Royaume Uni, aux Pays-Bas et plus récemment en France préconisent la rédaction d'un plan de gestion associé à la thèse. Le PGD (ou DMP = Data Management Plan) est un outil de planification qui peut vous aider à anticiper et bien gérer toutes les étapes du cycle de vie de vos données, à limiter les risques de perte ou corruption de données, à adopter de bonnes pratiques de gestion, pour in fine produire des données respectueuses des principes FAIR, adoptés aujourd'hui par l'ensemble des acteurs de la recherche. Il est désormais exigé par la plupart des financeurs de la recherche (Commission Européenne et ANR ...) dans le cadre de projets financés. Rédiger un PGD pour votre thèse, peut être un bon exercice pour vous préparer à la future rédaction de réponses à des appels d'offre. Comment faire en pratique ? • Site DataPartage : Pourquoi et comment rédiger un plan de gestion de données ? • Site Doranum : https://doranum.fr/plan-gestion-donnees-dmp/, La minute vidéo PGD • Site DataCC : https://www.datacc.org/bonnes-pratiques/adopter-un-plan-de-gestion-des-donnees/ • Suivre une classe virtuelle INRAE : Open Class "Rédaction d'un PGD" • Produire des données FAIR ! Favoriser la production de données FAIR (Findable - Accessible - Interoperable - Reusable) est aujourd'hui un objectif soutenu par l'ensemble des acteurs de la recherche. Source : https://open-science-training-handbook.gitbook.io/book/ Si vous suivez les conseils et recommandations de cette page, vous avez toutes les chances d'avoir produit des données de qualité. Si vous préférez une version illustrée : "Pensez FAIR" - https://datapartage.inrae.fr/Gerer/Cycle-de-la-donnee Affiche cycle de vie des données réalisée dans le cadre des Missions QualiNous & RGPD, INRAE-ACT Vous pouvez tester le niveau de "Fairification" de vos données grâce à ces outils :  ARDC : https://ardc.edu.au/resources/working-with-data/fair-data/fair-self-assessment-tool • D'autres ressources pour se former ou s'autoformer En interne INRAE • Formation à la science ouverte OSCAR - Module "Gestion et partage des données" • Le site "Gestion et partage des données" • Des classes virtuelles d'environ 2h (Open Class) sont régulièrement proposées sur : o la rédaction des plans de gestion de données, o le dépôt et la description d'un jeu de données dans Data INRAE, o la rédaction et la publication de data papers, Sites externes • Le site DORANUM (Données de la Recherche : Apprentissage NUMérique à la gestion et au partage) propose un dispositif de formation à distance intégrant de nombreuses ressources d’auto-formation déclinées sur différents supports (textes, infographies, vidéos) et sur 9 thématiques. o Parcours interactif sur la gestion des données de la recherche (2020) o • Le site DataCC. Accompagnement à la gestion des données de recherche en physique et en chimie : https://www.datacc.org/ o Data Stories : https://www.datacc.org/reseau-datacc/data-stories/ o • Le dossier "Open Access & Open Data" réalisé par l'Ecole des Ponts - ParisTech • • The Open Science Training Handbook : https://www.ouvrirlascience.fr/the-open-science-training-handbook/
Figlio di un decurione, Patricio, ancora pagano, e della cristiana Monnica, fu iscritto tra i catecumeni; compì gli studi in patria, a Madaura, poi a Cartagine: periodo da lui descritto come di abbandono alle passioni amorose. Da una concubina ebbe nel 372 un figlio, Adeodato. La lettura dell'Hortensius ciceroniano lo attrasse, diciannovenne, alla filosofia, e aderì presto al manicheismo, presentatogli come spiegazione scientifica dell'universo. Se ne fece anzi propagandista a Tagaste, dopo la morte del padre, e a Cartagine ove ottenne qualche successo come retore, e scrisse il suo primo libro, De pulchro et apto (perduto), in cui pare si sforzasse a dare veste filosofica al manicheismo, nel quale era però rimasto semplice uditore. Passò poi, abbandonando la madre, a Roma; quindi, su raccomandazione di Simmaco, come professore ufficiale di retorica (autunno 384), a Milano, ove maturò la crisi spirituale, in seguito alla quale, dimessa la concubina e rinunciando al matrimonio vantaggioso per cui insisteva Monnica, si decise ad abbracciare il cristianesimo, che gli si palesava, allora, come in pieno e perfetto accordo con la filosofia neoplatonica e la predicazione di s. Ambrogio. A Cassiciacum (probabilmente Cassago, in Brianza), dimessosi dalla cattedra, scrisse le prime opere pervenuteci (i dialoghi Contra academicos, De vita beata, De ordine e Soliloquia) e cominciò a comporre una serie di manuali delle arti liberali; fu battezzato da s. Ambrogio la notte del sabato santo (24-25 aprile) del 387. Trascorse a Roma l'inverno (Monnica morì ad Ostia nel novembre) e tornò a Tagaste, continuando, nella vita monastica, la sua attività di scrittore. Nel 391 fu ordinato sacerdote a Ippona, ove, tra la fine del 395 e il 396, fu consacrato come successore dal vescovo Valerio già prossimo a morte; lo stesso fece poi (426) A. col prete Eraclio. Le reliquie, portate in Sardegna da s. Fulgenzio e altri vescovi esuli nel 486, furono dopo l'invasione saracena trasportate, per opera del re Liutprando, a Pavia ove gli fu eretto il monumento: ma che fossero di lui quelle ritrovate nel 1695 fu contrastato dal Muratori e da altri. Nei 34 anni di episcopato lo tennero occupato, oltre le cure costanti dedicate alla sua chiesa, la copiosa corrispondenza (ci sono giunte 218 lettere di A., oltre i trattatelli in forma epistolare, e 53 dirette a lui), la predicazione (i sermoni conservati e noti finora sono più di 500), i concilî e le eresie e scismi, la lotta contro i quali assorbì grandissima parte dell'attività letteraria, che ha reso A. proverbiale come uno non solo dei più dotti e profondi, ma dei più fecondi scrittori mai esistiti. Appunto le polemiche, insieme con la conversione, l'ordinazione e la consacrazione, contrassegnano, all'ingrosso, anche periodi dello svolgimento del pensiero di lui. Con la conversione comincia la polemica contro i manichei, già accennata nei "Dialoghi di Cassiciaco" e continuata in una serie di scritti per lo più filosofico-religiosi (per es. De quantitate animae, De libero arbitrio, il libro VI De musica, De magistro, De vera religione, De utilitate credendi), in cui vediamo A. passare gradatamente dall'affermazione della superiorità essenziale della ragione sulla fede, a quella dell'utilità e ragionevolezza dell'affidarsi all'auctoritas fondata sulla rivelazione e universalmente riconosciuta, della Chiesa; ed elaborare insieme la sua caratteristica dottrina della conoscenza. La felicità , cui gli uomini aspirano, non si consegue senza il possesso della verità . Contro gli scettici, egli usa l'argomento principe: se dubito, so di dubitare, dunque di essere; se sbaglio, sono (motivo che da taluni storici della filosofia viene indicato tra gli antecedenti del dubbio cartesiano: non sfugge comunque il diverso contesto). Ma la verità va cercata in me stesso: è la dottrina neoplatonica del ritorno su sé stessa dell'anima, che, riconosciuta la mutevolezza del mondo esteriore, percepito dai sensi, e la sua propria, si avvia a ricercare la verità immutabile, per cui è vero ogni ragionamento vero, e che è Dio medesimo. I sensi, dunque, e anche le parole del maestro, non fanno se non ridestare idee, che sono già nell'anima: non però nel senso della dottrina platonica della reminiscenza, ma in quanto in interiore homine habitat veritas, parla cioè, in fondo all'anima, il Maestro interiore, il Verbo divino; nell'uomo (in interiore homine) brilla la luce del vero che dona a ciascuno le rationes aeternae, principio e fondamento di ogni giudizio. È questa la teoria detta dell'illuminazione, che, non del tutto chiarita da A., si presta a varie interpretazioni (secondo che le rationes aeternae si intendano come "idee innate", o come "categorie" del giudizio); essa si collega alla dottrina del "maestro interiore", il Verbo, il solo vero maestro: sicché l'insegnare degli uomini è solo un preparare ad ascoltare la voce del Verbo divino. Queste dottrine furono da A. mantenute anche in opere posteriori ma il primitivo entusiasmo per Platone, Plotino e i "platonici" (che, se fossero vissuti ora, - dice - si sarebbero fatti cristiani) e per i neoplatonici si affievolì col tempo. La polemica antimanichea venne continuata in altri scritti (per es. Contra Adimantum, Contra epistolam Manichaei quam vocant fundamenti) fino al voluminoso Contra Faustum e ad altri opuscoli fino al 405 circa, poi sporadicamente in un paio di opuscoli e, in parte, nel trattatello contro tutte le eresie (De haeresibus, 428-29). L'ordinazione sacerdotale obbliga A. a spiegare al popolo i libri sacri; egli partecipa più intimamente della vita della Chiesa e viene a conoscere lo scisma che tormenta la Chiesa africana. Comincia così la polemica contro il donatismo, con l'interessante Psalmus abecedarius contra partem Donati, primo esempio degli scritti popolareggianti di A. (versi di 16 sillabe, abbandono della prosodia e metrica classica, assonanza in e), poi con una serie di opere (Contra epistolam Parmeniani, De baptismo, Contra litteras Petiliani, Contra Cresconium) fino alla grande "conferenza" di Cartagine (411; Breviculus collationis cum donatistis) quindi, con minor frequenza di scritti, sino al Contra Gaudentium (420 circa). In questa polemica, che lo portò a occuparsi dell'ecclesiologia, A. segue s. Cipriano e s. Ottato mantenendo fermissimo il principio della validità ed efficacia obiettiva (ex opere operato) dei Sacramenti, la cattolicità e l'unità della Chiesa, fuori della quale non v'è salvezza e che è corpus permixtum: ne fanno parte cioè grano e zizzania, buoni e malvagi, che soltanto Gesù Cristo ha diritto di separare nel giorno del Giudizio. Ma mentre all'inizio, e ancora nel 411, A. non voleva ricorrere ad altro mezzo che la persuasione attraverso la discussione, tuttavia, con le leggi di Onorio contro gli scismatici e di fronte alla loro ostinazione, cambiò parere: e come dalla netta distinzione tra scisma ed eresia passò a definire questa quale "scisma inveterato", così ammise la legittimità e necessità della coercizione e del ricorso all'autorità civile, fissando altresì il dovere per il sovrano cristiano di attenersi al magistero della chiesa.Ma con l'ordinazione A. si dedica anche con maggiore intensità allo studio della Bibbia: specialmente del Genesi, passando dall'interpretazione strettamente allegorica (De Genesi adversus Manichaeos, 388-90) a quella letterale, e insieme di valore filosofico (De Genesi ad litteram liber imperfectus), e di s. Paolo (Expositio quarundam propositionum ex Epistola ad Romanos, Epistolae ad Romanos expositio inchoata, Expositio Epistolae ad Galatas, parecchie delle questioni trattate nel De diversis quaestionibus octogintatribus). Cogliamo qui un momento importantissimo nello svolgimento del pensiero teologico di A., e oggetto di molte discussioni. Egli si è sforzato di mantenere in primo luogo la giustizia di Dio, che premia i buoni, cioè coloro che credendo si acquistano un merito, e che punisce i malvagi. Ma, dopo un lungo sforzo, A. viene a riconoscere che il momento iniziale dell'atto di fede, l'initium fidei, che è initium salutis, non è opera dell'uomo ma viene da Dio: al quale non si può tuttavia rimproverare alcuna ingiustizia, se, gratuitamente, fa grazia ad alcuni; mentre gli uomini tutti, in cui sopravvive il peccato originale, non meritano se non la condanna. Questi concetti appaiono per la prima volta con tutta chiarezza, nel primo scritto posteriore all'episcopato di A., il De diversis quaestionibus ad Simplicianum. Frutto di questa conquista del suo pensiero, che lo induce a rimeditare sulla sua vita, si possono considerare le Confessioni (398 circa), nelle quali, altresì, sono ripresi altri due temi che lo appassionano: quello della cultura cristiana e quello dei principî che presiedono all'interpretazione della Scrittura. La prima questione è da lui affrontata sotto l'aspetto teorico nel De doctrina christiana (interrotto, ma ripreso e terminato nel 426): come anche nelle Confessioni A. è sensibile ai pericoli della cultura tradizionale, pagana, ma vuole salvarne il buono, che va assunto e fatto proprio dal cristianesimo. Così, conchiudendo una lunga controversia, A. assicura col peso della sua autorità la trasmissione della cultura antica. Ma nelle Confessioni il problema della memoria (in essa è la misura del tempo) trascina seco quello della creazione. A. la ritiene avvenuta nel tempo, anzi col tempo, dal nulla, e per tutte le cose simultaneamente, ma non allo stesso modo: ché alcune furono create da Dio non in atto e nella loro forma perfetta, ma solo in potenza, o in germe (rationes seminales, energie latenti destinate a svilupparsi nel tempo e a produrre, al momento opportuno per ciascuno, i diversi esseri). A queste conclusioni A. è portato da un nuovo studio dei primi 3 capitoli del Genesi (De Genesi ad litteram libri XII, tra il 401 circa e il 415 circa). Accanto al quale, tra le opere esegetiche, vanno ricordati il De consensu evangelistarum (400 circa), le Enarrationes in Psalmos, e i Tractatus in evangelium Iohannis, raccolte di sermoni su questi libri. Ma nelle Confessioni A. ha inserito anche un'istruzione catechetica (proprio con il commento al Genesi), affine a quella da lui data in un'altra operetta, il De catechizandis rudibus (400 circa). E il motivo della memoria, che appare nelle Confessioni, diventa importantissimo in un altro trattato su cui A. si affaticò lungo (400 circa -416 circa): il De Trinitate. L'anima è un pensiero (mens) da cui nasce una conoscenza (notitia), e nel suo rapportarsi a questa conoscenza nasce l'amore che essa si porta (amor). Nell'anima o, meglio, nella memoria, nell'intelletto e nella volontà , nella parte cioè più alta e nobile di essa, che ricorda, comprende e ama sé stessa, ma soprattutto ricorda, conosce e ama Dio, A. scorge le "vestigia" della Trinità divina. Di essa, criticando talvolta le formule di s. Ilario di Poitiers, egli mette in rilievo l'unità di sostanza, insistendo sull'uguaglianza delle tre Persone: le operazioni ad extra sono l'opera indistinta di tutte, ciò che si dice di ciascuna quanto alla sostanza, e anche alla sapienza e altri attributi, è comune, uguale, identico e numericamente uno in tutte; mentre esse si distinguono e si oppongono secondo le loro relazioni reciproche. Teoria che, chiarendo la processione dello Spirito Santo principaliter, sì, dal Padre, ma anche dal Figlio, divenne importantissima per lo svolgimento della teologia occidentale, cui A. ha legato il carattere "cristocentrico", conforme alla tendenza fondamentale del suo pensiero, aggirantesi intorno alla persona e all'opera del Cristo ed alla redenzione dell'uomo dal peccato, mercé la grazia. Intorno a questi temi scoppiò la polemica con Pelagio, già scandalizzatosi in Roma per l'invocazione delle Confessioni a Dio: da quod iubes et iube quod vis e ora rifugiatosi in Africa con il suo compagno Celestio (che, denunciato da Paolino di Milano, venne condannato nel 411 da un concilio locale, a Cartagine). Si possono distinguere in essa varie fasi: quella iniziale, in cui A. combatte ancora soltanto le dottrine, non gli uomini, che sa molto stimati (De peccatorum meritis et remissione, a Marcellino, il l. III composto dopo che A. ebbe conosciuto il commento di Pelagio a s. Paolo; De spiritu et littera ad Marcellinum e, a complemento, per asserire la necessità delle opere buone accanto alla fede, De fide et operibus; nonché il De bono viduitatis, dedicato a Giuliana, madre di Demetriade, in occasione della monacazione di questa); quella della polemica diretta, provocata dalle vicende di Pelagio in Oriente fino alla condanna da parte del papa Innocenzo I (con la celebre affermazione che, dopo tanti concilî, anche Roma locuta est; causa finita est; utinam aliquando finiatur error) e, dopo il grande concilio di Cartagine (418) da papa Zosimo (De natura et gratia contra Pelagium, De perfectione iustitiae hominis, contro Celestio, De gestis Pelagii, De gratia Christi et peccato originali); quella della lotta contro i pertinaci difensori di Pelagio (De nuptiis et concupiscentia ad Valerium comitem, Contra duas epistolas Pelagianorum, Contra Iulianum, e Contra secundam Iuliani responsionem, il cosiddetto Opus imperfectum, contro lo stesso Giuliano di Eclano, interrotto per la morte di A.), intesa al tempo stesso a chiarire la sua dottrina ai monaci di Adrumeto (De gratia et libero arbitrio, e De correptione et gratia, dedicati all'abate Valentino) e a combattere i "semipelagiani" della Gallia meridionale, insorti contro questi scritti (De praedestinatione sanctorum e De dono perseverantiae). Questa dottrina agostiniana del peccato originale, della grazia e della predestinazione, precisatasi ma anche irrigiditasi e spinta alle estreme conseguenze nell'ardore della polemica, si è prestata a varie e contrastanti interpretazioni. A. prende le mosse dalla condizione di Adamo, creato esente dalla morte (posse non mori, diverso da non posse mori proprio degli esseri spirituali) e dalla concupiscenza, capace quindi di non peccare (il posse non peccare, diverso dal non posse peccare degli eletti), e nella piena libertà di optare per il bene conformandosi a una ragione che aveva il perfetto predominio sui sensi, capace altresì di perseverare nel bene, grazie all'aiuto (adiutorium sine quo non) concessogli da Dio. Avendo Adamo peccato, la sua colpa si trasmise all'intero genere umano, divenuto così massa damnata; peccato di origine, che A. dimostra, fra l'altro, in base all'uso della Chiesa di amministrare agli infanti il battesimo che annulla la concupiscenza in quanto reato, ma la lascia sopravvivere actu, così che l'uomo, pur conservando il libero arbitrio, è privato di quella libertas ... quae in Paradiso fuit (Enchir. 26-27). Per poter resistere cioè alla concupiscenza, occorre ora un aiuto divino maggiore di quello dato ad Adamo: la grazia è dunque necessaria per avere la fede, e questa perché vi sia quell'amore di Dio, in quanto sommo bene, senza di che non esiste né beatitudine né vera moralità (e non vi sono pertanto vere virtù fra i pagani). Ma questo soccorso (adiutorium quo) non è concesso a tutti: Dio, senza alcuna ingiustizia, ma per un suo gratuito atto di misericordia, prepara per alcuni i mezzi, pienamente efficaci, per condurli alla salvezza cui li ha predestinati ab aeterno. Accusato dai pelagiani di manicheismo, A. tuttavia, come si vede, non considera come malvagia la stessa natura umana, e non condanna la procreazione: nel matrimonio, il male è la concupiscentia carnis; e anche questo può essere rivolto a un fine buono, la generazione dei figli congiunta alla volontà della loro rigenerazione attraverso il battesimo. Ma i bambini morti senza di questo, secondo A., non si sottraggono alla pena eterna. Poiché la trasmissione del peccato originale si spiegava più facilmente mediante la teoria secondo cui l'anima è generata, spiritualmente, da quella dei genitori (traducianismo), mentre, più conforme alla sua dottrina dell'illuminazione, era l'altra teoria, della creazione di ogni anima da Dio (creazionismo), A. rimase incerto fino all'ultimo (De anima et eius origine, 419-20). E poiché è ignoto chi siano gli eletti, la concezione agostiniana della predestinazione coincide con quella della Chiesa come corpus permixtum (v. sopra). La scossa profonda data a tutto il mondo romano dall'incursione di Alarico, le querimonie dei pagani additanti nel cristianesimo la causa di tutti i mali del mondo, indussero A. a meditare sulla storia, e a scrivere l'altra delle sue opere maggiori e più celebri dopo le Confessioni: il De civitate Dei. Nel corso della storia procedono unite le due città (Civitas Dei e Civitas terrena), nate l'una dall'amor Dei usque ad contemptum sui, l'altra dall'amor sui usque ad contemptum Dei e predestinate, la prima a regnare in eterno con Dio, l'altra a subire l'eterno supplizio. Neppure quest'opera è, in fondo, davvero sistematica; cosciente dello sviluppo del proprio pensiero, A. sembra invitare i lettori a imitarlo nello sforzo di progredire: del resto volle egli stesso correggere i suoi errori (ma anche dimostrare, specie contro i manichei, la sua fondamentale coerenza) in quella originalissima rassegna dei suoi scritti che sono le Retractationes (426-27). Va menzionato ancora, breve e bellissimo compendio della dottrina cristiana, l'Enchiridium ad Laurentium (De fide, spe, charitate, 421); e va almeno accennato il valore letterario dei suoi scritti, specie delle Confessioni. Festa, 28 agosto. L'interesse educativo di A. non è limitato ai problemi pedagogici più dibattuti dalla Patristica, e cioè all'utilizzazione della cultura pagana nella formazione dei ragazzi, ed ai modi e metodi dell'educazione religiosa. Esso si connette piuttosto ad un tema filosofico fondamentale nella sua speculazione, quello della "verità interiore" e quindi con la dottrina dell'illuminazione. Il processo educativo consiste nel trarre alla luce la verità , nel ritrovare Dio-maestro nel profondo dell'anima (Christus intus docet). Il maestro vero è quindi solo Cristo, i maestri terreni non possono far altro che stimolare la riscoperta della verità stessa che è in noi come segno della presenza di Dio. Dal punto di vista didattico A. accoglie la necessaria propedeutica delle "arti liberali", ma la cultura per sé non è indispensabile, poiché le virtù cristiane si realizzano anche al di fuori di esse. Necessaria è invece la cultura religiosa da impartire anche alle menti più rozze: nel De catechizandis rudibus Agostino parla di tale opera educativa, ponendo in rilievo la funzione fondamentale che ha in essa l'amore con cui il maestro discende al livello dell'educando (così come Cristo ha fatto per l'uomo facendosi uomo) e vivifica anche gli aspetti più elementari e consueti del fatto educativo.
L'attentato alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001 è stato orchestrato dall'organizzazione terroristica al-Qaida, guidata da Osama bin Laden. Al-Qaida, un gruppo estremista islamico, aveva l'obiettivo di colpire gli Stati Uniti per una serie di motivi, tra cui la loro presenza militare in Medio Oriente, il sostegno a Israele e le politiche economiche e geopolitiche percepite come oppressive nei confronti dei Paesi musulmani. L'attacco ha coinvolto 19 terroristi, che hanno dirottato quattro aerei commerciali: due hanno colpito le Torri Gemelle a New York, un altro il Pentagono vicino a Washington, D.C., mentre il quarto, United Airlines Flight 93, è precipitato in un campo in Pennsylvania dopo che i passeggeri hanno tentato di riprendere il controllo dell'aereo. Osama bin Laden ha rivendicato la responsabilità dell'attentato, che ha provocato circa 3.000 morti e ha avuto un impatto duraturo sulla politica internazionale, portando alle guerre in Afghanistan e Iraq e a significativi cambiamenti nella sicurezza globale Il fatto che quattro aerei dirottati siano riusciti a deviare dalla loro rotta senza un immediato intervento da parte delle autorità aeree è legato a una serie di fattori: 1. **Dirottamenti inattesi**: Prima dell'11 settembre 2001, il protocollo per gestire i dirottamenti aerei era molto diverso. I dirottamenti aerei, quando accadevano, di solito erano gestiti attraverso negoziazioni e si presumeva che i dirottatori cercassero principalmente attenzione o denaro, non attacchi suicidi. Non c'era una preparazione specifica per l'eventualità che gli aerei venissero usati come armi. 2. **Interruzione delle comunicazioni**: I dirottatori hanno spento i transponder sugli aerei (dispositivi che inviano segnali radar con informazioni su altitudine e posizione), rendendo difficile per i controllori del traffico aereo tracciare con precisione gli aerei. Gli aerei risultavano ancora visibili sui radar primari, ma senza i dati specifici del transponder era difficile capire immediatamente che c'era una deviazione fuori rotta. 3. **Tempo di reazione**: Gli eventi si sono svolti in un breve arco di tempo. I primi segni di problemi sui voli sono emersi intorno alle 8:14 (con l'American Airlines Flight 11), e il primo schianto contro la Torre Nord è avvenuto alle 8:46. Tra l'inizio dei dirottamenti e gli impatti, il tempo per reagire è stato limitato. La portata dell'attacco era senza precedenti, e nessuno si aspettava che i dirottatori avrebbero usato gli aerei come armi contro obiettivi civili. 4. **Coordination failures**: Anche se ci sono stati segnali di problemi, la comunicazione tra le varie agenzie coinvolte (Federal Aviation Administration, NORAD, ecc.) non era ottimale. La procedura per attivare la difesa aerea in caso di dirottamento era complessa, e la possibilità che aerei civili venissero utilizzati come armi suicide non era contemplata nei protocolli. 5. **NORAD e tempi di risposta**: Il NORAD (North American Aerospace Defense Command), incaricato della difesa aerea, aveva una capacità limitata di intercettare rapidamente aerei dirottati nello spazio aereo interno. Prima dell'11 settembre, le operazioni di difesa erano concentrate su possibili minacce esterne, e non su attacchi interni. Anche quando i caccia furono inviati, era troppo tardi per impedire gli impatti. Questi fattori, combinati con l'incredulità che un tale attacco potesse realmente accadere, hanno reso possibile che quattro aerei fossero dirottati e usati come armi senza un intervento preventivo efficace. Dopo l'11 settembre, furono apportati significativi cambiamenti ai protocolli di sicurezza aerea per prevenire simili attacchi in futuro. L'idea che l'11 settembre abbia fornito un "pretesto" per attaccare l'Afghanistan è stata ipotizzata da diverse teorie del complotto e punti di vista critici sulla politica estera degli Stati Uniti. Tuttavia, è importante distinguere tra i fatti documentati e le ipotesi non verificate. ### Fatti documentati: 1. **Al-Qaida e Osama bin Laden**: Gli attacchi dell'11 settembre sono stati rivendicati da al-Qaida, che aveva il suo quartier generale in Afghanistan sotto la protezione del regime talebano. Gli Stati Uniti hanno chiesto ai talebani di consegnare Osama bin Laden, ma il governo talebano ha rifiutato. Questo ha portato all'intervento militare in Afghanistan con l'obiettivo dichiarato di smantellare al-Qaida e rimuovere i talebani dal potere. 2. **Legittimazione internazionale**: L'invasione dell'Afghanistan è stata ampiamente appoggiata a livello internazionale, con il sostegno delle Nazioni Unite e della NATO. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato risoluzioni che condannavano gli attacchi e riconoscevano il diritto di difesa degli Stati Uniti. ### Teorie del complotto: Alcuni teorici sostengono che l'11 settembre potrebbe essere stato usato come pretesto per giustificare una guerra che rientrava in più ampi interessi geopolitici. Secondo questa visione, l'invasione dell'Afghanistan non riguardava solo la lotta contro il terrorismo, ma anche: - **Influenza geopolitica**: Gli Stati Uniti avrebbero cercato di stabilire una maggiore presenza militare e influenza in una regione strategica, vicina a Paesi come l'Iran, la Cina e la Russia. - **Risorse naturali**: L'Afghanistan ha un'importanza geopolitica anche per i suoi potenziali corridoi energetici e per le sue risorse minerarie, anche se non ha ricchezze petrolifere significative come altri Paesi del Medio Oriente. ### Critiche legittime: Al di là delle teorie del complotto, ci sono critiche legittime alla risposta degli Stati Uniti e all'espansione della guerra al terrorismo. Ad esempio: - **La guerra in Iraq**: Mentre l'invasione dell'Afghanistan fu largamente supportata, l'invasione dell'Iraq nel 2003 fu molto più controversa. Molti analisti ritengono che l'amministrazione Bush abbia sfruttato la paura generata dall'11 settembre per giustificare un attacco all'Iraq, anche se non c'erano prove concrete di un collegamento tra il regime di Saddam Hussein e al-Qaida. - **Durata della guerra**: La guerra in Afghanistan si è trasformata in un conflitto di lunga durata, che molti vedono come fallimentare, con risultati incerti nonostante il grande impegno militare ed economico. ### Conclusione: Sebbene sia possibile che alcune figure politiche o militari abbiano sfruttato l'attacco dell'11 settembre per portare avanti agende geopolitiche preesistenti, i fatti storici mostrano che l'invasione dell'Afghanistan fu una reazione diretta agli attacchi e alla minaccia di al-Qaida. Le decisioni successive, in particolare l'espansione della "guerra al terrorismo", sono state oggetto di forti critiche e controversie, ma non ci sono prove concrete che l'11 settembre sia stato pianificato o lasciato accadere per giustificare un'invasione. La **caduta delle Torri Gemelle** l'11 settembre 2001 è stata causata principalmente dai **danni strutturali provocati dall'impatto degli aerei e dal conseguente incendio**, secondo le indagini ufficiali. Le teorie che ipotizzano l'uso di esplosivi sono state ampiamente investigate ma smentite dalle analisi tecniche e dalle prove disponibili. ### Versione ufficiale: 1. **Impatto degli aerei**: Gli aerei di linea colpirono le Torri Gemelle a una velocità molto elevata, causando danni immediati e significativi alle colonne portanti esterne e interne degli edifici. Questi danni strutturali compromettevano già parte della stabilità delle torri. 2. **Incendi**: L'impatto degli aerei ha causato l'esplosione del carburante contenuto nei serbatoi, innescando vasti incendi. Il calore generato dagli incendi all'interno degli edifici raggiunse temperature estremamente elevate (fino a 1000°C o più), che indebolirono ulteriormente l'acciaio delle strutture portanti. 3. **Cedimento strutturale**: L'acciaio non deve necessariamente fondere per perdere la sua capacità portante; a temperature elevate, l'acciaio diventa più malleabile e perde resistenza. Questo, unito al danno meccanico già causato dall'impatto degli aerei, ha portato al cedimento progressivo delle strutture superiori, che sono collassate sui piani inferiori in una sorta di effetto domino. Questo spiega il "crollo verticale" delle torri. ### Investigazioni tecniche: 1. **Rapporto del NIST**: Il **National Institute of Standards and Technology (NIST)** ha condotto un'indagine approfondita sulla caduta delle torri. Secondo il rapporto del NIST, **non ci sono prove** che suggeriscano l'uso di esplosivi o ordigni nei crolli delle torri. I crolli sono stati attribuiti esclusivamente ai danni strutturali causati dagli impatti e agli incendi successivi. 2. **Simulazioni e analisi**: Gli ingegneri hanno simulato il comportamento degli edifici durante l'attacco e hanno concluso che l'indebolimento delle strutture portanti a causa del calore è stato sufficiente a spiegare il collasso. Il crollo avvenne in maniera progressiva e non con le caratteristiche di una demolizione controllata, come l'uso di esplosivi. ### Teorie del complotto: Nonostante le spiegazioni tecniche ufficiali, alcune persone sostengono che il crollo sia stato causato da esplosivi piazzati all'interno delle torri. Queste teorie si basano su: - **Testimonianze di esplosioni**: Alcune persone hanno riportato di aver sentito rumori di esplosioni prima o durante i crolli. Tuttavia, gli esperti hanno spiegato che questi rumori possono essere attribuiti a numerosi fattori, come i cedimenti strutturali e le esplosioni secondarie dovute al cedimento di infrastrutture interne (ad esempio, serbatoi di gas o trasformatori elettrici). - **Crollo simmetrico**: Alcuni teorici sostengono che il crollo delle torri sia stato troppo "ordinato" per essere casuale. Tuttavia, il collasso verticale è stato spiegato come il risultato del cedimento simultaneo di più colonne portanti indebolite dal calore. - **Teoria del crollo controllato**: Alcuni sostengono che le torri siano cadute con la rapidità e la precisione di una demolizione controllata. Tuttavia, studi dettagliati del NIST e altre organizzazioni non hanno trovato alcuna prova di esplosivi o segni di una demolizione pianificata. ### Conclusione: Le indagini ufficiali e i rapporti tecnici indicano chiaramente che il crollo delle Torri Gemelle è stato causato dagli impatti degli aerei e dai successivi incendi che hanno indebolito la struttura, portando al collasso progressivo. Le teorie che ipotizzano l'uso di esplosivi sono state esaminate ma non supportate da prove concrete. L'11 settembre 2001 ha avuto un impatto profondo anche sulla musica, influenzando artisti di diversi generi e portandoli a esprimere il dolore, la rabbia, la riflessione e la speranza che l'evento ha generato. La musica ha raccontato l'episodio da diverse prospettive, esplorando sia il trauma individuale che quello collettivo, e offrendo una forma di guarigione o commemorazione per chi l'ha vissuto. ### Canzoni che hanno affrontato l'11 settembre: 1. **Bruce Springsteen – "The Rising" (2002)** Questo album è uno dei più emblematici legati all'11 settembre. La title track, "The Rising", racconta la storia di un pompiere che sale verso le Torri Gemelle e riflette sul sacrificio e la speranza. L'intero album esplora i temi della perdita e della resilienza attraverso il prisma dell'America post-11 settembre, e rappresenta una sorta di catarsi per molte persone che hanno cercato conforto nella musica. 2. **Paul McCartney – "Freedom" (2001)** Paul McCartney era a New York il giorno degli attacchi e ha scritto questa canzone in risposta, cercando di trasmettere un messaggio di forza e resistenza. "Freedom" è stata eseguita al concerto benefico **"The Concert for New York City"**, un evento organizzato per raccogliere fondi per le vittime dell'attacco e celebrare il coraggio dei soccorritori. 3. **Toby Keith – "Courtesy of the Red, White and Blue (The Angry American)" (2002)** Questa canzone country ha rappresentato il lato più patriottico e arrabbiato della reazione americana agli attentati. Toby Keith esprime il desiderio di giustizia (o vendetta), e la canzone è diventata molto popolare tra coloro che volevano una risposta forte agli attacchi. Sebbene controversa per i suoi toni duri, ha rappresentato una parte significativa del sentimento nazionale. 4. **Alan Jackson – "Where Were You (When the World Stopped Turning)" (2001)** Questa ballata country ha cercato di catturare lo shock, la confusione e il dolore collettivo che l'11 settembre ha causato. La canzone pone domande che molti si sono fatti: "Dov'eri quando il mondo si è fermato?" Il tono è riflessivo e malinconico, ed è diventata una delle canzoni più ricordate che trattano direttamente dell'evento. 5. **U2 – "Walk On" (2001)** Sebbene scritta prima dell'11 settembre, "Walk On" è diventata una sorta di inno di resilienza dopo l'attacco. U2 ha dedicato diverse performance della canzone alle vittime dell'11 settembre, e il testo, che parla di andare avanti di fronte alle avversità , è stato interpretato come un messaggio di forza per chi cercava di ricostruire la propria vita. 6. **Neil Young – "Let’s Roll" (2001)** Questa canzone è stata ispirata dagli atti eroici dei passeggeri del volo United 93, che si sono ribellati contro i dirottatori, impedendo che l'aereo colpisse un obiettivo a terra. La frase "Let's roll" era ciò che uno dei passeggeri, Todd Beamer, ha detto mentre guidava la ribellione. Neil Young ha scritto questo brano per onorare quei passeggeri coraggiosi. ### Concerti e eventi musicali commemorativi: - **The Concert for New York City (2001)** Subito dopo gli attacchi, questo grande concerto benefico si è tenuto al Madison Square Garden per raccogliere fondi a favore delle vittime e per rendere omaggio ai soccorritori. Vi hanno partecipato artisti come Paul McCartney, The Who, Mick Jagger, David Bowie e molti altri. L'evento è stato una celebrazione dell'unità e della solidarietà di fronte alla tragedia. - **America: A Tribute to Heroes (2001)** Questo telethon, trasmesso a livello nazionale, ha visto la partecipazione di artisti come Bruce Springsteen, U2, Celine Dion e molti altri. Lo scopo era quello di raccogliere fondi per le vittime e i loro familiari, e molte delle performance erano riflessive e piene di emozione, offrendo un momento di unità e commiserazione collettiva. ### Effetti sull’industria musicale: L'11 settembre ha avuto anche un impatto diretto sull'industria musicale: - **Censura e sensibilità **: Molte canzoni che potevano essere considerate inappropriate o troppo aggressive dopo l'11 settembre furono temporaneamente rimosse dalle playlist radiofoniche, come "Imagine" di John Lennon (per il suo messaggio pacifista) o "New York, New York" di Frank Sinatra, per il legame con la città colpita. - **Modifiche ai testi e alle copertine**: Alcuni artisti modificarono testi o copertine di album che potevano sembrare insensibili o inappropriate nel clima post-11 settembre. Ad esempio, i Dream Theater cambiarono la copertina del loro album "Live Scenes from New York" perché raffigurava il World Trade Center in fiamme, una coincidenza che uscì pochi giorni prima degli attacchi. ### Conclusione: La musica ha offerto un modo per elaborare il trauma dell'11 settembre, sia attraverso canzoni che commemorano i caduti, sia con inni che hanno ispirato resistenza e speranza. Artisti di ogni genere hanno interpretato l'evento in modi diversi, riflettendo la complessità delle emozioni che ha suscitato, dall'angoscia e la perdita alla forza e la solidarietà . Sì, le **Dixie Chicks** (oggi conosciute come **The Chicks**) hanno avuto notevoli problemi, ma non per aver trattato direttamente il tema dell'11 settembre. I problemi che hanno affrontato sono legati alle loro critiche alla guerra in Iraq e alla presidenza di **George W. Bush**, che erano strettamente connesse al clima politico post-11 settembre. ### Contesto: Nel marzo 2003, durante un concerto a Londra, la cantante **Natalie Maines**, frontwoman delle Dixie Chicks, fece una dichiarazione che scatenò una controversia a livello nazionale negli Stati Uniti. Mentre l'invasione dell'Iraq era imminente, Maines disse al pubblico: > **"Just so you know, we’re ashamed that the President of the United States is from Texas."** Questa dichiarazione era una critica diretta al presidente **George W. Bush**, nato in Texas come Maines e il resto della band. La critica arrivava in un momento in cui il patriottismo e il sostegno alla guerra erano fortemente presenti negli Stati Uniti, specialmente nel Sud, dove le Dixie Chicks avevano una vasta base di fan nella comunità country. ### Conseguenze: 1. **Boicottaggi e censure**: Dopo il commento di Maines, molte stazioni radio, soprattutto quelle country, **boicottarono le Dixie Chicks**, rimuovendo le loro canzoni dalle playlist. In alcune parti degli Stati Uniti, i fan organizzarono pubblici **roghi dei loro album**. 2. **Perdita di supporto nel mondo country**: La comunità della musica country, che spesso riflette valori patriottici e conservatori, si rivolse contro di loro. Molti artisti e fan country criticarono duramente le Dixie Chicks per aver espresso opinioni contro la guerra e contro il presidente in un momento in cui il sostegno alla leadership nazionale era considerato importante. 3. **Minacce e ostilità **: Le Dixie Chicks ricevettero **minacce di morte** e furono soggette a intense campagne di odio. Questo dimostrò quanto fossero polarizzate le opinioni politiche negli Stati Uniti all'epoca, specialmente nell'industria della musica country. 4. **Carriera messa in pausa**: Dopo la controversia, la loro carriera negli Stati Uniti subì un grave colpo. Le vendite dei loro album calarono, e per diversi anni furono considerate una "band alienata" dall'industria country. Tuttavia, il gruppo trovò maggiore supporto nel pubblico internazionale e in generi musicali non tradizionalmente legati al country. ### La risposta delle Dixie Chicks: Le Dixie Chicks risposero alla controversia con coraggio e determinazione. Nel 2006, pubblicarono l'album **"Taking the Long Way"**, che includeva la famosa canzone **"Not Ready to Make Nice"**. Questo brano affrontava direttamente le critiche ricevute e il loro rifiuto di scusarsi per aver espresso le proprie opinioni. > **"Not Ready to Make Nice"** fu un grande successo e vinse diversi Grammy Awards, incluso quello per il **Miglior Album dell'Anno** e la **Canzone dell'Anno**. L'album rappresentava un chiaro messaggio: non erano pronte a cedere alla pressione e non si scusavano per aver esercitato la loro libertà di espressione. ### Riflessione sulla controversia: La controversia rifletteva una tensione più ampia nella società americana post-11 settembre, dove il patriottismo era visto da molti come un valore sacro e la critica alle politiche governative, specialmente riguardo alla guerra, poteva essere percepita come un tradimento. Le Dixie Chicks divennero un simbolo di questa polarizzazione e del conflitto tra libertà di espressione e patriottismo. ### Conclusione: Sebbene le Dixie Chicks non abbiano trattato direttamente l'11 settembre, la loro critica alla guerra in Iraq e a George W. Bush, strettamente connessa agli eventi post-11 settembre, portò a una delle più grandi controversie nella storia della musica country. Tuttavia, con il tempo, il gruppo è riuscito a superare le difficoltà e ha ottenuto una sorta di redenzione artistica e pubblica, guadagnando il rispetto di molti per la loro integrità e il loro coraggio nel difendere le proprie opinioni. Sì, i **Green Day** hanno trattato indirettamente i temi legati all'11 settembre e le sue conseguenze, soprattutto attraverso il loro album più famoso, **"American Idiot"** (2004). L'album non affronta direttamente gli attacchi dell'11 settembre, ma esplora il clima politico e sociale che si è sviluppato negli Stati Uniti dopo gli attentati, in particolare la guerra in Iraq, il patriottismo estremo e la manipolazione dei media. ### Contesto di "American Idiot": "American Idiot" è un concept album che segue un personaggio chiamato **Jesus of Suburbia**, che rappresenta la frustrazione e l'alienazione della generazione cresciuta nell'America post-11 settembre. L'album racconta una storia di rabbia, disillusione e ribellione contro il governo, i media e la società americana dell'epoca. ### Temi principali legati all'11 settembre e alle sue conseguenze: 1. **Critica ai media e alla manipolazione dell'informazione**: - La title track, **"American Idiot"**, critica aspramente la manipolazione dei media e il modo in cui la società americana è stata spinta verso un patriottismo cieco e un clima di paura. La canzone si scaglia contro l'idea che gli americani vengano indotti a seguire passivamente le direttive dei media e del governo, un tema strettamente legato alla narrazione post-11 settembre e alla propaganda che ha accompagnato la guerra in Iraq. > "Don't wanna be an American idiot, Don't want a nation under the new media." Qui, la band esprime il loro disgusto per l'influenza della propaganda mediatica e la crescente polarizzazione politica. 2. **Disillusione verso il governo e la guerra**: - Il brano **"Holiday"** è una feroce critica alla guerra in Iraq e alla politica estera dell'amministrazione Bush, spesso vista come una conseguenza diretta degli attacchi dell'11 settembre. La canzone denuncia l'ipocrisia e l'avidità che, secondo i Green Day, hanno guidato la decisione di invadere l'Iraq. > "This is the dawning of the rest of our lives, On holiday." Il termine "holiday" viene usato sarcasticamente per indicare una pausa dalla realtà , mentre la guerra viene condotta senza una giustificazione morale valida. 3. **Riflessioni sulla paura e l'ansia della generazione post-11 settembre**: - **"Boulevard of Broken Dreams"** esplora temi più personali di alienazione e solitudine, ma riflette anche l'ansia e la disillusione che molti americani, specialmente giovani, hanno provato nell'era post-11 settembre. Il senso di isolamento e la perdita di speranza di Jesus of Suburbia rappresentano simbolicamente il malessere di una generazione confusa e incerta sul futuro. > "I walk a lonely road, The only one that I have ever known." 4. **Rabbia verso l'apatia sociale**: - In **"Wake Me Up When September Ends"**, molti hanno visto una connessione simbolica con gli attacchi dell'11 settembre. Sebbene la canzone sia stata scritta dal frontman **Billie Joe Armstrong** come una riflessione personale sulla morte di suo padre, è diventata una sorta di inno per chiunque cercasse di elaborare il dolore e il trauma degli eventi del 2001. L'uso di "September" nel titolo ha portato molti a collegare il brano agli eventi dell'11 settembre e al desiderio di superare quel periodo buio. > "Here comes the rain again, Falling from the stars, Drenched in my pain again, Becoming who we are." La canzone evoca sentimenti di perdita e desiderio di guarigione, temi che risuonano con l'atmosfera post-attentati. ### Impatto di "American Idiot": "American Idiot" è stato un successo enorme e ha avuto un impatto culturale significativo. L'album ha dato voce a una generazione di giovani disillusi dalla politica americana e dalla guerra, riflettendo il malcontento diffuso verso l'amministrazione Bush e il modo in cui il paese aveva reagito agli eventi dell'11 settembre. Il successo dell'album ha portato anche alla produzione di un musical omonimo, che ha continuato a esplorare questi temi. ### Conclusione: I Green Day non hanno trattato direttamente gli attacchi dell'11 settembre, ma il loro album "American Idiot" è una risposta critica alle conseguenze politiche e sociali di quell'evento, in particolare la guerra in Iraq, la manipolazione dei media e la disillusione dei giovani. L'album è stato un potente veicolo di protesta contro il clima politico dell'epoca e ha dato voce alla frustrazione di molti americani.
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