Loading...

Cambiale tratta
Quiz by daniela zappi
Customize this quiz to suit your class
Instantly translate to 100+ languages
Tag the questions with any skills you have. Your dashboard will track each student's mastery of each skill.
Give this quiz to my class
Cambiare il corso delle stelle
Il medioevo è passato alla storia come il periodo dei secoli bui nessuno però mi ha spiegato che era stato spegnere la luce sono queste le parole con cui luciano de crescenzo ha sdrammatizzato uno dei miti più diffusi del medioevo e cioè che sia stato un secolo buio e arretrato iniziamo a fare un po di chiarezza quando inizia e quando finisce il medioevo beh su questo gli studiosi sono abbastanza concordi il medioevo e inizia con la caduta dell'impero romano d'occidente nel 476 dopo cristo e finisce con la scoperta dell'america nel 1492 tuttavia gli storici hanno individuato due fasi ben distinte l'alto medioevo dal quinto secolo al 1000 il basso medioevo dall'anno mille al 1492 medioevo significa età di mezzo la parola a compare per la prima volta nel quindicesimo secolo con un'accezione negativa indicava la decadenza vissuta dall umanità dall'arrivo dei barbari nei confini dell'impero d'occidente l'avvento dei barbari in effetti cambia le fattezze dell'impero vengono a crearsi i regni romano barbarici molto diversi fra di loro ma c'è un'istituzione che rimane indenne durante le invasioni la chiesa con gregorio magno si stabilisce il primato del vescovo di roma sulla cristianità e nel sesto secolo si sviluppa il monachesimo e allora ci sia lo scisma d'oriente nel 1053 quando l'imperatore d'oriente favorisce il patriarca di costantinopoli rispetto al vescovo di roma si apre una fase molto critica per diversi motivi il primo è che nel 568 scendono in italia i longobardi che vi rimangono fino al 774 il secondo è che inizia contemporaneamente anche l'avanzata degli islamici uniti sotto maometto e carlo martello a fermarli con la battaglia di poitiers ma questo non basta a bloccare la loro espansione dal medioriente fino alla spagna e all'africa del nord dal punto di vista sociale invece si sviluppa il feudalesimo ma in cosa consiste esattamente bene i sudditi più potenti detti passaggi gestiscono un bene per conto di un signore che garantisce loro protezione in cambio gli giurano fedeltà e combattono per lui alla loro morte il bene torna al suo proprietario ma nel 1307 cambia anche questo viene sancito infatti il principio di ereditarietà del bene con cui le terre amministrate dal vassallo passano ai suoi eredi il sovrano più importante del medioevo è probabilmente carlomagno che nell'ottocento viene incoronato imperatore dal papa il suo regno è vastissimo ma la sua morte si disgrega in tre parti una per ciascun figlio i tre nuovi regni sono l'italia il cui sovrano mantiene il titolo di imperatore la francia orientale la germania dove nasce il sistema curtense e poi in ultimo la francia occidentale il sacro romano impero nasce il 962 con l'incoronazione di ottone primo ma è alle soglie dell'anno mille che il concetto di medioevo assume nuove forme nascono infatti le signorie dove signori locali a centro hanno nelle loro mani poteri giuridici e amministrativi ed erigono castelli per difendersi dalle invasioni di saraceni e normanni nell'undicesimo secolo inizia anche la riforma della chiesa che condanna a tre pizzi molto diffusi la simonia ovvero la vendita delle cariche religiose il concubinato ovvero la pratica per cui i preti prendevano moglie e infine il nepotismo ovvero la trasmissione della carica ad amici e parenti
Domande semplificate per la studentessa con ADHD: 1. Cosa serve per fare un buon piano per un'azienda? A. Sapere quanto costa tutto B. Capire chi sono i clienti e i competitor C. Scegliere il prodotto o servizio da vendere D. Fare tanti soldi 2. Perché è importante fare un piano per un'azienda? A. Per avere le idee chiare su cosa fare B. Per fare un bel logo C. Per vendere di più D. Per assumere più persone 3. Cosa ti aiuta a fare un buon piano per un'azienda? A. Spendere meno soldi B. Far conoscere i prodotti a più persone C. Trovare chi ti dà i soldi per l'azienda D. Assumere più persone 4. Cosa c'è scritto nella parte del piano che parla dei competitor? A. Chi sono le altre aziende che vendono le stesse cose B. Come fare pubblicità su internet C. Quanti prodotti si venderanno D. Come impacchettare i prodotti 5. Perché è importante la parte del piano che parla dei soldi? A. Per mettere il logo dell'azienda B. Per sapere chi ti fornisce le cose C. Per capire chi lavora nell'azienda D. Per sapere quanto si spenderà e quanto si guadagnerà 6. Cosa c'è scritto nella parte del piano che parla dell'azienda? A. Come si fa a lavorare in sicurezza B. Come trovare i soldi per l'azienda C. Con chi fare accordi per vendere di più D. Chi è l'azienda e cosa vuole fare 7. Perché è importante fare un piano per vendere i prodotti o servizi? A. Per comprare meno cose B. Per far conoscere i prodotti a più persone e venderli C. Per cambiare il modo in cui funziona l'azienda D. Per assumere più persone 8. Cosa c'è scritto nella parte iniziale del piano che riassume tutto? A. Quanto costa tutto e come si guadagna B. Chi lavora nell'azienda e come è organizzata C. Chi aiuta l'azienda a fare le cose D. Le cose più importanti del piano per l'azienda 9. Perché è importante fare un'analisi SWOT? A. Per sapere chi ti fornisce le cose B. Per capire i punti di forza, di debolezza, le opportunità e le minacce per l'azienda C. Quanto costa tutto e come si guadagna D. Chi sono le persone importanti dell'azienda 10. Perché è importante fare un piano per le attività quotidiane dell'azienda? A. Per cambiare l'indirizzo dell'azienda B. Per avere più soldi per l'azienda C. Per sapere cosa fare ogni giorno per raggiungere gli obiettivi dell'azienda D. Per fare accordi con altre aziende Note: Le risposte sono formulate in modo semplice e diretto, utilizzando un linguaggio adatto all'ADHD. Sono state eliminate le informazioni non necessarie e gli elementi distraenti. Le risposte sono strutturate in modo chiaro e conciso, utilizzando elenchi puntati e frasi brevi. Sono stati utilizzati esempi concreti per facilitare la comprensione.
Musica e Spazio Bruxelles 1958 L'Esposizione L’Esposizione Universale di Bruxelles del 1958 rappresenta una svolta decisiva nella storia delle Expo e, più in generale, nel modo in cui il progresso viene immaginato e messo in scena. È la prima Esposizione Universale del secondo dopoguerra, organizzata in un contesto storico profondamente diverso rispetto a quello ottocentesco e della Belle Époque. Dopo le distruzioni della Seconda guerra mondiale, l’Europa guarda al futuro con l’esigenza di ricostruire, ma anche di ridefinire il proprio rapporto con la tecnologia, la scienza e la modernità . Il tema generale dell’Expo 58 è legato alla fiducia nel progresso scientifico e tecnologico come strumento di miglioramento della vita umana. Al centro dell’esposizione non c’è più soltanto la macchina industriale, ma l’idea di un futuro modellato dall’elettronica, dall’energia, dalle nuove forme di comunicazione e dalla ricerca scientifica. Il simbolo stesso dell’esposizione, l’Atomium, esprime visivamente questa visione: una gigantesca struttura ispirata al modello dell’atomo, che rappresenta l’entusiasmo per la scienza e per le sue applicazioni. Dal punto di vista organizzativo, l’Expo di Bruxelles mantiene la tradizionale presenza dei padiglioni nazionali, in cui i diversi Paesi presentano la propria identità culturale, tecnologica e produttiva. Tuttavia, accanto a questi, emerge con forza una novità significativa: la presenza dei padiglioni aziendali. Non sono più solo le nazioni a raccontare il futuro, ma anche le grandi imprese industriali e tecnologiche, che iniziano a svolgere un ruolo centrale nella costruzione dell’immaginario collettivo. Aziende come Philips non si limitano a esporre prodotti, ma propongono visioni, esperienze e ambienti immersivi. Il padiglione diventa uno spazio di sperimentazione in cui tecnologia, design, architettura e arti si intrecciano. Questo cambiamento segna un passaggio fondamentale: l’Expo non è più soltanto una vetrina statica, ma un luogo in cui il visitatore è coinvolto direttamente, invitato a vivere un’esperienza. In questo contesto, l’Esposizione Universale di Bruxelles del 1958 si distingue come un momento di transizione tra le esposizioni del passato e quelle contemporanee. È qui che prende forma un nuovo modo di concepire lo spazio espositivo, il ruolo della tecnologia e il rapporto tra arte, scienza e industria. Ed è proprio all’interno di questo scenario che nasce il Padiglione Philips, destinato a cambiare radicalmente il modo di pensare la musica, il suono e l’esperienza artistica. Il padiglione Philips Il Padiglione Philips nasce come uno dei progetti più radicali dell’Esposizione Universale di Bruxelles del 1958. L’azienda Philips decide di non limitarsi a presentare prodotti tecnologici, ma di costruire un’esperienza capace di mostrare il rapporto tra tecnologia, arte e percezione. Per questo affida il progetto a Le Corbusier, che concepisce il padiglione come un’opera totale, in cui architettura, suono e immagini sono pensati insieme fin dall’inizio. Un ruolo centrale nella progettazione è svolto da Iannis Xenakis, compositore e architetto, che applica principi matematici e geometrici alla forma dell’edificio. Il padiglione è progettato a partire da superfici complesse, in particolare iperboloidi e paraboloidi, forme curve generate da linee rette. Queste superfici consentono di costruire una struttura leggera ma stabile, composta da una serie di gusci che si innalzano verso l’alto come picchi o tende sonore. La scelta di queste forme non è soltanto estetica: esse rispondono a precise esigenze strutturali e acustiche, trasformando l’architettura in parte attiva dell’esperienza sonora. All’interno del Padiglione Philips il pubblico vive un’esperienza rigorosamente progettata. I visitatori entrano a piccoli gruppi e seguono un percorso obbligato della durata di pochi minuti. Durante questo breve attraversamento, sono immersi in un ambiente in cui architettura, musica e immagini agiscono simultaneamente. poème électronique La musica del Poème électronique composta da Edgard Varèse non è eseguita dal vivo, ma diffusa attraverso una rete di altoparlanti collocati lungo le superfici curve del padiglione. Grazie a questa disposizione, il suono può muoversi nello spazio: alcuni eventi sonori sembrano provenire dall’alto, altri dai lati o dal fondo, creando la percezione di masse sonore in movimento. La musica non è quindi soltanto una successione di suoni nel tempo, ma una vera e propria regia spaziale. Accanto alla componente sonora è presente una componente visiva altrettanto importante. Sulle pareti interne del padiglione vengono proiettate immagini statiche organizzate in sequenza, concepite da Le Corbusier come un racconto visivo per immagini. Le immagini sono sincronizzate con la musica e con i cambiamenti di intensità sonora: non illustrano il suono in modo diretto, ma dialogano con esso, creando corrispondenze, contrasti e tensioni. A completare l’esperienza intervengono la luce e l’architettura stessa. Le superfici del padiglione funzionano come schermo, come spazio di proiezione e come elemento simbolico. Ciò che il visitatore vede e ciò che ascolta si influenzano reciprocamente, dando vita a un dispositivo percettivo unitario. Ciò che accade all’interno del Padiglione Philips non è quindi uno spettacolo tradizionale, ma un’esperienza immersiva e multimediale. Il visitatore non è uno spettatore seduto, ma un corpo in movimento che attraversa lo spazio. Per la prima volta nella storia, la musica diventa parte di un progetto artistico totale, in cui suono, immagini, luce e architettura concorrono a costruire un’unica esperienza sensoriale.
110.31.b.17.C
Topic: Reading/Vocabulary Development
STAAR English II High School 2014 - Past Paper
110.31.b.1.B