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La plastica
Quiz by Lorenzo Redaelli
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La plastica nei mari
Sai cosa sono le microplastiche? Quando si parla di microplastiche si fa riferimento a particelle di materiale plastico più piccole di 5 mm, ci sono due tipi di microplastiche ci sono le microplastiche primarie che sono fabbricate di proposito per essere aggiunte ad alcuni prodotti e modificarne le proprie proprietà, per esempio sono presenti in alcuni dentifrici e saponi liquidi sotto forma di granuli abrasivi, ma le ritroviamo anche in diverse prodotti di bellezza dove contribuiscono a creare una sensazione delicata sulla pelle, così come nei bagnoschiuma glitterati. Poi ci sono le microplastiche secondarie, formate dalla frammentazione di materiali di plastica più grande che può venire per effetto degli agenti atmosferici oppure per erosione meccanica, la loro diffusione naturale è provocata dal littering ma anche dall’abrasione degli pneumatici o dei tessuti sintetici come ad esempio i vestiti da sport. Un terzo delle microplastiche presenti nei mari proviene proprio da quest'ultima fonte, si staccano dai vestiti sintetici lavaggio dopo lavaggio; le microplastiche non sono biodegradabili al contrario si accumulano nell'ambiente nel corso del tempo e costituiscono una delle più recenti e pericolose forme di inquinamento ambientale. Le microplastiche primarie insieme frammenti più piccoli delle secondarie finiscono prima o poi nelle stazioni di depurazione delle acque ma non vengono filtrate perché troppo piccole, risultato, finiscono nei laghi negli di oceani, nel mare e anche nel suolo uno studio recente ha dimostrato che le microplastiche sono presenti un po' ovunque e possono anche essere trasportate dalle gocce di pioggia oppure dall'aria e raggiungere così le vette delle montagne oppure le calotte polari. Solo settant'anni fa la plastica non esisteva e ora sta contaminando ogni angolo del pianeta in Europa si stima che più di 40.000 tonnellate di microplastiche inquinano direttamente il mare. Ogni anno lo zooplancton marino può ingerire queste particelle che risalgono così la catena alimentare fino ad arrivare ai mammiferi marini, ai grossi pesci e infine all'uomo. Anche se gli effetti sugli organismi e sulla nostra salute non sono ancora del tutto noti, i primi risultati indicano che potrebbero esserci dei rischi, il fenomeno va quindi trattato con molta attenzione nell’attesa che si trovino delle soluzioni più sostenibili per sostituire le microplastiche ognuno di noi può agire per limitare il fenomeno: 1- smaltimento: smaltire rifiuti di plastica nella maniera giusta consegnandoli nei centri di raccolta e ovviamente non lasciarli in natura dove possono frammentarsi e diventare elementi più piccoli ovvero microclimatiche. 2- usarne meno, ricordate che la plastica migliore è quella che non si usa, evitate di usarla tutte le volte che potete e sostituitela con gli oggetti e materiale riutilizzabili. 3- bucato: cercate di usare detersivi naturali per il bucato, in modo da preservare più a lungo i vestiti sintetici come quelli da sport che altrimenti si degradano più in fretta disperdendo le microplastiche che la lavatrice non è in grado di filtrare. Bene, e ora sai cosa sono le microplastiche?
1. Da cosa si ricavano le materie plastiche? a) Sabbia, calce e argilla b) Argilla e acqua c) Petrolio e derivati d) Gesso e ferro 2. Qual è uno svantaggio delle plastiche tradizionali? a) Costano troppo b) Si degradano molto lentamente c) Sono conduttrici di elettricità d) Contengono ossigeno e idrogeno 3. Le materie plastiche sono utili perché: a) Sono sempre biodegradabili b) Assorbono acqua e luce c) Resistono bene solo alle alte temperature d) Sono leggere, modellabili e resistenti 4. Quali sono i principali materiali artificiali da costruzione? a) Rame, ferro, zinco e piombo b) Laterizi, ceramica e vetro c) Sabbia, ghiaia e marmo d) Legno, carbone e calcare 5. Come si classificano i laterizi in base all’uso? a) Opachi e trasparenti b) Per strutture, coperture, pavimenti e decorazioni c) Solidi e liquidi d) Per interni ed esterni 6. I laterizi sono ottenuti da: a) Argilla cotta b) Marmo frantumato c) Vetro fuso d) Plastica riciclata 7. I materiali leganti vengono usati per: a) Rivestire pareti b) Unire materiali da costruzione c) Colorare la ceramica d) Lucidare superfici 8. Il cemento si ottiene da: a) Cottura di Sabbia e acqua b) Cottura di Calce viva e acqua c) Cottura di calcare e argilla d) Fusione del ferro 9. Quale materiale è usato per il cemento armato? a) Acciaio b) Mattoni pieni c) Fibra di vetro d) Rame lucido 10. Il vetro si produce principalmente dalla: a) Calce e argilla b) Silice e ossidi c) Resina e olio d) Gesso e caolino 11. Il vetro pyrex è utilizzato per: a) Tetti e coperture b) Contenitori resistenti al calore c) Oggetti decorativi in legno d) Pavimentazioni industriali 12. Il metodo "float glass" serve per produrre: a) Tubi in PVC b) Lastre di vetro c) Mattoni refrattari d) Bottiglie in plastica 13. Qual è una proprietà del vetro? a) È biodegradabile b) È un isolante elettrico c) Assorbe umidità d) Conduce il calore facilmente 14. Un vantaggio dell’uso delle plastiche è che: a) Sono facilmente modellabili b) Si sciolgono con l’acqua c) Sono trasparenti come il vetro d) Durano poco 15. Le rocce metamorfiche sono: a) Rocce trasformate da calore e pressione b) Completamente artificiali c) Usate solo per decorare d) Composte da sabbia e gesso 16. Il calcestruzzo è formato da: a) Solo sabbia e cemento b) Cemento, sabbia, acqua e ghiaia c) Argilla e vetro d) Cemento e legno
Le microplastiche Le microplastiche rappresentano il 20% delle 8 milioni di tonnellate di plastica che finiscono negli oceani ogni anno le più comuni sono le microfibre provenienti per la maggior parte da capi di abbigliamento sintetici l'università di Newcastle ha studiato per oltre 50 anni le acque del Mare del Nord facendo luce sull'impatto del cambiamento dei microrganismi dei livelli di nutrienti e del riscaldamento globale ma ora i ricercatori stanno utilizzando i campioni d'acqua raccolti per analizzare una crescente invisibile minaccia che sta colpendo i nostri oceani: le microfibre di plastica. Alla radice del problema c'è l'industria tessile. che produce più di 40 milioni di tonnellate di prodotti sintetici l'anno. La grande maggioranza sono vestiti, realizzati in poliestere, un materiale che ha molti benefici, viene utilizzato per lo sport e l'attività all'aperto, si asciuga bene, è economico, ma la sua resistenza rende difficile la sua decomposizione. Ecco cosa succede ogni volta che indossiamo un capo realizzato con fibre sintetiche. Cosa ti fa pensare la parola poliestere? Agli abiti degli anni settanta? Alle camicie inamidate? Una volta era così, oggigiorno lo indossano tutti.” I pantaloncini per yoga, maglioni di lana, l’intimo” sono fatti tutti con fibre sintetiche come Il poliestere più poliestere vuol dire maggiore richiesta per i materiali che lo producono, ma non servono nuovi materiali, alcune aziende producono in poliestere da materiali usati come le bottiglie di plastica. Ogni giorno si consumano miliardi di bottiglie di plastica, e questo è il problema. Certo la soluzione sarebbe usare meno plastica, ma mentre si cerca di diluire il consumo di plastica alcune aziende trasformano le bottiglie in oggetti che ci piacciono. Bevete, gettate la bottiglia, fatela riciclare, tagliatela, tessetela, indossatela, lavatela, indossatela di nuovo, lavatela di nuovo, sembra la soluzione perfetta No? Ma se ci pensiamo meglio in questo comportamento si nascondono molti problemi: Il primo è che la gente potrebbe usare più plastica usa e getta, pensando che venga riciclata continuamente. Ma c'è un altro problema, un micro problema, che si somma a tutti gli altri: ogni volta che si lavano le fibre sintetiche, sia che si ricavano da bottiglie riciclate o da materiali nuovi dei minuscoli pezzetti di plastica le microfibre finiscono nello scarico dell’acqua, quindi dopo centinaia di migliaia di lavaggi i nostri capi si disintegrano. Più vecchi sono peggio è. Il problema maggiore è che queste fibre sono così piccole che non sempre vengono filtrate negli impianti, finendo nei fiumi, nei laghi, nell'oceano, una volta nell'oceano agiscono come spugne risucchiando gli altri agenti inquinanti, sono come delle piccole bombe tossiche, cariche di olio per motori, pesticidi, sostanze chimiche industriali, che finiscono nello stomaco dei pesci e quindi nei nostri. Si stima che ce ne siano 1,4 milioni di trilioni negli oceani cioè 200 milioni di microfibre a persona. Questo è l'altro lato della medaglia, di quella che sembravano soluzione al problema, sarebbe il caso che queste aziende ripartano da zero, perché se è vero che possiamo lavare meno i nostri vestiti o evitare di comprare abiti sintetici non possiamo risolvere il problema senza di loro, se vogliamo che la questione diventi una priorità di queste aziende, dobbiamo farci sentire, troviamo una soluzione reale per rendere i nostri vestiti sicuri per l'ambiente sicuri per gli oceani e sicuri per noi.
L'ACQUA IN BOTTIGLIA - ESPERIMENTO 2 Dato che aria e acqua non possono occupare contemporaneamente lo stesso spazio, se si versa dell'acqua in una bottiglia, l'aria che è all'interno deve uscire. Lo vedrai con questa prova, per la quale ti servono una bottiglia a collo piuttosto largo, un piccolo imbuto di plastica, una cannuccia da bibite piegabile, un po' di plastilina e una candela. • Infila nella bocca della bottiglia l'imbuto e la cannuccia da bibite, piegata quasi ad angolo retto (osserva il disegno). Tappa ermeticamente con la plastilina tutti i vuoti all'imboccatura della bottiglia. • Accendi la candela e sistemala all'altezza dello sbocco della cannuccia. Ora versa l'acqua nell'imbuto. Noterai che man mano che il liquido entra nella bottiglia la fiamma si piega: l'aria, scacciata dall'acqua, esce dalla cannuccia e soffia sulla candela.
Comportamenti Sostenibili Insegnare ai bambini l'importanza della sostenibilità è fondamentale per garantire un futuro migliore per il nostro pianeta. Ecco alcuni comportamenti sostenibili che i bambini possono adottare nella vita quotidiana. Ridurre, Riutilizzare, Riciclare Ridurre Consumo di energia: Spegnere le luci quando si esce da una stanza e scollegare i dispositivi elettronici quando non sono in uso. Uso dell'acqua: Chiudere il rubinetto mentre si lavano i denti e fare docce più brevi. Riutilizzare Materiali creativi: Utilizzare scatole di cartone, bottiglie di plastica e altri materiali per progetti artistici. Abbigliamento e giocattoli: Scambiare vestiti e giocattoli con amici o donarli a chi ne ha bisogno. Riciclare Raccolta differenziata: Imparare a separare correttamente i rifiuti e a riciclare carta, plastica e vetro. Compostaggio: Creare un piccolo compost in giardino per scarti di cibo e foglie. Rispetto per la Natura Educazione Ambientale Escursioni: Partecipare a passeggiate nella natura per conoscere flora e fauna locali. Giardinaggio: Coltivare un piccolo orto per comprendere il ciclo di crescita delle piante. Protezione degli Animali Osservazione: Imparare a osservare gli animali senza disturbarli. Alimentazione corretta: Non alimentare gli animali selvatici con cibi inappropriati. Consumo Responsabile Alimentazione Cibo locale e stagionale: Scegliere frutta e verdura di stagione e di produzione locale. Riduzione degli sprechi: Imparare a non sprecare cibo, utilizzando gli avanzi per nuove ricette. Acquisti Prodotti ecologici: Preferire prodotti con imballaggi riciclabili e a basso impatto ambientale. Seconda mano: Acquistare abbigliamento e giocattoli usati. Trasporto Sostenibile Camminare o andare in bicicletta: Scegliere di camminare o andare in bicicletta per brevi distanze invece di utilizzare l'auto. Trasporti pubblici: Utilizzare autobus o treni per ridurre l'impatto ambientale del trasporto privato. Promuovere questi comportamenti sostenibili nei bambini non solo aiuta l'ambiente, ma educa anche le nuove generazioni a prendersi cura del nostro pianeta.
Soluciones a la contaminación por plástico
ACTIVIDAD 4. Descubre el mapa del agua en tu comunidad Te invitamos a convertirte en un explorador del agua. Ahora que ya aprendiste de dónde viene, cómo la usamos y por qué es tan importante cuidarla, es momento de mirar a tu alrededor y descubrir cómo el agua forma parte de tu vida diaria. Observa con atención tu comunidad y elabora un mapa del agua, donde muestres cómo se mueve el agua que está presente en tu entorno. Materiales sugeridos: • Hojas reutilizadas, cartulina o cuadernos. • Lápices, colores, marcadores o crayones. • Regla, adhesivos o recortes (opcional). ¿Qué debes hacer? En una hoja o cartulina, dibuja un mapa de tu comunidad o del entorno de tu escuela. No tiene que ser perfecto ni exacto, lo más importante es observar, pensar y representar lo que conoces. ¿Qué puedes incluir en tu mapa? • Lugares donde hay agua: Ríos, quebradas, lagunas, canales o el mar (si están cerca). Grifos, estanques, pozos o bebederos. Plantas de tratamiento de agua potable o de aguas residuales (si conoces alguna). • El recorrido del agua: Trata de averiguar de dónde viene el agua que llega a tu casa o escuela, cómo llega hasta ahí y qué pasa con el agua después de que es usada. • Cuidado del agua: Marca con dibujos o símbolos los lugares donde el agua se cuida, también indica los lugares donde podría desperdiciarse o contaminarse y añade ideas o acciones para proteger mejor el agua en tu comunidad. Reflexiona mientras dibujas: ¿De dónde viene el agua que usas cada día? ¿Qué acciones realizamos para no desperdiciarla? ¿Qué podríamos hacer para proteger mejor el agua en nuestra comunidad? Cuando termines tu mapa, compártelo con tus compañeros y cuéntales lo que descubriste sobre el agua. Juntos pueden crear un diario mural en la escuela para compartirlo con la comunidad y promover grandes cambios. 2.2.1 ¿Cómo funciona una planta potabilizadora? Para entender cómo el agua pasa de un río o un embalse hasta el grifo de tu casa siendo totalmente segura, podemos imaginar la planta potabilizadora como una gran fábrica de limpieza que utiliza procesos físicos y químicos, de acuerdo a los siguientes pasos: 1) Captación: El primer paso es extraer el agua de la fuente natural. En la entrada de la planta hay rejas de distintos tamaños que funcionan como un filtro gigante, separando objetos grandes como ramas, plásticos o piedras para evitar que dañen la maquinaria de la planta. 2) Coagulación y floculación: Se añaden sustancias químicas que facilitan la unión de las partículas pequeñas para que luego formen grumos más grandes, llamados flóculos, que son más fáciles de separar del agua. 3) Decantación: Una vez que la suciedad se ha agrupado en flóculos más pesados, el agua pasa a grandes tanques, donde por efecto de la gravedad, esos flóculos se depositan en el fondo y forman un lodo, mientras que el agua más limpia queda en la parte superior y continúa el proceso. 4) Filtración: Aunque el agua ya parezca limpia, aún puede tener impurezas muy pequeñas. Para eliminarlas, el agua atraviesa capas de arena y otros materiales como carbón activado, que actúan como filtros. 5) Desinfección: Este es el paso final para garantizar que el agua no nos enferme, pues se eliminan microorganismos, bacterias y virus, para ello se añade una cantidad controlada de cloro o se utiliza luz ultravioleta (UV) u ozono. 6) Análisis de laboratorio: Se realizan análisis físicos y químicos para asegurar la calidad del agua. Gracias a las plantas potabilizadoras y al trabajo de muchas personas, el agua llega a nuestras casas limpia y segura. Sin embargo, el agua es un recurso limitado. Aunque la tecnología de las plantas es muy avanzada, este proceso requiere mucha energía, conocimientos y cuidado, por lo que proteger y usar el agua de forma responsable es tarea de todos. Aprende más de la potabilización del agua con Veolia: https://www.youtube.com/watch?v=bmtDt2yHwnQ 2.3 Detectives del agua: ¿Qué pasa con el agua después de usarla? Después de usar el agua en casa, por ejemplo, al lavarnos las manos, ducharnos o utilizar el inodoro, el agua no desaparece. Se convierte en agua usada y comienza un nuevo recorrido dentro del ciclo urbano, tal como se mencionó anteriormente