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Ultima noapte de dragoste, întâia noapte de război
Quiz by Simona Muresan
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ultima
¡La Última Prueba!
* 3.3. PRÁTICA - A Última Ceia, Exemplo de Doação e Serviço
Crea un quiz utilizzando questo testo: Affacciato sull’ultima e più decorata loggia tra i due torricini, lo studiolo è l’ambiente più intimo del Palazzo e raffigura il ritratto interiore di Federico, la sua cultura, le sue scelte intellettuali ed estetiche. Sebbene Carlo Bertelli ne postici la data, tradizionalmente lo studiolo viene riferito al 1476, anno che appare nell’iscrizione che glorifica il Duca al di sotto del sontuoso soffitto a lacunari. Quest’ultimo, opera di GIULIANO e BENEDETTO DA MAIANO, riporta emblemi e onorificenze di Federico, le stesse che ricorrono nelle sottostanti decorazioni. Nella parte più alta dello studiolo si incontrano i 28 ritratti (oggi solo 14) degli Uomini Illustri attribuiti al fiammingo Giusto di Gand e a “Pietro Spagnolo”, riconosciuto da parte della critica in Pedro Berruguete. La loro presenza ha la funzione esemplare di ispirare il padrone di casa a imitarli nelle loro virtù. Originariamente erano inseriti in una doppia tribuna di bifore e accoppiati grazie al loro ambito di ricerca o professionale in un tacito dialogo di gesti. Nella tribuna inferiore si raffigurano personalità ecclesiastiche (dove appaiono anche i poeti cristiani Dante e Petrarca), in quella superiore le personalità laiche. L’ambivalenza tra sacro e profano o cristiano e pagano ricorre in tutta la decorazione dello studiolo e riappare nei due sacelli sottostanti (il Tempietto delle Muse e la Cappellina del Perdono) e quindi in Vaticano nella Stanza della Segnatura di Raffaello. Nel 1631, con la morte di Francesco Maria II Della Rovere, ultimo Duca di Urbino, i territori del Ducato tornano alla Chiesa e il Legato Cardinale Antonio Barberini, nipote di Urbano VIII, preleva malamente i dipinti, mutilandoli in singoli ritratti e privandoli di gran parte delle iscrizioni. Le tavole passano nella collezione romana dei Barberini e rimangono insieme fino al 1812, quando 14 di esse passano alla famiglia Colonna di Sciarra che le vende al Marchese Campana. Nel 1861 vengono acquistate da Napoleone III per approdare nel 1863 al Louvre. I 14 dipinti rimasti in Italia ritornano a Urbino nel 1934. Al di sotto dei dipinti tutto è rappresentato nella perfezione illusionistica della prospettiva intarsiata dei da Maiano. Sono raffigurate le tre Virtù Teologali, negli armadi e sui sedili sono simulate le serie degli oggetti che arredano solitamente gli studioli e che qui simboleggiano le virtù cardinali, le discipline del Trivium e soprattutto del Quadrivium, in sintonia con la cultura matematico-scientifica di Federico. Vi è ritratto anche il principe con veste da casa e lancia puntata a terra. Deposta l’armatura, simbolo della sua vita attiva, il Duca può dedicarsi nello studiolo all’otium, allo studio, alla contemplazione. Grande importanza è data alla musica con la presenza degli strumenti musicali, i più rappresentati tra gli oggetti, che rimandano alla tradizione pitagorica e platonica. Nella parete nord compare in un cartiglio la citazione dal libro IX dell’Eneide, “virtutibus itur ad astra” (per le virtù si giunge al cielo), che esemplifica il programma iconografico dello studiolo quale simbolo di un processo di perfezionamento interiore, che si raggiunge con la mediazione delle virtù e l’uso dell’intelletto.
Comprensión oral. "Una última carta"
Federico II di Svevia (1194–1250), noto anche come Federico II di Hohenstaufen, è una delle figure più affascinanti e complesse del Medioevo europeo. Fu imperatore del Sacro Romano Impero dal 1220 al 1250, re di Sicilia già dal 1198, re di Germania, re di Gerusalemme (dal 1225, per matrimonio), e re d’Italia. Origini e primi anni Federico nacque a Jesi (Marche) nel 1194. Era figlio dell’imperatore Enrico VI e di Costanza d'Altavilla, ultima erede del Regno di Sicilia. Dopo la morte precoce del padre, la madre affidò il regno a Papa Innocenzo III, che divenne tutore di Federico: così il futuro imperatore crebbe a Palermo, in un ambiente multiculturale e ricco di influssi arabi, greci, latini ed ebrei. Imperatore e riformatore Federico fu incoronato imperatore nel 1220. A differenza di molti suoi predecessori, era più interessato alla governance efficace e al sapere che alla guerra continua. Ecco alcuni aspetti salienti del suo regno: Regno di Sicilia: attuò una riforma centralizzatrice e illuminata, con leggi scritte e codificate nel Liber Augustalis (o Costituzioni di Melfi, 1231), uno dei primi esempi di legislazione statale moderna in Europa. Politica religiosa: pur essendo formalmente devoto, ebbe rapporti conflittuali con il papato, che lo scomunicò più volte. Era visto come un "anticristo" da alcuni papi per la sua indipendenza e tolleranza religiosa. Crociata diplomatica: durante la sesta crociata (1228-1229), Federico ottenne Gerusalemme senza combattere, tramite negoziati con il sultano al-Kamil. Un gesto unico nella storia delle crociate. Cultura e scienza: parlava più lingue (latino, greco, arabo, siciliano, tedesco) e promosse la Scuola poetica siciliana, considerata un precursore della letteratura italiana. Amava la filosofia e la scienza: fondò l’Università di Napoli nel 1224 e scrisse un trattato di falconeria (De arte venandi cum avibus). Morte e eredità Morì nel 1250 a Castel Fiorentino (in Puglia). Dopo la sua morte, il suo impero si frammentò, e il sogno di uno stato forte e centralizzato svanì. La sua figura ha lasciato un'impronta fortissima: per alcuni era un precursore del Rinascimento, per altri un sovrano eretico e pericoloso. Curiosità Era soprannominato "Stupor Mundi" ("meraviglia del mondo") per la sua cultura e visione politica. Le sue leggi erano così moderne da suscitare stupore nei secoli successivi. È protagonista di molti miti e leggende: secondo alcuni, non sarebbe morto, ma dormirebbe in una grotta in attesa di tornare (similmente a re Artù o a Barbarossa).
A partire dal primo secolo dopo cristo il cristianesimo si diffuse rapidamente in tutto l'impero romano i cristiani erano però visti con sospetto perché non adoravano la statua dell'imperatore e le altre divinità romane nel 64 dopo cristo a roma ci fu un grande incendio l'imperatore nerone incolpò e cristiani che vennero perseguitati e condannati a morte i primi cristiani si riunivano con discrezione in case private chiamate domus ecclesiae dove ascoltavano il vangelo pregavano ricevevano il battesimo e celebravano l'eucaristia verso la fine del ii secolo i cristiani cominciarono a utilizzare le catacombe gallerie scavate sotto terra qui seppellivano i loro defunti e i martiri persone condannate a morte per la propria fede nelle catacombe si trovano pitture mosaici i rilievi che raccontano episodi biblici in molti simboli usati dai primi cristiani il buon pastore che simboleggia gesù che si prende cura del suo gregge la colomba che tiene nel becco un ramoscello d'ulivo simbolo di pace e di riposo il monogramma composto dalle lettere greche hicks ep sovrapposte che si leggono chi ero che sono le lettere iniziali della parola cristo in greco l'alfa e l'omega la prima e l'ultima lettera dell'alfabeto greco che simboleggiano l'eternità di dio il pesce le lettere greche che compongono questa parola corrispondono alle iniziali della frase gesù cristo figlio di dio salvatore con l'editto del 313 l'imperatore costantino riconobbe ai cristiani il diritto di professare la propria fede le persecuzioni finirono e si costruirono nuovi luoghi di culto le basiliche
Sai cosa sono le microplastiche? Quando si parla di microplastiche si fa riferimento a particelle di materiale plastico più piccole di 5 mm, ci sono due tipi di microplastiche ci sono le microplastiche primarie che sono fabbricate di proposito per essere aggiunte ad alcuni prodotti e modificarne le proprie proprietà, per esempio sono presenti in alcuni dentifrici e saponi liquidi sotto forma di granuli abrasivi, ma le ritroviamo anche in diverse prodotti di bellezza dove contribuiscono a creare una sensazione delicata sulla pelle, così come nei bagnoschiuma glitterati. Poi ci sono le microplastiche secondarie, formate dalla frammentazione di materiali di plastica più grande che può venire per effetto degli agenti atmosferici oppure per erosione meccanica, la loro diffusione naturale è provocata dal littering ma anche dall’abrasione degli pneumatici o dei tessuti sintetici come ad esempio i vestiti da sport. Un terzo delle microplastiche presenti nei mari proviene proprio da quest'ultima fonte, si staccano dai vestiti sintetici lavaggio dopo lavaggio; le microplastiche non sono biodegradabili al contrario si accumulano nell'ambiente nel corso del tempo e costituiscono una delle più recenti e pericolose forme di inquinamento ambientale. Le microplastiche primarie insieme frammenti più piccoli delle secondarie finiscono prima o poi nelle stazioni di depurazione delle acque ma non vengono filtrate perché troppo piccole, risultato, finiscono nei laghi negli di oceani, nel mare e anche nel suolo uno studio recente ha dimostrato che le microplastiche sono presenti un po' ovunque e possono anche essere trasportate dalle gocce di pioggia oppure dall'aria e raggiungere così le vette delle montagne oppure le calotte polari. Solo settant'anni fa la plastica non esisteva e ora sta contaminando ogni angolo del pianeta in Europa si stima che più di 40.000 tonnellate di microplastiche inquinano direttamente il mare. Ogni anno lo zooplancton marino può ingerire queste particelle che risalgono così la catena alimentare fino ad arrivare ai mammiferi marini, ai grossi pesci e infine all'uomo. Anche se gli effetti sugli organismi e sulla nostra salute non sono ancora del tutto noti, i primi risultati indicano che potrebbero esserci dei rischi, il fenomeno va quindi trattato con molta attenzione nell’attesa che si trovino delle soluzioni più sostenibili per sostituire le microplastiche ognuno di noi può agire per limitare il fenomeno: 1- smaltimento: smaltire rifiuti di plastica nella maniera giusta consegnandoli nei centri di raccolta e ovviamente non lasciarli in natura dove possono frammentarsi e diventare elementi più piccoli ovvero microclimatiche. 2- usarne meno, ricordate che la plastica migliore è quella che non si usa, evitate di usarla tutte le volte che potete e sostituitela con gli oggetti e materiale riutilizzabili. 3- bucato: cercate di usare detersivi naturali per il bucato, in modo da preservare più a lungo i vestiti sintetici come quelli da sport che altrimenti si degradano più in fretta disperdendo le microplastiche che la lavatrice non è in grado di filtrare. Bene, e ora sai cosa sono le microplastiche?